VII Relazione: Eoliani, prendetevi l’avvenire

RELAZIONE SEMESTRALE : Capitolo VII

 

Eoliani, prendetevi l’avvenire(7 luglio 1997 – 6 gennaio 1998)
1. Lipari nel 2000

 Come sarà Lipari nel 2000? Come saranno le Eolie? La grande scommessa in atto è di coniugare insieme il fascino della natura e della storia con le nuove tecnologie soft in particolare quelle dell’informatica e della telematica; di riuscire a conservare il richiamo del mito che le ha rese famose fin dalla preistoria ed allo stesso tempo offrire i confort e le possibilità della civiltà moderna; in una parola di fare dell’insularità che le caratterizza un punto di forza.

La carta da giocare è indubbiamente quella del turismo. Di un turismo intelligente, di qualità, molto selezionato che non vuol dire necessariamente e solo un turismo ricco, quanto soprattutto quello che si qualifica per gli interessi culturali e naturalistici, che chiede agli ospiti attenzione, osservazione e condivisione della qualità della vita. Per questo insieme al turismo si vanno riqualificando la pesca, l’agricoltura, l’artigianato ed i servizi. Perché l’esperienza di una vita quotidiana serena ed ordinata è il più importante valore da condividere.

Ancora cinque anni fa si veniva alle Eolie quasi esclusivamente, in estate, per il sole ed il mare ai quali si potevano aggiungere una visita al museo archeologico ed una escursione allo Stromboli o ai fanghi di Vulcano. Solo qualche raro intenditore era sollecitato da altre attrattive e richiamato dalle altre stagioni che non fossero l’estate.

Fra qualche anno invece, dopo il 2000 appunto, chi verrà alle Eolie lo farà sollecitato da richiami del tutto nuovi. Innanzitutto potrà giungervi attraverso piccoli aerei o navi veloci che attraccheranno in porticcioli sicuri, guidato dalle informazioni fornire su Internet dal Centro servizi turismo delle isole. Potrà visitare il Laboratorio di ecologia marina e scoprire interagendo con le macchine della “medusa” i grandi misteri dei mari e degli abissi; potrà rivivere i fenomeni del vulcanesimo riscoprendo il rapporto che gli uomini hanno avuto nel tempo con le risorse che scaturiscono dalle viscere della terra, dalla nera ossidiana alla pomice bianca come la neve, seguendo i percorsi del grande parco vulcanologico e le informazioni dei visitors center e del museo della pomice; curerà il corpo col termalismo grazie alle acque di San Calogero o a quella degli impianti di talassoterapia di Porticello, o ai fanghi di Vulcano e delle altre isole godendo delle acque calde anche nella stagione invernale; ammirerà la natura camminando lungo i sentieri ripristinati, riposandosi nei “miradores” realizzati nei punti panoramici del percorso o nei parchi attrezzati distribuiti sul territorio.

E poi nelle serate di estate, ma anche di primavera e di inverno, potrà assistere alle manifestazioni teatrali, musicali, folcloristiche sia all’aperto nel teatro greco del Castello sia nell’Auditorium dell’Immacolata, come nel nuovo Palazzo dei Congressi, come – per le più affollate – nelle due grandi strutture sportive coperte di Lipari e di Canneto.

Il Castello di Lipari sarà sempre il cuore di questo arcipelago con i suoi scenari indimenticabili, la storia delle sue chiese restaurate, il verde dei suoi giardini. E soprattutto col museo archeologico in grado di riassumere virtualmente in diretta il grande patrimonio che vive a cielo aperto nelle Eolie e di aprirsi – attraverso percorsi guidati – agli altri musei del Mediterraneo, offrendo a chi lo visita uno straordinario viaggio nel crogiolo dell’umanità.

E insieme alla cultura della storia e dell’arte, quella dei cibi e della cucina di questa terra dove vanno rivivendo le antiche tradizioni dei vini pregiati, della malvasia e dei capperi, degli altri prodotti tipici senza dimenticare il pescato e la sua lavorazione e conservazione.

Questo è il progetto delle Eolie del 2000. Un mosaico pensato e progettato e che ogni giorno va arricchendosi di un nuovo tassello.

2. Quattro anni difficili, operando fra mille polemiche

 Questo testo è una buona fotografia dinamica, anche se parziale, della grande trasformazione in atto nelle nostre isole.

Voglio partire da esso nella mia settima relazione semestrale, l’ultima prima della scadenza elettorale di primavera, proprio per provocare una riflessione corale sul cambiamento nelle Eolie. E mi piacerebbe che la riflessione si sviluppasse in maniera severa ma serena, con quella serenità che è mancata in questi anni.

