Pregare il Padre nostro quotidiano

Come è nata l’idea di proporre alle ACLI una preghiera riflessiva sul Padre nostro quotidiano.

 Penso sia stato il luglio del 2004. Ero impegnato allora nel progetto Welfare delle ACLI siciliane, e, passando dalle ACLI nazionali, mi trovo a partecipare ad un pezzo di Consiglio nazionale nel quale scopro con piacere che discutendo del “carisma delle ACLI” si era ripescato un mio piccolo saggio di qualche anno prima. Incuriosito decido di partecipare all’incontro e prendo persino la parola. Si discuteva in particolare di identità aclista nella vita cristiana e pensando quale potesse essere il connotato di questa associazione mi venne in mente di proporre una preghiera riflessiva sul padre nostro sullo schema delle Lodi. Tornato a casa, l’idea mi continuava a frullare per la mente e scrissi una email che inviai ai dirigenti. La seguente:

Carissimi, voglio parteciparmi una idea che è venuta maturando nella mia mente nella giornata di oggi. Una idea allo stesso tempo semplice fino alla banalità e sconvolgente tanto che una volta delineatasi non mi ha abbandonato più.

Questa idea mi è nata partecipando – una partecipazione occasionale e fortuita perchè ero lì per altre ragioni – ad un pezzo del consiglio nazionale di questi giorni sulla vita cristiana e soprattutto al dibattito di una commissione nella quale ho preso anche, ad un certo punto, la parola perchè l’idea mi urgeva dentro anche se non era ancora del tutto delineata. E’ stato in questo gruppo che si è parlato di fare crescere la preghiera nelle ACLI ed io ho detto che la preghiera che mi sembrava più aclista è quella che Gesù ci ha insegnato: il Padre nostro perchè al tempo stesso una preghiera di lode ed attenta ai problemi concreti degli uomini a cominciare dal pane e quindi dal lavoro.

Il Padre nostro consideravo si articola in sei immagini ed un cappello che è l’invocazione. Sette momenti in tutto quanto i giorni della settimana. Ed ecco l’idea : perchè le Acli non propongono agli aclisti di meditare tutti il Padre nostro, singolarmente nella propria giornata ed insieme quando è possibile, un versetto ogni giorno della settimana e tutti lo stesso versetto lo stesso giorno? Meditato con la nostra spiritualità di aclisti, di laici, di fedeli che stanno, come diceva Giovanni, dalla “parte di Marta”. Pensavo che si potrebbe partire il sabato riflettendo su “Padre nostro che stai nei cieli ” e quindi sulla comune fraternità che ci lega. Che ci lega nel luogo di lavoro, nella famiglia, nella comunità locale, nella vita nazionale, a livello mondiale. Quanti spunti di riflessione che ci vengono dalla esperienza quotidiana, dalla TV, dai giornali! Viviamo veramente la nostra faternità nell’azienda, nella famiglia, nella città, ecc. ecc.?

La domenica invece dovremmo dedicarla al secondo versetto ” sia santificato il tuo nome” e così si spiega così anche perchè propongo di partire col sabato, per fare coincidere la domenica con la santificazione del nome di Dio. Anche qui. Che cosa vuol dire per noi aclisti santificare il nome di Dio? Andare a messa.. e poi? Come santifichiamo il nome di Dio nella famiglia, nel lavoro, nella città… e via via. Il lunedì riflettiamo su “venga il tuo Regno”. E’ la prima giornata di lavoro della settimana ed è giusto che meditiamo su qual’è la realtà che ci circonda e quale dovrebbe essere se veramente venisse in terra il Regno di Dio. Martedì riflettiamo sui “sia fatta la sua volontà” e che cosa questo significa quando invece cerchiamo di fare prevalere il nostro punto di vista. Ed il nostro punto di vista ci sembra l’unico e il solo.

Mercoledì sarebbe il giorno dedicato al lavoro, ” dacci oggi il nostro pane quotidiano” in cui tutti gli aclisti meditano e riflettono sul lavoro . Il lavoro nostro e quanto esso concorre alla creazione ed alla redenzione (Laborem excenses). Il lavoro che manca. Il lavoro nero dei disperati e degli sfruttati. Il lavoro dei bambini...Giovedì, il giorno del perdono. “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. La capacità di dimenticare i torti che abbiamo subiti.La tendenza che spesso abbiamo a supervalutare quelli che abbiamo ricevuti ed a minimizzare quelli che abbiamo fatto. Anche qui il perdono in azienda, in famiglia, nella vita civile, nella politica…. Ed in fine la riflessione del venerdì sulla tentazione, sul peccato, sul male ed il maligno. Le mille tentazioni a cominciare da quella più grave per una aclista di rinchiudesi nel privato, negli interessi personali ecc. oppure di quella dell’amministratore locale che utilizza la propria posizione per accrescere il proprio potere o la propria ricchezza, e via via. Ma anche la tentazione di mandare all’aria la famiglia per una infatuazione…

Certo si potrebbe pensare di sostenere questo “rosario” settimanale con un libretto di spunti ed anche di preghiere ( i salmi in particolare) ma poi penso che si sovrapporrebbero alle lodi delle ore per chi già vive questa esperienza. Comunque mi sembrerebbe già una cosa grossa dare una prima indicazione generica. Poi, se l’idea e valida e buona, altre cose seguiranno.

