XI Relazione – Nel terzo millennio verso l’isola sconosciuta

RELAZIONE SEMESTRALE – Capitolo XI

 Nel terzo millennio verso l’isola sconosciuta (1 luglio – 31 dicembre 1999)

1. Il gabbiano e il corvo

 Il gabbiano dalla barba grigia amava ritirarsi su Monte Sant’ Angelo per riflettere in solitudine. Ogni sei mesi, quando doveva fare il bilancio dell’ attività amministrativa, siccome era scrupoloso, si sforzava di ricercare oltre ai pro anche i contro del proprio operato. Tentava di mettersi dall’ altra parte della barricata, dalla parte cioè dei critici e degli avversari e guardare con i loro occhi. Ma fino ad oggi – da quando nel luglio del ‘94 aveva assunto la responsabilità della comunità – non era riuscito a trovare una sola vera ragione che giustificasse critiche e attacchi degli avversari, mugugni e delusioni degli amici.

“Sì, esistono problemi e disfunzioni. Non lo nego. Ma come è possibile non vedere le cose concrete che si sono fatte. Come è possibile non rendersi conto di quanto è cambiato nell’ amministrare. Le nuove ed importanti prospettive che si sono aperte… Solo un atteggiamento preconcetto e fazioso può dimenticare tutto questo… Quanto agli amici critici…”.

“Posso essere utile?” La voce che proveniva da dietro le sue spalle lo sorprese e lo scosse al tempo stesso. Era certo di essere solo ma ancora di più lo colpiva il fatto che la domanda sembrava piantarsi al centro dei suoi ragionamenti. Era come se essa si fosse insinuata nei suoi pensieri.

Si volse con un senso di fastidio e vide il corvo nero carbone. Amico e sostenitore non lo era mai stato ma nemmeno nemico dichiarato. A dire il vero si era sempre tenuto un po’ discosto dalla politica della comunità magari sostenendo gli avversari da dietro le quinte. Forse più che per partito preso, per spirito ipercritico.

Prima ancora che il gabbiano dalla barba grigia potesse aprire bocca il corvo nero carbone aggiunse: “Da qualche tempo ti osservo e mi sembra di notare che continui con lo stesso impegno e la stessa passione di sempre, ma noto anche che non hai più la sicurezza di essere sempre dalla parte del giusto. È come se finalmente tu fossi diventato umano ed avessi preso a coltivare il dubbio”.

Il gabbiano fu tentato di mandarlo a quel paese o di rispondergli in maniera ironica ed evasiva per chiudere una discussione che non sapeva quale utilità potesse avere. In passato avrebbe fatto sicuramente così, ma questa volta si trattenne. Forse il corvo poteva essergli utile, se si fosse avviata una riflessione al di là dei consensi e dei dissensi scontati.

“Mancano poco più di due anni alla fine di questa esperienza e ne stavo tentando il bilancio”. Il gabbiano reagiva in maniera interlocutoria senza scoprirsi troppo.

“Ti osservo da tempo e, lo ripeto, da diversi mesi noto che non hai più la sicurezza delle elezioni del ‘98. Se non ti inalberi subito, ti dirò che il dubbio ha cominciato a maturarsi proprio dopo quelle elezioni. Vi erano state delle difficoltà già prima con una parte dei tuoi sostenitori, qualcuno non aveva fatto mistero di guardare anche “altrove” se un altrove con una certa dignità fosse mai esistito. Ma non avevi dato molto peso a questi malumori. Il responso elettorale li avrebbe spazzati via. Invece l’ affermazione – pur importante perché avvenuta al primo turno – non ti aveva lasciato del tutto soddisfatto. Sapevi di meritare molto di più di quel 51%. E poi le divisioni all’ interno della Speranza, l’articolazione in sottogruppi, i dissensi ormai frequenti su scelte strategiche, i risultati alle europee…”.

“Fatti diversi con motivazioni e spiegazioni diverse”.

“Forse. Anzi, sicuramente è così. Ma sono la spia di un nodo più generale. Che il consenso sull’ operato dell’Amministrazione non è così diffuso e radicato come un tempo. Come nei primi due anni…”.

“Anche qui non è difficile trovare spiegazioni, come dire, estrinseche. Per cominciare, l’ atteggiamento negativo delle televisioni locali ed in genere dell’ informazione. E sappiamo quanto questo conti oggi. Soprattutto l’ aggressione continua di una di queste che pure ci aveva sostenuto nei primi due anni. E poi… la nuova legge elettorale che ha ridotto la maggioranza in Consiglio e pone sul Sindaco la spada di Damocle della sfiducia. Le difficoltà di Bilancio dovute soprattutto ai tagli nei trasferimenti della Regione, ecc. ecc. ecc… E malgrado questo, non si può dimenticare che sta giungendo in porto il Patto territoriale delle Eolie, che è diventato operativo il Leader 2, che si sta lavorando proficuamente per altri importanti finanziamenti con il Consorzio Ecosviluppo Eolie, l’ Accordo di programma per la realizzazione del DUPIM promosso dall’ANCIM, il contratto di programma relativo al documento “Eolie 2000”, il piano per lo smaltimento dei rifiuti approvato dalla Commissione tecnica presso la Prefettura di Messina, il completamento della rete idrica… Per non parlare di quanto si è realizzato o è in via di completamento: dal Centro Servizi Turismo alla Eolie servizi spa, dal megaparcheggio al Palazzo dei Congressi, dall’ Auditorium della Chiesa dell’ Immacolata al Palazzetto coperto dello Sport, e via di questo passo. E le isole? Mai le isole hanno avuto una così costante attenzione”.

“È vero. Ma è difficile spiegare tutto questo al cittadino che deve traversare i sentieri in mezzo all’ erba alta; a quello che scende da Lami o dal Monte la mattina alle 8 e deve aspettare fin quasi le due per potere rientrare a casa; a chi è inseguito dai cani randagi che scorazzano a branchi per le strade di Lipari; agli abitanti delle zone alte di Lipari ai quali da anni prometti la corrente elettrica normale; ai parenti del morto che non trovano un loculo libero al cimitero; a chi deve prendere la nave o l’aliscafo e si trova dinanzi ai soliti disagi e oggi, a Lipari, per di più accresciuti dai lavori di Marina Corta. E questo per non parlare del rapporto della gente con la macchina comunale divenuto più difficile…”.

“Più difficile? Nessuna Amministrazione ha dedicato tanta attenzione alla struttura municipale proprio per fare del Comune la casa di tutti. Abbiamo informatizzato e climatizzato gli uffici, creato i presidî nelle isole, incentivato e riconosciuto la professionalità dei dipendenti, investito in formazione ed informazione (Europelago, Informagiovani, Ufficio rapporti con il pubblico, Sportello unico…), dato una sede decorosa alla Polizia Municipale, rifatta e rimodulata la pianta organica, banditi i concorsi per promuovere una nuova classe dirigente, creata la società mista per i servizi per garantire loro maggiore imprenditorialità, e via di questo passo”.

“Ancora una volta hai ragione, ma cogli una sola parte della verità. Perché dimentichi le lungaggini per ottenere le concessioni e le autorizzazioni: occorrono mesi per essere autorizzati a riparare un soffitto che sta cadendo. La difficoltà dei dirigenti e del personale – in molti casi – ad avere un rapporto corretto col pubblico: appuntamenti disattesi e rinviati più volte, risposte insufficienti e sbrigative, rinvii da un ufficio all’altro; per non parlare del censimento dei tributi tramite l’Atos e la lunga telenovela della sanatoria edilizia, cose che andavano fatte, che dovunque hanno creato problemi, ma che forse potevano essere gestite in maniera meno traumatica. E poi i Vigili.

Prova a chiedere un giudizio alla gente e ascolta quello che ti dice”.

“È sempre difficile farsi amare quando il proprio dovere richiede severità e sanzioni pecuniarie. In estate hanno svolto un servizio esemplare sotto una pressione eccezionale dell’ evento turistico”.

“Anche qui, come nel caso dei dipendenti, non è giusto fare di ogni erba un fascio. C’è molta gente che lavora con professionalità e dedizione. Ma a volte bastano due cattivi esempi per buttare un’ ombra su tutta una categoria. Inoltre ci sono problemi di impostazione che vanno corretti. Non ti sembra che ci sia un eccesso di attenzione al corso principale di Lipari, a scapito del resto del territorio? Sono proprio necessarie le multe per chi circola nel centro urbano di Lipari senza cinture di sicurezza mentre si trascurano trasgressioni più significative? È mai successo che si sia elevata una contravvenzione nei confronti di chi deposita un sacchetto di spazzatura per i vicoli, o di chi abbandona una elettrodomestico dismesso o una carcassa di macchina lungo le strade? È mai possibile che negli ultimi cinque anni nessun vigile si sia mai imbattuto in comportamenti che sono abituali e frequenti? Non si vede o non si vuole vedere? E poi il problema della casa, quello del lavoro… E ancora le altre cinque isole che con Lipari formano il Comune. Tu dici: “nessuno ha mai fatto tanto per le isole”. Ma sei sicuro che gli isolani lo apprezzano o non ritengono piuttosto di continuare ad essere discriminati? Puoi veramente dire che oggi i presidî hanno raggiunto il compito di promuovere una classe dirigente diffusa che sa affrontare le proprie responsabilità? Tu vuoi che le Eolie siano quell’ isola sconosciuta che tutti sognamo, ma rischi di trascurare le isole che esistono…”.
“È difficile negare molti di questi appunti. Indubbiamente oggi mi appare più chiaro che la mia Amministrazione sia come Giano bifronte. Da una parte ha il volto virtuoso delle grandi opere e dei grandi progetti, dall’ altra quello sofferente dei mille piccoli problemi quotidiani che pesano sulla gente creando malessere e scontento. È possibile eliminare i secondi senza perdere iniziativa sui primi? Ecco il nodo del ben amministrare”.

Il gabbiano dalla barba grigia si voltò per accogliere la risposta del suo interlocutore ma non vide nessuno. Il corvo se n’ era andato. Se n’ era andato o non vi era mai stato, ed il dialogo si era svolto tutto con se stesso come non rare volte gli capitava?

Comunque sia – pensò il gabbiano – è stato un dialogo utile. Per la prima volta mi sembra di vedere più chiaro. Non dico che ora sarà facile risolvere tanti problemi, ma intanto si parte da una diagnosi più adeguata.

E con l’ animo più sereno volò verso la Civita. Lo spazio per la solitudine e la riflessione sono importanti nella vita di un Amministratore. Ma sono anche preziosi perché vengono strappati alle mille cure che incombono ad ogni istante.

.2. Il problema della casa: Mendolita e altro

Proprio sul finire del 1999, si è riusciti – superando tutta una serie di difficoltà e di intoppi amministrativi – a perfezionare la procedura per la cessione degli alloggi comunali popolari di Mendolita. Ed a partire da giorno 21 si è proceduto a firmare i contratti per il trasferimento agli aventi diritto. Ventiquattro famiglie liparesi potranno mettere così sotto l’albero di Natale l’ atto di proprietà della loro casa usufruendo di uno sconto del 25% sul prezzo stabilito. In media ogni alloggio costerà cinquanta milioni e con i prezzi di questi tempi si tratta di un vero e proprio affare.

Lipari. 11 luglio 1999. Cerimonia di premiazione col giornalista Puccio Corona della manifestazione “1,a Regata Vele d’epoca”.

