In memoria di Madre Maria Floriana Giuffré

Intervento nella Cattedrale di Lipari. Domenica 4 maggio 2014.

Stasera facciamo memoria di Madre Maria Floriana Giuffré, una donna di fede che ha amato con tutta se stessa la sua missione di religiosa francescana ed era innamorata di queste isole che rappresentavano per lei, prima di ogni altra cosa, la terra della fondatrice del suo Istituto, quello delle Suore francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari.

Il male che l’aveva colpita alcuni mesi fa si è improvvisamente aggravato nelle ultime settimane e l’ultima sua presenza pubblica è stata la commemorazione del transito della Serva di Dio Florenzia Profilio , l’ 1 e 2 marzo scorso, che proprio Madre Floriana aveva voluto particolarmente solenne e dedicato  alla missione in Brasile che era stata l’ultima avventura terrena della fondatrice dell’Istituto.  Un mese dopo, il 3 aprile per l’esattezza, se ne andava nella pace del Signore.

Madre Floriana  nasce ad Erice il 5 giugno 1940. Si fa suora il 16 luglio 1963 e nel 1966 si diploma insegnante elementare. Insegna nella scuola della casa dell’ Istituto di Palermo dal 1966 al 1974 e a Palermo diventa Superiora della Casa nel 1972 . Nel 1974 viene eletta Segretaria generale della congregazione e deve lasciare Palermo per la Casa generalizia di Roma. Quando nel 1990 la Superiora generale, Madre Eleonora Giorgi, muore in un drammatico incidente stradale,  Madre Floriana è la sua vicaria e nel Capitolo dell’ 1 gennaio 1991 viene eletta Superiora generale e sarà sempre confermata nei capitoli successivi.

Ho conosciuto Madre Floriana nei primi mesi della mia sindacatura quando venne a trovarmi perchè aveva in mente di intestare alla fondatrice una strada, quella che dal Vescovado porta all’Istituto delle Suore. Fu il primo atto di una collaborazione che è durata vent’anni e che ha portato ad apprezzarci, stimarci ed anche a costruire una forte, sincera e fruttuosa amicizia. Era un vulcano di idee Madre Floriana: voleva che tutti conoscessero Florenzia e che Florenzia riuscisse a parlare a tutti ed in particolare ai giovani di oggi.

Per questo si era inventata i concorsi rivolti ai bambini ed ai ragazzi che dal 1995 al 2005 avevano preparato la celebrazione del centenario della fondazione dell’Istituto. Alcuni titoli : “Un arcobaleno dall’isola a…”, Anch’io ho un’idea…per cambiare il mondo!”, “Sogna… il tuo 2000”, “Navigare per cercare”, “Globalizza la pace”, “Uguali ma diversi…tutti fratelli”. Per questo aveva voluto che si scrivesse un nuovo libro su Florenzia e che a scriverlo fosse un laico.

Ricordo ancora, come fosse ieri, quando una mattina mi fermò sul corso: ”Scusi dottore se gliene parlo per strada, ma volevo chiederle se era interessato a scrivere un libro su Madre Florenzia”, “Ne sarei onorato Madre, è da tempo che rifletto su questa figura che reputo il personaggio più importante che Lipari ha avuto nei tempi moderni”. E’ nato così “Florenzia che ha svegliato l’aurora”. Un passaggio importante di una collaborazione sempre più stretta con gli incontri sulla spiritualità di Florenzia, sul suo carisma, sulla sua personalità, sulla sua santità nel quotidiano e quindi il nuovo libro, “Questa è Florenzia”, scritto con maggiore libertà cercando di analizzare il formarsi della personalità e della spiritualità della Serva di Dio ed infine il libretto sulla missione “In Brasile nel nome del Signore” che presentammo al pubblico nella Chiesa dell’Istituto a Roma proprio sabato 1 marzo. E delle missioni in Brasile e Perù la Madre era particolarmente orgogliosa: “In questi ultimi anni, hanno fatto passi da gigante”, mi confidò quando parlammo del libretto da scrivere e le brillavano gli occhi.

Ecco l’impegno a rendere attuale e viva Florenzia è stato certamente il maggiore obiettivo di Madre Floriana ed oltre ai libri e  ai concorsi vanno ricordate le strade che ha voluto si intestassero alla Fondatrice. Abbiamo detto di Lipari ma oltre Lipari, Roma, Palermo, in Brasile, in Perù.