Non vorrei che si dimenticasse infatti che si è passati attraverso un referendum, la decadenza del vecchio consiglio e l’elezione di un nuovo Consiglio Comunale. Non vorrei che si dimenticasse che non c’è stata iniziativa dell’Amministrazione comunale che non sia stata accompagnata da grandi polemiche, che spesso hanno reso estremamente difficoltoso l’amministrare. Polemiche che sono andate certamente al di là della contrapposizione politica tipica della democrazia matura per configurare uno stato di attacco continuo. Polemiche che non si sono sviluppate solo in sede amministrativa ma sono tracimate fra la gente, sulla stampa, nelle televisioni locali dando vita ad uno stato permanente di tensione e di aggressione contro l’Amministrazione. E vorrei ancora ricordare che ciò malgrado tutte le iniziative sono state portate avanti e sono andate in porto con risultati positivi per la comunità eoliana.

È proprio per capire compiutamente l’importanza delle cose realizzate, che è bene iniziare col richiamare le principali polemiche che hanno accompagnato il procedere dell’azione amministrativa.

Non sono forse esse la migliore dimostrazione che, in questi anni, siamo stati al centro di un vero processo rivoluzionario? Non è forse vero che si è cercato con ogni mezzo di arrestare, boicottare od almeno frenare l’azione amministrativa proprio perché questa aveva successo e cambiava i rapporti di forza nella comunità, spostando il baricentro del potere da una oligarchia consolidata di interessi ad un modo di governare più democratico e trasparente? Mai in passato c’era stato un tale accanimento verso qualsiasi iniziativa dell’Amministrazione. Polemiche per i finanziamenti della legge 18/87 che si sono recuperati e investiti sino all’ultimo centesimo; polemiche per le difficoltà al rifornimento idrico a novembre-dicembre del 1994 senza comprendere che ci si trovava in una delicata fase di riorganizzazione del servizio; polemiche per il Constitutum e le Festedimaggio che hanno dato un contributo determinante alla promozione delle nostre isole fuori dalla stagione estiva; polemiche per le isole pedonali che oggi sono riconosciute come una importante conquista che valorizza i centri storici soprattutto nei mesi di maggiore affluenza; polemiche e menzogne su San Calogero dove l’impegno dell’Amministrazione ha sbloccato una situazione che appariva ormai compromessa; polemiche per i ritardi del nuovo pontile di Vulcano e sugli attracchi di Panarea, Stromboli, Marina Corta, che comunque si sono realizzati – pur fra mille difficoltà burocratiche – proprio per la nostra determinazione e tenacia; polemiche per la creazione di un sistema di controllo contro l’evasione fiscale che è una linea ormai praticata da tutte le amministrazioni serie; polemiche e menzogne sulla imposizione fiscale quando la strategia di questa amministrazione – portata avanti con coerenza – è stata quella di “pagare tutti per pagare meno”; polemiche ed insinuazioni di bassa lega e di basso profilo per le decisioni e le assunzioni relative a dirigenti e funzionari, i quali hanno avuto l’unico scopo di riqualificare e rendere finalmente efficace e trasparente la macchina comunale; polemiche per i vincoli paesistici e polemiche ancora per il piano paesistico, cercando di addebitare all’Amministrazione responsabilità che non poteva avere, o cercando di sminuire e mistificare invece i risultati conseguiti a favore del futuro delle isole; polemiche per l’avvio dell’azione di recupero delle spese giudiziarie per gli amministratori assolti; polemiche ed infamie per l’acquisto di immobili di particolare importanza per i pubblici servizi soprattutto nelle Isole Minori, sempre trascurate; polemiche per la società mista sollevando polveroni indecenti; polemiche per i patti territoriali; polemiche per il viaggio in Australia ed il gemellaggio con Drummoyne che era in programmazione da vent’anni; polemiche per il mercato ittico; polemiche per l’accensione del mutuo per realizzare il campo di basket coperto; polemiche per l’invio di un pregiudicato al soggiorno obbligato a Ginostra; polemiche indecenti per il mio intervento in occasione della visita a Lipari del nuovo procuratore generale dell’antimafia dott. Vigna con il tentativo di farmi aprire un contenzioso con la Procura di Barcellona; squallide polemiche prima sulla mia indennità di Sindaco e poi sulle spese per i miei viaggi fingendo di non sapere che è proprio grazie alle mie missioni a Roma ed a Palermo che molti problemi si sono risolti e molti finanziamenti sono stati ottenuti o recuperati; polemiche per il Natale 1996 perché si era speso troppo, polemiche per il Natale 1997 perché si è speso poco; polemiche, polemiche, polemiche, sempre polemiche fino all’ultima incredibile e grottesca per la refezione scolastica nelle scuole.

