VIII Relazione semestrale: Il sogno eoliano

 RELAZIONE SEMESTRALE – Capitolo VIII

 

Il sogno eoliano (7 gennaio – 5 giugno 1998)

1. Il sogno delle Eolie

 I sogni mettono le ali agli sciocchi” si legge nel Siracide che è un libro sapienziale. E questo avvertimento mi è sempre risuonato nella mente con suono sordo e cupo in contrasto con un’altra frase che da  trent’anni mi si ripete nella mente e risuona nell’animo con un timbro del tutto diverso:  “ I have a dream”, ”Io ho un sogno” che Martin Luther King gridò qualche giorno prima di essere inchiodato dalle pallottole di chi crede – negli USA come a Pechino, come in Sicilia – che la violenza possa avere ragione della speranza.

C’è sogno e sogno. Lo stesso Siracide più avanti aggiunge: “Non far caso ai sogni a meno che non vengono dall’Altissimo”. Un prete che era anche filosofo e che ho avuto la fortuna di conoscere, Italo Mancini, diceva che l’utopia abita vette che sono prossime alla fede. Così ho sempre pensato che l’utopia è un sogno che proviene dall’Altissimo. E che cosè l’utopia se non la capacità di trascendere il reale, di immaginare un mondo altro, di proporlo come meta collettiva?

Certo l’utopia può essere pericolosa come ogni cosa buona di questo mondo quando viene assolutizzata. Quanti drammi collettivi, quante sofferenze, quanto sangue non si sono giustificati in nome di grandi idee e grandi progetti. Eppure la vita umana senza sogni  è come una prateria senza verde e senza alberi. Bisogna trascendere la realtà quotidiana. Bisogna credere che la giustizia , la solidarietà, la stessa felicità che assunti in assoluto sono le immagini di Dio, possono – se pur in modo limitato e contingente – realizzarsi già in questa terra ed ognuno di noi è chiamato a questa impresa, nessuno escluso. Ciò vuol dire avere la capacità di guardare oltre i tetti delle case senza disperdersi fra le nubi del cielo. E questo è vero per gli individui ma anche per le comunità.

Quando ho deciso – e sono ormai più di sette anni – di impegnarmi nelle Eolie, cosciente delle grandi potenzialità inespresse che esse possedevano, ho pensato che per smuovere questo popolo dall’apatia e dalla rassegnazione per anni ed anni di cattiva politica, gli si dovesse comunicare un sogno. Il sogno di tornare ad essere le Eolie, come furono un tempo: il crocevia del Mediterraneo. Oggi non più tanto per via della loro centralità geografica, storica o commerciale, ma perché in grado di richiamare gente da ogni dove per la loro bellezza, per la loro cultura, per la qualità della vita che possono offrire agli abitanti ed agli ospiti. Le isole Eolie crocevia di serenità e di pace, in questa grande e travagliata piazza del Mediterraneo.

Questo sogno, al quale ho lavorato quattro anni per dargli fondamento e concretezza, è stato al centro della dura e difficile campagna elettorale che si è conclusa il 24 maggio scorso con una vittoria tanto più significativa quanto combattuta voto per voto.

È impresa difficile se non impossibile rendere condivisi a livello di massa dei grandi sogni. Soprattutto quando questi vanno al di là della enunciazione generale e vengono specificati in progetti, proposte, itinerari. Non ci vuole molta immaginazione ad indovinare gli atti, le critiche, le insinuazioni. Quante ne abbiamo sentite in campagna elettorale. Dietro il sogno e dentro il sogno ci sarebbero lobby di interessi, correre dietro alle grandi idee vorrebbe dire perdere attenzione per i problemi quotidiani, si  darebbe troppo spazio alla gente che viene da fuori  mentre bisogna restituire le Eolie agli eoliani, ecc. ecc. L’opposizione, quella che ha cercato di contrastare disperatamente “Una speranza per le Eolie” e che ancora oggi non si è arresa all’evidenza, aveva un progetto? L’aveva ed è stato chiarissimo a chi voleva ben vedere. L’annullamento di questi quattro anni di amministrazione diversa ed il ritorno al passato. Gli stessi uomini, gli stessi padrini, le stesse forze politiche (anche se camuffate sotto sigle nuove), gli stessi metodi, la stessa concezione della legalità o, piuttosto, dell’illegalità.

E contro il sogno si è cercato di mobilitare di tutto. Ricompattare il vecchio gruppo dirigente, coinvolgere le famiglie con decine e decine di candidati senza possibilità e spesso anche senza volontà, promuovere e coltivare tradimenti anche clamorosi, organizzare e gestire provocazioni spregiudicate come l’uso illegittimo di bandiere di un partito,  scatenare le due televisioni locali non solo senza alcun rispetto per le regole dettate dal Garante dell’editoria ma in un’opera di linciaggio vergognoso e criminoso di questa Amministrazione e di chi la appoggiava, ostentare con arroganza chiari tentativi di intimidazione televisiva di specifico stampo mafioso. E tutto questo nella indifferenza o impotenza di ogni autorità e di ogni forza dell’ordine.

Malgrado tutto ciò, il sogno ha vinto. Ed oggi è diventato di diritto ed a tutti gli effetti il sogno delle Eolie. Anche delle minoranze che si sono opposte se queste ritengono di dovere rispettare la democrazia. Perché la democrazia è il governo della maggioranza non della totalità. I progetti si confrontano e quello che vince ha il diritto ed il dovere di realizzarsi.

2. Condividere bellezza, cultura e qualità della vita

 Il sogno delle Eolie non è il turismo. Sarebbe banale. Certo il turismo rappresenta un riferimento importante ma parziale. Il turismo è l’occasione per fare crescere una esperienza nuova e per la gran parte forse inedita. Non si tratta infatti di offrire bellezza, cultura e qualità della vita agli ospiti che vengono a visitarci ma di condividere con essi tutto questo. E come si fa a condividere qualcosa se non li si vive, innanzitutto? Non sto enunciando un paradosso ma esprimendo una realtà. Quanta gente delle Eolie conosce il nostro Museo? Quanti comprendono il valore del nostro patrimonio naturalistico? Quanti sanno apprezzare il nostro paesaggio? Il dibattito sul piano paesistico è stata una grande occasione per maturare insieme una concezione dello sviluppo equilibrato e compatibile, che si è tradotto in una serie di osservazioni ed emendamenti raccolti nel documento approvato dal Consiglio Comunale, ma è stato anche il momento in cui si è visto delineare il partito dell’incultura cercando di fare leva su esigenze particolaristiche e persino sulla mistificazione della realtà. Chi si ricorda l’allarmismo fuorviante circa la perdita della proprietà sui terreni?

Condividere col modo intero, con quanti vengono alle isole e tutti quelli che potrebbero venirvi domani, bellezza, cultura e qualità della vita vuol dire comprendere che noi siamo non i proprietari bensì i custodi privilegiati di questo immenso patrimonio che è dono del Signore, frutto del concorso di eventi millenari, prodotto di generazioni e generazioni di uomini che si sono succeduti su questa terra per migliaia e migliaia di anni, forse settemila, forse più. Di fronte a tutto questo il concorso che chiunque fra noi ha potuto portare, per quanto si sia impegnato nell’arco propria vita, non può che essere minimo, forse irrisorio. Cercare di affermare una linea che nega tutto questo è incultura.