Si chiude così, nel migliore dei modi, una lunga vicenda che era stata al centro di numerose polemiche. Polemiche circa il diritto di possesso degli alloggi che ha impegnato l’ Amministrazione nell’ ultimo quadriennio ad una verifica accurata aprendo dei contenziosi e portandoli a conclusione; polemiche per la manutenzione che – dopo anni dalla costruzione senza interventi regolari – era divenuta fortemente onerosa; polemica circa l’ approvigionamento idrico; problemi per la ripartizione del credito vantato dall’EAS per forniture pregresse effettuate non ai singoli utenti ma al condominio nel suo complesso…

Il 2000 sarà anche l’anno – ci auguriamo – della realizzazione di altri 50 alloggi popolari. Lo stanziamento dalla Regione è già avvenuto e la procedura è ormai in corso d’opera: sono state individuate le aree; è stato pubblicato il bando per la progettazione ed il management e per le assegnazioni ai cittadini.

Lipari ha fortemente bisogno di questi alloggi innanzitutto come risposta a decine di famiglie che si trovano sfrattate dagli alloggi provvisori che avevano ottenuto al Convento presso il Cimitero ed al Castello in seguito ai danni del terremoto del 1978. Ma dopo oltre vent’ anni la soluzione non poteva più chiamarsi provvisoria ed inoltre – negli ultimi due anni – due conferenze di servizio avevano stabilito che questi immobili non sono nella disponibilità comunali, ma i primi appartengono all’Ente per il culto ed i secondi al Museo archeologico. Per quanto difficile sia, soprattutto in casi come questi, coniugare diritto e carità, nessuno potrà accusare l’ Amministrazione di aver agito con troppo rigore di fronte a soggetti sociali particolarmente deboli. Si è fatto il possibile e… l’impossibile per dilazionare i tempi dell’esecutività dello sfratto e per accelerare quello della programmazione dei nuovi alloggi.

Roma 4 ottobre 1999. Cerimonia del Comune di Roma per la dedicazione di una piazza a Monte Mario a Madre Florenzia Profilio eoliana e fondatrice dell’Istituto delle suore francescane dell’Immacolata concezione di Lipari.

Ma oltre a queste sette-otto famiglie, i nuovi alloggi sono rivolti a quanti sono senza casa e si trovano nelle condizioni previste dalla legge per farne richiesta. Anche qui ci sarà una graduatoria e delle assegnazioni trasparenti in base al diritto di ciascuno.

Probabilmente sarà difficile realizzare alloggi nelle Isole Minori con questo primo lotto perché non sono ancora giunti i chiarimenti richiesti al Piano Paesistico. Ma se riusciremo a realizzare in tempi rapidi questi 50 non sarà difficile ottenere subito altri finanziamenti per almeno altri 50.

Intanto non bisogna dimenticare i 125 alloggi programmati di edilizia cooperativa. A prescindere dal grave rischio derivante dalla forte concentrazione su Pianoconte (si veda a questo proposito la X relazione semestrale “Quale coraggio?”), e della speranza – che in queste ultime settimane appare probabile – di trovare una soluzione che concili le esigenze degli abitanti della frazione col diritto dei cooperatori, rimane il fatto che l’immissione di questi 125 alloggi a prezzi calmierati non potrà non contribuire a soddisfare la domanda esistente contenendo l’ esosità degli affitti (sommandosi alla manovra finanziaria realizzata con l’ aumento dell’ aliquota ICI sulle seconde case che quest’ anno deve meglio qualificarsi come manovra sulle case sfitte). Anche qui, al di là delle polemiche spesso faziose che grazie a Dio in questo arcipelago non mancano mai, l’ Amministrazione ha fatto tutto il possibile per evitare una guerra di carta bollata fra due fronti entrambi dotati di sacrosante ragioni.
Ma proprio questa travagliata vicenda degli alloggi di Pianoconte ci ha fatto toccare con mano che non è possibile risolvere pienamente il problema della casa nelle Eolie se non si riesce ad operare contestualmente alla definizione del Piano regolatore generale ed alla revisione del Piano paesistico (ma su questi torneremo più avanti).

Fanno sempre parte del complesso problema della casa altri due procedimenti che in questi ultimi mesi hanno angustiato molti cittadini eoliani. Parlo del problema della sanatoria edilizia e  dell’accertamento dei tributi ed in particolare quelli relativi all’ICI. Dire che non si tratta di problemi esclusivamente eoliani e che non sono frutto di una severità eccessiva di questa Giunta forse serve ben per sollevare il cittadino colpito ma può essere utile nel rapporto di fiducia di questi con l’Amministrazione. La decisione di procedere con le rateazioni nei pagamenti possibili sempre sopra i due milioni e fino a venti rate in casi di comprovata rilevanza sociale, rivela lo spirito assolutamente non vessatorio col quale si vuole applicare la legge ed il principio “pagare tutti per pagare meno” che è una delle linee di fondo della mia Amministrazione.

È bene ricordare comunque che la rilevazione che l’Atos ha fatto per il Comune in ordine all’ elusione e all’ evasione dell’ imposta ICI sugli immobili  non è una pura azione fiscale e finanziaria, anche se è indubitabile che questo risvolto ci sia e sia rilevante per il Comune. Ma questa ricognizione ha lo scopo di mettere finalmente ordine nell’ intricata e confusa registrazione degli alloggi così come risulta dal catasto, offrendo al Comune la possibilità di riportare la situazione aggiornata sulla cartografia fotogrammetria alfanumerica realizzata dal Comune nel 1995 per il PRG. Quando, fra qualche settimana, sarà consegnato il software SIT (Sistema Informativo Territoriale),  l’Amministrazione Comunale sarà in grado:

  1. di attuare la verifica diretta e visiva in tempi ridottissimi della situazione territoriale locale;
  2. di offrire ampia documentazione informatica e di avere la cartografia tecnica sempre aggiornata;
  3. di congelare la realtà territoriale su supporti digitali che permettono l’archiviazione per periodi virtualmente infiniti, nonché la possibilità di realizzare programmi applicativi SIT per la gestione anagrafica, la verifica di destinazione d’uso, la verifica della situazione catastale, l’analisi della situazione tributaria, l’aggiornamento dei  piani regolatori, la preparazione dei piani di manutenzione del verde pubblico, la verifica e pianificazione di attività commerciali, la gestione edilizia, la gestione di reti tecnologiche (idrica, telefonica, gas, fognatura), la gestione dell’ illuminazione pubblica, i piani di manutenzione dell’ attività di trasporto rifiuti, la gestione discariche e smaltimento di rifiuti, la gestione geotecnica del territorio (terreni franosi, erosione coste, ecc.),  la gestione stradale urbana ed extraurbana.

L’ altro discusso e sofferto problema è quello della sanatoria edilizia che si trascina ormai da anni e quando sembra che si stia aprendo una schiarita per la sua soluzione ecco che nuovamente si ricade nel dedalo confuso della burocrazia, delle mille interpretazioni, dell’ impossibilità di fare combaciare tempo degli uffici e tempo degli utenti. Ormai tutte le oltre cinquemila pratiche della legge 47/85 e 724/94 sono state istruite, fatti i calcoli relativi, trasferiti su computer… Il problema è tirare le somme circa la sanabilità o la non sanabilità. I pareri stanno affluendo ormai a ritmo costante dal gruppo dei tecnici incaricati dell’istruzione all’ufficio illeciti e tocca a questo ufficio, in ultima analisi, procedere al rilascio della sanatoria (se sono pervenuti tutti i pareri necessari) o  decretare la demolizione e – ove possibile – l’acquisizione al patrimonio comunale. Ma come è possibile che pratiche che si trascinano dall’85 aspettano ancora oggi una conclusione?

Quando questa amministrazione si insediò a metà del 1994 trovò – anche sotto questo aspetto – una situazione ferma e stagnante. Sebbene fossero stati assunti – con finanziamento regionale – una squadra di geometri e due laureati per la sanatoria, non si erano esitate che pochissime pratiche. Confusioni nella interpretazione della legge, carenza nell’organico comunale per cui i nuovi sopraggiunti venivano necessariamente risucchiati nei compiti di istituto, sopraggiungere della nuova sanatoria che blocca e riapre i procedimenti ecc. Queste le cause maggiori.

Così dopo un anno e mezzo di tentativi vari, risultato impraticabile anche l’utilizzo di un progetto obiettivo, mi convinsi a dare all’esterno, ad una équipe di tecnici di Barcellona (scelti non da me per la Commissione sanatoria, presumibilmente estranei agli interessi locali) l’incarico professionale di istruire le pratiche. Una serie di conflitti interpretativi con i professionisti degli utenti circa la documentazione da presentare e la competenza  a calcolare gli oneri, la nuova documentazione che veniva richiesta in corso d’opera da nuove normative che sopraggiungevano, uno slittamento nella scadenza di presentazione dei documenti per cercare di evitare il rigore della demolizione solo a causa della carenza di documentazione, ecc… tutto questo ha fatto slittare il procedimento fino a tutto il 1998. Quindi ancora un contenzioso fra i dirigenti comunali e l’ équipe dei tecnici ed il lavoro è ripreso soltanto il settembre scorso.

Ora si spera, che per quanto riguarda il Comune, tutto possa concludersi entro l’anno nuovo. Anche qui si tratta di garantire a chi ne ha diritto la piena proprietà dell’ abitazione, di realizzare le demolizioni che deturpano il paesaggio dando esempi significativi che stronchino anche quel pur limitato stillicidio di abusi degli ultimi anni (cento all’anno e per lo più di piccole dimensioni), di acquisire al patrimonio comunale le case dove può essere consentito dalla legge e si configura o un interesse pubblico all’immobile o un interesse sociale (il caso di famiglie senza alloggio e di condizioni disagiate da ammettere alla locazione). Cioè anche qui si è cercato e si cerca di declinare – senza privilegi per nessuno – legalità e solidarietà.

3. Il problema del lavoro: parchi tematici, maricoltura, agricoltura, turismo…

Se quello della casa è problema concreto, non meno urgente è il lavoro. Ma anche qui, se non si vuole cadere nella demagogia (e Dio sa quanta ne è stata fatta negli anni passati…) bisogna impostare il discorso con correttezza. Ormai bisogna riconoscerlo, nelle Eolie non esiste tanto un problema occupazionale, quanto di lavoro regolare e qualificato. Quando due anni fa, nell’ ambito dei lavori di pubblica utilità per il parco vulcanologico, si tirarono le somme per definire i 45 operatori di questo progetto, si scoprì che eravamo di fronte soprattutto a manodopera femminile. Anche se ciò non toglieva nulla al valore dell’ esperimento anzi lo rendeva più interessante perché avviava nelle Eolie un significativo processo di sviluppo dell’ occupazione femminile, evidenziava però che figure maschili, che rientravano nelle caratteristiche di prolungata disoccupazione, erano molto limitate. O per meglio dire: esse figurano nelle liste di collocamento che diventano consistenti ed allarmanti, ma subito scompaiono se si propone un lavoro di un anno. In quell’ anno contano di fare lavori irregolari che permettono un guadagno superiore alle 800 mila al mese dei lavori socialmente utili.

Oggi questo progetto è già entrato nella seconda fase, quella più progettuale in cui gli operatori si confronteranno con la prospettiva di dar vita ad una esperienza imprenditoriale in équipe o in cooperativa. Intanto ognuno può verificare quanto concretamente si è fatto – sotto la guida del dott. Nico Russo – al Caolino, a Punta Castagna lato monte e Punta Castagna lato mare, per la bonifica ed il riordino di una area fortemente degradata. Un lavoro che dovrà saldarsi al recupero completo di Punta Castagna previsto nel Progetto Ecosviluppo Eolie.

Il progetto del Parco Vulcanologico dovrebbe concludersi a marzo, già si sta operando per una proroga di almeno altri sei mesi per potere avere più tempo per imparare a “fare impresa”.