Il meccanismo di alimentazione di queste polemiche ha ormai un percorso collaudato e sperimentato. Parte spesso dall’opposizione con una lettera o una interrogazione che trova immediato riscontro nelle emittenti locali e sulle pagine locali dei quotidiani. Le emittenti locali – chi cercando di mantenersi, in qualche modo, su un profilo professionale; chi invece sbracando nella volgarità e nell’ insulto – costruiscono ed alimentano, giorno dopo giorno, la tensione fra gli utenti, per lo più senza mai ascoltare il punto di vista dell’Amministrazione o comunque assumendolo solo per contestarlo e cercare di demolirlo. Sia per le polemiche sulla stampa tutte a senso unico, sia perché tutto questo ciarlare produce anche “informative” alla Procura della Repubblica per lo più apocrife, si aprono – per l’obbligatorietà dell’azione giudiziaria – procedimenti che spesso vengono chiusi nell’arco di qualche mese ed altre volte si trascinano per anni anche se, finora, non hanno mai superato l’ udienza del Giudice per le indagini preliminari.

3. Per un giudizio obiettivo su fatti concreti

 Ma parallelamente l’ opera martellante di disinformazione e di inquinamento delle televisioni e dei corrispondenti locali, senza alcuna possibilità di correzione o di replica da parte dell’Amministrazione, anche usando strumentalmente notizie (quanto veritiere non è dato sapere) su aperture di inchieste da parte della magistratura, crea perplessità, disorientamento e sbandamento fra la gente. <

Nella gente indubbiamente esiste un forte rapporto fiduciario con questa Amministrazione ma non può non crearsi turbamento ascoltando ogni sera una marea di critiche, della cui fondatezza non possono minimamente giudicare. Certo il livore e la volgarità disgustano le persone per bene. Ma non tutti hanno la maturità ed il coraggio di compiere scelte drastiche e comunque la situazione di squilibrio informativo rimane, incidendo certamente sulla stessa attività amministrativa.
Se a tutto ciò si aggiunge l’ostracismo di una Regione che oltre a praticare un centralismo incoerente con la propria vocazione autonomistica, appare – sempre più – come quel paese delle meraviglie in cui si aggirava Alice fra cappellai matti e conigli smemorati. Degli esempi? C’è solo l’imbarazzo della scelta. Come giudicare un Assessorato al Turismo che ha ridotto la rappresentanza delle Amministrazioni eoliane nell’Azienda soggiorno di queste isole ad una sola persona su cinque, e continua a promuovere e finanziare iniziative che non hanno nessun rapporto col territorio, ignorando proditoriamente una grande manifestazione come Festadimaggio? E che dire dell’incredibile comportamento del governo regionale (assessorato enti locali in testa) e dell’ARS circa il contributo igienico-sanitario alle Isole Minori, rimosso frettolosamente con l’abrogazione della legge 16/55 e non più in grado di riproporlo lasciando nelle peste le amministrazioni comunali? Come è possibile che un disegno di legge – il 530 – si trascini fra le commissioni dell’Assemblea da giugno a dicembre, fra le assicurazione tranquillizzanti di tutti, e solo il 30 dicembre viene detto ai sindaci, “ci dispiace, non c’è più niente da fare”, privando questi Comuni di 8 miliardi che hanno reso problematica la chiusura dei conti del 1997 e praticamente impossibile la stesura del Bilancio del 1998?

Vorrei che si avesse l’onestà intellettuale di mettere sulla bilancia da una parte tutte queste polemiche e queste difficoltà con le numerose conseguenze e, dall’altra, l’impegno fattivo comunque di questa amministrazione che nell’arco di tre anni e mezzo, pur nel fuoco di questa guerriglia, ha realizzato cose di grande spessore. E si tratta di risorse e finanziamenti che diversamente dal passato non sono arrivati per l’interessamento o l’intercessione di questo o quel padreterno come accadeva in passato e come qualcuno vorrebbe che continuasse ad accadere ancora oggi. Tutte queste risorse – sia quelle recuperate, sia le nuove sopraggiunte in questi anni, sia ancora quelle programmate e previste – sono dovute ad una intensa attività di iniziativa e di relazioni a livello nazionale, regionale ed anche internazionale con enti ed istituti (Gepi, Nova Gepi, Messina Sviluppo, AICCRE, INSUD, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Bilancio, Credito sportivo, Cassa Depositi e Prestiti, Europrogetti e Finanze spa, Dipartimento del Turismo, Palazzo intelligente, Società per l’imprenditoria giovanile, Insula Mab-UNESCO, ecc.) e da una coraggiosa e previdente attività di programmazione e progettazione. Non è mancata nemmeno l’attenzione ad una politica di incremento delle disponibilità finanziarie a favore delle isole agendo tramite l’ANCIM a livello nazionale e l’ANCIM Sicilia a livello regionale, ed interloquendo fino a livello della Unione Europea. Di questo si deve tenere conto nel giudizio.