Il partito dell’incultura ha sostenuto ed ha cercato di fare credere che prima vengono i diritti dei residenti e poi quelli dei “vacanzieri” dimenticando di spiegare sulla base di quale risorse si può creare se non la qualità della vita almeno il sostentamento dei residenti, fingendo di non comprendere che il modello di sviluppo che ha funzionato per almeno trent’anni è in crisi da almeno dieci ed oggi inesorabilmente esaurito. Il sogno delle Eolie si radica sulla convinzione che esiste una sinergia profonda fra la capacità di attrazione di queste isole e la qualità della vita dei propri abitanti. Più cresce la capacità di attrazione di queste isole più cresce la qualità della vita di chi ci vive e viceversa, l’emergere forte di una qualità della vita di ci abita diventa a sua volta nuovo motivo di attrazione e di richiamo.

E quando parlo di qualità della vita intendo la possibilità di ciascuno di potere disporre delle cose essenziali a cominciare dal lavoro, dalla casa, dal diritto alla salute, allo studio, allo sport, al sano divertimento che sono oggi diritti di cittadinanza fondamentali, ma intendo anche rispetto della legalità, difesa e valorizzazione dei beni comuni (vicoli, strade, paesaggio…), esercizio del richiamo diretto, fermo e coraggioso nei confronti del vicino che sbaglia, esercizio della cordialità e della solidarietà con tutti a cominciare dal proprio vicinato.

Tutto ciò non è illusione e fantasia, nel senso negativo che il Siracide dà al sogno. È una realtà che in buona parte già esiste e bisogna fare crescere. E cresce, anche valorizzando e condividendo già ciò che esiste. La bellezza delle nostre isole esiste, la cultura esiste, anche di cordialità e di accoglienza ce n’è molta. Forse più di quanto si pensi.

Tutto questo deve essere comunicato al mondo intero. Nei tempi antichi questo avveniva con i miti ed i canti, oggi con i mass media e la telematica.

 3. Una nuova dimensione economica delle isole

 E la telematica è stato il grande investimento che questa Amministrazione ha compiuto, a cominciare dal 1995, col Progetto Teleinsula. Un progetto cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del IV programma quadro “Telematics for urban and rural areas”. Proprio dal progetto Teleinsula nasce l’ idea di un Centro Servizi Turismo, una sorta di “ufficio virtuale” in grado di avviare e sostenere la ricognizione e catalogazione di tutte le risorse dell’arcipelago e di comunicarle a chiunque ne sia interessato nel mondo tramite Internet.

In questo ultimo periodo di scorcio del mio primo mandato di Sindaco, il progetto del Centro Servizio Turismo si è venuto traducendo in realtà qualificandosi come struttura dell’Amministrazione Comunale di Lipari in attesa di creare una apposita società di gestione, coinvolgendo inizialmente i Comuni delle Eolie, quindi le Amministrazioni delle isole siciliane e gli operatori turistici. È stata individuata una sede, si sono bandite le gare per la realizzazione dei sistemi telematici esperti ed i concorsi per i collaboratori. In estate funzionerà una prima postazione a Vulcano mentre in autunno aprirà la sede centrale di Lipari.

Già ora la grande azione di promozione che le nostre isole hanno promosso a livello mondiale ha fatto compiere un salto significativo alle presenze. Come dimenticare le manifestazioni organizzate a Los Angeles e New York nella seconda metà di febbraio promosse dal Centro Studi Eoliano e dalla Federalberghi, organizzate dall’Azienda soggiorno e turismo delle Eolie e volute fortemente  dall’Ambasciatore italiano all’ONU dott. Fulci e dall’ Assessorato Regionale al Turismo, on. Nino Strano. E la ripresa di un’ attenzione forte alle comunità di Eoliani emigrati in Australia? E i rapporti che si vanno tessendo a livello europeo ed in particolare con le isole del Mediterraneo (Baleari, Santorini, Pafos, Nicosia e Larnaca di Cipro, Neapolis di Creta, Aiaccio, Samos, Madeira, ecc…) e che ora vanno qualificandosi nelle forme di gemellaggio promossi sotto l’egida dell’Unione Europea? Come non vedere l’attenzione crescente che dedicano alle nostre isole le riviste specializzate,  i grandi rotocalchi, le televisioni di tutto il mondo.

Oggi siamo infatti già sui 2 milioni di presenze all’anno, come risulta dai consumi dell’acqua e dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani, e la primavera del 1998 si è subito presentata particolarmente favorevole e promettente.

L’incremento di queste presenze in modo organizzato e distribuito rappresentano il grande motore di tutta l’economia eoliana. Esse infatti permettono di ampliare significativamente il mercato locale al di là del mercato familiare-vicinale troppo limitato e poco esigente. Già oggi queste presenze rappresentano uno stimolo per il rilancio di alcune produzioni e lavorazioni tradizionali. Si pensi al malvasia, al vino, all’olio, al miele, agli ortaggi sott’olio e sotto sale; si pensi all’allevamento, ai prodotti caseari ed agli insaccati; si pensi al pescato ed alla sua conservazione; si pensi all’artigianato artistico locale spesso tutto da inventare. È indubbio che in questi ultimi anni si è venuta sviluppando una nuova attenzione per l’agricoltura, si sono messe in moto attività di maricultura, si sono aperti alcuni centri interessanti di artigianato locale (ceramica, ferro, ossidiana, ecc… ).

Qui diventa centrale il tema della condivisione. Un conto è coltivare e produrre per massimizzare in tempi brevi il valore di scambio senza guardare troppo alla qualità di ciò che si produce e si vende e tutt’altro conto è volere condividere con gli ospiti il meglio delle nostre terre, offrendo prodotti di qualità realizzati con cura e passione. Di paccottiglia nelle botteghe di ogni località turistica se ne trova in grande quantità e non si sente certo il bisogno di continuare ad incrementarle.

Per sostenere questa nuova economia è stato pensato, fin dall’autunno del 1996 – non appena sono giunti i Commissari regionali al posto del Consiglio Comunale decaduto per via del Referendum – il Patto Territoriale delle Isole Eolie che proprio in questo semestre ha registrato una svolta significativa con l’incarico di assistenza al nostro Patto affidato dal Ministero del Bilancio alla Europrogetti e Finanze spa. Se riusciremo a trovare collaborazione negli enti che, oltre al Comune, hanno autorità sul nostro territorio è pensabile che entro l’anno si possano ridefinire i progetti prescelti e procedere spediti alla loro realizzazione. C’è da chiarire il discorso della compatibilità con i Patti dei progetti a preminente vocazione agricola e agroindustriale, ma sembra che, a questo proposito, si aprano prospettive più favorevoli.

A proposito dell’agricoltura, non si deve dimenticare che proprio in questo ultimo periodo si è sbloccato finalmente il progetto Leader II delle Eolie che avevamo presentato fin dall’autunno del 1994. Cinque miliardi e mezzo circa per le sette isole da utilizzare in attività promozionali, formative, di recupero e valorizzazione d’ambiente rurale, ecc… .

Sviluppo delle presenze lungo tutto l’arco dell’anno, ampliamento del mercato locale e promozione di un marchio Eolie a livello internazionale, rilancio dell’agricoltura, riconversione e riqualificazione della pesca, attivazione e promozione di un artigianato veramente artistico sono le linee di un trend di grande rilievo ed interesse.