Avrebbe potuto crescere come un’ altra esperienza di imprenditorialità femminile la società “Progetto Donna” che ha gestito negli ultimi due anni la mensa scolastica nelle scuole. Temo invece che sia una esperienza destinata ad esaurirsi. Probabilmente così come è impostato oggi il sistema della refezione scolastica lascia un margine notevole di rischio in una realtà come la nostra dove a fronte di forti oscillazioni nella presenza degli allievi, si hanno costi considerevoli per la frammentazione delle scuole sul territorio dell’ isola. Un rischio troppo grosso per un gruppo di ragazze di buona volontà ma senza capitali alle spalle e con poca esperienza. Eppure, come dimenticare l’ accanimento feroce di alcuni insegnanti, genitori e opinion maker rispetto a questa fragile e coraggiosa esperienza?
Mentre quelli del Parco procedono brillantemente, una settimana prima di Natale si sono avviati, nella scuola di Acquacalda e sotto la direzione del Prof. Andrea Ponticelli dell’ Acquatech, gli altri lavori socialmente utili finalizzati alla creazione di un centro di produzione ed allevamento avannotteri. Anche qui sono impegnati otto lavoratori che hanno già alle spalle almeno uno dei due corsi di maricoltura effettuati negli anni scorsi per iniziativa del Comune. Anche qui, come nel primo caso, l’ esperienza parte con l’attenzione del Ministero dell’Ambiente, oltre che della Regione Siciliana, e con la speranza, concluso il ciclo assistito e finanziato, che gli operatori riescano a mettere in corso una attività che sia in grado di mantenersi sul mercato collaborando col Consorzio Ittico Eoliano al cui interno sono presenti due società di maricoltura che stanno per partire con finanziamenti comunitari.

Dopo la crisi del settore pesca a causa dello smantellamento delle spadare con reti derivanti, con queste attività, con la realizzazione del mercato ittico di cui attendiamo notizie da parte della Unione Europea e col progetto della Lega Pesca sostenuto da un contratto di programma per la riconversione del comparto (tramite attività produttive – a cominciare dall’ittiturismo – per oltre 30 miliardi), la cultura del mare può sperare di continuare ad avere un futuro nelle Eolie.

Altri spazi di lavoro regolare e specializzato si spera di poterli ottenere dal rilancio dell’agricoltura che il Piano di Azione Locale del Leader II ha avviato, ma soprattutto dal turismo grazie alla riqualificazione dell’ offerta alberghiera e di alcuni servizi al turismo (sostenuti con i Patti territoriali delle Isole Eolie che si presentano alla valutazione bancaria con un portafoglio di oltre 80 progetti per circa 95 miliardi, a cui vanno aggiunti i progetti eoliani approvati nel patto di Messina), dall’entrata sul mercato del Centro Servizi Turismo, di altre iniziative e opere come la valorizzazione dei beni culturali, l’ attivazione del Palazzo del Congresso e dell’Auditorium.
Agli ipercritici di questa Amministrazione proporrei di rileggere (è pubblicato in appendice della IV Relazione semestrale “Solo la pazienza è rivoluzionaria” a pag. 49) il programma del convegno “Dieci idee per il futuro delle Eolie” che si tenne a Canneto il 27 aprile del 1996: delle dieci proposte cinque sono già realtà (alfabetizzazione informatica nelle scuole, corso di formazione per tecnici della maricoltura, centro servizi al turismo, società mista per i servizi e società mista per le manutenzioni), il corso di formazione per via telematica si sta realizzando anche se non con l’obiettivo di creare imprenditori ma operatori turistici, l’azienda di sviluppo del marchio isole è prevista nel progetto Leader II e nell’Accademia del Mediterraneo, il centro promozioni eventi eoliani è in via di elaborazione e definizione, il progetto del mercato ittico attende riscontro dalla Unione Europea ed è collegato al contratto di programma della Lega Pesca. Rimane ancora indefinito (ma non abbandonato) il progetto per la valorizzazione del termalismo.

Chi allora parlò di programma elettorale giacché si era alla vigilia del Referendum per la rimozione del Sindaco dovrebbe fare oggi pubblica ammenda, sempre ammesso che abbia onestà intellettuale.

Questo per parlare solo di quanto è già in opera o in via di definizione.

Comunque si tratta sempre di lavori che richiedono l’ iniziativa dei singoli sia a livello personale che di gruppo. Nessuno può pensare di poter rimanere sotto l’albero aspettando che il lavoro gli cada in bocca come un fico maturo, e nemmeno può sperare nelle raccomandazioni. Tutti questi sono lavori che richiedono forte volontà, competenza e professionalità altrimenti si è subito fuori dal mercato.

Sono lavori che richiedono una nuova cultura del lavoro in cui al centro ci sia l’imprenditività e la creatività, la formazione al lavoro in squadra. Tutto questo prima che nella vita lo si può apprendere in una scuola aperta alla società. E le scuole delle Eolie in questi anni hanno fatto qualche passo significativo in questa direzione.

Capri, 29-31 ottobre 1999. Prima Borsa del Turismo delle isole e dei porti d’Italia. Il Sindaco di Lipari con il Sindaco di S.Marina Gullo in un momento di sosta dei lavori.

Anche il Comune deve fare la sua parte favorendo e sostenendo la nascita di nuove imprese. Per questo stiamo realizzando – con i finanziamenti pubblici dei patti territoriali – un centro servizi reali e sviluppo di imprese con funzione di Sportello Unico Territoriale per le attività produttive, previsto dal D.Lgs. 112/98 e dal D.P.R. 447/98, che disciplinano, come stabilito dalla L. 59/97, il conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle Regioni ed agli Enti locali e, in particolare, le modalità di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la localizzazione e la realizzazione di impianti produttivi. Esso consisterà in una rete informatica che darà vita ad un sistema integrato ed interconnesso di servizi ed attività, la cui unità centrale verrà ubicata a Lipari mentre le unità periferiche sono ubicate negli uffici dei presidî delle nostre isole e nelle sedi dei Comuni sottoscrittori del Patto.

L’ intervento deve rispondere all’ insieme delle esigenze locali, che possono essere individuate nella diffusione di conoscenze ed atteggiamenti imprenditoriali e, quindi, rappresentare l’elemento catalizzatore delle occasioni di sviluppo locale, provocando anche un effetto leva nei confronti della possibilità di crescita di piccole imprese di servizi.

In sintesi, lo Sportello Unico è finalizzato alla realizzazione ed alla fruizione di servizi, alla costituzione di un sistema di conoscenza dei dati e delle informazioni del sistema territoriale interessato. Una volta creato ed implementato il sistema dello Sportello Unico, sarà completato con l’ interconnessione ai sistemi informativi di tutti i Comuni partecipanti che verranno potenziati da un altro progetto – sempre incluso nell’ambito dei patti territoriali – con questa specifica finalità.

Tale intervento vuole dare una maggiore autonomia alle amministrazioni locali, razionalizzare, semplificare e ridurre i costi delle attività istituzionali e quindi rendere più agevoli i rapporti tra Enti, cittadini ed operatori economici. A tale riguardo, il D.L. n. 112 dei 31 marzo 1998 attribuisce ai Comuni le funzioni in materia di autorizzazione degli impianti produttivi ed istituisce lo Sportello Unico delle attività produttive presso i Comuni, quale struttura unica responsabile dell’ intero procedimento autorizzativo.

4. Il nodo della “Eolie servizi spa”

Insieme ai problemi della casa e del lavoro, molto disagio e malessere si riscontra nella gente a causa di parecchi disservizi che riguardano problemi quotidiani: spazzamento, raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani, derattizzazione e disinfestazioni, recupero ingombranti, servizio idrico, manutenzione delle strade comunali e dei sentieri, illuminazione delle zone alte, accalappiamento cani randagi, ritardi nella costruzione di loculi cimiteriali, insufficienza delle corse di autobus per le piccole frazioni, portualità inadeguata.

Di questi dieci problemi in cui la gente si imbatte tutti i giorni e ne rileva le carenze, almeno cinque – i primi cinque – si pensava di riuscire a risolverli, una volta per tutte, con la costituzione della società mista “Eolie servizi spa“. Togliere queste funzioni agli uffici comunali – trattenuti dalle pastoie di preventivi, delibere, stanziamenti, ordini di servizi, burocrazia in genere –  e affidarle ad una società che potesse operare in regime privatistico pareva la soluzione di mali antichi. Inoltre, si sperava che un ausilio sarebbe venuto anche sotto l’ aspetto finanziario, giacché una società con libertà imprenditoriale avrebbe potuto aggiungere ai compiti specifici d’istituto anche altre attività fruttifere in grado di sostenere le prime. Così non è stato. Intanto per ragioni di liquidità della finanza comunale (legata soprattutto ai trasferimenti della Regione Sicilia) non si è riusciti a rendere disponibile tutto il capitale di dotazione, in secondo luogo si sono creati dei forti disguidi fra l’ Eolie Ambiente srl e l’ Amministrazione comunale circa le prestazioni dovute. L’ Eolie Ambiente srl non si è strutturata come una società unitaria ma ha operato come un’ associazione di imprese, impedendo economie di scala; il Comune ha potuto trasferire all’ Eolie servizi spa solo la propria rete idrica mentre quella in affidamento all’ EAS è rimasta ancora all’ EAS; l’ Eolie Manutenzione srl ha operato su progetti conferiti di volta in volta e non su una programmazione annuale generale; l’ Ecotecnica – la società di progettazione – ha avuto difficoltà ad entrare a regime creando gravi disguidi in ordine soprattutto al problema della discarica subcompresoriale ed alle stazioni di stoccaggio.

Invece di trovarsi a discutere sul problema della pianificazione annuale – macchina amministrativa e macchina della società mista – hanno vissuto un clima di competitività e conflitto praticamente su tutto: dalle cose da fare, alla loro stima, al loro pagamento, al loro controllo. Mancando di attività integrative l’ Eolie servizi spa ha svolto praticamente solo una funzione di cuscinetto fra uffici del Comune e Srl della società mista.

Perché risultati così poco esaltanti? È possibile pensare di rilanciare l’ Eolie servizi spa? Sono convinto che le SpA della pubblica amministrazione sono la strada dell’ oggi e del domani, inoltre il nostro modello di società mista è stato preso ad esempio da diversi comuni e recentemente – il 10 dicembre scorso – è stato oggetto di una attenzione particolare in un seminario promosso dall’Università Bocconi e dall’Istituto di Economia Aziendale Gino Zappi, entrambi di Milano. In quell’ occasione non solo è stato affidato al dott. Alfonso Paolillo, segretario generale del nostro Comune, l’incarico di illustrare specificamente il progetto amministrativo della nostra SpA, ma un altro relatore – il prof. Fabio Amatucci – svolgendo il tema “Vincoli ed opportunità delle Società miste per la gestione dei servizi pubblici locali” e parlando specificamente dell’ Eolie servizi spa per almeno metà della propria relazione, ha detto che “si tratta di un caso di particolare interesse principalmente per due ragioni: nella realtà del nostro Paese, sono ancora poche le esperienze di partnership pubblico-privata per la gestione dei servizi pubblici; il modello istituzionale adottato dalla società presenta caratteristiche piuttosto innovative”. L’elemento innovativo del modello – continua ancora il prof. Amatucci – sta “nella possibilità, per la società mista, di costituire apposite società operative a responsabilità limitata, di intera proprietà della spa medesima, ciascuna specificamente destinata alla gestione di singoli servizi ed affidate al governo di un amministratore unico”.