Ma non possiamo dimenticare la sua intuizione più bella, ispirata certamente da Florenzia ma che rivela anche la grande religiosità di Floriana: la definizione di Maria come Madre dello stupore. “Nella società di oggi c’è ancora spazio per lo stupore?” si chiedeva Madre Floriana nel 2007 dedicando un nuovo concorso proprio a Maria Madre dello stupore. Una società tutta tecnologica e permeata da una diffusa mentalità consumistica non ha completamente soffocato questa dimensione dello spirito? E’ forse perché abbiamo perso la capacità di stupirci di fronte alla realtà che ci circonda il vero motivo per cui le anime si sono inaridite, per cui la vita è meno gioiosa e la fantasia è mortificata, per cui non siamo più capaci di vivere esperienze entusiasmanti?

Erano domande “provocatorie” poste a base del concorso. Domande che aprivano alla scoperta della ragazza Maria di Nazareth che alle parole dell’angelo si stupì e accettò di vivere la sua grande avventura. Una grande avventura, la “beata speranza” a cui da oggi anche Madre Floriana è chiamata a partecipare.

Chi l’ha assistita fino alla dipartita mi dice che ha sofferto molto specie nell’ultima settimana ma ha affrontato il dolore con la forza e la riservatezza che erano tipici del suo carattere. Poi il silenzio.

Noi, con gli occhi della fede nella Resurrezione, possiamo e vogliamo andare oltre questo silenzio. Pensiamo che ad un certo momento Madre Floriana non ha sentito più il dolore e il sussurrìo commosso e dolente di chi pregava intorno al suo letto. E allora, stupìta,  ha aperto gli occhi. Non c’era più intorno a se la sua stanzetta con i pochi arredi conosciuti. C’è grande di fronte a sé il volto splendente di Gesù. E devono essergli venuti in mente, in quel momento, i salmi che dicono “fa splendere il Tuo volto e noi saremo salvi”.

E dietro il volto splendente di Gesù vi é Fiorenza con le suore che hanno preceduto Floriana, suor Pia, suor Colomba, suor Eleonora e tutte le altre e poi un altro gruppo con i suoi genitori, i parenti e gli amici più stretti e un terzo gruppo con le persone che l’hanno apprezzata ed amata con in testa la gente di Lipari e primo fra tutti don Pino e in questo gruppo vi é anche la mia Aida.

Florenzia le si fa incontro, l’abbraccia a nome di tutti e dice “ Andiamo all’Istituto, la nostra Casa dell’eternità  , dove ci sono tanti bambini , che vivono in letizia e fraternità. Li si farà festa grande”. Arrivederci Madre Floriana.

                         

Una festa per Maria madre dello stupore ricordando suor Floriana. Pirrera 1 Giugno 2014

L’assegnare a Maria il titolo di “Madre dello stupore” è certamente l’intuizione più bella e pregnante che ha avuto Madre Maria Floriana Giuffré nella sua esperienza di suora e di superiora generale delle suore francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari. Essa giunge nel 2007 al culmine di  una riflessione che si era sviluppata  in un decennio, cadenzata da Concorsi annuali rivoli ai ragazzi ed  ai giovani, per preparare la celebrazione del centenario della fondazione dell’Istituto. Concorsi che mettevano al centro temi forti come la speranza, il cambiamento, la scoperta del web, la globalizzazione, la pace, il nuovo millennio, l’uguaglianza nella diversità.

Temi forti in un mondo dove, osservava suor Floriana nel maggio del 2007, le anime sembrano più aride, le vite meno gioiose, la fantasia più mortificata e dove lo Spirito pare sia stato ecclissato dal trionfo della tecnologia e del consumismo. E’ in questo mondo che viene riproposta Maria come la giovane, la donna che sa stupirsi. Lo stupore non è il dubbio, non è lo scetticismo, non è lo sconforto. Lo stupore è un sentimento più forte e più complesso che apre la strada alla accettazione del mistero. A Maria lo stupore apre la strada a quel “si” che è l’atto centrale della sua vita ma anche  il fatto fondamentale del grande progetto di Dio sul creato. La risposta data in piena libertà che Dio attendeva fin dal peccato di Adamo ed Eva per ridare senso alla creazione.