Aiaccio, 21-24 gennaio 1998. Il Sindaco di Lipari con alla destra i Sindaci di Larnica (Cipro) Georges Lycourgos,, di Néapolis (Creta) Nikos Kastrinakis e di Aiaccio Marc Marcanfeli.

Non è difficile pensare che questo trend favorevole possa aumentare negli anni prossimi, soprattutto se riusciremo a superare alcuni limiti strutturali che pesano sul nostro turismo e sulla nostra capacità di accoglienza. Questi limiti strutturali sono soprattutto tre: le carenze in ordine ai collegamenti ed ai trasporti, l’insufficiente recettività turistica sotto l’aspetto quantitativo ma soprattutto qualitativo, la limitata gamma dei centri di interesse e di richiamo per sostenere presenze numerose, diffuse lungo tutto l’arco dell’anno.

4. Il nodo delle comunicazioni e dei trasporti

 La telematica è un grande veicolo di comunicazione ed avvicina in modo significativo località poste agli antipodi della Terra. Grazie al suo sviluppo e al suo utilizzo nei più svariati settori ed in ogni isola, sicuramente se ne avvantaggerà la nostra capacità di accoglienza. Si pensi alle opportunità della telemedicina illustrate nel convengo del 18 maggio, alla pratica delle teleconferenze, alle occasioni di formazione  a distanza…

Ma per quanto premiamo sul tasto della telematica, per quanto sviluppiamo Eol-net ed il progetto de “il PC in ogni casa” secondo le linee  del convegno del 4 aprile scorso, non riusciremo mai a sopperire a tutte le carenza della comunicazioni reali che per le isole sono quelle via mare o via aerea. Un nodo storico sul quale si è molto discusso.

C’è chi sostiene che proprio l’essere remote ha rappresentato e rappresenta la fortuna di queste isole. Le avrebbe rese più interessanti e preservate dal turismo d’assalto e quindi dalla cementificazione e dalla banalizzazione. Ma questo, se forse è stato vero per il passato, non lo è più oggi. Oggi infatti le difficoltà dei collegamenti servono a scoraggiare solo il turismo più esigente che poi è anche quello più dovizioso. E forse proprio per questo, malgrado ormai le Eolie contino 2 milioni di presenze l’anno quanto ne vanta ad esempio Taormina, non possono dirsi di essere all’altezza dell’offerta turistica (alberghi, ristoranti, negozi…) di quella città.

Proprio perché siamo convinti che la scommessa delle Eolie si vince rendendole più prossime, ci siamo dedicati con impegno al nodo delle comunicazioni, rispetto al quale proprio negli ultimi sei mesi sono stati fatti significativi passi innanzi, almeno sul piano della programmazione.

NewYork, febbraio 1998. Il Sindaco di Lipari di fronte alla statua del Sindaco di New York Fiorello La Guardia.

Si è concretato il progetto per la realizzazione di elisuperfici a scopo innazitutto di protezione civile e di pronto soccorso a Lipari, Stromboli, Ginostra, Panarea, Alicudi e Filicudi. Questo grazie all’ordinanza emessa in aprile dal Ministro dell’Interno sulla base della legge nazionale n. 677 del 31 dicembre 1996, comma 3 bis.che che nomina il Prefetto commissario con poteri straordinari. A settembre dovrebbero iniziare i lavori ed entro l’anno dovremmo avere le piazzuole attrezzate.

Si tratta di una tappa di grande rilievo non solo per la sicurezza ma perché rende operativo uno strumento amministrativo, l’ordinanza ministeriale, che potrebbe essere usato anche per superare i grovigli burocratici della portualità. Ed è quanto abbiamo richiesto al Ministro basandoci sull’assenso dato a questo proposito dal Presidente della Regione Siciliana. Una ordinanza sulla portualità permetterebbe:

  1. di accellerare l’iter per la realizzazione del porto turistico-peschereccio-commerciale di Lipari Sottomonastero-Pignataro, il cui Piano Regolatore è ormai di prossima presentazione al Consiglio Comunale e per il quale ci sono diverse attestazioni di interesse alla realizzazione ed alla gestione da parte di società italiane ed europee;
  2. di realizzare o completare quei progetti redatti da quasi dieci anni, finanziati e fermi – malgrado una infinità di mie sollecitazioni, sostenute efficacemente dal Prefetto – per ragioni burocratiche diverse. Intendo parlare del molo di Stromboli Scari, del molo di Filicudi Pecorini e della banchina di Vulcano porto;
  3. di realizzare quegli interventi che abbiamo presentato in maggio al Ministero dei Trasporti e per cui abbiamo avuto l’assenso di massima. Innanzitutto il molo di Ginostra-Lazzaro per il quale è già stata richiesta la valutazione di impatto ambientale al Ministero dell’Ambiente, quindi il piccolo attracco per barche di Stromboli Ficogrande, il completamento della banchina di Filicudi Pecorini, il completamento della banchina con stazione marittima di Vulcano porto;
  4. di effettuare finalmente la correzione del molo di Porticello di Lipari – la cui perizia ed il cui finanziamento sono stati già richiesti da almeno un anno a Genio Civile OOMM ed Assessorato regionale Lavori Pubblici – per potere permettere di operare alle navi di carico della Pumex e operare come attracco alternativo in caso di condizioni atmosferiche avverse.

New York, 27 febbraio 1998. La delegazione eoliana negli Stati Uniti.

Questa opera di potenziamento e riqualificazione degli attracchi e dei porti va completata con la realizzazione di una aviosuperficie leggera su Lipari in località Piano dei funghi, sotto Monte Sant’Angelo. Una aviosuperfice con un impatto ambientale minimo, che consentirebbe di operare – in questa prima fase – ad aerei con almeno 50 posti. Ed esistono già oggi vettori disposti a collegare in poco più di un’ ora Lipari con Roma non solo nella stagione estiva ma tutto l’anno. Di questa aviosuperfice è stato realizzato già lo studio di fattibilità presentato a Civilavia ed al Ministero dei Trasporti e proprio il Ministero dei Trasporti ha dichiarato la disponibilità al finanziamento.

Ma il problema non è solo quello dei porti e delle aviosuperfici vi è anche il nodo dei vettori che proprio in questi mesi  si è posto clamorosamente col lungo sciopero delle maestranze della SNAV. Su questo tema i problemi sono soprattutto due: l’affidabilità delle compagnie come interlocutrici strategiche dello sviluppo delle Eolie e la questione dei navigli.

27 febbraio 1998. Un momento della grande manifestazione all’Hotel Waldorf Astoria promossa dall’Ambasciatore italiano all’ONU Fulci con gli Ambasciatori degli stati isole. Al tavolo della Presidenza, alla sinistra dell’Ambasciatore Fulci il Sindaco di Lipari ed il Sindaco di S.Marina Salina, Gullo.

La Siremar è indubbiamente la compagnia più affidabile perché ha dietro il peso della volontà e del finanziamento pubblico che possono consentire di andare anche al di là del mero calcolo economico e permettere interventi di carattere sociale che possono divenire produttivi nel medio periodo. Ma è anche vero che spesso questa esposizione pubblicistica rende la Siremar particolarmente lenta e contraddittoria nelle decisioni, come abbiamo potuto vedere a proposito delle tariffe ed ogni qual volta si è trattato di compiere con rapidità scelte di opportunità.