Scusatemi per il tempo che vi ho rubato, ma sentivo il bisogno si socializzare questo pensiero.

Un abbraccio

Michele Giacomantonio

 Non seppi niente per molto tempo poi un giorno ricevetti una telefonata da Paola Vacchina che era divenuta vice presidente nazionale proprio con l’incarico di seguire la vita cristiana nelle ACLI. Comincia lì un lavoro di gruppo con vari amici ed in particolare con Paola e don Beppe Masiero che era assistente nazionale delle ACLI. Mi viene richiesto di approfondire la proposta ciò che faccio in vari incontri fino a quando nasce il sussidio sul Padre nostro con una prefazione di don Bepi e Paola:

 Carissimi amici aclisti,

nell’ambito dei percorsi associativi di spiritualità, abbiamo quest’anno la gioia di presentarvi una proposta ed uno strumento nuovi. “Padre nostro quotidiano” nasce più di un anno fa da un’intuizione di Michele Giacomantonio al seminario di vita cristiana di giugno 2004 e prende forma attraverso la riflessione ed il lavoro comune del gruppo nazionale e di diversi referenti territoriali, insieme agli accompagnatori spirituali. La redazione, a più mani, è diventata essa stessa un’esperienza spirituale di incontro con Gesù, entrando nella sua preghiera al Padre. Il Padre nostro si fa in questo testo “pane quotidiano” della nostra vita personale, familiare e del nostro impegno civile, nel lavoro, nella società, nella politica…

Questa proposta ha alcune caratteristiche che vorremmo evidenziare:

  • risponde all’esigenza di porre attenzione – nel nostro compito di animazione della Vita cristiana – anche ai singoli oltre che ai gruppi (circoli, consigli, presidenze, gruppi di lavoro del Progetto parrocchie). In questo senso il libretto che presentiamo si inserisce nel quadro complessivo delle proposte per la spiritualità associativa (e si affianca in particolare alla lectio divina comunitaria, lettura condivisa del Vangelo in gruppo), con la specificità di essere rivolto agli aclisti, alle loro famiglie e a quanti frequentano le nostre sedi o partecipano ai nostri progetti: una proposta da vivere personalmente, ma che ci mette in comunione di spirito e di preghiera con tanti altri aclisti, sparsi per l’Italia e per il mondo e con quanti abitano già la città di Dio;
  • intende invitare ciascuno a crescere in un’esperienza quotidiana di preghiera. Una preghiera semplice, breve, proponibile anche nella frenesia della nostra vita…; una preghiera radicata nell’ascolto della Parola, approfondita e applicata alla vita quotidiana, nello Spirito Santo. Questi passaggi vanno certamente compiuti personalmente da ciascuno; noi abbiamo cercato di facilitarli per cenni, individuando quattro temi nel ritmo di quattro settimane: lavoro e famiglia, lavoro e professioni, lavoro e comunità locale, lavoro e mondo.

Senza dilungarci oltre, vi invitiamo dunque a fare personalmente e a proporre agli amici aclisti (e magari non solo!) questa esperienza, cercando di viverla, particolarmente la domenica, in famiglia.

Proponiamo ai responsabili della Vita cristiana, agli accompagnatori spirituali, ai responsabili del Progetto parrocchie, ai presidenti e segretari organizzativi delle Acli e delle associazioni specifiche di offrire questo libretto ai soci – al momento dell’adesione o in altri momenti significativi dell’anno – e a quanti frequentano le nostre iniziative associative. Incoraggiamo  inoltre gli operatori e i responsabili di diffonderlo presso i servizi e negli altri luoghi e occasioni che ciascuno riterrà opportuni.

Contando sulla collaborazione di tutti, ci auguriamo di fare così un servizio prezioso alle Acli, chiamate a nutrirsi come Gesù del cibo vero nel fare la volontà del Padre (Gv 4,34).

 

Ed ecco il testo del sussidio: 

PADRE NOSTRO QUOTIDIANO

per gli aclisti e le loro famiglie

 “Signore, insegnaci a pregare”

 Dal vangelo secondo Matteo (6,5-15)

 Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. 6Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. 8Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. 9Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome;

10venga il tuo regno;

sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

11Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

12e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

13e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

14Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Prima settimana – Lavoro e famiglia

 Domenica

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome

ASCOLTA

 Dagli Atti degli apostoli (3,5-8)

 Lo storpio si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina! E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • I piccoli e i semplici gioiscono per il nome di Dio, che dà loro vita
  • Nel nome del Figlio lo storpio cammina: nel nome del Figlio siamo chiamati a santificare la domenica
  • Il Padre è santo perché misericordioso: come viviamo la misericordia in famiglia?

 PREGA

 Benedici, Signore, le famiglie che santificano il tuo nome offrendo misericordia ai deboli e ai piccoli che incontrano nel quotidiano.

 Ti ringrazio, Signore, perché non ci vuoi mendicanti ma testimoni della gioia.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Prima settimana – Lavoro e famiglia

 Lunedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

venga il tuo regno

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (16,24-28)

 Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni. In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo regno.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Il sì di Maria e Giuseppe alla venuta di Gesù ci precede nell’accogliere il Regno
  • Il presente si valuta dal futuro: lo scopo della vita è non perdersi nel guadagno.
  • Il Regno è presente: riusciamo come famiglia a coglierne i segni?