Riscoprire oggi Maria come la madre dello stupore è per suor Floriana il modo per rendercela attuale , presente, compagna nella nostra avventura, una guida che ci aiuta a rendere le nostre anime meno aride, la vita più gioiosa, la fantasia meno mortificata, e quindi capaci di esperienze entusiasmanti. In questo suor Floriana svela non solo il suo amore per la Madonna ma anche la sua vocazione profondamente francescana. Dice san Tommaso da Celano che Francesco “circondava di un amore indicibile la Madre del Signore Gesù perché aveva reso nostro fratello il Signore della maestà. A suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tali e tanti che la lingua umana non poteva esprimere. Ma ciò che maggiormente riempie di gioia – aggiunge il da Celano -, la costituì Avvocata dell’Ordine e pose sotto le sue ali i figli, che egli stava per lasciare, perché vi trovassero calore e protezione sino alla fine”. Francesco costituì Maria Avvocata dell’Ordine, Florenzia la nominò Superiora generale del suo Istituto.

Madre Floriana si colloca su questo cammino al seguito di Francesco e di Florenzia.

Grazie, do Gaetano di avere voluto celebrare Maria Madre dello stupore a conclusione del mese di maggio dedicato alla Madonna qui nella casa di Pirrera dove Florenzia è nata ed a cui Madre Floriana era molto legata. Ci auguriamo che sia un appuntamento che si ripeta di anno in anno con sempre maggiore fervore e partecipazione.

Ritratto a più voci di Madre Floriana. Cielo Terra e Mare. Tempo Spazio e Infinito. Notturno eoliano nello stupore fra ascolto e visione

Centro Studi Eoliano, lunedì 25 agosto 2014


Lunedì 25 agosto sera nel giardino del Centro Studi Eoliano si è tenuta una speciale manifestazione di musica, poesie e riflessioni dedicata a Madre Floriana Giuffré , Superiora generale delle Suore Francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari scomparsa il 3 aprile scorso. Non  è un caso che questa iniziativa abbia avuto per sede il Centro Studi – ha ricordato nel saluto iniziale il Presidente Nino Saltalamacchia – perché c’era e c’è un rapporto intenso con l’Istituto delle suore promotore di diverse iniziative culturali a cui il Centro collaborava e faceva da teatro.

“Madre Floriana – ha osservato il dott. Michele Giacomantonio nella sua introduzione – è stata fedele all’intuizione ed al carisma di Florenzia; a quel legame che riportava sempre la ragazza di Pirrera alla terra della sua infanzia e della sua giovinezza. Una fedeltà ricca però di novità che scaturivano dalla sua forte personalità e creatività. Lipari è stato il teatro di tutte queste novità nel solco di una missione che ha spinto le suore a portare il nome di Lipari per la Sicilia, per l’Italia fin nelle terre del Brasile e del Perù. E strade, piazze, edifici, opere sociali sono dedicate a Florenzia e ricordano Lipari a Palermo, Roma, in diversi centri dell’ America Latina.  Il nome di Lipari accompagnato ad un messaggio di amore e di fraternità francescana. Per questo abbiamo chiesto al Sindaco di Lipari di concedere la cittadinanza onoraria o comunque un titolo di riconoscimento civico all’Istituto ed a Madre Floriana alla memoria”.

Questa “benemerenza civica” è stata comunicata dal vice Sindaco avv. Gaetano Orto che ha consegnato, a nome dell’Amministrazione, un pergamena col riconoscimento alla nuova Superiora delle suore, Madre Liliana Pagano ed al fratello di Madre Floriana, Giuseppe Giuffré.

Ma il momento centrale della manifestazione sono state le musiche, le poesie e la bella riflessione di mons. Giuseppe Liberto, già direttore della Pontificia Cappella Sistina, riassunte nel tema “Cielo Terra e Mare/ Tempo Spazio e Infinito/ notturno eoliano/ nello stupore fra ascolto e visione”.

“Madre Floriana – ha ricordato mons. Liberto – fu la donna saggia dal cuore saggio che seppe contare i suoi giorni con la sapienza del cuore. Questa lucidità, però, non era incubo che inquietava e che escludeva dalla gioia; anche nei momenti più terribili della prova, era percezione della presenza di Dio che illuminava tutti i giorni offerti in dono e sapienza che guidava l’umano pellegrinare dell’esistenza. Vivere è ricominciare la vita ogni giorno. Le “gocce del tempo” non andranno mai perdute come lacrime nel mare, ma perle preziose immerse nell’eterno”.