La SNAV è una società privata che non si riesce a comprendere fino a che punto intenda investire sulle Eolie. Certo è penalizzata dalle forme di finanziamento regionale tipo legge 18/87 che intervengono solo sulle perdite; ma è un fatto che non sembra uscire dagli schemi tradizionali della società che opera di rimessa sui finanziamenti pubblici, invece di ricercare strade nuove e schemi innovativi, puntando ad esempio su pacchetti turistici, su tariffe sperimentali e così via.

E proprio a proposito di tariffe bisogna considerare che – seppure con grande ritardo e fra mille tentennamenti e resistenze – un discorso innovativo si è riusciti ad impostarlo con la Siremar a proposito della tariffa unica Milazzo-Eolie e Napoli-Eolie e della tariffa fissa per i collegamenti fra le isole.

Quanto poi al naviglio bisogna riconoscere che in genere esso è di scarsa qualità rispetto alle esigenze di località turistiche in sviluppo. La Canaletto, per le navi, è una vecchia carretta inadeguata. Molti aliscafi sono obsoleti, logori per via di un uso senza le dovute manutenzioni, spesso anche sporchi e maleodoranti. La SNAV ha sperimentato i catamarani. Quelli non stabilizzati risentono immediatamente del mare appena mosso, quelli stabilizzati sono lenti e difficili da manovrare nei nostri porticcioli. Va sperimentata la motonave veloce che dovrebbe essere immessa prossimamente sulle nostre linee. Non solo però questa si ferma a 24 nodi orari, è che risulta già superata ancora prima di iniziare il servizio. Vanno sperimentate motonavi tipo “Scatto” o “Guizzo”, per vedere come riescono ad operare con i nostri mari e le nostre banchine e valutare quindi se il nostro futuro può affidarsi a questi nuovi mezzi o dobbiamo ancora ricercare gli aliscafi tradizionali sperando che qualcuno torni a costruirli ed a manutenzionarli. Si tratta di un problema fondamentale che sta alla base dell’impostazione del nuovo piano quinquennale dei trasporti che presto dovrà essere varato.

Comunque questo delicato nodo delle comunicazioni e dei trasporti, centrale per lo sviluppo delle Eolie, non può più essere seguito in modo discontinuo e con approssimazione. È necessario che si compia un salto di qualità affidando la partita ad una società mista delle comunicazioni eoliane che prenda le redini in ordine al porto di Lipari, all’aviosuperfice, ma anche ai porticcioli minori ed alle linee di collegamento. Una società mista che coinvolga insieme alle amministrazioni comunali, gli imprenditori locali e quelle realtà imprenditoriali e progettuali che intendono concorrere al nostro sviluppo.

 5. Accoglienza e condivisione vuol dire una migliore ricettività.

 Insieme a quello delle comunicazioni, la ricettività è il grande nodo da sciogliere per fare delle Eolie le isole della condivisione e dell’accoglienza. Duemila e cinquecento posti letto di fronte ad una presenza che sfiora la cifra di due milioni è ben poca cosa, soprattutto se si pensa che nemmeno la metà di questi posti letto sono adeguati agli standard di qualità che si sono affermati a livello internazionale. Qui la sfida chiama in causa soprattutto i privati ma anche la pubblica amministrazione deve fare la sua parte dando regole sicure e tempi rapidi per l’edilizia ricettiva. Oggi invece, da una parte, ci muoviamo fra le sabbie mobili di una legislazione con ampie zone di dubbio fra regole del piano di fabbricazione, regole del piano paesistico, regole della legislazione sulla macchia mediterranea, regole sulle riserve, regole sulla distanza dal mare e via di questo passo. E poi i tempi lunghi degli infiniti ed estenuanti passaggi burocratici.

Come è possibile pensare che in pochi anni le Eolie riescano a riqualificare la loro offerta alberghiera e promuoverne di nuova? Eppure si tratta di una sfida che dobbiamo affrontare e vincere se non vogliamo che la crescita che abbiamo constatato si accartocci su se stessa e faccia svanire il sogno eoliano.

Anche qui dobbiamo operare innanzitutto col Patto Territoriale e con le disponibilità che riusciremo a trovare fra gli enti preposti a farlo funzionare. A cominciare dalla Presidenza della Regione e dell’Assessorato al turismo che devono divenire interlocutori privilegiati ed attenti.

Migliorare la nostra capacità ricettiva vuol dire muoversi soprattutto lungo tre direttrici. Oltre a riqualificare ed incrementare l’offerta esistente che consiste per lo più in alberghi familiari immersi nei centri abitati, si tratta di sostenere la realizzazione di quei villaggi attrezzati di comforts ed opportunità di svago su cui sembra indirizzarsi un turismo internazionale medio, ma soprattutto di dare vita ad un progetto di qualificazione di quelle migliaia di abitazioni che, soprattutto nella stagione estiva, vengono offerti ai villeggianti fuori da ogni verifica e regolamentazione. Su questa fascia bisogna agire in modo particolare e per diverse ragioni. Perché può rappresentare, se sostenuta con opportune politiche di credito e di agevolazioni, un’ offerta certamente elastica (in quanto non investe personale stabile), gestita in un clima di grande familiarità, con standard che possono divenire di grande decoro. È il discorso delle città albergo che noi potremmo tradurre in quello delle isole albergo. Cioè tutte le isole possono divenire un albergo diffuso, una grande realtà di accoglienza e di condivisione.

Quando ad una offerta di cinquemila posti letto in alberghi o residence attrezzati, riesce ad aggregarsi, secondo le esigenze stagionali, una capacità di ricezione nelle case private che può arrivare fino a diecimila posti letto, credo che il problema delle Eolie possa dirsi risolto per almeno cinque-dieci anni.

New York, febbraio 1998. La delegazione delle Eolie in visita a Ellis Island

 6. Moltiplicare i centri di interesse.

 Accoglienza e condivisione vuol dire offrire e moltiplicare i motivi di interesse e di conoscenza. Già d’estate, nelle giornate di cattivo tempo, quando non è possibile andare al mare, una grande moltitudine si riversa nel museo archeologico e vulcanologico. Questa è una buona, buonissima cosa. Ma il museo non può essere l’unico centro di interesse, soprattutto nelle stagioni in cui il mare non viene in soccorso. Da qui l’impegno per moltiplicare i centri di interesse a cominciare dagli spazi per i convegni ed i congressi, per gli spettacoli, per lo sport.

Su questo piano il periodo trascorso è stato particolarmente fecondo di risultati. Si è praticamente conclusa la realizzazione del Palazzo dei Congressi che vanta un salone che può ospitare fino ad 800 persone, si è avviato il recupero della Chiesa dell’Immacolata al Castello di Lipari che dovrà divenire l’Auditorium delle Eolie, si è ottenuto il mutuo di circa 3 miliardi per il palazzetto coperto dello sport che sorgerà a fianco alla scuola elementare di Lipari, si è ammodernato il campo di calcio con spogliatoi decorosi ed una pista olimpionica. E questo per rimanere nell’isola di Lipari. A Stromboli si è acquistata l’area cosiddetta del limoneto dove deve nascere il campo di calcio, il parco giochi ed anche palestre attrezzate mentre si sta valutando la possibilità di acquisire e ristrutturare il vecchio mulino a vapore per farne un ostello della gioventù o comunque un centro culturale legato alla fruizione del vulcano. A Vulcano si è acquistato il campo di calcio, si è presentato il progetto per la ristrutturazione e qualificazione a parco della proprietà acquistata dagli Acierno a Vulcano Porto, si sta trattando per la realizzazione di un’ area sportiva attrezzata a Vulcano Piano e la qualificazione dell’ area dell’antica discarica in campo da golf. Anche a Panarea e Filicudi si stanno ricercando aree per realizzazione di campi sportivi e parchi giochi.