E allora? Perché queste difficoltà mentre il modello riscontra tanto interesse? Probabilmente scontiamo un deficit di managerialità ad ogni livello. Indubbiamente l’ impianto strutturale va rivisto richiedendo una maggiore integrazione alle società private, vanno ridisegnate le figure ai vertici delle Srl garantendo al tempo stesso una managerialità di alto livello, va sviluppato un maggior coordinamento – sia politico che funzionale – fra Amministrazione e società mista. Ma soprattutto si deve lavorare in questi mesi per effettuare investimenti strutturali rilevanti soprattutto nei settori dell’ ecologia e del rifornimento idrico ma – per quanto possibile – anche in quello della manutenzione.

Nel settore dell’ ecologia occorre operare in tempi rapidi per garantirci i finanziamenti per la realizzazione della discarica subcomprensoriale e delle stazioni di stoccaggio nelle isole. Le vicende relative all’ Ecotecnica (la stasi di circa un anno nella progettazione, la sua sospensione da parte dell’ Amministrazione per decorrenza dei termini nella presentazione degli elaborati, la sua sospensione da parte del TAR per vizi nella scelta come partner) hanno rischiato di non farci giungere all’ appuntamento. Ma ormai questo pericolo dovrebbe essere scongiurato e si spera che presto diventeranno attivi i circa sette miliardi di finanziamento che si erano calcolati con approssimazione nella conferenza di servizio di fine ottobre in Prefettura. Urgentissime sono le stazioni di stoccaggio delle isole per dare una svolta visibile alle forme di smaltimento e trasferimento.

Contestualmente a questa attività progettuale e strutturale va messo in cantiere un piano di riqualificazione della dotazione mobile (scarrabili, cassonetti, ecc.). Va chiarito con la società mista, fin dalla programmazione a chi spetta la derattizzazione e disinfestazione e comunque va previsto per questo capitolo – insieme a quello della lotta al randagismo – una voce complessiva di almeno 150 milioni.

Per quanto riguarda il servizio idrico è fondamentale rendere operativo in tempi rapidi il previsto accordo di programma fra Comune di Lipari, EAS, ENEL ed ACEA che dovrebbe garantire alle Eolie non solo un rifornimento puntuale e senza più disguidi a livello di frazioni alte, ma addirittura – come ha promesso il Presidente dell’EAS, prof. Liguori – l’ eccellenza per fare del modello Eolie un modello di qualità esportabile. In questo modo dovrebbero risolversi definitivamente e non più riprodursi querelle come quella della attivazione della nuova rete idrica a Filicudi (si ricorda a questo proposito la dura contrapposizione con l’ associazione “Amici di Filicudi” dovuta, almeno in parte, proprio alla mancanza di sintonia fra EAS e Comune), a Vulcano, Stromboli, Ginostra e Panarea.

Un esempio di tempestivo intervento è quello verificatosi fra il 29 e la mattina del 30 dicembre, quando i problemi della carenza di rifornimento al dissalatore per via delle difficoltà di rifornimento causa le condizioni meteomarine, e le prime difficoltà avvertite dagli abitanti di Acquacalda che non vedevano più giungere acqua alle loro abitazioni, sono state risolte brillantemente sotto la direzione dell’Assessore Iacono che con la collaborazione della Prefettura ha garantito un rifornimento straordinario e quindi, con una attivazione straordinaria dell’ Eolie Acquedotti srl, si è tranquillizzata la popolazione della frazione già provata dalla inusitata violenza del maltempo.

Per quanto riguarda il servizio manutenzioni sarà difficile che dal Bilancio Comunale giungano nel 2000 maggiori risorse di quante ve ne siano state nel 1999. Questo settore potrà svilupparsi solo a due condizioni: che l’ Eolie servizi spa assuma nel campo della manutenzione progetti da far valere sul mercato commerciale (come per esempio la ristrutturazione degli edifici della penisoletta del Purgatorio da adibire a biglietterie, sale d’ attesa, guardia costiera, ecc…); che il Comune ottenga fra i finanziamenti comunitari e nazionali somme dedicate alla manutenzione delle strade e dei sentieri, da potere affidare alla società mista.

Sarà proprio grazie a queste attività che si può sperare di recuperare utili da dedicare in surplus per le attività ordinarie che spesso vengono trascurate.

5. La struttura comunale

A torto o a ragione, un’ altra causa del disagio e del malessere dei cittadini viene attribuita all’ apparato municipale: dirigenti, funzionari, impiegati, operai e magari a questi si aggiungono anche gli Assessori.

Certo è difficile stabilire buoni rapporti con il pubblico quando alle varie richieste bisogna rispondere che il Comune si trova nell’ impossibilità di operare: come è per le decine e decine di perizie urgenti, che stazionano presso l’ufficio tecnico per strade in cui ci sono buche da ricoprire, muretti da riprendere, il diserbamento da effettuare. O come in Ragioneria quando si vengono a sollecitare debiti fuori bilancio, per cui la trafila di pagamento è lunga e complessa. O all’ufficio turismo per il contributo ad una festa, ad uno spettacolo, ad un progetto.

E poi ci sono le richieste che non possono esaudirsi perché non lo permette la legge, l’ordinanza, il regolamento: così all’urbanistica per una concessione o una sanatoria, così all’annona per una licenza di esercizio o per un posto al mercato, così ai trasporti per una licenza di taxi…

Ma ci sono anche – e non si devono dimenticare – le lungaggini delle concessioni e delle autorizzazioni, scarsa attenzione ai cittadini che chiedono informazioni, il non rispetto degli appuntamenti.

Io sono convinto che oggi il funzionamento degli uffici non sia nemmeno paragonabile alla situazione da “torre di Babele” del luglio 1994, come è indubitabile che nella comunità il prestigio degli impiegati municipali è di molto cresciuto. Sono anche convinto che occorrerebbe almeno un venti per cento del personale in più per accudire al lavoro del Municipio, in costante crescita sia perché cresce la nostra progettazione, sia perché cresce la nostra importanza come Comune, sia perché cresce il nostro turismo e quindi divengono più numerose le funzioni ad esso connesse direttamente o indirettamente.

Sono convinto anche che molti impiegati e funzionari municipali, di gran lunga la maggioranza, fanno il proprio dovere e parecchi più del proprio dovere, mentre i casi di fannullonaggine sono circoscritti e limitati. Mi viene da portare ad esempio i settori della pubblica Istruzione e dei Servizi sociali, che pur con personale limitato e subissato da problemi, affrontano e risolvono con puntualità i  problemi. Merito indubbio dei funzionari e soprattutto dell’Assessore Casaceli che con intelligenza, professionalità e grande sensibilità umana stimola, suggerisce, coordina. Lo stesso potrei dire dell’Ufficio Turismo, del settore demografico, ecc… giacché non vorrei dimenticare qualcuno.

Eppure ritengo che occorra e si possa fare molto di più soprattutto nei rapporti con i cittadini. Lo Sportello unico, di cui abbiamo parlato sopra, contribuirà a dare all’Amministrazione comunale maggiore prestigio e un ruolo più significativo in un settore finora affidato unicamente alla raccomandazione ed al favore.

Mi conforta in questa direzione la prova di grande efficienza che gli uffici della protezione civile ed il nucleo di pronto intervento, brillantemente e generosamente coordinati dall’Assessore Pino la Greca, hanno dato in occasione dell’esercitazione del 20 dicembre, della mobilitazione per il “millennium bug”, ma soprattutto nella terribile notte fra il 28 ed il 29 dicembre quando una tempesta di eccezionale violenza ha flagellato le coste delle isole creando danni gravi ad Acquacalda. Ebbene a mezzanotte, con la tempesta ancora in corso, il nucleo di pronto intervento era già attivo a Canneto ed Acquacalda, la mattina dopo – grazie al coordinamento con i vigili urbani e con gli altri operai comunali compreso i giardinieri – il grosso dei lavori di sgombero era già avvenuto, era già pronta una perizia di massima per rimediare ai  danni, e nella giornata del 29, in collaborazione con la Prefettura, si sono potuti effettuare voli di elicottero per rifornire di viveri Ginostra, consegnare dei medicinali a Panarea, rifornire di alcuni medicinali l’ Ospedale di Lipari. Nella stessa giornata sono stati attivati tutti i Consigli Circoscrizionali ed autorizzati i lavori a Stromboli, Panarea e Vulcano per portare un primo rimedio ai danni della mareggiata.

Questa maggiore capacità di iniziativa e di mobilitazione ha bisogno di una energica e comprensiva autorità di indirizzo quale il Direttore Generale che, cooperando con il Segretario Generale, soprintenda agli uffici, ne studi le esigenze, tenga sotto continuo monitoraggio i carichi di lavoro per cui possa svolgere un ruolo equilibratore e sinergico fra settore e settore. Le due funzioni di Segretario Generale e Direttore Generale possono anche coincidere, come accade oggi, ma ritengo che si debba trattare di situazione transitoria perché vedo la figura del Segretario generale più attenta ad istruire nuovi progetti completando, dal punto di vista della consulenza amministrativa, il ruolo dinamico e propulsivo che devono avere Sindaco ed Assessori.

Non passa giorno che non si senta parlare da parte di qualcuno dell’esigenza di attuare un rimpasto di Giunta e anche fra molti amici vicino all’ Amministrazione si giudica criticamente lo staff assessoriale. Anch’io – almeno a due riprese – ho sembrato porgere orecchio a queste richieste ed ho aperto nella Giunta e nel gruppo dirigente del Movimento alcune fasi di riflessione. Questo non perché io sia insoddisfatto dei miei Assessori. Anzi ritengo che nel panorama eoliano essi abbiano delle virtù e delle capacità che non sono facilmente reperibili. Se ho acconsentito a mettere all’ordine del giorno il tema delle uscite e dei subentri è stato per almeno due esigenze: mantenere costante l’attenzione all’ allargamento delle collaborazioni a gente nuova – anche espressione di ambienti distanti –  mentre mi sembra di vedere negli amici di sempre un eccessivo adattamento al gruppo attuale senza alcuna volontà di ulteriore ricerca; considerare come gruppo dirigente di questo Comune non solo il Sindaco e gli Assessori ma un cerchio più ampio che comprenda sicuramente almeno i gestori delle società miste e dei consorzi. Anzi i presidenti ed i vice presidenti di queste nuove strutture, naturalmente, finiranno per contare più di molti assessori ed è naturale che un sindaco voglia vedersi intorno collaboratori con cui si è già creata una particolare armonia amministrativa.

Questo significa che bisogna essere esigenti con gli Assessori e vada richiesta a loro, prima che ad altri, l’attenzione ai problemi quotidiani che la gente rivendica. Intanto si potrà dire che l’Eolie servizi spa riuscirà a risolvere i problemi connessi all’ecologia, al servizio idrico ed alla manutenzione nella misura in cui proprio i rispettivi assessori sapranno gestire sia grandi progetti a cui abbiamo fatto riferimento sia le cose più minute a cui abbiamo fatto cenno.

6. Le piccole grandi cose

Ma proprio in ordine a queste cose semplici, ve ne sono almeno di quattro categorie che vanno gestite direttamente dagli uffici comunali sotto l’impulso costante dei rispettivi assessori: il problema dell’illuminazione delle zone alte; l’ adeguamento dei cimiteri a Lipari e nelle isole; una linea di servizio di trasporti  pubblici più rispondente alle esigenze della gente;  la tassazione ed il controllo delle motobarche che in estate collegano le isole alla Sicilia ed alla Calabria.

Sono problemi per i quali nell’ ultimo semestre si è sentita più forte l’ esigenza di una soluzione prima trascurata o rimandata ma ormai non più dilazionabile.