E’ toccato alla scrittrice dott.ssa Macrina Marilena Maffei delineare l’”eolianità” di questa donna nativa di Erice, che aveva imparato  non solo ad amare le Eolie ma anche la cultura popolare della nostra gente tramandata nei “cunti” fantasiosi e fantastici affidati alla memoria degli anziani.

Quindi il saluto commosso di Giuseppe Giuffré a nome della famiglia e le conclusioni di Madre Liliana Pagano che ha confermato l’impegno dell’Istituto a proseguire sulla strada intrapresa affrontando le nuove sfide che ogni giorno ci vengono dalle realtà delle nostre città e paesi come anche di quelli lontani del Brasile e del Perù.

La manifestazione, aperta al suono del violino, continuata con il flauto che ha sottolineato le liriche di mons. Liberto, è stata chiusa  delle arpe di Sabrina e Simona Palazzolo due giovani artiste che, fin da bambine, Madre Floriana invitava alle iniziative più importanti dell’Istituto.

Madre Maria Floriana Giuffré: l’Istituto, Florenzia, Maria Madre dello stupore.

L’intervento di Michele Giacomantonio

Madre Maria Floriana Giuffré è stata una donna di grande iniziativa e creatività, doti che  che ha riversato nello sviluppo del suo Istituto, quello delle Suore dell’Immacolata concezione di Lipari; nel riproporre la figura ed il carisma di Florenzia al secolo Giovanna Profilio – una ragazza di Lipari, anzi di Pirrera che sul finire dell’800 matura la sua vocazione religiosa e con tenacia la realizza prima a New York dove la famiglia era emigrata e poi a Lipari dove il vescovo del tempo, Mons. Raiti, l’aveva richiamata -; e, ancora, nell’esprimere la sua profonda spiritualità e religiosità attribuendo a Maria il titolo di Madre dello stupore.

Impulso all’Istituto,  riproposizione di Florenza alla gente del nostro tempo e attribuzione a Maria del titolo di Madre dello stupore ci portano al cuore della personalità e della fede di Madre Floriana. C’è una frase dell’Apocalisse dove il Cristo Signore trionfante, seduto su “un grande trono bianco”, dinnanzi al nuovo cielo ed alla nuova terra, dice: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap. 21,5). Fare nuove tutte le cose io credo sia il cuore  della spiritualità cristologica di Madre Floriana. Una spiritualità tanto forte che ha segnato in profondità anche della sua personalità. Non distruggere la tradizione, il messaggio e la missione che ci sono stati affidati, non superarli ma accoglierli ed aprirli alla novità della storia, della creazione, della Parola. Questo per l’Istituto, questo per Florenzia, questo per il carisma.

Lipari è stato il teatro di tutte queste novità. La fedeltà a Lipari era la fedeltà alla intuizione di Florenzia, a quel legame che riportava sempre la ragazza di Pirrera alla terra della sua infanzia e della sua giovinezza, a quella missione che ha spinto le suore, dietro l’impulso di Florenzia, a portare il nome di Lipari per la Sicilia, per l’Italia fin nelle terre del Brasile e del Perù. E strade, piazze, edifici, opere sociali sono dedicate a Florenzia e ricordano Lipari a Palermo, Roma, in diversi centri dell’ America Latina.  Il nome di Lipari accompagnato ad un messaggio di amore e di fraternità francescana. Per questo abbiamo chiesto al Sindaco di Lipari di concedere la cittadinanza onoraria o comunque un titolo di riconoscimento civico all’Istituto ed a Madre Floriana alla memoria.

Il messaggio di amore e fraternità francescana che l’Istituto di Florenzia e Floriana diffonde per l’Italia e nel mondo si esprime in assistenza agli anziani, ai bambini, alle persone più bisognose. La povertà oggi non è solo di cose materiali ma di senso, di spiritualità, di passione. Ai bambini bisogna insegnare la creatività, alla gente va ridata la speranza ed un senso della vita capace di vincere e sconfiggere modelli e mode che tendono a banalizzare l’esistenza . E’ il grande messaggio che Madre Floriana affida ai concorsi rivolti ai bambini ed ai ragazzi che dal 1995 al 2005 hanno preparato la celebrazione del centenario di fondazione dell’Istituto.

