In dialogo con Marco Saltalamacchia, Angelo Sidoti, Giansanto

L’intervento di Marco Saltalamacchia

Condivido pienamente la analisi di Michele Giacomantanio come anche l’idea di un “appuntamento” annuale che svolga il ruolo di “magnete” per un turismo qualificato e contribuisca al “posizionamento” marketing delle Isole Eolie nello scenario, ultracompetitivo, dell’offerta turistica mondiale.

Tuttavia, pur apprezzando personalmente i temi proposti temo che siano un po’ troppo elitari e che la capacità di richiamo che eserciterebbero, a parte una piccola comunità di studiosi ed amanti della storia ellenistica, non sarebbe così forte.

L’idea di sviluppare eventi di forte richiamo che permettano di “destagionalizzare” il turismo è la ragione di fondo che ha portato alla creazione dei grandi festival del cinema (Cannes a giugno, Venezia a settembre) o del teatro, della danza come Spoleto (a giugno) e così via.

Quello che non si deve sottovalutare nello sviluppo di un “grande evento” (ma io suggerirei piuttosto un “sistema di eventi”) è, come nostri amici del Centro Studi sanno bene, che, così come l’intero sistema turistico è in competizione con gli altri sistemi, anche lo stesso evento si troverebbe in competizione con gli altri eventi nazionali e quindi dovrebbe superare il non facile scoglio del raggiungimento di una sufficiente visibilità e notorietà.

Questo scoglio è superabile solo attraverso un adeguato budget di comunicazione che, anche se nell’era di internet, non richiederebbe capitali mostruosi, tuttavia potrebbe essere proibitivo per le casse del Comune.

Da qui ne discende la necessità di identificare un tema che possa soddisfare alcuni requisiti:

a) raggiungimento di una “platea” sufficientemente ampia da garantire un discreto riempimento delle strutture alberghiere (non bisogna farsi grandi illusioni ma è chiaramente l’obiettivo);

b) identificazione di un tema che possa riscuotere un adeguato interesse mediatico. In fondo se l’argomento o la qualità degli ospiti e degli interventi è tale da suscitare l’attenzione dei media nazionali ed internazionali genererà oltre che presenze anche ulteriore pubblicità gratuita;

c) Il tema deve avere “appeal” sufficiente per attirare sponsor che sostengano la maggior parte del necessario sforzo economico.

Faccio mia la proposta di una vera discussione sulla definizione di quale turismo per Lipari che è assolutamente “cruciale” per il futuro delle nostre Isole e che non può essere lasciata all’inerzia delle cose e provo a lanciare sul tavolo (anche virtuale) tre proposte:

1) organizzare un “seminario/convegno” per lo sviluppo di un “libro bianco” sulla situazione del turismo alle Eolie e la definizione di una “piattaforma” di proposte di linee direttrici di sviluppo. A questo convegno sarebbe bene invitare qualche grande “tour operator” mondiale e sentire anche la loro idea.

2) Perché non nominare un “direttore artistico” per Lipari? Ci sono state varie esperienze, alcune positive altre meno, come Franco Battiato a Catania, ed altri. Potrebbe essere un piccolo investimento che magari il Comune potrebbe condividere con le associazioni di categoria.

3) Valutare se sia meglio l’approccio “tabula rasa” o una valorizzazione/esaltazione di ciò che si è già fatto finora. Penso al meritevole lavoro fatto dal Centro Studi che però non è ancora riuscito a superare la soglia di una forte visibilità, ma penso anche al fatto che il Festival di Taormina stia languendo e che per esempio ormai da anni, l’amico Osvaldo de Santis abbia eletto Lipari non solo a dimora estiva ma anche a sede della “convention” annuale per la Fox italiana.

Che ne pensate? Cordialmente ,
Marco Saltalamacchia

Una prima risposta a Marco Saltalamacchia

Il rischio di fare una cosa per studiosi ed iniziati c’è ed è per questo che a fianco alle conferenze abbiamo proposto una serie di tavole rotonde che puntano a vivacizzare i contenuti ed allargare l’interesse per le tematiche. Per esempio al discorso degli Eoli vogliamo affiancare una discussione sull’affresco trovato a Santorini precedente alla distruzione di Thera. E’ vero, come sostengono alcuni archeologi, che raffigura un viaggio della gente di Santorini a Lipari? L’immagine che l’affresco riproduce è quella del castello di Lipari con le due marine a fianco? Se così fosse sarebbe l’immagine più antica di Lipari probabilmente risalente al XVII secolo a.C. E così anche la Tholos micenea di San Calogero. E’ vero che riproduce, in piccolo, la tomba di Agamennone e che è stata fatta da progettisti e manovalanza venuta dalla Grecia? E perché? Che importanza avevano le Eolie?  E il modello di Repubblica di cui parla Platone ne la Repubblica è stato ispirato dalla Lipara Cnida? Infatti ci sono forte somiglianze fra la società descritta da Platone e il modello di organizzazione della Lipari di allora.