Il problema dell’ illuminazione delle zone alte (Monte, aree di Pianoconte e Quattropani) è da tempo all’ attenzione dell’ Amministrazione comunale che ha fatto redigere un progetto già cantierabile con tutti i visti ed un altro, più generale, inviato alla Regione perché concorra ai finanziamenti europei. Il primo doveva essere finanziato col mutuo concesso dieci anni fa per le discariche nelle isole che non si sono più fatte perché la riserva e il piano paesistico lo hanno impedito. Il Comune ha chiesto ai Ministeri la possibilità di convertire questo mutuo per realizzare il potenziamento dell’ illuminazione ma, dopo tanto tergiversare, la risposta è stata negativa. Il mutuo può essere riutilizzato sempre rimanendo nell’ ambito dell’ ecologia.

Come procedere allora? C’è stato un incontro con la SEL nel quale si è stabilito di agire in collaborazione. Si tratta di stimare quanto costa la riqualificazione dell’ intera rete. Il compito di sovrintendere a questa partita è dell’Assessore Pino Iacono con cui collaboreranno l’ ing. Antonio Di Marca come consulente volontario, e l’ing. Vincenzo Spoto, energy manager del Comune di Lipari.

Nell’ arco di qualche settimana dovremmo avere una prima risposta.

Quella dei cimiteri è stata sempre una questione complicata. C’è un problema di realizzazione di nuovi loculi che qualche volta vuol dire anche  ampliamento dell’ ambito cimiteriale; c’è un problema di manutenzione delle tombe, di manutenzione dei muri e delle stradelle.

Per quanto riguarda i nuovi loculi sono stati appaltati i lavori a Vulcano e per le colombaie del cimitero di Lipari, mentre è in fase conclusiva il progetto per l’ ampliamento di Canneto. Entro l’anno dovrebbero andare a norma tutti i cimiteri di Lipari tramite un project financing annunciato ma ancora non divenuto operativo. La possibilità di affidare all’ esterno i cinque cimiteri di Lipari permetterà di meglio concentrarci su quelli delle isole minori Panarea, Filicudi, Ginostra e Stromboli in modo particolare.

Quello della manutenzione delle tombe già occupate è – per il Comune – un problema di organizzazione e di impulso ai privati. La concessione in project financing dovrebbe comprendere anche questo aspetto. Si tratta di un progetto seguito dall’Assessore Pino La Greca che lo porta avanti coadiuvato dall’ ufficio tecnico comunale.

I trasporti pubblici interni a Lipari hanno un po’ segnato il passo in questi ultimi anni anche per le traversie dei finanziamenti regionali. È comunque indispensabile che al più presto venga ripristinata la linea di mezza mattinata dalle contrade minori (Monte, Pirrera e Lami) verso Lipari e Canneto. Questo progetto è affidato al Vice Sindaco Franco Di Stefano ed alla signora Nunzia Natoli.

Infine il fenomeno dell’ afflusso dei barconi  dalla costa calabra e dalla tirrenica che ha creato non pochi problemi quest’ estate a Lipari, ancora di più a Stromboli e Panarea. Il tentativo è di applicare alle Eolie l’esperimento de La Maddalena anche senza la costituzione del Parco. Il vero problema risulta la sorveglianza per evitare di fare delle grida di manzoniana memoria. A La Maddalena ci sono le guardie del Parco. ma alle Eolie? È possibile controllare allo stesso tempo la banchina di Panarea e Calajunco? La grotta del Cavallo, Gelso e Ponente a Vulcano? E Lipari? Limitare il controllo solo ai porti utilizzando una squadra di volontari o di ausiliari? Meno complesso è il problema del tributo da pagare. Dopo vari approfondimenti sembra che si debba operare come una tassa sulla spazzatura da porre a carico delle ditte che noleggiano i barconi moltiplicandola per i passeggeri e per i porti in cui fanno scalo, oltre che per i giorni di operatività. Entro maggio le varie ditte fanno richiesta di approdo indicando le frequenze, gli orari, le isole, il carico presunto di passeggeri. Su questa base verseranno il 50% del dovuto per l’ intera stagione. L’altro 50% verrà versato, a conguaglio a fine stagione.

Rimane ancora un punto da chiarire: permettere ai barconi  esterni l’ attracco al porto di Lipari e anche a quello delle altre isole, con il rischio che si producano le sovrapposizioni e le confusioni dell’estate scorsa? Oppure i barconi esterni attraccheranno solo a Lipari e il rapporto con le isole minori sarà affidato ai barconi locali, che pagheranno comunque una tassa per uso della banchina o delle spiagge (là dove consentito). Il progetto rientra nella competenza di almeno tre Assessori, Pino La Greca per il problema ecologico, Lino Natoli per quello dei collegamenti marittimi, e Pino Iacono per quello del tributo. È giusto però che il coordinamento lo abbia l’Assessore Natoli, vista la indiscussa competenza nei trasporti marittimi. Allo stesso Assessore è demandata l’attenzione al miglioramento delle condizioni di accoglienza e di operatività negli scali dell’arcipelago.

Infine il problema delle isole minori. Non è difficile prendere atto che la strategia di promozione al centro del programma municipale abbia segnato il passo. I presidî sono ancora una realtà parziale, il sistema di smaltimento di rifiuti alle prese con i trasferimenti alla discarica di Lipari ha creato molti più disagi di quando i rifiuti si smaltivano nelle isole, il sistema idrico continua a zoppicare, il problema delle strutture scolastiche non è ancora a regime. Presidî, centri di stoccaggio dei rifiuti, sistema idrico, strutture scolastiche: sono quattro punti nei quali concentreremo le energie in questo nuovo anno. La nuova rete civica telematica che abbiamo incluso nelle opere pubbliche dei Patti territoriali dovrebbe dare un significativo contributo proprio ai presidî. Finalmente palazzo comunale e stazioni periferiche dovrebbe essere una struttura unica. Le stazioni di stoccaggio già progettate che devono entrare in funzione in primavera dovrebbero dare una risposta definitiva e di elevato livello tecnologico allo smaltimento dei rifiuti. Rimane il dubbio che si riuscirà ad essere veramente operativi per quest’ estate, ma è una scommessa che bisogna cercare di vincere ad ogni costo. Anche le disfunzioni della rete idrica che la scorsa estate hanno posto problemi a Filicudi, Vulcano e, in misura minore, a Stromboli non dovrebbero più ripetersi quest’ anno, giacchè le questioni ancora sospese dovrebbero chiudersi prima della primavera. E poi il progetto da promuovere di conserva con l’EAS dovrebbe cancellare ogni preoccupazione. Infine le scuole: l’anno duemila sarà quello in cui si chiuderanno le vicende di Panarea e Filicudi, nel 2001 andrà a compimento anche il progetto di Stromboli

Se veramente questo itinerario si realizzerà in maniera lineare rimarrà solo il problema dei porti. Ma di questo parlerò fra breve.

7. Finanziamenti ed opere pubbliche

Quando mi candidai a Sindaco ritenevo di poter dare un contributo significativo alle Eolie sicuramente sul piano della trasparenza della Amministrazione ed un buon impulso alla sua efficienza, alla sua efficacia, ma non mi illudevo di riuscire a realizzare molte cose in termini di opere pubbliche. Infatti attività in cantiere non ve n’ erano perché si vivevano i postumi della legge regionale n. 10 del 1993 e gli uffici erano bloccati; inoltre i finanziamenti della legge regionale n. 18 del 1987 erano andati in perenzione e non si sapeva se potevano essere recuperati. Ancora lo scenario politico regionale e nazionale non faceva presagire una grande attenzione per le Eolie e per la mia Amministrazione.

Sognando, mi dicevo, che sarebbe stato bello legare la mia sindacatura ad alcune opere significative come il restauro della Chiesa dell’Immacolata ed il suo ripristino nell’ antico splendore, il porto di Lipari, lo scalo di Ginostra, il completamento e la messa in funzione del Palazzo dei Congressi, il recupero delle stupende stradelle a gradini di Alicudi, la realizzazione delle stradine in pietra di Ginostra.

Oggi, salvo il porto di Lipari e lo scalo di Ginostra – di cui dirò appresso – tutte le opere sognate si sono già realizzate o, come le stradine di Ginostra, si realizzeranno a breve. Ma si è fatto anche molto, molto di più. E molto altro è in fase di preparazione.

Faccio un elenco approssimato delle opere che dovrebbero concretarsi nel prossimo anno: è stato completato l’ iter approvativo e vi è il decreto assessoriale di finanziamento di 3 miliardi e mezzo della copertura del Torrente Valle, un’ opera di grande importanza sotto l’aspetto della protezione civile; nell’ ambito del programma “restauro Sicilia” è previsto il finanziamento del terzo lotto riguardante Immacolata-Auditorium per 2 miliardi e 200 milioni (opere accessorie, sistemazione salita alla cattedrale e stradelle fra l’ Immacolata e l’ Addolorata); sta avvenendo la cessione al Comune della penisoletta del Purgatorio a Marina Corta e quindi partiranno – affidati all’ Eolie manutenzioni srl – i lavori di recupero e ristrutturazione dell’ ex Capitaneria e delle attuali biglietterie; il Ministero dei Lavori pubblici ha disposto il finanziamento per 6 miliardi di lire della condotta idrica sottomarina Lipari – Vulcano; hanno già ottenuto il primo via libera da parte della commissione tecnica presso la Prefettura dei progetti relativi alla discarica subcomprensoriali di Lami ed alle stazioni di stoccaggio nelle isole stimate per circa 7 milardi; non ci dovrebbero essere più ostacoli al finanziamento della scuola di Filicudi.

Catania 18-20 novembre 1999. Congresso ANCI.

Nell’ ambito del Patto territoriale – oltre al centro servizi reali e sviluppo alle imprese ed alla rete civica tematica unificata per le Eolie – sono previste per il Comune di Lipari opere per almeno 17 miliardi: completamento Palazzo dei Congressi (quarto lotto), Palazzo ex asilo Principe Umberto (secondo lotto), completamento ed arredo via Roma di Lipari, sistemazione e riqualificazione via Cesare Battisti a Canneto; parco della Chiesa Vecchia a Quattropani; ristrutturazione centro sociale e per la promozione turistica a Pianoconte; ricerca sorgenti termali di S. Calogero; sistemazione sentiero per Monte Rosa di Lipari e riattivazione dell’ illuminazione della croce; adeguamento centro turistico e sociale di Stromboli (attuale caserma dei carabinieri); pavimentazione in pietra stradelle di Ginostra, restauro centro sociale di Filicudi da adibire provvisoriamente a scuola. Sempre nell’ ambito dei finanziamenti dei Patti territoriali sono previsti anche gli arredi delle banchine di Vulcano, Filicudi Pecorini e Panarea per complessivi 3 miliardi, ma i ritardi accumulati dal Consiglio Comunale per il varo della società di progettazione e management Tecnoinsula stanno mettendo fortemente a rischio queste realizzazioni.

Vi sono quindi le opere previste con i finanziamenti di Agenda 2000. Innanzitutto quelle comprese nel Progetto Ecosviluppo Eolie a cominciare dall’ investimento nelle Terme di S.Calogero, nel recupero di Punta Castagna e ripascimento delle spiagge bianche, nel parco suburbano di Castellaro e quello urbano di Vulcano, nel parco dei bambini, nel centro medico sportivo ambientale, nel recupero dei sentieri, nel parco vulcanologico, nel centro di multivisione, ecc.

Poi quelle proposte direttamente alla Regione Sicilia in base al decreto del 28 luglio 1999 relativo alla “Istituzione del fondo di rotazione per i finanziamenti occorrenti a rendere esecutive le progettazioni di massima dell’Amministrazione regionale e degli enti locali” per realizzare il completamento della condotta di adduzione al dissalatore di Lipari e Vulcano per circa 16 miliardi e il completamento di Marina Garibaldi a Canneto per oltre 6 miliardi di Lire.