Dovunque nelle Eolie è in corso un’opera di grande rilievo come il ripristino degli antichi sentieri. Imponente l’impegno su Alicudi per il recupero e consolidamento delle strade a gradini in pietra che si inerpicano per il colle. Di rilevo gli interventi di Lipari (Monte Rosa e Forgia Vecchia), Filicudi e Stromboli. A Lipari soprattutto (ma anche Vulcano, Filicudi, Ginostra, Panarea) da segnalare l’azione degli operai Pumex in cassa integrazione che hanno diserbato e riattivato sentieri da anni non manutenzionati.

Importante è anche la creazione di centri di interesse di grande richiamo. E proprio il 16 maggio ad Acquacalda l’Amministrazione ha presentato il progetto ed il plastico del Laboratorio Internazionale di Ecologia marina. Un’opera di grande respiro nata da un accordo di programma fra il Comune di Lipari e la Provincia regionale di Messina – a cui dovrà aggiungersi, ci auguriamo presto, anche l’Università di Messina – che quando sarà realizzata, rappresenterà il terzo grande richiamo alle Eolie insieme allo Stromboli ed al Museo archeologico. In questi ultimi mesi l’opera oltre al patrocinio dell’UNESCO ha avuto il riconoscimento dell’Istituto di Oceanografia di Monaco. Questo Laboratorio oltre ad offrire ai visitatori la possibilità di conoscere tutto quanto riguarda il mare ed i mari, in qualsiasi parte del mondo, attraverso sistemi esperti informatici interattivi, opererà come campus universitario per il rilascio di lauree brevi in scienze del mare e come centro di documentazione.

Un altro importante centro di interesse sarà il Parco geo-vulcanologico delle Eolie la cui realizzazione può dirsi avviata con il finanziamento di cinquanta contratti per lavori di utilità sociale. Cinquanta contratti per manovali, amministrativi e tecnici, della durata di un anno, nel corso del quale dovranno essere in grado di strutturare il Parco nelle linee portanti e di organizzare il lavoro per chi intende dedicarsi in termini professionali. Questo primo programma riguarda la realizzazione di due percorsi: quello che va dal Caolino a San Calogero e quello che da Punta Castagna porta alle Rocche Rosse.

Altri due importanti centri di interesse sono legati al Parco, per l’avvio dei quali si è continuato a lavorare in questi mesi. Le terme di San Calogero e lo sfruttamento del termalismo sembrano ormai divenuti per le Eolie una sorta di Araba fenice. E invece, sebbene lentamente, la ricomposizione dei tasselli di un complesso mosaico continua inesorabilmente; ormai siamo alla vigilia della costituzione di una società mista che ne segua direttamente l’attivazione e la promozione.

L’altro argomento è la creazione di un Centro di documentazione della pomice che dovrà sorgere ad Acquacalda nei locali di un antico edificio per cui sono in corso le procedure di acquisizione da parte della Regione e la disponibilità della Soprintendenza ad attrezzarlo e gestirlo.

La Pinacoteca municipale sarà ancora un’ altra importante opera che verrà collocata nell’antico edificio Paino di Via Maurolico in via di completamento e che verrà curata e gestita dal Cipra, associazione benemerita per avere arredato numerosi spazi nelle isole ed avere curato i bei murales della Piazzetta delle arti e dei mestieri Sopra la terra.

7.      Condivisione vuol dire far crescere la qualità della vita per tutti

 È cresciuta la qualità della vita nelle Eolie? Se si deve giudicare dal decoro delle abitazioni, dall’uso e dal ricambio di elettrodomestici, dall’uso dell’auto privata e così via, il giudizio non può che essere positivo. Questo tipo di sviluppo trainato dal turismo stagionale anche attraverso il meccanismo dell’ edilizia e dell’ utilizzo delle abitazioni private a fini turistici indubbiamente ha incrementato e diffuso la possibilità di spesa delle famiglie. Ma al di là del fatto che si tratta di uno sviluppo in crisi che va riconvertito, bisogna aggiungere alcune riflessioni:

–        innanzitutto per quanto diffuso sia questo sviluppo ha escluso strati non indifferenti della popolazione che vivono spesso in silenziosa e discreta povertà senza un lavoro stabile, senza una abitazione sufficiente (povertà da emarginazione);

–        in secondo luogo sono cresciuti i consumi pubblici ma sono ancora carenti i consumi sociali. Bisogna completare la rete di distribuzione idrica, bisogna rinforzare quella elettrica, ma soprattutto sono carenti il sistema scolastico e formativo, il sistema sanitario, il sistema di solidarietà sociale nei confronti soprattutto dei bambini portatori di handicup e dei disagiati mentali  ed è ancora insufficiente quello per gli anziani (povertà da servizi collettivi);

–        in terzo luogo vi è un tessuto sociale per molti aspetti logorato con una litigiosità patologica che si esprime nell’incremento di lavoro per gli avvocati e le preture, con una difficoltà crescente da parte dei soggetti a trascendere il proprio particolare ed a riconoscersi in una dimensione comunitaria (povertà etica).

Sono tre tipi diversi di povertà che potremmo definire tutte a carattere sociale, perché di esse bisogna farsene carico collettivamente e perché solo con il loro superamento o quantomeno col loro contenimento possiamo parlare di accoglienza e condivisione in piena regola. Una comunità sofferente difficilmente può essere una comunità accogliente.

Della prima povertà, la povertà da emarginazione, parleremo appresso trattando del lavoro e della casa; mentre della terza ne discuteremo al paragrafo 10; qui intendo soffermarmi circa la seconda povertà, quella che chiama in causa più direttamente le amministrazioni pubbliche ed è la povertà da carenza di servizi collettivi che sono sia quelli pubblici (elettricità, rifornimento idrico, raccolta rifiuti, manutenzione strade… ) che quelli sociali.

Essa investe tutta la comunità anche se a risentirne sono soprattutto gli strati sociali più deboli. Al superamento di tale povertà questa amministrazione si è particolarmente dedicata anche in questo semestre.

Sul piano dei servizi pubblici sono state completate le reti idriche nelle isole, è entrato in funzione il dissalatore mentre si è messo mano alla realizzazione della rete di adduzione che dovrà collegarlo alle reti idriche di Lipari e di Vulcano; inoltre è pressocchè conclusa la progettazione del completamento della rete di Lipari e Vulcano. Per il rafforzamento della rete elettrica nelle contrade alte di Lipari sta per andare in gara il primo lotto ed è in via di definizione il secondo lotto, mentre procede celermente la progettazione della revisione completa di questa rete con il sotterramento di tutta la palificazione. Inoltre, è entrata in funzione concretamente l’Eolie servizi spa che dovrà occuparsi del settore raccolta rifiuti, servizio idrico, fognario e manutenzione.