 PREGA

 Benedici, Signore, le famiglie che arrivano con dignità a stento a fine mese; benedici i padri e soprattutto le madri che faticano e soffrono nel conciliare il tempo di lavoro con il tempo per i loro figli.

 Ti ringrazio, Signore, per l’esempio di tanti gesti di solidarietà delle famiglie verso altre famiglie.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Prima settimana – Lavoro e famiglia

 Martedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Giovanni (6,35-40)

 Gesù rispose: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • La volontà del Padre è di non perdere neppure un pezzo della storia dei suoi figli.
  • Il presente si valuta dal futuro: la vita eterna (soddisfare la fame e la sete) inizia qui e ora con la fiducia nel Figlio, per essa vale ogni sacrificio.
  • È mai successo di dovere sacrificare il bene della mia famiglia per uno più grande? Ho deciso da solo, oppure ho coinvolto anche gli altri membri?

 PREGA

 Benedici, Signore, le famiglie che cercano di vivere una storia di unità, andando oltre le differenze di mentalità su aspetti spirituali e materiali.

 Ti ringrazio, Signore, per le famiglie acliste che offrono il loro tempo per il bene delle persone e dell’associazione.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Prima settimana – Lavoro e famiglia

 Mercoledì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 dacci oggi il nostro pane quotidiano

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (6,25-26)

 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Il Padre rimane la fonte del pane che noi guadagniamo con fatica: perciò ci invita a non affannarci nell’accumulo.
  • Per il Padre nostro celeste ognuno di noi è prezioso: abbia fiducia!
  • Cerco il pane necessario ai miei bisogni e della mia famiglia o sono assillato dall’affanno per avere di più, per garantirci la sicurezza?

 PREGA

 Benedici, Signore, coloro che in Italia fanno scelte di sobrietà sul lavoro a vantaggio di relazioni più autentiche e generose.

 Ti ringrazio, Signore, per i momenti di difficoltà economiche, perché diventano occasioni in cui sperimentare fiducia in te e nella fraternità.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Prima settimana – Lavoro e famiglia

 Giovedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Marco (11,22-25)

Gesù allora disse loro: Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • La vera fiducia nel Padre diventa preghiera, che a sua volta diventa perdono.
  • Quando, in famiglia o nelle altre relazioni, c’è tensione o si è apertamente litigato, chiedo al Signore di saper perdonare e faccio il primo passo per ristabilire un clima di serenità?
  • Facciamo mai un esame di coscienza familiare in relazione alle tensioni con i vicini, con i parenti, con gli amici, con i colleghi di lavoro?

 PREGA

Benedici, Signore, le madri o i padri che non vivono uno stile vendicativo e riescono a non scaricare le tensioni lavorative in famiglia.

 Ti ringrazio, Signore, per gli strumenti che la società civile mette in campo per aiutare le famiglie a vivere riconciliate.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Prima settimana – Lavoro e famiglia

Venerdì

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 e non ci indurre in tentazione

ASCOLTA

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinti (10,11-15)

 Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere. Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla. Perciò, o miei cari, fuggite l’idolatria. Parlo come a persone intelligenti.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Il Padre è fedele nello starci accanto nei test della vita. Noi siamo fedeli all’incontro con lui?
  • La coscienza della fedeltà di Dio ci sostenga sia nei momenti di debolezza che in quelli di solidità
  • Vigiliamo con umiltà sugli stili di vita della nostra famiglia, facendo tesoro delle esperienze altrui? C’è oggi il rischio di anteporre il bene della nostra famiglia (come piccolo clan) a comportamenti giusti e onesti?

 PREGA

 Benedici, Signore, le famiglie che vivono con dignità l’esperienza di un loro membro sotto processo o in carcere.

 Ti ringrazio, Signore, per tutte le battaglie civili che ricordano ai lavoratori e alle loro famiglie la priorità della legalità e della giustizia sociale.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Prima settimana – Lavoro e famiglia

 Sabato

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 ma liberaci dal male

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Giovanni (17,12-15)

Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Il Padre è il nostro custode: guarda e vigila sulla lotta spirituale che viviamo ogni giorno.
  • La lotta spirituale è contro il maligno che si serve di persone e situazioni per toglierci lo scopo e la gioia di vivere.
  • In famiglia avvertiamo l’esigenza di un aiuto vicendevole contro il maligno?

 PREGA

 Benedici, Signore, le famiglie che si mettono al servizio degli orfani e degli abbandonati, perché abbiano un ambiente autentico dove crescere.

 Ti ringrazio, Signore, per il mio coniuge, il dono personale che tu mi hai fatto per sostenermi nella battaglia spirituale e materiale.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Seconda settimana – Lavoro e professioni

 Domenica

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 sia santificato il tuo nome

 ASCOLTA

Dal vangelo secondo Giovanni (17,11.22)

 Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • E’ importante per me il nome di Dio oppure ho altri idoli, miti e padroni nella mia vita?
  • Dio è santo perché ama e chiama anche gli uomini ad essere una cosa sola tra loro e con Lui: questo è il suo desiderio, questa la preghiera di Gesù al Padre per noi
  • Mi soffermo mai a riflettere che le persone con cui entro in rapporto nel lavoro sono miei fratelli o li percepisco come concorrenti, avversari, nemici…?