E, per finire, la Lipara greca del IV-III secolo a.C. fu una Lipari felice che visse immersa nell’arte, negli spettacoli, frequentata da scrittori e poeti? Tutto questo inframmezzato col le danze per le strade, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre, cacce al tesoro ecc.

 Certo mi chiederai: e dov’è l’idea forte? L’idea forte è il ricordo di una società che è stata fiera e ricca di valori nel passato e che potrebbe oggi insegnarci molte cose. Una esperienza di questo tipo l’abbiamo già fatta con il “constitutum” nel 1995 e il rischio di parlare agli iniziati era ancora maggiore ma lo superammo. Indubbiamente ci vuole una forte campagna di comunicazione che non può essere affrontata solo con le risorse del Comune per questo dobbiamo, al più presto, cercare di coinvolgere provincia, regione e sponsor privati. Ed a questo proposito, i consigli che tu avanzi nella seconda parte del tuo intervento mi sembrano molto utili. Ne parleremo nel prossimo incontro del gruppo.

Sidoti Angelo

Ritengo che l’amico Marco con la sua disamina abbia aggiunto un qualcosa in più rispetto alla proposta di Michele sul tema grandi eventi alle Eolie.
Per attirare flussi turistici e non solo nei periodi di magra ci vuole ben altro.
Il meccanismo di domanda-offerta ha subito una radicale evoluzione, ed il metodo applicato per la comunicazione gioca un ruolo fondamentale: il turista, infatti, di oggi non si limita a “consumare” il prodotto, ma contribuisce alla sua creazione e diffusione.
La promozione delle Eolie, quindi, per portare risultati, deve partire dai bisogni e desideri dell’utente finale (turista e non), ormai sempre più spinto nella sua scelta finale da valutazioni di carattere emozionale: per colpire il turista non bastano più i metodi e i canali della comunicazione convenzionali (fiere,riviste,pubblicazioni etc etc).
Un’efficace comunicazione turistica deve saper coinvolgere il destinatario dell’offerta e soddisfare in pieno le sue necessità attraverso anche la personalizzazione dei messaggi.
Oggi, come dice Marco, è imprescindibile comunicare in modo efficace, ed è possibile farlo investendo cifre contenute (nei conti dei Comuni, infatti, le somme da destinare a questa tipologia di investimento sono sempre meno. Ma noi abbiamo i ticket?).
E’ necessario conoscere bene il target di riferimento, utilizzare metodi creativi e canali innovativi non ancora esplorati dalla comunicazione tradizionale e differenziarsi per emergere in un mercato sempre più affollato.
Secondo me l’elemento caratteristico delle Eolie sono i Vulcani ed il Mare oltre quelli convenzionali della Storia e la Cultura (peraltro ben rappresentati negli anni da manifestazione promosse dal Centro Studi).
Io personalmente utilizzerei questi due caratterestiche “Vulcani e Mare” come elemento trainante di un modello innovativo di promozione turistica (non tralasciando quelli evidenziati da Michele nel suo articolo).
Pertanto, per iniziare si potrebbe costituire un Comitato per lo Sviluppo affidando la carica di Presidente ad soggetto indipendente che abbia anche una certa visibilità nei mercati nazionali ed internazioni, ed attorno a lui creare un gruppo di lavoro formato da una serie di soggetti che abbiano competenze specifiche nei diversi settori, cultura e spettacoli, turismo, economia, trasporti, etc etc.
Il viaggiatore di oggi è un soggetto con idee molto chiare e alla ricerca di nuove esperienze, ama essere al centro del processo d’acquisto e fruire del maggior numero di opportunità durante i suoi viaggi.
Ma in particolare il turista di oggi è alla ricerca di elementi di “novità” per le sue vacanze, di avventura e di un qualcosa che lo distolga dalla quotidianità per immergersi in una realtà esperienziale.
Il fatto che oggi stiamo parlando di forme di promozione turistica è importante e spero che anche le associazione di categoria diano il loro contributo in quanto diretti conoscitori del settore.
Per concludere… Auguriamoci un futuro migliore che dipende da Noi e non dagli altri!! 

Giansanto 

Ciao Michele,

“Certo un Grande Evento Annuale è quello che manca alle isole Eolie che invece si presterebbero sotto molteplici aspetti ad una manifestazione di grande richiamo….in passato ci sono stati eventi che ancor oggi vivono nella memoria, mi riferisco ad esempio al concerto di Lucio Dalla nell’inusuale ma fantastico scenario delle cave di Pomice di Lipari. Certamente questo evento spettacolare non offusca ne contrasta la Lipari greca in un ambito di universale evento socio-culturale. Si può anche non dormire e passare la notte in una spiaggia attorno ad un fuoco suonando strumenti anche antichi come una viola, senza per questo essere accomunati alla gazzarra notturna degli stravolti nelle vie e nei vicoli del centro cittadino che semmai sono da interpretare come un enorme vuoto culturale e sociale da colmare con un’adeguata illuminata programmazione degli spettacoli.
Non si deve neanche dimenticare il Festival delle isole Eolie di tanti anni fa che tanto successo ha ottenuto, anche grazie all’entusiasmo dei promotori e ad eventi come quello del concerto alle Cave di pomice; queste cave che da quando dismesse sono solo fonte di degrado e di pericolo per lo stato di abbandono in cui giacciono…mentre, oltre a rappresentare un’importante ed anche tragica epoca nel vissuto dell’isola di Lipari, sono un ambiente unico che ben si presterebbe allo svolgimento di particolari rappresentazioni culturali e spettacolari.
Insomma il nostro arcipelago è gia uno spettacolo, non ci vorrebbe molto ad esserne veramente gli attori ed aggiungere l’arte del presente alle vestigia del passato”