Un messaggio che traspare dai titoli: “Un arcobaleno dall’isola a…”, Anch’io ho un’idea…per cambiare il mondo!”, “Sogna… il tuo 2000”, “Navigare per cercare”, “Globalizza la pace”, “Uguali ma diversi…tutti fratelli”, ecc. Ed è su questa strada di una fede che si fa cultura ed alimenta la speranza che l’Istituto cresce, si qualifica, si radica. Quest’idea che la povertà di oggi, in particolare nel nostro mondo sviluppato, si supera soprattutto con la spiritualità e la speranza Floriana la riconduce a Florenzia.

Bisogna rendere la figura di Florenzia viva e interessante per la gente e soprattutto i giovani di oggi. Bisogna riproporla fuori da ogni agiografia e per questo Madre Floriana vuole che sia un credente ma laico a riscriverne la storia. Quando mi fa la proposta io ne sono subito tentato perché la figura di questo personaggio fra i più importanti della nostra storia locale recente mi ha sempre interessato ma al tempo stesso l’impresa mi preoccupa. Potrò scrivere liberamente? Mi verranno messi dei paletti? Mi verrà detto di non affrontare certe pagine un po’ controverse? Mi avvicino alla figura di Florenzia con molta cautela, leggo le carte, studio il contesto, quello  eoliano, quello americano, quello siciliano, quello dei centri dove va ad aprire delle sedi e quindi Roma e le sue borgate,  in particolare. Voglio che la figura di Florenzia emerga dalla realtà degli ambienti in cui ha vissuto. E mai una volta che sia stato richiamato alla prudenza da Madre Floriana. Ha capito subito ed ha condiviso lo sforzo che stavo facendo. E non solo quello del primo libro dove ho cercato di rimanere fedele  alle carte scritte ed ho tenuto a freno supposizioni ed eventi probabili ma non testimoniati, ma anche nel secondo libro “Questa è Floriana” dove lascio più spazio all’intuizione, a fatti ipotetici, ad una fantasia sobria ma anche libera. E Madre Floriana è d’accordo fin da principio, fin dal progetto. Vuole una Florenzia vera perché viva. Un rischio, una scommessa, un successo.

Legge la bozza che le consegno con le sue suore e rimane entusiasta delle pagine dedicate al maturare della vocazione, all’incontro a Milazzo col guardiano dei francescani, alle pagine in cui – in punto di morte – ripercorre le tappe della propria spiritualità, ecc. Un giorno mi raccontò , con gioia e soddisfazione, che in viaggio aveva incontrato un sacerdote che senza sapere che lei era la superiora generale dell’Istituto di Florenzia, le raccontò di essersi imbattuto per caso nel libro “Questa è Florenzia” e di averlo letto tutto d’un fiato con grande interesse. Gli era piaciuto, le disse, perché parlava di una suora e della sua vocazione senza quei clericalismi stucchevoli che rendono indigesta a molti l’esperienza religiosa.

Mi raccontò questo episodio soprattutto per dire che  l’obiettivo che si era posto era stato raggiunto: il libro ci donava una Florenzia  viva, umana, che sapeva parlare alla gente di questo tempo come donna prima che come suora.

Infine Madre Floriana donna di fede. Dare a Maria il titolo di Madre dello Stupore è stato geniale. La madre del Signore è stata chiamata con cento e più titoli. Le litanie ce ne indicano moltissimi, ma non era mai stata vista come Madre dello stupore. Eppure è lo stupore che Maria trasmette al mondo. Lo stupore di fronte al disegno di Dio della creazione ed ancora di più della redenzione, lo stupore perché questo disegno grandioso ha bisogno per realizzarsi di una creatura che apre la strada ad un Regno permeato di quanto di meglio gli uomini hanno prodotto nella loro storia, per un “si” che può dire o negare come forse altre ragazze avevano fatto prima di lei. Lo stupore è la risposta al Cristo che “fa nuove tutte le cose”.

Davanti alla Sua manifestazione non posso che stupirmi e se non mi stupisco è perché non sono riuscito a capirLo ed ha capire le Sue novità. E lo stupore apre la strada alla fede in questo mondo che sembra sempre più arido e scettico. Lo stupore motore della creatività e della speranza. Lo stupore messaggio per i bambini e per gli adulti perché chi non si stupisce come i bambini di fronte al nuovo, non avrà la vita eterna.

Questo mi ha insegnato Madre Floriana Giuffré.

Foto per Madre Floriana 2

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