 PREGA

 Benedici, Signore, coloro che incontrerò oggi nel mio lavoro; benedici tutti coloro che cercano volentieri il tuo nome.

 Ti ringrazio, Signore, per tutti i giusti e i santi che incontro ogni giorno, spesso senza riconoscerli, e che nei fatti ci manifestano il tuo volto, ci fanno sentire il tuo cuore.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Seconda settimana – Lavoro e professioni

 Lunedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 venga il tuo regno

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Marco (1,14-15)

 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Se Gesù lavoratore di Nazaret con gli apostoli pescatori di Galilea entrasse oggi nella tua fabbrica, nel tuo ufficio, nella tua aula di insegnante o ambulatorio medico, quali espressioni avrebbe ed atteggiamenti assumerebbe per comunicare la bella notizia del Regno di Dio vicino e dell’evento conseguente: la conversione al Vangelo?
  • “Oggi” è per me tempo maturo per una scelta evangelica o per un gesto di solidarietà, di fraternità, di conversione al Regno?
  • Ricorda, rivivendolo interiormente, un episodio, un’esperienza significativa di amicizia e collaborazione nel tuo ambiente di lavoro o nella vita associativa che faciliti il riconoscimento e la crescita del Regno di Dio in mezzo a noi

 PREGA

 Benedici, Signore, il nostro cuore quando ama e cerca il tuo Regno nel nostro cammino verso il futuro, sentendo nell’alba del domani il tuo infinito desiderio che ogni cittadino del mondo si senta e viva come figlio di Dio, in una fraternità quotidiana e universale.

 Ti ringrazio, Signore, per il popolo dei giusti, la moltitudine dei beati, ora abitanti della città di Dio, che hanno atteso ardentemente l’incontro con te al termine di una vita da umili operai del Vangelo, fruttificando nell’amore.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Seconda settimana – Lavoro e professioni

Martedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (26,36-41)

 Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare. E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me. E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu! Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Ciascun uomo e donna sono cercatori della volontà di Dio; li spinge la sete grande di felicità e amore che sempre abita nel loro cuore
  • Sulle impalcature dei cantieri a turni continuati, negli scantinati con laboratori clandestini, tra i soldati impegnati per necessità di lavoro in missioni speciali, Gesù è ancora solo come al Getzemani.
  • Gesù ci chiede di vegliare e pregare fedeli a Dio difensore dell’orfano e della vedova, con il Vangelo nel cuore; di prevenire la tentazione dell’indifferenza di fronte alle vittime del “mercato selvaggio globale”

 PREGA

 Benedici, Signore, tutti i tuoi figli che sanno trovare nella tua volontà, come san Francesco d’Assisi e papa Giovanni XXIII, la pace. Il tuo progetto da portare a compimento nella storia, diventi sempre come il nostro cibo.

 Ti ringrazio, Signore, per i capolavori di santità laicale realizzati al banco del lavoro nella società industriale, un Vangelo del lavoro vissuto anche da molti aclisti accanto a coloro che si sono impegnati per le conquiste sociali e civili dei lavoratori.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Seconda settimana – Lavoro e professioni

 Mercoledì

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 dacci oggi il nostro pane quotidiano

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (26,26-29)

 Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo.

Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Il sapore del pane:

– contiene il sudore del lavoro e l’arte del produrre insieme un cibo buono e universale

– contiene la benedizione di Dio perché tutti possano essere commensali alla tavola della fraternità umana, in attesa di quella del Regno

– diventa eucarestia abitato dalla presenza di Colui che si è lasciato inchiodare sulla croce per salvarci e metterci in comunione con il Padre

  • Il mio lavoro, così come lo vivo, rispetta veramente la sobrietà contenuta nell’invocazione del pane quotidiano?

 PREGA

 Benedici, Signore, quanti si guadagnano il pane lavorando in pace, quanti non lo sottraggono agli altri, anzi lo sanno donare, con l’abbondanza con cui lo ricevono.

 Ti ringrazio, Signore, per tutti i tuoi discepoli che alla domenica benedicono il tuo nome portando all’altare il pane e il vino, frutti della terra e del lavoro dell’uomo.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Seconda settimana – Lavoro e professioni

 Giovedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre nostro, che sei nei cieli,

 e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Luca (23,33-34)

 Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • L’esperienza pacificante di essere perdonati è una delle più belle che gli uomini possano fare e possono donarla ai fratelli ogni giorno
  • L’amore e la misericordia richieste da Gesù al Padre per noi “che non sappiamo quello che facciamo”, ci permette di dare un senso ed un’anima alla giustizia e di costruire rapporti veri nello stesso ambiente di lavoro?
  • Il ritmo quotidiano impresso alle nostre molteplici esperienze professionali, scorre su un binario di abilità e competenze sempre più esigenti; come su quello insidioso di carriere in competizione in un’atmosfera di gelosia, sfiducia, giocando talvolta in maniera trasgressiva con i sentimenti delle persone

 PREGA

 Benedici, Signore, quanti, in sintonia con la tua compassione divina, sanno seminare parole di perdono e segni promettenti di riconciliazione e speranza sulle ferite aperte dalla violenza, dall’odio e dal tradimento.