E vorrei soprattutto che l’operato dell’Amministrazione lo si giudicasse lungo tre direttrici: l’opera di risanamento e di riqualificazione; la definizione del nuovo modello di sviluppo col suo motore propulsivo; l’essere gli Eoliani cresciuti come protagonisti dello sviluppo dell’arcipelago.
Tre stadi di uno stesso processo che temporalmente si inseguono e si intrecciano. Infatti il risanamento e la riqualificazione sono stati perseguiti alla luce di un progetto complessivo ed in qualche modo il superamento delle antiche oligarchie partitiche e dei gruppi di potere locali con la nascita di un movimento popolare come “Una speranza per le Eolie”, ha caratterizzato la campagna elettorale per la mia sindacatura. Ma è utile comunque cercare di distinguere i momenti perché rappresentano tre obiettivi che vengono diversamente percepiti dall’opinione pubblica.

4. Più di ottanta miliardi di opere pubbliche.

Indubbiamente di più facile percezione è l’intensa attività amministrativa che ha mirato a fare delle Eolie una comunità decorosa ed ordinata, una «comunità normale» come si usa dire. Molte cose sono sotto gli occhi di tutti, altre riguardano la macchina amministrativa e ci se ne rende conto solo quando si viene a contatto con gli uffici comunali.

Sotto gli occhi di tutti è la gran mole di lavori pubblici che si sono realizzati, completati ed avviati in questi tre anni e mezzo. Solo calcolando le opere direttamente gestite dall’Amministrazione comunale possiamo parlare di almeno 80 miliardi di lavori (recupero legge regionale 18/87, condotta idrica al dissalatore, megaparcheggio di Santa Lucia, condotta fognaria sottomarina, misura IV-isole minori, POP, mutui del credito sportivo, mutui della Cassa depositi e prestiti…).

Si tratta di un importo straordinario non solo per i comuni della nostra consistenza ma anche per molti di dimensione superiore. Grazie a questi finanziamenti si sono riqualificati il centro storico di Lipari (strade, vicoli, illuminazione, aiuole, arredo urbano) e presto riprenderanno e saranno completati i lavori anche per il lungomare e i vicoli di Canneto; si sono fatte strade e piazze a Pianoconte, Quattropani, Acquacalda, Lami e Monte; le strade di Pirrera e S. Margherita; il lungomare di Stromboli e la strada che porta a Piscità, le stradine di Panarea; la gran parte delle stradelle di Alicudi; le strade di Filicudi (anche se il fallimento della ditta costruttrice ha fatto ritardare i lavori) ed il lungomare di Pecorini, le strade di Vulcano Piano.

Si è realizzata e praticamente completata tutta la rete idrica delle isole affrontando e risolvendo alcuni nodi complessi ad Alicudi, Filicudi, Vulcano Piano, Stromboli e Canneto dentro ( case popolari); si è progettato il rafforzamento dell’illuminazione nelle altre zone dell’isola di Lipari. Si è rinnovato il campo sportivo di Lipari e stanno per iniziare i lavori del campo coperto di pallavolo e pallacanestro «Nicola Biviano»; si è acquistata un’area a Stromboli per realizzare il campo di calcio, un parco giochi per bambini e strutture collegate alla vita civica ed al turismo. Sempre a Stromboli è stata acquistata l’attuale caserma dei carabinieri che presto diventerà un decoroso presidio municipale.

In tutte le isole si sono acquistati edifici o si sono progettate costruzioni per la scuola e le attività civiche e culturali in genere; a Lipari si sono completati i lavori e si è arredato l’asilo nido di prossima apertura, mentre si è finalmente sboccata la situazione della scuola materna di via Cappuccini. Sempre in tutte le isole si sono avviate le procedure per realizzare in project financing le caserme dei carabinieri. A Filicudi, in attesa che si realizzi la nuova scuola già progettata e già finanziata dalla Regione, è stato acquistato un edificio in corso di ristrutturazione, che sarà la sede della municipalità ed attualmente ospita anche la scuola elementare; per Panarea è stato riproposto alla Regione la realizzazione dell’edificio scolastico ed è stata progettata la realizzazione di un centro polivalente che accoglierà la guardia medica, l’ufficio postale e il presidio municipale; a Vulcano porto si è acquistata un’area  per realizzare un centro civico e del turismo ed un bel parco urbano, mentre si è in trattativa per acquisire l’area del campo sportivo.

Con il POP contiamo di finanziare lo scalo di Ginostra e la stradina che collega Lazzaro al piccolo centro, sulla base del progetto dell’Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici che ha autorizzato recentemente il Comune ad utilizzarlo, aggiornarlo e sottoporlo alla valutazione di impatto ambientale.