Un discorso diverso meritano i progetti relativi al ciclo dell’acqua e cioè il ciclo relativo alla depurazione dei reflui e la riutilizzazione tramite una apposita rete come risorsa irrigua per il giardinaggio e l’ agricoltura. Un progetto di grande rilievo e di grande respiro per il futuro delle Eolie. La scheda presentata al Ministero dell’Ambiente e agli Assessorati Regionali Territorio Ambiente e Programmazione prevedono la realizzazione di due progetti obiettivi strategici: uno per Lipari di L. 55.000 milioni ed uno per Vulcano di L.25.000 milioni. Per quanto riguarda Vulcano vi sono stati almeno due incontri al Ministero dell’Ambiente ed una con la Commissione Tecnica del Ministero in cui è stato discusso il Preliminare del progetto relativo a Vulcano anche perché si conta di utilizzare nella prospettiva di questo progetto il mutuo di 800 milioni stornato dalla finalità relativa alle discariche controllate delle Isole Minori.

Ancora vi sono i progetti presentati al Ministero degli Esteri tramite la Fondazione Laboratorio del Mediterraneo (vedi documento allegato in Appendice II) fra cui il Laboratorio di Acquacalda proposto come sede permamente della Conferenza delle isole del Mediterraneo.

Infine vi sono i discorsi legati al DUPIM dell’ ANCIM (per il quale rimando alla mia relazione alla Conferenza Stato Regioni del 2 dicembre pubblicata in Appendice II) ed al progetto “Eolie 2000” sul quale a più riprese abbiamo relazionato e se ne è parlato anche al Convegno “Le Isole: storie millenarie e tecnologie avanzate” tenuto a Lipari il 6 e 7 novembre scorso, in particolare negli interventi del Sindaco, dell’ on. Menegon, presidente IPI e rappresentante di Sviluppo Italia, del Dott. Versace direttore del Dipartimento della Programmazione negoziata del Ministero del Bilancio, del dott. Busalacchi, direttore della programmazione Regionale.

Lì si sono registrate delle grandi disponibilità che non sono rimaste solo parole. Infatti il progetto ha continuato ad avanzare e si è intrecciato con quello di operatori nazionali ed internazionali interessati sia a sostenere il nostro sviluppo in genere che ad alcune opere specifiche come la portualità e l’ aviosuperfice. Fra questi, di rilievo, la High Point Rendel, l’ advisor inglese con cui si è tenuto a Lipari un importante incontro nella primavera scorsa con l’ Amministrazione e gli imprenditori locali, che devono essere i principali interlocutori di questo progetto. La strada che si sta percorrendo a questo proposito è quella del Contratto di programma.

8. La spina della portualità

In questa mappa degli investimenti possibili e per molti versi probabili, dove sta la portualità? Che cosa ne è stato di una delle aspettative più forti della comunità eoliana e di uno dei punti prioritari del mio programma di Sindaco? Che senza un adeguamento della portualità di Lipari e delle isole – e per molti versi della realizzazione dell’ aviosupefice – il grande progetto Eolie 2000 non potrà decollare, è chiaro al Sindaco prima di chiunque altro. Questi due progetti faranno parte integrante di “Eolie 2000” e saranno un punto imprescindibile del Contratto di programma.
Ma è giusto che riepiloghiamo il lungo travaglio dell’ intento di dotare il nostro arcipelago di una portualità adeguata.

Il 10 novembre 1994 la Giunta Comunale con delibera n. 833 conferiva incarico al prof. Ing. Giuseppe Mallandrino per “la progettazione e redazione piano regolatore dei porti delle isole facenti parte del Comune di Lipari” per un importo di 310 milioni di lire più IVA, indicando come fonte per la corresponsione degli emolumenti necessari i fondi previsti dall’art. 4 della legge regionale n.18 del 13 maggio 1987 che così recita: “I Comuni delle Isole Minori provvedono all’ affidamento dell’ incarico per la redazione del piano regolatore dei porti di loro competenza entro tre mesi dall’ entrata in vigore della presente legge… La spesa necessaria per la redazione degli elaborati è a totale carico dell’ Assessorato regionale del territorio e dell’ ambiente a valere sullo stanziamento del cap.45553 del bilancio della Regione”:

Subito si prese a lavorare promuovendo una serie di incontri con gli operatori, le forze sociali interessate ed il progettista. Intanto si stabilirono i contatti con l’Assessorato territorio e ambiente per verificare i finanziamenti. A lume di logica, questo passaggio avrebbe dovuto precedere la delibera, ma fece gioco l’ inesperienza della giovane Amministrazione e la grave deficienza che caratterizzava gli uffici comunali in quella fase. Dall’ Assessorato infatti si apprese che quella norma di legge, ancora in vigore peraltro, non aveva copertura di Bilancio.
Che fare? Revocare l’incarico o procedere? L’ importo, pur considerevole, non era di quelli insostenibili per le casse comunali (soprattutto in quel periodo), inoltre si sperava sempre che la regione nei prossimi bilanci riassegnasse copertura alla sua norma di legge. Era possibile che una esigenza così impellente per le Isole Minori non venisse trascurata in futuro da una Amministrazione Regionale responsabile? Così si procedette.

Ma non si è trattato di un procedere facile. Credo che il prof. Mallandrino nell’a rco di circa 4 anni abbia steso almeno una ventina di ipotesi sulla portualità di Lipari in particolare.

Dove le difficoltà? Su alcuni punti si era tutti concordi. Il piano doveva prevedere per Lipari:

–        una portualità per le comunicazioni dei passeggeri e delle merci che desse la maggiore possibilità di effettuare i collegamenti, giacchè almeno l’80% delle ragioni di non operatività non sono legate non tanto alla forza del mare quanto alla non sicurezza dei porti;

–        una portualità per i pescatori o per le barche della pesca-turismo, una portualità per il turismo vero e proprio e cioè per le imbarcazioni da diporto;

–        un centro di rimessaggio e lo scalo d’ alaggio.

Per le altre isole non si parlava di veri e propri porti ma di moli con scali alternativi dove possibile (Filicudi e Vulcano) o garantiti dalla protezione di barriere di scogli naturali (Panarea e Stromboli ?).

Su molte altre cose invece la discussione era aperta. Il punto più controverso era come organizzare la baia di Lipari consentendo allo stesso tempo di soddisfare le esigenze commerciali, turistiche, dei pescatori… tenendo conto sia della configurazione dei fondali, in genere molto profondi, sia dell’ esigenza di creare il minor impatto ambientale possibile.

Inoltre con la successione dei Consigli (il primo si sciolse nel maggio del 1996, poi ci furono sei mesi di gestione commissariale, poi il nuovo consiglio per tutto il 1997 e metà del ‘ 98) a giugno del 1998 la situazione era pressocchè ferma al punto di partenza. Per di più il prof. Mallandrino aveva fatto pervenire al Comune una previsione delle esigenze finanziarie per la ricerca e la progettazione che triplicavano la somma prevista in delibera (dichiarando che solo il lavoro fin lì compiuto copriva i 310 milioni) e poneva il problema al di là delle possibilità della Amministrazione.
Che fare? Proprio in quel periodo si completava la ricerca dei soci per la nascente Eolie servizi spa e la gara per la progettazione se l’ aggiudicava l’ Enotecnica, una società che aveva come punto di riferimento strategico l’ ing. Giuseppe Rodriquez, liparese ed attore di primo piano nella politica comunale fino al commissariamento del 1992.

Sia in ordine al nuovo ruolo collaborativo con l’ Amministrazione Comunale, sia come progettista del Consorzio Baia di Lipari che prevedeva la creazione di un porto turistico scavando una darsena nell’ area di Balestrieri a Marina Lunga, l’ ing. Rodriquez offrì la sua collaborazione all’ Amministrazione per fare uscire il Comune dall’ impasse della portualità. C’è da dire che alcune osservazioni-indicazioni del professionista in ordine agli elaborati fino allora consegnati apparivano credibili e subito dopo supportate dagli studi batimetrici. Ricordo a questo proposito l’ indicazione di una diga foranea a Sottomonastero in continuazione con lo sbocco a mare del torrente di via Cappuccini, la critica decisa al prolungamento del braccio di Pignataro perché le profondità erano eccessive, l’ ipotesi di ridisegnare i bracci del porticciolo del Marina Corta come ali di gabbiano intorno ad un corpo rappresentato dall’ isoletta del Purgatorio portandoli alla stessa lunghezza. Personalmente trovavo interessante lo stesso progetto della darsena che avrebbe permesso di recuperare un’ area oggi degradata e di dare una prima risposta alla nautica da diporto.
Nell’ottobre del 1998 l’ ing. Rodriquez con decreto presidenziale n.087, convalidato il 27 novembre dalla Corte dei Conti, ottiene l’incarico di “redigere il progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere portuali delle isole Eolie comprendenti i Comuni di Leni, Lipari, Malfa e S.Marina” ma contestualmente si scatenano le polemiche sulla darsena, col rischio che queste compromettessero la possibilità di dare una risposta ai bisogni di portualità dell’ arcipelago. Per questo, malgrado personalmente fossi convinto che la darsena poteva essere una soluzione interessante, chiedevo all’ ing. Rodriquez di andare avanti nell’elaborazione escludendo – almeno per il momento – questo progetto. Lo studio di fattibilità avrebbe dovuto essere consegnato entro due mesi dalla notifica del decreto, poi si è parlato di una scadenza di metà settembre, a tutt’ oggi non mi risulta che questo studio sia stato ancora presentato.

Ho sollecitato più volte la Regione – soprattutto tramite l’ ing. Giuseppe Giunta, responsabile del nuovo ufficio per le Isole Minori istituito presso la Presidenza della Regione – perché si tirassero le conclusioni e si dicesse ai Comuni delle Isole Minori come si intendeva rispettare l’impegno di fare della portualità delle isole uno dei punti forti della programmazione regionale.

Ma su questo fronte – malgrado l’ impegno competente e generoso dell’ ing. Giunta – un grande silenzio. Le uniche cose che sono andate avanti sono le opere portuali di Stromboli Scari e di Filicudi Pecorini già decretati nel 1987. Per i primi è già stata fatta la gara e si aspetta che la ditta vincitrice cominci i lavori da un giorno all’ altro. Per Filicudi si è completata tutta la procedura ed è stata già indetta la gara per l’ appalto.

9. Il progetto ed i Piani

Il modello di sviluppo eoliano che ormai è divenuto – con il DUPIM – il modello di sviluppo di tutte le isole italiane ha come asse centrale un turismo culturale e naturalistico, destagionalizzato, in qualche modo selettivo, capace di sostenere il rilancio di altri settori come l’ agricoltura, la pesca e la maricoltura, l’ artigianato e la trasformazione dei prodotti della terra e del mare. Questo proposto è uno sviluppo che si definisce sostenibile perché – da un lato – deve garantire redditività, occupazione e qualità della vita agli abitanti delle isole frenando la tendenza all’ abbandono ed all’ emigrazione sempre presente soprattutto fra i giovani e nelle Isole Minori; dall’ altro, deve salvaguardare e tutelare il grande patrimonio culturale e naturalistico che è la fonte della nostra ricchezza.
Si tratta di un discorso facile ad enunciare e difficile a declinare. Infatti da una parte vi sono le esigenze di:

–        realizzare strutture portuali sicure ed efficienti che garantiscano – come abbiamo detto, di norma, salvo casi eccezionali – l’ attracco in ogni isola con qualsiasi condizione meteomarina ed offrano riparo ai mezzi di linea ed a quelli commerciali, ai pescatori, alla nautica da diporto;

–        un’ aviosuperfice che abbatta i tempi di collegamento con i grandi centri di comunicazione ed operi in sinergia con l’ Aereoporto delle Eolie da realizzare sulla costa tirrenica e possibilmente a Torrenova;

–        un sistema alberghiero – che pur non superando la dimensione dei 200 posti letto per struttura – sia dotato di tutti i confort oggi richiesti da un turista esigente in una grande mercato concorrenziale come il quello mediterraneo;

–        incrementare la nautica da diporto che rappresenta un turismo ricco.