 Ti ringrazio, Signore, per il gesto profetico di Giovanni Paolo II di chiedere perdono all’umanità per i peccati dei figli della Chiesa, rendendo così credibile la preghiera del Padre nostro per tutti i cristiani.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Seconda settimana – Lavoro e professioni

 Venerdì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre nostro, che sei nei cieli,

 e non ci indurre in tentazione

 ASCOLTA

Dal vangelo secondo Luca (8,13; 14,15-21)

Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno.[…] Uno dei commensali, avendo udito ciò, gli disse: Beato chi mangerà il pane nel regno di Dio!  Gesù rispose: Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: Venite, è pronto. Ma tutti, all’unanimità, cominciarono a scusarsi. Il primo disse: Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego, considerami giustificato. Un altro disse: Ho preso moglie e perciò non posso venire. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al padrone. Allora il padrone di casa, irritato, disse al servo: Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi.

MEDITA 

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Non ci indurre in tentazione lo dobbiamo intendere come non ci abbandonare nella prova
  • Ci sono le tentazioni più ordinarie, come l’ansia per gli affari e l’attrattiva per la ricchezza; quella quotidiana di occupazioni e preoccupazioni giuste che se assolutizzate soffocano la chiamata della Parola
  • C’è la tentazione decisiva della fede di fronte alla sofferenza, alla morte di una persona cara, o di un compagno di lavoro e specialmente quella personale

 PREGA

 Benedici, Signore, quanti nel tempo della prova crollano per strada, donando loro l’energia divina del perdono affidata alla chiesa.

 Ti ringrazio, Signore, per i genitori, i preti e gli educatori, gli amici aclisti che hanno vigilato sulla nostra fede impedendo al tempo che preme di indebolirla perdendo di freschezza ed entusiasmo.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Seconda settimana – Lavoro e professioni

Sabato

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 ma liberaci dal male

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Marco (1,21-28)

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio. E Gesù lo sgridò: Taci! Esci da quell’uomo. E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono! La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Mentre invochiamo affettuosamente e fiduciosamente il Padre siamo assediati dal maligno menzognero e causa perenne di divisione
  • La morte stessa è entrata nel mondo per invidia del diavolo
  • Ogni forma di divisione: interiore, familiare, nell’esperienza di lavoro, nella vita associativa ci rende prigionieri del maligno

 PREGA

 Benedici, Signore, gli operatori di giustizia e pace nei rapporti di lavoro, dentro i conflitti sociali; i protagonisti con il metodo del dialogo, rispettoso delle condizioni dignitose di vita dei fratelli più in difficoltà e meno difesi e ascoltati.

 Ti ringrazio, Signore, perché in ogni eucarestia ci “liberi da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, permettendoci con l’aiuto della tua misericordia di vivere sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento”.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Terza settimana – Lavoro e comunità locale

 Domenica

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 sia santificato il tuo nome

 ASCOLTA

 Dal lettera agli Efesini (1,3-6)

 Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo,

per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità,

predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo,

secondo il beneplacito della sua volontà.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Noi santifichiamo il nome del Padre vivendo come figli e fratelli: nella carità
  • La benedizione di Dio dà la vita piena all’uomo
  • Riconosco segni della benedizione di Dio nella mia esperienza quotidiana, nella mia città, nel mio paese?

 PREGA

 Benedici, Signore, coloro che vivono e lottano a servizio delle loro comunità, riconoscendo soprattutto nei più deboli i tuoi figli prediletti.

 Ti ringrazio, Signore, per le vocazioni che susciti – anche tra gli aclisti – a servire nell’impegno sociale e politico la città dell’uomo.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Terza settimana – Lavoro e comunità locale

 Lunedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 venga il tuo regno

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Luca (17,20-21)

 Interrogato dai farisei: Quando verrà il regno di Dio?, Gesù rispose: Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Il regno che viene – e che si fa storia nelle nostre scelte – è la buona notizia che Dio libera l’uomo dal male
  • Ogni giorno posso scegliere in libertà di vivere fraternamente con gli altri e in comunione con Dio
  • Riesco a scorgere nella mia realtà comunitaria (paese, condominio, città…) i segni del regno che è già iniziato in Gesù?

 PREGA

 Benedici, Signore, e illumina noi e tutti coloro che non riescono a cogliere segni di speranza attorno a sé.

 Ti ringrazio, Signore, per i gesti di pace, giustizia, attenzione ai deboli, responsabilità civica in cui riconosciamo la tua presenza nei nostri paesi e nelle nostre città.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Terza settimana – Lavoro e comunità locale

 Martedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra

 ASCOLTA

 Dalla lettera ai Romani (12,1-2)

 Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Che gli uomini vivano nello stesso amore di Dio: questa è la sua volontà
  • La volontà di Dio si compie nei nostri corpi, nelle nostre azioni, nella storia
  • Penso mai che ci potrebbe essere un disegno di Dio per la mia città, una volontà che va ricercata leggendo i “segni dei tempi” e incarnando il Vangelo?

 PREGA

 Benedici, Signore, le Acli; benedici noi che desideriamo intuire e compiere – nella nostra terra e nella semplicità del quotidiano – la tua volontà.