A Lipari, che comunque è il centro propulsore del turismo eoliano, si sono riattivati i lavori del Centro congressi a Balestrieri ottenendo nuovi finanziamenti per il suo completamento e presto inizieranno i lavori per il restauro dell’Immacolata al Castello per farne un auditorium con i finanziamenti del PMT misura IV-isole minori, integrati con finanziamenti del POP. Sta per essere completato – sotto l’egida dell’UNESCO – il progetto del Laboratorio di ecologia marina ed il campus universitario per la laurea breve in scienze del mare, da realizzarsi ad Acquacalda con il concorso della Provincia regionale di Messina e dell’Università di Messina.

Sempre a Lipari sono in uno stadio avanzato le pratiche per affidare al Comune l’antica gendarmeria e carcere del Castello, al fine di ristrutturarle e di realizzare il Museo civico, mentre sono state avviate le pratiche presso il Ministero delle Finanze per fare acquisire al Comune il faro di Gelso a Vulcano (per un museo del mare), l’osservatorio a La Bronzo a Stromboli per il centro vulcanologico del parco dello Stromboli, la casa del custode del faro a Pignataro per dedicarlo a centro nautico nella prospettiva della riorganizzazione della portualità dell’isola di Lipari.

Non si è trascurata l’edilizia popolare effettuando una verifica rigorosa degli aventi diritto ed avviando il procedimento di riscatto per le case comunali di Mendolita, recuperando il contributo regionale alla realizzazione di cento alloggi popolari ed emettendo un bando per il sostegno a coloro che – avendo i requisiti – vogliono realizzare un alloggio per la propria famiglia.

5. Sì, salviamo Canneto. Ma da chi?

 Qualche giorno prima di Natale, fa la sua comparsa sui muri di Lipari un manifesto colore arancio a firma  «Comitato pro Canneto» intitolato «Salviamo Canneto». Contiene una serie di richieste  riguardanti la più grande cittadina dell’isola dopo Lipari. Sono praticamente tutte richieste che l’Amministrazione condivide e nella realizzazione delle quali ha operato e sta operando con i tempi necessari per la realizzazione delle opere pubbliche che purtroppo sono sempre più lunghi di quanto desidererebbero i cittadini.

Anzi ci sono diverse cose per le quali l’Amministrazione si sta impegnando e comunque ha all’attenzione, e che il documento neppure ricorda. Così è, per esempio, per il prolungamento verso Unci della barriera di protezione alla spiaggia, per la realizzazione di un parco giochi sotto l’Ilice, per la progettazione della strada a monte di Canneto per la quale è stato chiesto alla Provincia l’inserimento nel Piano triennale provinciale, per la realizzazione – sempre ad opera della Provincia – della struttura sportiva coperta con piscina e campetti da gioco da realizzarsi a San Vincenzo.

Il problema è però di comprendere se il Comitato vuole essere uno strumento di partecipazione popolare o vuole invece arrogarsi diritti che non ha, e contrapporsi in maniera speciosa all’Amministrazione.  Si cita infatti, nel manifesto, la mia lettera dell’8 ottobre scorso affermando che detto Comitato «teme ed aborrisce il significato» della mia «unica e lapidaria risposta».

Piuttosto dovrebbe essere ogni cittadino, che ha a cuore la democrazia, a temere ed aborrire la concezione che di questa sembra avere il Comitato di Canneto. C’è una divisione di compiti e di funzioni fra organi amministrativi e strutture di partecipazione che non può essere capovolta a piacimento. Da quando è mondo i comitati di partecipazione suggeriscono e propongono e le Amministrazioni decidono ed eseguono. Il contrario non esiste in regime di democrazia.

E siccome finché sarò io sindaco mi batterò perché la legalità e le prerogative municipali vengano rispettate, il Comitato può continuare ad «aborrire» tranquillamente.

Subito dopo Natale cominceranno i lavori per i vicoli e quelli lungo Marina Garibaldi. Ma quanto è accaduto a questo proposito è sintomatico di dove può arrivare lo spirito di polemica, di come può essere pericolosa e nefasta una forma di partecipazione che ha a cuore altri obiettivi prima che il bene della comunità. La realizzazione di Marina Garibaldi è stato infatti uno degli obiettivi prioritari che mi sono posto come Sindaco e vorrei ricordare a chi l’ha dimenticato che mi sono assunto responsabilità dirette per cercare di sbloccare una situazione che, in fase di gara di appalto, si era ingarbugliata seriamente. Questa Amministrazione aveva già trovato affidato il progetto dell’opera e l’unica modifica suggerita al Consiglio Comunale è stato il rinpinguamento del finanziamento per permettere una realizzazione più qualificata.