Risposta a Sidoti e Giansanto

 Caro Angelo,

la preparazione del “Grande evento” a cui sto lavorando, per incarico dell’Amministrazione comunale, con alcuni amici, non vuole risolvere la crisi del nostro turismo che ha cause diverse su cui bisognerebbe riflettere attentamente: cause esterne dovute alla crisi generale economica ma anche cause interne dovute alla mancanza non solo di un nostro modello di turismo ma di una totale carenza di idee e proposte di un certo respiro e di un certo livello.Ben venga dunque quel seminario/convegno per lo sviluppo di un “libro bianco” sulla situazione del turismo alle Eolie con la definizione di una “piattaforma” di proposte di cui parla Marco nel suo intervento. Ne parlerò con il Sindaco che però deve essere già informato perchè al nostro gruppo partecipa l’assessore Federica Masin a cui ho girato, come agli altri membri del gruppo, la riflessione di Marco ed oggi girerò anche la tua e quella di Giansanto. Ma in attesa di definire una piattaforma non si può rimanere fermi. Abbiamo già perso fin troppo tempo.  Il mio compito è molto più limitato ed è cioè quello di riprendere l’esperienza delle “Festedimaggio” che avevo promosso durante la mia amministrazione ( una sul Constitutum nel 1995 ed una sull’800 eoliano nel 1997, una terza che doveva svolgersi nel 1999 è saltata praticamente alla vigilia perchè non sono venuti a maturazione alcuni finanziamenti e per incomprensioni fra le amministrazioni eoliane), che era risultata sostenibile dalla iniziativa  e dalle risorse della amministrazione e che avevano prodotto effetti positivi sullo sviluppo del turismo ( fra l’altro si era avviato un rapporto produttivo con la RAI ed in particolare con Puccio Corona per Linea blu e con Minoli e la Sagramola).  Proprio quelle esperienze ci hanno insegnato che la storia e la cultura delle Eolie e le sue vicende sono un bacino interessante di scoperte che affascinano il turista ma che sono per lo più sconosciute anche agli eoliani. Caro Angelo sai quanti turisti scoprono che a Lipari esiste un Museo di questo spessore e calibro solo quando vengono alle Eolie? E sai quanti sono quelli che pur venendo alle Eolie non se ne rendono conto perché nessuno lo comunica loro? Senza togliere nulla al Centro studi ed al Museo c’è quindi un grande lavoro da fare. Lavoro di comunicazione ma prima ancora di emersione. Non si può comunicare qualcosa se prima non la si evidenzia. Ed un conto è presentare un libro con il concorso dei soliti due o tre esterni ed altro è fare rivivere un evento storico tramite si le conferenze ma anche la suggestione di ipotesi ancora da approfondire, il teatro, il legame col folklore, la cucina,ecc. Giustamente tu dici che il turista di oggi è alla ricerca di novità di esperienze, e vuole essere non solo spettatore ma essere coinvolto. Ed è quello che ci siamo proposti di fare con le danze per le strade, con la caccia al tesoro, con le mostre. Si può fare di più? certo. Ma intanto cominciamo. Certo io non sono un esperto del settore anche se ormai nella mia abbastanza lunga vita ho partecipato alla organizzazione di diversi eventi, prima alle ACLI di Pavia, poi a quelle nazionali e poi come anche come Sindaco di Lipari. In queste vicende ho imparato una cosa che qualche volta non è necessario essere un esperto ma forse più importante, per chi si trova a posti di responsabilità, è sapere ascoltare gli esperti con attenzione, discernimento e coinvolgimento. Questo ho cercato di fare nella mia vita e se ho un pregio è questo. Sono quindi disponibile ad accogliere tutte le critiche ed i suggerimenti ma che siano veramente propositivi e non vadano nel solco di quella cultura liparese della gente che non si assume mai responsabilità ma passa la giornata al bar (anche quelli virtuali di facebook) a criticare quello che fanno gli altri ( e non mi riferisco ne a te, né a Marco né a Giansanto di cui conosco valore e disponibilità). Comunque già da oggi sul mio sito (www.michelegiacomantonio.com) sarà possibile seguire gli sviluppi del grande evento che stiamo cercando di definire nell’articolazione per poi affrontare il tema della comunicazione (naturalmente nei limiti delle risorse disponibili). Un caro saluto

Michele Giacomantonio

 

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