Ti ringrazio, Signore, perché ai piccoli e ai poveri, agli umili di cuore e a chi sa fare silenzio di tante voci superflue tu riveli le cose del cielo… e così anche la terra è piena della tua volontà.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Terza settimana – Lavoro e comunità locale

 Mercoledì

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 dacci oggi il nostro pane quotidiano

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (4,3-4)

Il tentatore allora si accostò a Gesù e gli disse: Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane. Ma egli rispose: Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Il pane quotidiano, i beni che saziano i nostri bisogni essenziali, sono dono di Dio
  • La brama di possesso delle cose ci impedisce di viverle come mezzi per incontrare i fratelli, a partire dalla nostra famiglia e da chi vive accanto a noi, e per sperimentare la gioia della condivisione
  • Dire “Padre nostro” ci coinvolge in una fraternità senza limiti. Riesco a percepire questa fraternità nella mia comunità (città, quertiere, paese, vicinato)? Che attenzione c’è ai problemi degli ultimi?

 PREGA

 Benedici, Signore, i tanti che oggi nella nostra società mancano del pane quotidiano e faticano a trovare soddisfazione ai loro bisogni vitali

 Ti ringrazio, Signore, perché gli uomini di buona volontà – tra cui tanti aclisti – con il loro lavoro e la loro azione volontaria realizzano istituzioni, servizi, esperienze di prossimità attraverso cui garantire a tutti quel pane quotidiano che tu doni in abbondanza all’umanità.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Terza settimana – Lavoro e comunità locale

 Giovedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (7,1-5)

 Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Solo chi fa l’esperienza del perdono gratuito di Dio può vivere quell’amore sovrabbondante che consente di perdonare ai propri debitori
  • La comunione con Gesù nella lettura della Parola, nella preghiera e nei sacramenti ci aiuta a guardare il fratello e noi stessi con lo sguardo del Padre
  • Facciamo l’esame di coscienza dei rapporti nella comunità locale e cerchiamo di individuare i nostri debiti e le nostre responsabilità. E questo anche sul piano amministrativo, delle norme e dei tributi

 PREGA

 Benedici, Signore, tutte le persone che nel loro lavoro operano per costruire e non per distruggere, per unire e non per dividere, per contribuire ad edificare città più giuste.

 Ti ringrazio, Signore, per chi sa riconoscere il proprio errore senza farsi schiacciare dal senso di colpa e chi sa correggere il suo fratello senza farsi suo giudice; ti prego Signore, aiuta chi in questo fatica.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Terza settimana – Lavoro e comunità locale

 Venerdì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 e non ci indurre in tentazione

 ASCOLTA

 Dal lettera di Giacomo (1,12-15)

 Beato l’uomo che sopporta la tentazione, perché una volta  superata la prova riceverà la corona della vita che il Signore ha  promesso a quelli che lo amano. Nessuno, quando è tentato, dica: Sono tentato da Dio; perché  Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male.  Ciascuno piuttosto è tentato dalla propria concupiscenza che lo  attrae e lo seduce; poi la concupiscenza concepisce e genera il  peccato, e il peccato, quand’è consumato, produce la morte.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Riconosco la tentazione del maligno come una esperienza che nasce dentro di me e fa parte della mia vita
  • Chiedo al Signore che sia con me e mi insegni a non cedere all’egoismo, al desiderio di sopraffazione sull’altro, alla violenza
  • Mi impegno con generosità per risolvere i problemi della mia comunità oppure mi lascio vincere dall’indifferenza e dalle seduzioni del “privato” oppure dall’esigenza della carriera e del profitto?

 PREGA

 Benedici, Signore, tutti noi che fatichiamo a distinguere il bene dal male e a scegliere l’amore e la fraternità come strada su cui camminare con te verso la pienezza del tuo regno.

 Ti ringrazio, Signore, per coloro che non si scoraggiano e non cessano di lottare perché sul lavoro, nella vita sociale e nell’amministrazione pubblica non si cessi di cercare e fare il bene comune.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Terza settimana – Lavoro e comunità locale

 Sabato

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 ma liberaci dal male

 ASCOLTA

 Dalla seconda lettera ai Tessalonicesi (3,1-5)

Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del  Signore si diffonda e sia glorificata come lo è anche tra voi e  veniamo liberati dagli uomini perversi e malvagi. Non di tutti infatti è la fede. Ma il Signore è fedele; egli vi confermerà e vi custodirà dal maligno. E riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore, che quanto vi ordiniamo già lo facciate e continuiate a farlo. Il Signore diriga i  vostri cuori nell’amore di Dio e nella pazienza di Cristo.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Riconosco ciò che oggi è male per me
  • Ho fiducia: il Signore è fedele, mi custodisce e mi aiuta a dirigere il mio cuore nell’amore  e nella pazienza, lontano da chi compie il male
  • Combattiamo con coerenza e impegno le logiche di potere egoistico sia nell’esperienza del governo amministrativo che in quella di gruppi di pressione che talora stravolgono la comunità locale?

 PREGA

 Benedici, Signore, coloro che sono prigionieri del male, che non riescono a vivere le loro relazioni se non in modo strumentale, che non perseguono il bene comune.