Quanto ai servizi sociali cominciamo col parlare della scuola e dell’ impegno di dotare ogni isola di una struttura appositamente dedicata alla funzione scolastica. Il semestre scorso si è acquistato l’edificio di Alicudi che ora sta per essere ristrutturato. Per Filicudi è ormai ultimata quella che è stata una procedura lunghissima per l’approvazione del progetto. Si stanno per completare le procedure relative alle scuole di Stromboli e Panarea. Si stanno mettendo a punto gli appositi programmi per le scuole previsti dal progetto Teleinsula che in autunno partiranno in tutte le isole. Sul piano della formazione professionale, si è svolta la seconda edizione del corso di maricultura e ci si augura che questo servizio possa continuare anche in futuro, sebbene nelle nostre isole sembra che tutto congiuri – volutamente o incidentalmente – a scoraggiare chi offre un servizio con grande professionalità ed impegno.

Ma l’iniziativa più importante che l’Amministrazione comunale ha studiato nel periodo trascorso e si  appresta a mettere in atto nei prossimi mesi è la richiesta di una conferenza di servizio per verificare e possibilmente rivedere gli indirizzi scolastici a livello superiore e ciò collegandolo con i tempi della riforma che prevedono l’istituzione di un istituto unico per gli indirizzi superiori, dotato di una forte autonomia e di capacità di iniziativa sul terreno del rapporto col territorio.

A questo proposito devo dire che l’amministrazione è intenzionata a dare tutto il proprio contributo a far sì che si possa offrire ai giovani eoliani non solo una gamma più adeguata alle potenzialità economiche locali di possibilità di studio, ma anche, perchè no?, una scuola che abbia l’ambizione di misurarsi sui livelli dell’ eccellenza.

Per venire incontro al disagio giovanile si è realizzato il centro sociale intitolato “L’isola che non c’è” con lo scopo di creare delle attività di socializzazione e di animazione rivolte in particolare agli adolescenti ed ai giovani. Il centro, animato da una équipe costituita da uno psicologo, un assistente sociale coordinatore, un operatore ed un animatore, ha registrato una presenza giornaliera di circa trenta ragazzi, di età compresa fra i 14 ed i 24 anni, che si incontrano e svolgono attività varie.

In relazione al miglioramento del nostro sistema sanitario l’Amministrazione ha collaborato con l’ASL n.5 per affrontare il problema di guardie mediche adeguate in ogni isola ed un primo risultato è stato raggiunto a Vulcano. Altre situazioni sono allo studio come Lipari e Panarea. Ma l’attenzione maggiore in questo settore è stato dedicato al tema della Telemedicina ed il convegno di Lipari del 18 maggio scorso ed i diversi incontri con Telespazio a Roma, sono serviti per studiare un sistema idoneo alle nostre isole, da sperimentare e quindi potere offrire alle guardie mediche ed ai medici di base.

8.      Sconfiggere l’emarginazione.

 Al di là di poche figure che finiscono col divenire dei casi umani all’attenzione di tutta la comunità come furono Bartolina ed Iolanda, Lipari ha una realtà di emarginazione significativa e discreta. Intendiamo parlare della gente che fatica a trovare lavoro e casa per restare ai due beni di fondo che incidono significativamente sulla qualità della vita.

Per il lavoro non sono le cifre del collocamento che sono spesso sbandierate polemicamente nei confronti dell’ Amministrazione, come se l’Amministrazione comunale – nell’arco di un quadriennio – potesse dare una virata tale da superare la questione meridionale e la questione giovanile in un sol colpo. Cioè di superare problemi nazionali nei confronti dei quali si discute da decenni e decenni.

Il problema delle Eolie non è la mancanza di lavoro tout court ma soprattutto la mancanza di un lavoro continuativo ed adeguato alle professionalità acquisite. Infatti la partecipazione ai lavori socialmente utili ha visto emergere una netta prevalenza di donne che, a differenza di un passato non troppo lontano, stanno ora premendo sul mercato del lavoro e trovano notevoli difficoltà ad inserirsi.

Comunque anche con le dovute distinzioni il problema del lavoro rimane grave soprattutto per i giovani e per le giovani donne in specie e rimane grave anche per quei lavoratori adulti di settori in crisi (edilizia, industria della pomice, pesca) che vedono procedere troppo lentamente gli annunziati processi di riconversione nelle maglie di una burocrazia che sembra rimanere quella di sempre: cinica e lenta.

Pproprio sulla base di questa consapevolezza l’ Amministrazione ha messo al primo posto, fin dal suo esordio, il problema della riconversione del sistema produttivo ed ha avviato le grandi iniziative di cui parla abbondantemente anche questa relazione.

Il sogno delle Eolie è anche quello di riuscire a vincere la disoccupazione creando nuovo sviluppo. Riqualificare il turismo, destagionalizzarlo, costruire un mercato locale più ampio per i prodotti dell’agricoltura, della pesca e dell’artigianato, costituire il Centro Servizi Turismo, rendere operativa l’Eolie servizi spa, lanciare il progetto Leader, affrettare i tempi dei Patti Territoriali, sbloccare San Calogero e la questione del Porto di Lipari, ecc. ecc. ecc. tutto questo vuol dire sviluppo e sviluppo vuol dire lavoro.

Certo si crea lavoro con le assunzioni al Comune. Ma guai a pensare che con quei posti si possa sconfiggere la disoccupazione. A parte il numero limitato delle disponibilità e la necessità di passare per bandi di concorso nazionale che allarga la partecipazione a candidati provenienti da tutta Italia, ciò che si deve augurare è che al Comune vadano gente capace ed attenta ad aggiornarsi per rendere sempre più efficiente la nostra Amministrazione. Perché una amministrazione che funziona è un contributo notevole allo sviluppo ed all’occupazione. Può favorire molto di più, nel tempo, l’occupazione dei giovani eoliani la presenza di un tecnico capace che viene dall’esterno, piuttosto che dare comunque un posto ad un eoliano che non ha  capacità sufficienti. È un discorso semplice che il partito dell’incultura non ha mai capito.

Mi sono occupato per troppi anni dei problemi del lavoro per non sapere che per creare lavoro una politica dello sviluppo è indispensabile ma non sufficiente. Si tratta di affiancare ad essa strutture che guidino ed aiutino la persona nella ricerca del lavoro. A questo proposito ritengo che il Comune di Lipari abbia disposto un itinerario al lavoro di grande interesse, che proprio in questo periodo si sia arricchito di un tassello fondamentale costituito proprio dai lavori socialmente utili.

C’è tutta una polemica a proposito di questi lavori che si tende a considerare come una mera attività assistenziale ed a ciò indubbiamente si riducono se non vengono inseriti in un percorso e non vengono seguiti costantemente richiamando la finalità prioritaria, che è quella di promuovere nuovo lavoro.

Il percorso al lavoro che l’Amministrazione ha definito è composto di tre tappe. La prima è quella dell’informazione e qui deve operare lo sportello “Informagiovani” che già da oltre un anno è operativo, rafforzandosi col progetto “Fare impresa” che, in collaborazione con la Società per l’imprenditoria giovanile, dovrebbe funzionare fra breve.

La seconda tappa è quella della formazione della quale abbiamo già parlato a proposito del sistema scolastico e che deve arricchirsi di offerte di formazione professionale sempre più adeguate alle nostre esigenze. La maricultura già ha un biennio di esperienza alle spalle; la formazione ai servizi al turismo ha visto nel passato ben due iniziative impegnarsi e formare un discreto numero di giovani, diversi dei quali trovano nel Centro Servizi al Turismo un referente importante, il progetto Leader permetterà di avviare corsi per l’agricoltura, mentre sono allo studio altre offerte per l’uso della ceramica.