Non ho mai compreso le polemiche sorte in via di realizzazione dei lavori sia in ordine al sistema di reflusso delle acque, sia per la pietra scelta per la pavimentazione. Erano stati aspetti che si erano discussi già col Comitato ed il progettista e parevano del tutto chiariti. Il bolognino è una pietra che può piacere o non piacere ma ha una sua dignità ed una sua funzionalità. Averla scelta per Marina Garibaldi poteva avere il senso di garantire una strada decorosa all’aspetto, resistente al transito dei veicoli, ma anche frenante per il motorini che spesso l’estate impazzano sul lungomare. Questo ho cercato di dire a chi voleva ragionare e non partiva da un presupposto polemico e l’avrei detto sulla base di una constatazione a posteriori visto che non sono stato certo io a scegliere quella pietra.

Ma questo tipo di pavimentazione ha creato resistenze, scandalo e quanto altro. Un cronista locale sulle pagine di un giornale regionale vi ha persino visto un’offesa nei confronti di San Cristoforo che non riusciva più a scorrere agevolmente in processione sul suo passeggino ma doveva essere portato a spalle come accadeva trent’anni fa. Così l’Amministrazione, sollecitata a furore di popolo, ha consentito ad operare una variante al progetto: ed una variante richiede tempo, studi e ricerca ed inoltre, visto che si andava incontro a un maggior costo, si è dovuta restringere la zona da «basolare». Infine si è dovuto decidere di lasciare lì il pezzo di strada già realizzato in quanto non si sono trovati elementi validi per chiedere alla ditta lo smonto a danno e non si è ritenuto di doversi assumere la responsabilità dello smonto a carico del Comune.

A rischio di alimentare nuove polemiche anch’io voglio chiedermi: «Sì, salviamo Canneto? Ma da chi?». Chi ha operato ed opera per impedire che Canneto diventi una ridente ed ordinata cittadina turistica e fa di tutto per  degradarlo in borgata senza personalità, chiusa su se stessa e mugugnante?

6. Il Comune e le opere delle altre amministrazioni.

Ma oltre alle realizzazioni di diretta responsabilità comunale, bisogna valutare quelle realizzate da altre Amministrazioni su sollecitazione pressante e costante del Comune di Lipari. Ed a questo proposito indubbiamente va posto al primo posto il completamento del dissalatore. Un’opera finanziata dalla ex-Cassa del mezzogiorno ed affidata alla TPL, che era rimasta ferma in dirittura d’arrivo per numerosi anni e la cui riattivazione si deve all’impegno determinato che ha caratterizzato la mia sindacatura fin dalle prime settimane di lavoro. Oltre al dissalatore, c’è stata l’azione – a settembre coronata da successo nel corso di una conferenza di servizio all’Assessorato regionale lavori pubblici – per sbloccare la realizzazione del porticciolo di Pecorini a Filicudi e di Scari a Stromboli, mentre non bisogna dimenticare il successo – grazie anche all’impegno dell’allora presidente regionale on. Franco Martino e del Prof. Franco Barberi, sottosegretario alla protezione civile – per realizzare il nuovo pontile di Vulcano e dragare i fondali di Stromboli, Panarea e Marina Corta. Sempre sul piano della portualità bisogna ricordare le opere di difesa dell’abitato di Acquacalda che dovrebbero completarsi con la riparazione del pontile, la riparazione del braccio del porto di Pignataro (i cui lavori inizieranno tra breve) e le opere di arredo urbano a Pignataro e Sottomonastero, i lavori alla banchina di Sottomonastero per risolvere la situazione di ingrottamento.

In ordine alla difesa delle nostre coste e spiagge, è proprio di questi giorni la notizia che la Provincia ha affidato l’incarico di progettazione per il ripascimento e la difesa della spiaggia di Vulcano ponente: un problema per il quale il Comune da anni sollecita l’attenzione – oltre che della Provincia – della Regione e della Protezione civile, per il danno grave che l’avanzata del mare pone al turismo di Vulcano ed in particolare a due alberghi che si affacciano su quella spiaggia.

Sempre a Vulcano dovrebbero riprendere fra breve – sollecitati costantemente dal Comune – i lavori da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali per recuperare e completare l’edificio sulla banchina del porto di levante e farne un visitors center. Nei locali dell’ex colonia, insieme al centro della protezione civile, dovrebbe realizzarsi fra breve l’ambulatorio sanitario della guardia medica che in estate potrebbe dare accoglienza anche alla Croce Rossa.

Sempre su iniziativa del Comune, attraverso una serie di conferenze di servizio svolte in Prefettura, si è decisa la riqualificazione della penisoletta del Purgatorio a Marina Corta: l’Azienda di soggiorno, in collegamento con l’Assessorato regionale al Turismo, si farà carico della ristrutturazione dei locali della antica capitaneria di porto, dedicandoli parte al Circomare e parte ad uffici della stessa Azienda; mentre l’Amministrazione comunale provvederà a ristrutturare e riqualificare i locali a destra della chiesetta, per farne una piccola stazione marittima, più confortevole e decorosa.