 Ti ringrazio, Signore, per chi si fida di te, ascolta la Parola e compie il bene, per chi vince la paura e vive la fiducia nella propria città; ti ringrazio per le Acli ogni volta che sono segno di accoglienza degli stranieri e di unione tra la gente.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Quarta settimana – Lavoro e mondo

Domenica

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 sia santificato il tuo nome

 ASCOLTA

 Dalla prima lettera ai Tessalonicesi (5,23-26)

 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello  che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la  venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Colui che vi chiama è fedele  e farà tutto questo! Fratelli, pregate anche per noi. Salutate tutti i fratelli con il bacio santo.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Santifica, Signore, il tuo nome nella nostra vita
  • Conserviamo per Cristo la nostra persona nella quotidianità e realizzeremo la pace di Dio nel mondo
  • La pace ci è data dal Cristo risorto: sappiamo accoglierla come dono da realizzare quando lavoriamo per la giustizia e la libertà, o seguiamo un nostro progetto personale o di gruppo?

 PREGA

 Benedici, Signore, coloro che santificano il tuo nome vivendo relazioni di giustizia, di pace e di fraternità.

 Ti ringrazio, Signore, per la pace che ci doni.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Quarta settimana – Lavoro e mondo

 Lunedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 venga il tuo regno

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (25,34-40)

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Ricevere il regno, e non costruirlo, è l’atteggiamento richiesto al cristiano
  • Il regno è nascosto nelle relazioni normali e avanza con tutti coloro che lo accolgono nella propria vita
  • So riconoscere con gioia le occasioni quotidiane di incontrare il Signore che si accompagna con i fratelli più piccoli per un mondo più giusto?

 PREGA

 Benedici, Signore, quanti spendono la vita per costruire la pace e la giustizia in situazioni di guerra, violenza e oppressione. Sostieni nel mondo coloro che operano nei progetti con cui le Acli testimoniano la fraternità universale.

 Ti ringrazio, Signore, perché vieni in mezzo all’umanità e porti il tuo regno di pace.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Quarta settimana – Lavoro e mondo

 Martedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (7,24-27)

 Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Compi, Signore, in noi la tua volontà di bene
  • Gesù è fondamento della giustizia e della pace e sostiene ogni costruzione ben fondata sulla sua Parola
  • Abbiamo il coraggio di affidarci a una Parola di roccia per combattere l’ingiustizia, la violenza e il domino dell’uomo sull’uomo?

 PREGA

Benedici, Signore, chi compie la tua volontà nella quotidiana esistenza e incoraggia tutti noi a realizzarla nella gioia.

 Ti ringrazio, Signore, per i cristiani che si impegnano nel dialogo ecumenico per riportare ad una piena comunione le diverse chiese.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Quarta settimana – Lavoro e mondo

 Mercoledì

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 dacci oggi il nostro pane quotidiano

 ASCOLTA

 Dagli Atti degli apostoli (4,31-35)

 Quando i fratelli ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza. La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Con fiducia attendiamo il pane che ogni giorno troviamo sulla nostra mensa
  • Condividere il pane è il primo passo per intessere relazioni di giustizia e di pace
  • Riconosciamo il bisogno di ciascuno per sapere distribuire i beni della terra?

 PREGA

 Benedici, Signore, quanti lavorano, aclisti e non, per il pane quotidiano di tutta l’umanità.

 Ti ringrazio, Signore, per l’attenzione di tanti ai bisogni vitali di ogni uomo e donna che fanno fatica a soddisfarli.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Quarta settimana – Lavoro e mondo

 Giovedì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori

 ASCOLTA

Dalla lettera ai Romani (13,8-10)

 Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Senza l’aiuto di Dio non siamo capaci di rimettere i debiti
  • Essere amati è un debito che ci fa vivere
  • Pagare viene dal latino pacare: siamo capaci di fare pace pagando i debiti di giustizia che abbiamo?

 PREGA

 Benedici, Signore, tutti coloro che portano pace e perdono là dove c’è violenza e ingiustizia.

 Ti ringrazio, Signore, per la gioia che nasce nel cuore quando perdoniamo ai nostri fratelli.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Quarta settimana – Lavoro e mondo

 Venerdì

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Padre nostro, che sei nei cieli,

 e non ci indurre in tentazione

 ASCOLTA

 Dalla lettera agli Ebrei (2,14-18)

 Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Gesù ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura.

Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Distinguiamo le tentazioni che non vengono da Dio, dalle prove a cui Dio ci chiama per soppesare la nostra fede
  • Gesù ci aiuta nella prova, perché ci ha preceduto rimanendo fedele al Padre
  • Di fronte alla violenza e all’ingiustizia sappiamo resistere alla tentazione di rispondere con la violenza e aiutiamo i fratelli a resistere con noi?

 PREGA

 Benedici, Signore, quanti sanno scegliere di rispondere al male con il bene.

 Ti ringrazio, Signore, per la forza che ci dai di resistere all’ingiustizia nelle piccole e grandi vicende delle nostre vite.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 Quarta settimana – Lavoro e mondo

 Sabato

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre nostro, che sei nei cieli,

 ma liberaci dal male

 ASCOLTA

 Dal vangelo secondo Matteo (16,21-23)

 Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!

 MEDITA

  • Accolgo ciò che lo Spirito dice al mio cuore attraverso questa Parola
  • Pietro vuol dire al Signore come fare il Messia senza soffrire: liberiamoci con Gesù da questo male!
  • Pensiamo alla vita sociale del mondo secondo Dio e non secondo gli uomini
  • A differenza di Pietro, siamo capaci di non scandalizzare Gesù e i piccoli nel costruire la fraternità del genere umano?