Dall’ altra, vi è la necessità di inserire queste esigenze in un quadro di compatibilità che salvaguardino il nostro patrimonio tramite il piano regolatore generale, il piano paesistico, il sistema delle riserve o dei parchi.

Al Piano Regolatore Generale si è lavorato senza sosta in questi anni e le scelte indicate – nelle prescrizioni esecutive – sono frutto di una consultazione ampia della base popolare. I ritardi sono da addebitare alle leggi regionali che continuano a susseguirsi in corso d’opera ponendo spesso vincoli (come nel caso della macchia mediterranea) veramente assurdi per territori limitati quale le Isole Minori. Comunque ormai anche questo scoglio sembra superato e il PRG – affidato alle cure di un Commissario regionale – dovrebbe essere in dirittura d’ arrivo. Ma già oggi – bisogna sottolineare – lo “schema di massima”” può essere un’ utile guida in ordine alla realizzazione di nuove strutture ricettive e produttive (patto territoriale, contratto di programma, ecc.).

Le osservazioni al Piano Paesistico delle Eolie sono state esitate nel gennaio del 1998, nel pieno rispetto della norma, anche qui dopo una consultazione popolare sviluppata isola per isola, quartiere per quartiere e con una grande disponibilità al dialogo che ha permesso di disinnescare il tentativo di rigettare in toto l’elaborato, addossando all’ Amministrazione comunale la responsabilità dei limiti in ordine alle opportunità di attività economiche e produttive. Limiti evidenti. La linea vincente è stata quella di accogliere il Piano riconoscendone in generale il valore di regolamentazione e nello specifico il valore scientifico, ma chiedendo significative modificazioni per conciliare esigenze di tutela ed esigenze di sviluppo economico.

La stessa linea – ormai linea consolidata dell’Amministrazione – va tenuta con rigore nei confronti delle riserve marine o del Parco terrestre e marino se mai un domani questo dovesse proporsi. È indubitabile che l’uso del mare va regolamentato e già in questi ultimi anni abbiamo assistito ai danni che provoca un assalto generalizzato e sconsiderato alle nostre isole da parte di barconi, yacht e motoscafi. Ma è anche indubitabile che questo non deve avvenire a danno degli abitanti delle isole ed in particolare non deve compromettere né la pesca, né la nautica da diporto. Per questo occorre procedere con grande attenzione alla perimetrazione delle aeree ed alla loro regolamentazione.
Va garantito cioè quanto rivendicato nella mozione dell’Assemblea congressuale dell’ANCIM del 28 novembre scorso: “Non è possibile costituire riserve marine senza il consenso esplicito dei Consigli Comunali in relazione alla loro istituzione regolamentazione, come non sono possibili forme di gestione di queste non affidate direttamente ai Comuni o a consorzi di Comuni quando l’ambito di competenza ha dimensione superiore a quella comunale. Anche per i parchi occorre operare in questa direzione”.

 10. Le nuove società miste

Quanto detto a proposito del modello di sviluppo, del progetto “Eolie 2000”, dei Patti territoriali e del prossimo Contratto di programma apre una finestra su una fase di grande creatività, progettazione e cambiamento che dovrà caratterizzare le isole Eolie per almeno i prossimi 3-4 anni. Una fase che va gestita con strumenti che coinvolgano l’ intero arcipelago ed in alcuni casi il complesso delle isole minori siciliane e forse anche le isole minori italiane (si veda a questo proposito il testo della mia relazione come Presidente dell’ANCIM alla Conferenza Stato-Regione). Una fase ancora che richiede supporti specifici e temporanei per la macchina amministrativa comunale.

Rispondono alla prima esigenza le strutture del Consorzio Ecosviluppo Eolie e del PAL Leader 2 delle Isole Eolie che sono stati già costituiti e la società mista per la gestione del Patto territoriale che dovrà costituirsi fra due-tre mesi. Sono strutture che hanno cominciato a funzionare mettendo alla prova, come nel caso dell’ Eolie servizi spa, una nuova classe dirigente. Per quanto riguarda il Consorzio Ecosviluppo, l’anno 2000 sarà quello decisivo. Si sperava che l’ attività potesse cominciare già fin dal 1999 recuperando fondi non spesi stanziati per i parchi, ma questo non è stato possibile. Il progetto quindi passerà per la Regione e attingerà ai fondi da Agenda 2000 con il sostegno diretto del Ministero dell’Ambiente che l’ha già giudicato come caso esemplare nel documento iterinale sulla programmazione comunitaria.

Per quanto riguardo il  PAL Leader 2 Isole Eolie il 2000 sarà l’anno del dispiegamento della propria attività per la quale nel 1999 sono state poste le premesse. Voglio ricordare che, fra fondi pubblici ed integrazioni private, siamo oltre i 5 miliardi. Ma sarà anche l’anno in cui dovranno essere presentati progetti per ulteriori finanziamenti in ordine allo sviluppo rurale.

La Maddalena, 27-28 novembre 1999. Assemblea congressuale ANCIM. Al tavolo della Presidenza il Sindaco di Lipari, nuovo presidente nazionale dell’Associazione, e il Sindaco di Capri, Costantino Federico, presidente uscente

Risponde alla seconda esigenza la Società mista di mangement Tecnoinsula srl al centro di un durissimo scontro politico che dal Consiglio Comunale tracima nella comunità eoliana e addirittura a livello provinciale. Per conoscere le premesse e le ragioni di questo conflitto rimando al mio intervento in Consiglio Comunale.  Qui voglio essere esplicito su un punto in particolare. È vero, le finalità di Tecnoinsula sono state di molto ridimensionate nella delibera presentata in Consiglio Comunale tanto che qualcuno potrebbe chiedersi se valga ancora la pena andare allo scontro o non sarebbe stato meglio trovare altre vie più tradizionali per rispondere ai problemi. Lo scontro che si è venuto a creare è con l’Ecotecnica che riteneva di avere acquisito il diritto a monopolizzare gran parte della progettazione riguardante il Comune di Lipari giacché l’ Eolie servizi spa si occupa di ecologia, di servizi idrici, di manutenzione di beni demaniali e patrimoniali del Comune.

Di parere contrario è stata sempre l’Amministrazione, che riteneva che il compito prioritario di detta società dovesse essere circoscritto e limitato alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture affidate alla società mista. Parere ancora di più rafforzatosi in relazione ai gravi ritardi ed alle gravi inadempienze dell’Ecotecnica nella vicenda delle strutture per lo smaltimento dei rifiuti nelle isole .

Dal parere che riteneva non esaustiva per le esigenze municipali l’avvento di Ecotecnica partiva la decisione di effettuare il concorso di idee di cui si è parlato abbondantemente nella IX Relazione semestrale “La forza della profezia”. Un concorso proficuo perché ha visto andare in porto il progetto della regata velica di barche d’epoca nel mese di luglio con grande riscontro di stampa, perché ha offerto al Comune la possibilità di dare incarico a due dei più prestigiosi esperti del settore per lo sviluppo della rete civica delle Eolie, perché ha avviato una serie di relazioni con importanti società per progetti che sono in itinere.

Fra questi di grande rilievo la proposta di Tecnoinsula che offriva al Comune la possibilità di  dotarsi di un parco progetti per opere strategiche senza dover ricorrere al fondo di rotazione ma tramite la corresponsabilizzazione di uno studio tecnico; di più Tecnoinsula oltre alla progettazione offriva un itinerario di assistenza al buon fine dei progetti riassunta nel termine di management. Tecnoinsula si sarebbe così affiancata ad Ecotecnica operando su settori diversi, ma con condizioni di gran lunga più vantaggiosi per il Comune di Lipari. Infatti Ecotecnica reclamava stanziamenti sicuri per la progettualità e nessuna disponibilità al management, anzi nell’ anno e mezzo di esperienza ha rivelato una grande difficoltà a coordinarsi al proprio interno anche solo per l’assistenza progettuale ordinaria.

Quando Tecnoinsula partecipava al concorso la proposta era fortemente innovativa sul piano amministrativo e poteva anche creare perplessità. Ma ad un anno di distanza il carattere innovativo è venuto sbiadendosi perché questa strada è stata percorsa da altre esperienze fra cui l’Agenzia per il Giubileo spa di Roma ed Insula spa di Venezia che al primo punto dell’oggetto sociale prevede “lo studio, la pianificazione, la progettazione, l’organizzazione e l’esecuzione degli interventi previsti dall’Accordo di programma sottoscritto dal Comune di Venezia, Regione Veneto e Magistrato delle Acque” .

Proprio la volontà di non voler precostituire monopolî e di non combattere inutile battaglie (deleterie per gli interessi della comunità eoliana) ha portato l’amministrazione a ristringere l’oggetto della nascente società, sia per creare le condizioni per un ampliamento del numero dei professionisti con un nuovo bando di fronte all’emergere di eventi nuovi  (evidenziatisi nella loro portata dopo il bando); sia per tentare una composizione con Ecotecnica circa le progettazioni di propria competenza e le modalità di svolgimento, alla luce delle condizioni più vantaggiose offerte dal nuovo soggetto Tecnoinsula. Ma ogni dialogo è stato impossibile.

Ecotecnica ha scatenato un’offensiva a 360 gradi coinvolgendo ordini e corporazioni, padrini e protettori, operando sui consiglieri comunali una costante e continua pressione al limite (o oltre?) del lecito, ricorrendo a metodi usuali nella prima repubblica ma che si pensavano ormai sepolti e dimenticati.

Al di là della posta in gioco è oggi chiaro che il conflitto è divenuto politico come ho detto a conclusione del mio intervento in Consiglio Comunale. E non solo in ordine alla politica eoliana. È infatti  chiaro che l’Amministrazione Comunale di Lipari sta combattendo una grande battaglia anche per sostenere il diritto all’innovazione amministrativa in provincia di Messina, scatenando un interesse molto più ampio di quanto giustificherebbero le scelte di un piccolo-medio comune. Ogni scelta innovativa di qualche rilievo infatti è stata sempre osteggiata e frenata a livello provinciale da una intellighenzia miope e conservatrice. In passato dal Coreco a cominciare dai Patti territoriali e dall’incarico a Europrogetti e Finanze; poi, al tempo della discussione sulla Eolie servizi si mobilitarono studi legali messinesi di prestigio per venire a spiegare agli Eoliani che non era possibile realizzare la scelta che, oggi, il prof. Amatucci prende a modello e che centri italiani di grande prestigio a livello mondiale come la Bocconi e l’Istituto Zappi pongono all’attenzione nazionale. Oggi è l’Ordine degli Ingegneri di Messina a scomodare gli stessi studi legali che ebbero a discettare sulla società mista, per tentare di bloccare il Comune di Lipari in ordine ad un’ altra scelta innovativa.

Ecco perché non possiamo arrenderci in questa battaglia che riteniamo allo stesso tempo battaglia per la democrazia a Lipari e nelle Eolie ma anche battaglia per l’innovazione e per la trasparenza in provincia di Messina. Qual è la legittimazione, qual è l’interesse per cui l’Ordine degli Ingegneri di Messina chiede un parere ad un amministrativista? Perché questo amministrativista ignora – penso volutamente, conoscendo la sua preparazione professionale – l’esperienza di Insula spa e la sentenza della corte di Giustizia Europea del 9 settembre 1999 che ha chiaramente smentito gli assunti del TAR di Catania sui quali il professionista fonda gran parte della propria tesi? Come si può affermare che l’art. 4 del D.L. n. 26/95 che prevede la costituzione di società miste per la realizzazione delle opere pubbliche (alle quali lo stesso professionista assimila l’attività di progettazione) non sia operativo in quanto allo stato non sarebbe stato ancora emanato il regolamento relativo? E allora, di grazia, tutte le società miste sorte prime del DPR n. 533/96 sarebbero illegali? Lo sarebbero l’ACEA di Roma e l’AEM di Milano? E le società miste – ben 281, fra cui la Siena Parcheggi spa – nate prime della legge n.142/92? Tutte illegali? Dovremmo mandare in galera chi le ha decise e chi le ha gestite?