Diverse sono anche state le conferenze di servizio in Prefettura – e qui come in tanti casi grazie all’interesse del Prefetto dott. Renato Profili –  per la realizzazione degli eliporti a Lipari, Stromboli, Filicudi ed Alicudi recuperando un finanziamento della Croce Rossa che rischia di andare definitivamente in perenzione. Individuate le aree, ci si è trovati però dinanzi a problemi complessi e difficili per riuscire a superare tutte le difficoltà burocratiche. Inoltre per quanto riguarda Lipari una difficoltà in più si è posta a causa di una petizione popolare promossa dagli abitanti della zona Mendolita che temono che l’elisuperfice vicino all’Ospedale venga utilizzata anche per fini diversi del pronto soccorso e della protezione civile, e quindi  possa rappresentare un disturbo per la quiete della gente e per le attività turistico-residenziali sviluppatesi nel quartiere.

Per rispondere a queste preoccupazioni ed allo stesso tempo non perdere il finanziamento per un’opera tanto indispensabile, l’Amministrazione ha chiesto alla Croce Rossa di realizzare l’aviosuperfice progettata in località Punta Castagna su terreno comunale, mentre presso l’ospedale il Comune stesso si è impegnato a realizzare una piccola aviosuperfice da dedicare esclusivamente al pronto soccorso che potrebbe divenire un piccolo parco quando – costruendo la nuova ala dell’ospedale – si provvederà a predisporre l’atterraggio degli elicotteri sul tetto del nuovo edifico. La proposta al momento attuale non ha avuto ancora riscontro.

Anche su questa vicenda delicata si stava innescando l’ennesima polemica che non si è sviluppata per la grande disponibilità dell’Amministrazione al dialogo ed al confronto. Ma non posso evitare di manifestare una perplessità. Ho notato che fra i firmatari della petizione ci sono anche consiglieri comunali  che mentre si dimostrano sensibili alle esigenze di Mendolita, non altrettanta sensibilità hanno mostrato nei confronti della petizione della gente di Acquacalda, preoccupata per l’annunciata ripresa di attività della Italpomice. Si giudica più grave l’occasionale inquinamento acustico di Mendolita rispetto al costante inquinamento acustico ed atmosferico di Acquacalda? Oppure si prende posizione in una maniera o nell’altra a seconda degli interessi che ci sono in gioco?

7. Il risanamento della macchina comunale

Questa Amministrazione è e sarà giudicata soprattutto dalle cose che si vedono, ma forse le realizzazioni più importanti e significative sono proprio quelle che non si vedono (o che non tutti riescono a vedere) a cominciare dal funzionamento della macchina comunale.

Fra quanti criticano alcune disfunzioni di oggi che, per quanto impegno ci si metta, forse ci trascineremo sempre appresso come in tutte le cose umane,  c’è chi si ricorda in che stato era il Comune di Lipari nel 1994? Ci si è dimenticati che a dicembre del 1993, quando per dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali e su mia iniziativa, il Consiglio fu sciolto e commissariato, incombeva sul Comune di Lipari una diffida ultimativa da parte dell’Assessorato Enti locali per gravi omissioni ed inadempienze? Ci si è dimenticati che vi era una situazione debitoria incontrollata ed incontrollabile di parecchi miliardi che andavano lievitando per interessi ed oneri giudiziari e che mi trovavo da poche settimane insediato a Piazza Mazzini quando vennero a pignorare e mettere sotto sequestro la stanza del Sindaco? Si sa o si finge di non sapere che gli uffici erano praticamente bloccati perché anche la più piccola fornitura di materiale da cancelleria o la riparazione di una macchina da scrivere o di una fotocopiatrice creava problemi, e si faticava a trovare chi  assumesse l’iniziativa della riparazione o firmasse i buoni di acquisto? Si sa o si finge di non sapere che in tutto il municipio esistevano forse due computer e non dei più moderni ed aggiornati e due erano anche le fotocopiatrici sempre in disarmo? E la condizione dei locali del Comune con i soffitti crepati che non trattenevano la pioggia, i balconi che non chiudevano, spifferi dappertutto, uno a due condizionatori in tutto il palazzo? Ci si è dimenticati quali problemi creava il dovere organizzare le commissioni per le gare d’appalto, a cominciare dalla nomina del responsabile fino alla determinazione dei testimoni? E per istruire una delibera?