La terza tappa è data dai lavori socialmente utili. Il progetto del Parco geo-vulcanologico per il quale sono state già selezionate, tramite l’Ufficio Collocamento, quaranta  partecipanti ed altri dieci lo saranno nelle prossime settimane, comincerà il primo ottobre. Suo scopo è quello di sistemare le aree prescelte per renderle più interessanti e fruibili, ma soprattutto di studiare e verificare quali attività economiche possono organizzarsi. Attività che la prossima estate verranno attivate sperimentalmente e poi dovranno rappresentare occasioni di lavoro e di guadagno per chi vi si dedica.  Se questo progetto avrà dato risultati positivi altri se ne potranno proporre in futuro, per promuovere ed avviare una attività di servizio o produttiva nei svariati settori in cui si articola il nuovo modello di sviluppo delle Eolie.

Se il lavoro è un problema, la casa non lo è da meno per molte famiglie soprattutto giovani. La lunga e travagliata vicenda del Piano regolatore generale ha influito notevolmente sulla disponibilità delle aree per l’edilizia economica e popolare sia quella ad iniziativa cooperativa, sia quella a iniziativa comunale da realizzare sulla base della legge regionale del 12.4.52 n.12 e successive modificazioni e integrazioni che prevede la contrazione di un mutuo il rimborso del quale avviene, per gran parte, a carico della Regione.

Ci siamo trovati dinanzi al problema che le aree disponibili per questa edilizia, nel vecchio piano di fabbricazione, erano ormai esigue e in gran parte collocate a Pianoconte. Se si dovessero utilizzare queste aree la realtà della contrada di Pianoconte, nell’arco di un paio d’anni, subirebbe una urbanizzazione tale che la stravolgerebbe. Questo è stato evidente quando alle difficoltà del Comune a reperire le aree richieste dalle cooperative e nel ritardo del Piano regolatore, la regione ha applicato i poteri sostitutivi ed ha nominato un commissario ad acta.

Da qui l’intervento presso la Regione per bloccare la procedura e la messa in opera di un procedimento laborioso per creare nuove aree per l’edilizia economica e popolare pure in carenza di Piano regolatore generale. Con questo procedimento si dovrebbe essere in grado in pochi mesi di dare una risposta sia alle famiglie che aspettano che le cooperative alle quali hanno aderito si possano finalmente costruire, sia alle altre numerose famiglie che attendono le case che realizzerà il Comune. E si tratta di cento appartamenti da distribuirsi sull’isola di Lipari ed in tutte le isole.

Dopo questo intervento il problema della casa nelle Eolie dovrebbe perdere quella urgenza che oggi rappresenta; pensiamo che possano essere riequilibrati anche i fitti che, per la penuria di alloggi disponibili, sono lievitati significativamente in questi anni.

9.      Il Comune centro propulsivo del “sogno eoliano”

 Non so quanti si siano accorti che proprio negli ultimi mesi il Comune ha vissuto una fase di grandi e rivoluzionarie trasformazioni, tali che quando esse saranno andate tutte a regime la nostra macchina amministrativa sarà una realtà completamente diversa da quella che avevamo trovato ai primi di luglio del 1994.

La prima grande trasformazione sono stati i presidî municipali. Cioè l’aver dotato tutte le isole di una équipe di funzionari che renderà più presente del passato l’Amministrazione comunale e coadiuverà i nuovi Consigli di Circoscrizione, eletti anch’essi il 24 maggio scorso. Questi funzionari hanno lavorato nei primi mesi dell’anno presso gli uffici comunali di Lipari per acquisire quelle conoscenze necessarie a coordinarsi una volta nelle isole. Così gli amministrativi hanno ruotato fra il settore demografico e quello degli affari generali, fra il settore economia e servizi sociali; i tecnici fra il settore lavori pubblici e quello dell’urbanistica; i vigili si sono affiancati ai loro colleghi più anziani sia nei lavori in ufficio che sulla strada.

Col mese di marzo è cominciato l’inserimento sul posto. Senza problemi a Vulcano e Panarea, in modo ancora provvisorio a Filicudi e Stromboli per il fatto che le strutture che dovevano accoglierle hanno subito ritardi anche di rilievo e si stanno cercato soluzioni alternative.

Comunque già si è potuto apprezzare nelle isole e nella casa municipale quale contributo notevole rappresentino questi presidî, per rendere l’Amministrazione più vicina ai problemi della gente e rendere il lavoro che si compie sempre più efficiente ed efficace.

La seconda grande trasformazione è data dalla creazione della “Eolie servizi spa”, la prima società mista del Comune di Lipari che opera nel settore della raccolta e smaltimento rifiuti, nella distribuzione ed approvvigionamento idrico, nella manutenzione di immobili del demanio e del patrimonio comunale. Una società che opererà con criteri privatistici liberando i settori comunali di adempimenti gravosi e quotidiani e migliorando, ce lo auguriamo, l’efficienza dei servizi offerti al pubblico. La Società è divenuta operativa il primo giugno e ci vorrà del tempo perché possa andare a regime. Gli uffici comunali potranno avere ora più tempo per dedicarsi al controllo delle opere pubbliche, alla redazione delle perizie e progetti per la realizzazione di nuove opere e comunque a tutti quei compiti di istituto che in passato risultavano compressi e trascurati per via dei problemi minuti che quotidianamente venivano posti all’attenzione degli uffici.

Il terzo importante tassello in questo mosaico che delinea la nuova macchina amministrativa comunale è dato dall’arrivo di nuove competenze in seguito ai concorsi esperiti ed al riconoscimento delle professionalità acquisite dal personale in servizio. Anche qui ci saranno avvicendamenti e spostamenti a conclusione dei quali certamente ne risulterà una struttura più ricca ed adeguata alle esigenze ed ai bisogni municipali.

Quando quattro anni fa arrivai al Comune dirigenti e personale erano in subbuglio per via dell’entrata in vigore della Determina del Commissario regionale dott. Antonino Caiola che cercava di razionalizzare una struttura che per troppi anni aveva vissuto in balìa di se stessa fra amministrazioni che andavano e venivano. Con qualche modifica confermai la Determina Caiola ma sapevo che bisognava mettere mano ad una trasformazione più profonda. Ci sono voluti quattro anni per portare in porto questo disegno fra carichi di lavoro, pianta organica, l’iter burocratico della società mista. Ma – sebbene occorrano ancora aggiustamenti – oggi si può dire che questa nuova realtà sia finalmente credibile e possa – se lo vuole – affrontare il grande compito di essere il centro propulsivo del “sogno eoliano”.

 10.  Una amministrazione che dialoga con la gente

 Una campagna elettorale è sempre un evento un po’ sconvolgente. Per un mese e forse anche più cambi sistema di vita. Ci sono i comizi, gli appuntamenti, gli incontri nella case. Tutte cose che si aggiungono a quelle che abitualmente fai. Poi la campagna si conclude e si torna alla vita di prima. C’è il lavoro in ufficio, la posta da vedere e a cui rispondere, i mille problemi che sorgono e che comunque ti arrivano addosso, gli appuntamenti per le iniziative importanti da programmare. E poi le conferenze di servizio in Prefettura, gli incontri negli Assessorato a Palermo, gli incontri a Roma. Un turbinio di cose ed indubbiamente il tempo da dedicare all’incontro con la gente si riduce.