Ma lasciamo da canto questo parere che lo stesso estensore non definisce “pro-veritate” e torniamo all’Ordine degli Ingegneri di Messina che lo ha richiesto e pagato con i contributi dei propri iscritti. Ritengo che lo abbia fatto per garantire che l’ innovazione avvenga nella legalità e non danneggi, in generale, i propri soci. Cosa giusta e sacrosanta. Ma allora perché l’ Ordine non si è mosso di fronte ad iniziative analoghe, non ultima quella di acquisire, nell’Eolie Servizi spa del Comune di Lipari, un socio ingegnere (associazione i cui soci risultano iscritti a quest’ordine) al fine di fornire prestazioni di progettazione e direzione lavori?

Rimaniamo in attesa di conoscere qual è la differenza fra i soci di Tecnoinsula e quelli dell’ Ecotecnica. Forse, come nella fattoria degli animali di Orwell per l’Ordine di Messina tutti gli ingegneri iscritti sono eguali ma c’è qualcuno che è… più eguale degli altri.

11. Lavorare con la gente

Uno dei punti forti del programma del Sindaco all’ inizio del mio mandato è stato quello di stabilire un diverso rapporto con la gente, di aprire un dialogo permanente che fosse coinvolgente tale da arrivare, in qualche modo, ad associare la gente all’ Amministrazione comunale. Queste relazioni semestrali hanno il significato di informare sui problemi più significativi e di fare il punto sullo stato di attuazione del programma. Però, malgrado questo, è indubitabile che parte di quella sintonia che vi era tra amministrazione e popolazione delle isole si è appannata.

La responsabilità è dell’Amministrazione perché – pur prodigandosi per il futuro delle isole – ha ridotto il tempo a disposizione delle assemblee di frazione e di isola? Può darsi, ma negli incontri che pure si ripropongono è indubitabile che si riscontri una caduta di entusiasmo. Un fatto naturale dopo cinque anni di amministrazione anche per le difficoltà sui problemi più immediati?

Riflesso del logoramento provocato dalle televisioni locali che creano comunque confusione? Effetto di una informazione che dovrebbe avere il grande compito di promuovere nella gente una coscienza critica positiva ed invece spesso semina il pubblico sospetto e la disgregazione sociale? Difficoltà della gente a seguire i conflitti fra Giunta e Consiglio comunale e sconcerto per divisioni intestine al movimento “Una speranza per le Eolie” qualche volta effettive, ma molto più spesso costruite ed ingigantite? Probabilmente tutto questo ed altro ancora.

Non credo però che sia venuta meno la fiducia sostanziale nel Sindaco ed in questa Amministrazione. Credo che meglio sincronizzato il lavoro degli uffici e degli assessorati e gestiti con più attenzione i rapporti con i singoli Consiglieri Comunali ed il Consiglio nel suo complesso, l’attenzione per questa Amministrazione possa risalire. Giocano in questa direzione anche alcuni progetti vitali che stanno venendo a compimento.

Fondamentale in questa ripresa è il ruolo di “Una Speranza per le Eolie” . Il Movimento è sorto in una fase di crisi grave delle forze politiche tradizionali e soprattutto del partito della Democrazia Cristiana che bloccava, con la propria conflittualità interna, ogni possibilità di sviluppo delle isole. Il movimento che si formò sulla base di una diffusa reazione morale e di un forte entusiasmo ebbe la capacità di andare al di là degli schieramenti politici tradizionali, dando vita ad un vero blocco sociale (commercianti, piccoli imprenditori, intellettuali, giovani) che rivendicava il cambiamento amministrativo per garantire lo sviluppo. Una realtà composita, scarsamente amalgamata, con limitata esperienza amministrativa. Ha del miracoloso che questa compagine – pur fra difficoltà, tensioni e problemi – abbia superato i cinque anni di vita garantendo una continuità amministrativa che indubbiamente ha influito sui successi conseguiti.

Da diverse parti oggi si sostiene che la fase è cambiata e il momento richieda un rilancio dei partiti. Che la fase sia cambiata non c’è dubbio ma sull’esigenza di rilanciare, in modo generico, i partiti avrei molte perplessità. Ed ancora di più ne ho circa il fatto che il Movimento ed il suo gruppo consiliare si debbano sciogliere per lasciare il posto ai partiti ed ai gruppi che questi sanno esprimere in Consiglio.

Voglio motivare questa mia posizione. Innanzitutto il progetto-programma per cui “Una Speranza “ si è costituita, per quanti risultati positivi si siano conseguiti, è ancora ben lungi dall’avere dispiegato la sua portata e dall’ essere saldamente innestato nell’ arcipelago. In secondo luogo, se è vero che i partiti hanno ripreso piede è anche vero che non sempre questo sia avvenuto in termini positivi. Da una parte infatti il maggioritario con la logica dell’ alternanza rimangono ancora terreni da conquistare; dall’ altra l’ eccessiva frammentazione dei partiti, l’ atteggiamento spesso ricattatorio che alcuni di questi assumono verso le amministrazioni ed il persistere dalla logica clientelare rischiano di accentuare il distacco della gente dalla politica e di corrodere le istituzioni.

Il dibattito ancora aperto sul referendum elettorale e la possibilità di arrivare in pochi mesi all’ abolizione della quota proporzionale alla Camera può invece rilanciare il discorso di aggregazioni più ampie fra le forze del centrosinistra, e il Movimento può rappresentare in questo senso un punto di riferimento.

Infine, il processo di creazione di una nuova classe politica che il Movimento ha avviato nel 1994 si trova oggi in una fase delicata che è quella delle nuove sperimentazioni e delle verifiche (società miste, Leader, ecosviluppo, Centro Servizi, ecc…) mentre diventa ogni giorno può impellente l’ esigenza di individuare una candidatura a Sindaco che porti avanti il progetto avviato in questi cinque anni e mezzo, e che richiederà almeno altri cinque anni per essere completato.

So che qualcuno obietterà che quello testé fatto è un discorso politico mentre la relazione semestrale deve tenersi sul livello amministrativo. Ma, come ho avuto modo di osservare altre volte, è difficile separare nettamente politica ed amministrazione. Un progetto amministrativo ha bisogno di una maggioranza politica che lo garantisca e quando poi una parte significativa del disegno amministrativo riguarda la capacità di lavorare con la gente, ecco che allora si entra nel merito degli strumenti della politica, valutando le  forme più consone a stabilire e sviluppare questo rapporto.

12. Una strategia per le isole minori

 Non ho la pretesa di avere inventato io il discorso delle isole minori italiane. L’ANCIM è nata nel 1987 sette anni prima che io divenissi Sindaco. Ma un contributo ritengo di averlo dato. Perché l’ ANCIM – negli anni in cui è stata operativa – ha rappresentato una sorta di sindacato delle piccole isole rivendicando legislazioni speciali e finanziamenti dedicati mentre all’ultima Conferenza congressuale – senza tralasciare questo ruolo – ha recepito nella sua globalità il programma posto alla base della mia candidatura a Presidente e si è accettato di trasformare l’ ANCIM in molto di più: in una sorta di governo collegiale delle isole minori in ordine alla loro crescita.

Già nel passato quinquennio si è avviato un discorso di analisi e quindi di progettualità complessiva che è stato esaltato proprio dall’ elaborazione del DUPIM. Ma ritengo che il Congresso de La Maddalena abbia dato un contributo ulteriore.

Dal nono punto in poi della mozione congressuale si indicano iniziative basate sulla collaborazione fra isole: dal Centro Servizi del Turismo, alla Borsa del Turismo delle Isole del Mediterraneo, al Festival delle Isole minori, ecc. Oltre all’esigenza di creare una struttura di dialogo in tempo reale tramite internet, che è fondamentale per sviluppare questo protagonismo collegiale.

La tesi di fondo, come si dice nella mozione e come ho ribadito nell’incontro Governo-Regioni, è che “oggi le isole sono una grande risorsa economica e sociale in grado di promuovere, in termini di benessere e di occupazione, se compresa e sostenuta con strumenti ed azioni adeguate, non soltanto i propri territori, ma un’ area di gran lunga più vasta. Anzi, la natura stessa della domanda turistica che si va determinando nel Mediterraneo, ci obbliga ad una maggiore competitività per accogliere le esigenze di un viaggiatore, ormai turisticamente “colto” ed in grado di apprezzare non soltanto le bellezze naturali e culturali ma anche, e soprattutto, le novità e le curiosità, risorse finora poco sfruttate”.

L’  alleanza delle isole con i territori della costa è l’altra grande novità di quest’ultimo congresso che intendo approfondire e sperimentare con la mia Presidenza. Un’ alleanza strategica perché si tratta di uscire – per le isole e per questi territori – dallo stato di marginalità e presentarsi come bacini dalle forti potenzialità in ordine allo sviluppo. In questa linea sono significativi i passi fatti nella nostra Provincia.  È andato avanti il discorso con i Nebrodi e la costa saracena con cui presenteremo un padiglione unitario alla prossima BIT di Milano, ma finalmente si è avuta una schiarita anche con Milazzo per un ampliamento del discorso anche a tutta questa fascia tirrenica che ci è più prossima.

Ritengo che dovremmo andare nei prossimi mesi alla sottoscrizione di un accordo di programma unitario per definire alcuni grandi progetti strutturali per il decollo della nostra area.

13. L’ isola sconosciuta

 Il primo giorno del nuovo millennio il gabbiano dalla barba grigia era nuovamente sul Monte Sant’ Angelo. Si faceva sentire la tramontana ma a sprazzi le nuvole lasciavano via libera al sole. La lunga fatica della relazione semestrale era finalmente conclusa. Malgrado fosse alla undicesima edizione la sua stesura lo impegnava sempre in modo totale ed alla fine si sentiva come svuotato. Svuotato ma soddisfatto. Credeva sinceramente di avere posto le basi per una nuova collaborazione fra la gente e l’Amministrazione, fra Sindaco, Assessori e Consiglieri. Attenzione alle grandi prospettive ma anche uno sforzo inusuale per dare soluzione ai problemi quotidiani.
“È vero – disse una vocina dietro le sue spalle – ma sei ancora troppo proteso all’isola sconosciuta. E l’ isola sconosciuta non esiste”.

Il gabbiano non ebbe bisogno di voltarsi per riconoscere la voce del corvo nero carbone.

“Ti risponderò – disse – con le parole di uno scrittore che è anche un poeta”.

Il gabbiano dalla barba grigia aprì un libretto che aveva sotto l’ ala e lesse:

“Datemi una barca, disse l’uomo.

E voi a che scopo volete una barca, si può sapere?, disse il re.

Per andare alla ricerca dell’ isola sconosciuta, rispose l’ uomo.

Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più. Sono tutte sulle carte.

Sulle carte geografiche ci sono soltanto le isole conosciute.

E qual è quest’ isola sconosciuta di cui volete andare in cerca.

Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta.

Da chi ne avete sentito parlare.

Da nessuno.

In tal caso, perché vi ostinate ad affermare che esiste.

Semplicemente perché è impossibile che non esista un’ isola sconosciuta”

                                        José Saramago Il racconto dell’ isola sconosciuta.

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