 PREGA

 Benedici, Signore, coloro – e tra questi tanti aclisti – che liberano dal male, dalla malattia, dalla sofferenza, dall’ingiustizia gli uomini e le donne di questo tempo.

 Ti ringrazio, Signore, che ci hai liberato dalla morte in Gesù nostro fratello.

 Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 I Padri della Chiesa e il Padre nostro

 Non dice: Padre mio che sei nei cieli, ma Padre nostro. In tal modo ci comanda di pregare tenendo presenti le suppliche di tutto il corpo, che ci accomuna. Non dobbiamo pregare soltanto per i propri interessi, ma anche per gli interessi del nostro prossimo, ovunque questo si trovi. (s. Giovanni Crisostomo, In Matth. Hom., 19,4)

 Avete cominciato a far parte di una grande dinastia. Sotto questo Padre il padre e il servo sono fratelli; sotto questo Padre l’imperatore e il soldato sono fratelli; sotto questo Padre il ricco e il povero sono fratelli. (s. Agostino, Sermo 59, 1, 2).

 Il termine nostro poi indica molte cose. Indica che tutti formiamo un solo corpo e che abbiamo un solo capo, Cristo. Sottintende anche che ci dobbiamo sentire impegnati a pregare gli uni per gli altri, per il motivo che siamo tutti fratelli. (Pietro di Laodicea, In orationem dominicam).

 Diciamo: Sia santificato il tuo nome. Non per augurare a Dio che venga santificato mediante le nostre preghiere, ma per chiedere a lui che il suo nome venga santificato in noi. Da chi Dio può essere santificato, se è proprio lui che santifica? (s. Cipriano, De oratione dominica 12).

 Possiamo considerarci autorizzati a dire: venga il tuo Regno, cioè lo Spirito Santo. Alla condizione che i nostri comportamenti siano segnati dalla mitezza (s. Massimo il Confessore, Espositio orationis dominicae).

 Chiediamo che procuri a noi non solo il contenuto della nostra volontà, ma anche la capacità di attuarla, così da essere salvati sia in cielo come sulla terra (Tertulliano, De oratione 4, 1-5).

 Quando dici: Dacci oggi il nostro pane quotidiano, professi di essere un mendicante di Dio. Ma non arrossire. Per quanto uno sia ricco sulla terra, rimane sempre un mendicante di Dio (s. Agostino Sermo 56, 6, 9).

 Il sacrificio che ha un più grande valore dinanzi a Dio è la nostra pace e la concordia fraterna, è un popolo che si raduna in comunione con l’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (s. Cipriano, De oratione dominica 23).

 Dio ci libera dal male, non quando fa sì che l’avversario non ci aggredisca con i suoi artifici e servendosi dei ministri della sua volontà. Dio ci libera quando riportiamo vittoria rimanendo saldi dinanzi alle cose che ci accade di subire (Origene, De oratione 30, 1).

 

San Francesco prega il Padre nostro

 O santissimo Padre nostro (Mt 6,9): creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro.

Che sei nei cieli (Mt 6,9): negli angeli e nei santi, illuminandoli alla conoscenza, perché tu, Signore, sei luce, infiammandoli all’amore, perché tu, Signore, sei amore, ponendo la tua dimora in loro e riempiendoli di beatitudine, perché tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun bene.

Sia santificato il tuo nome (Mt 6,9; Cfr. Ef 3,18): si faccia luminosa in noi la conoscenza di te, affinché possiamo conoscere l’ampiezza dei tuoi benefici, l’estensione delle tue promesse, la sublimità della tua maestà e la profondità dei tuoi giudizi.

Venga il tuo regno (Mt 6,10): perché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la visione di te è senza veli, l’amore di te è perfetto, la comunione di te è beata, il godimento di te senza fine.

Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra (Mt 6,10): affinché ti amiamo con tutto il cuore (Cfr. Lc 10,27), sempre pensando a te; con tutta l’anima sempre desiderando te con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni e in ogni cosa cercando il tuo onore; e con tute le nostre forze spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell’anima e del corpo a servizio del tuo amore e non per altro; e affinché possiamo amare i nostri prossimi come noi stessi, trascinando tutti con ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri e nei mali soffrendo insieme con loro e non recando nessuna offesa a nessuno (Cfr. 2Cor 6,3).

Il nostro pane quotidiano (Mt 6,12): il tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, dà a noi oggi: in memoria, comprensione e reverenza dell’amore che egli ebbe per noi e di tutto quello che per noi disse, fece e patì.

E rimetti a noi i nostri debiti (Mt 6,12): per la tua ineffabile misericordia, per la potenza della passione del tuo Figlio diletto e per i meriti e l’intercessione della beatissima Vergine e di tutti i tuoi eletti.

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori (Mt 6,12): e quello che non sappiamo pienamente perdonare, tu, Signore, fa’ che pienamente perdoniamo sì che, per amor tuo, amiamo veramente i nemici (Cfr. Mt 5,44) e devotamente intercediamo presso di te, non rendendo a nessuno male per male (Cfr. 1Ts 5,15;Rm 12,17) e impegnandoci in te ad essere di giovamento a tutti.

E non ci indurre in tentazione (Mt 6,13): nascosta o manifesta, improvvisa o insistente.

Ma liberaci dal male (Mt 6,13): passato, presente e futuro. Gloria al Padre, ecc.

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