Ritengo comunque di essere stato, nei quattro anni, un sindaco che ha curato il dialogo ed il confronto e devo dire che sempre ho riscontrato interesse e sollecitazioni di problemi collettivi. Fin quando è stato possibile ed accettabile ho utilizzato anche la televisione; poi direttamente come Amministrazione o attraverso l’iniziativa del Movimento “Una speranza per le Eolie” abbiamo indetto numerosi dibattiti. A Lipari naturalmente i confronti sono stati su questioni specifiche come il Piano Paesistico, la società mista, i Patti territoriali, il Centro servizio Turismo, la situazione del termalismo e di San Calogero, la realizzazione delle opere pubbliche a Marina Corta ed in via Roma, il progetto telematico Eol-net, quello di Telemedicina e così via. Nelle isole o nelle frazioni le assemblee sono state più generali, su tutti i problemi emergenti. Ne ricordo una a Pianoconte affollatissima e con una forte tensione per la questione dei terreni per l’edilizia cooperativa, eppure condotta avanti con grande civiltà e rispetto. Ne ricordo un’altra a Filicudi in Chiesa dove si è parlato dei numerosi problemi con metodo ed ordine. Ne ricordo una anche a Panarea importante, fra l’altro, per il problema del distributore di benzina.  Devo anche dire che persino a Panarea dove inizialmente – tre, quattro anni fa – il dialogo sembrava difficile e qualche volta impossibile (innanzitutto fra gli stessi abitanti), negli ultimi tempi si è instaurato un clima diverso: di maggiore attenzione per le cose che si stanno facendo.

Gli eoliani, si dice spesso, sono gente difficile ed esigente. Mi sembra che ci sia qualcosa di più. Queste isole hanno attraversato una lunga stagione di crisi di valori, soprattutto di valori sociali condivisi. E si è trattato di una crisi grave. La grande trasformazione degli anni ‘60 e degli anni ‘70, quando il turismo cominciava ad incidere in maniera evidente, ha visto l’individualismo ed il particolarismo trovare un terreno fertile, praticamente senza nessun argine. Era il periodo in cui la politica diveniva clientela controllata dall’alto e dall’esterno grazie all’elargizione di forti finanziamenti; la religione – con la fine delle esperienze dei movimenti cattolici che negli anni ‘50 erano stati rilevanti a Lipari – si rinchiudeva nel momento liturgico; la famiglia – che era stato il tessuto connettivo di queste isole – subìva il logoramento dell’edonismo e del consumismo.

Possiamo dirsi che questa fase di crisi si sia conclusa? Sarebbe troppo ottimistico. Si può invece dire che negli ultimi dieci anni sono stati introdotti forti elementi di novità e di speranza che hanno contenuto e forse arrestato il processo negativo.

Un giorno bisognerà fare questa storia. Ma è difficile negare che uno dei punti di novità più significativi sia stato l’arrivo e l’impegno a Lipari di Mons. Francesco Miccicchè testimone di un cristianesimo radicato nella fede in Cristo prima che nella devozione per i Santi, un cristianesimo fortemente incarnato nella storia. Chi non si ricorda il convegno sui giovani che lo hanno visto promotore, la pastorale “Non tacerò per amore delle Eolie” che suscitò forte impressione e molti contrasti, ed infine i corsi di formazione al sociale ed alla politica? Chi scrive, non ha difficoltà a riconoscere come la propria decisione di impegnarsi a Lipari politicamente e socialmente sia legata appunto a questa iniziativa forte, che ha creato attenzione ed entusiasmo soprattutto nei giovani.

Fra le altre iniziative che hanno contribuito ad una ripresa culturale ed etica nella politica penso che si possano ricordare anche l’azione del movimento degli operatori economici alla vigilia delle amministrative del 1991 che al di là dei risultati, molto scarsi, ha dato l’idea che qualcosa si stesse muovendo nel vecchio blocco sociale democristiano;  la pubblicazione di “Questeolie” che ha contribuito a fornire il materiale per un programma alternativo oltre a preparare un’opinione pubblica in grado si sostenerlo; poi ancora diversi incontri e dibattiti organizzati dalle Acli, dal Centro Studi Eoliano, dallo Snoopy Club…Ma indubbiamente il contributo più concreto e diretto ad una svolta nella pratica e nel costume della politica lo ha dato la creazione del movimento “Una speranza per le Eolie” la cui data di fondazione può farsi risalire all’assemblea dell’Hotel Filadelfia dell’8 maggio 1994.

Questa Amministrazione, a differenza di quelle passate, è riuscita a stabilire con gente un rapporto di credibilità e di fiducia che malgrado l’azione corrosiva ed interessata di ben due televisioni locali e la reazione dura dei vecchi gruppi di interesse, ha dimostrato che una politica buona esiste e può vincere. Queste ultime elezioni hanno messo in evidenza come esista e sia ancora largamente diffusa una povertà etica, che non sa vedere al di là del proprio particolare e non riesce a comprendere come attraverso la politica si possa giocare la partita del riscatto collettivo di una comunità. Indubbiamente le esperienze di volontariato sono cresciute ed anche di quel volontariato civile che vuol dire capacità di farsi carico dei problemi di difesa e di sicurezza collettiva. Pensiamo al corpo volontario dei vigili del fuoco che si è istituito a Lipari grazie alla ferma volontà ed all’impegno costante di questa Amministrazione, e che il partito dell’incultura ha cercato di strumentalizzare in prossimità delle elezioni in un’assurda polemica col Sindaco. Pensiamo all’associazione di protezione civile che da mesi coadiuva con le forze dell’ordine in compiti ausiliari di controllo del territorio, e che grazie anche all’impegno dell’Amministrazione sta attrezzando una sua sede operativa. Potremmo parlare anche della cooperativa di solidarietà che si è costituita recentemente e via via le altre esperienze che dimostrano come ci troviamo di fronte ad una realtà in movimento. Bisogna costruire passo passo la fiducia nella gente nel sapere che trascendere il particolare non solo è necessario ma possibile, e che già molta gente lo fa. Per questo è necessario rafforzare il dialogo con la gente.

Soprattutto oggi che le elezioni sono finite bisogna spiegare a tutti e a ciascuno che cosa è il sogno eoliano. Come non si tratti di un discorso propagandistico ma concreto che cresce e si realizza nella misura in cui la gente si convince della sua bontà e possibilità ed opera conseguentemente.

Più del passato dobbiamo dedicarci a questo grande sforzo di dialogo con la gente. E se avremo la ventura che finalmente Lipari possa avere una televisione libera degna di questo nome, indubbiamente il nostro sforzo ne sarà agevolato. Come abbiamo dimostrato in queste elezioni, la televisione può essere importante ma non è tutto. Più importante ancora è che la gente comprenda che quello che oggi è in atto nelle Eolie sia una grande operazione etica, culturale e politica che sta tracciando il futuro di queste isole.

E la gente comprende se le si parla a viso aperto e con cuore sincero. Soprattutto se le si parla con la forza dell’esempio e della testimonianza.

Ho iniziato questo mio dialogo semestrale con una citazione del Siracide. Voglio concludere con un’ altra tratta da questo libro sapienziale, che è allo stesso tempo un avvertimento ed una profezia. “I buoni capi fanno un popolo buono”.

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