Ci si è dimenticati che un atto dovuto come la demolizione di un edificio pericolante in piazza Santa Croce in Pianoconte ha richiesto ben due ordinanze da parte del Sindaco ed una perché finalmente l’Ufficio tecnico facesse la perizia? E malgrado tutto questo, quando alla fine si andò per demolire, si scoperse che sull’edificio vi era un nodo di linee elettriche che non era stato previsto e quindi si dovette fare una nuova ordinanza? Ci è dimenticati che per potere varare in tempi utili le delibere di incarico per le progettazioni e non perdere i finanziamenti della legge 18/87 si dovette lavorare dentro e fuori il Comune con l’Ufficio tecnico in stato di caos ed affanno scaturiti poi in un procedimento giudiziario, per alcuni versi, ancora aperto? E chi si ricorda come fu steso il primo Piano triennale delle opere pubbliche che andò in Consiglio Comunale proprio nel luglio 1994? Chi si ricorda il caos dell’Ufficio idrico dell’estate del ‘94 con la gente inviperita nei corridoi municipali? Ed il problema della nettezza urbana con tutti gli affidamenti fatti attraverso ordinanze di proroga? E la situazione del settore Urbanistica con l’ufficio sanatoria immobilizzato, l’ufficio illeciti con un arretrato impressionante e le concessioni e le autorizzazioni che procedevano a rilento?  Chi si ricorda il controllo del territorio affidato ad un piccolo gruppo di vigili stipati in due stanze del municipio; un organico bloccato dalla mancanza della pianta organica e con una esigua possibilità di operare tramite trimestrali; la difficoltà a deliberare una spesa anche solo di pochi milioni… ?

Fra la situazione di oggi e di allora vi è una differenza come fra il giorno e la notte. Non è che non ci siano più disfunzioni, resistenze, difficoltà ma quelle che erano la regola oggi sono un’ eccezione in una macchina dotata di una buona efficacia e di una buona efficienza. Si sono acquisite nuove competenze, si è dato spazio alla formazione, si sono introdotte le nuove tecnologie.

L’organico municipale oggi è frutto di un intreccio di forme diverse di contratti – frutto di coraggio e di creatività amministrativa – che gli conferiscono un carattere allo stesso tempo elastico e dinamico. A fianco ai dipendenti assunti mediante concorso pubblico o tramite collocamento, vi è la fascia dei dirigenti a tempo determinato  ex-art.30 dello Statuto che ha permesso di affrontare situazioni delicate ed urgenti senza dovere attendere i tempi lunghi dei concorsi e che, via via, ora che la pianta organica è stata sbloccata nella parte relativa alle figure apicali, verranno sostituiti dai vincitori dei nuovi concorsi (prima il ragioniere capo, poi gli ingegneri dei lavori pubblici, dell’ufficio illeciti e della protezione civile, l’operatore dell’ufficio servizi sociali, più in là il responsabile dell’ufficio tributi e della pubblica istruzione). Ad essi bisogna aggiungere l’esperienza di collaboratori esterni a cui sono stati affidati alcuni compiti tecnici specifici o contingenti (la sanatoria, il controllo delle opere pubbliche, il piano triennale delle opere pubbliche, la realizzazione del sistema informatizzato di controllo del territorio… ).

Già da due anni si sono avviati i lavori di pubblica utilità con gli operai licenziati dalla Italpomice, si è proseguito poi lo scorso anno con i 28 in cassa integrazione della Pumex e quest’anno si aggiungeranno i 50 del parco geominerario e probabilmente dieci per il settore della maricoltura. Un centinaio di persone che hanno evitato la disoccupazione operando nel settore idrico o in quello dei lavori pubblici e che permettono di rendere più efficace l’azione del Comune con un significativo risparmio di costo. Infine recentemente la famiglia comunale si è arricchita dei giovani militari di leva che svolgono in Comune il loro servizio, avendo l’occasione di meglio conoscere e responsabilizzarsi in ordine ai problemi della loro comunità, e presto forse giungeranno anche gli obiettori di coscienza.

E tutto questo personale lavora oggi in un ambiente  accogliente con uffici climatizzati, decorosi, dotati delle più moderne tecnologie. Entro giugno tutti gli uffici saranno informatizzati e collegati in rete.

Ma le difficoltà comunali che si sono superate non riguardano solo la riorganizzazione del personale e l’adeguamento dell’organico. Si è fatto fronte alla grave situazione debitoria sia per gli espropri non pagati che per l’ordinaria amministrazione e si può dire che oggi il Comune è un interlocutore affidabile sul piano economico e finanziario. E’ stato rinnovato ed adeguato, dopo decenni, il contratto con la SEL. Si sono regolamentati tutti i contributi sia agli indigenti che alle associazioni culturali e sportive. Si sono gettate le basi per risolvere ormai in tempi brevi problemi decennali come la sanatoria edilizia, l’elusione dei tributi e l’evasione fiscale.

La raccolta dei rifiuti è divenuto un servizio puntuale con la realizzazione di gare di appalto alle scadenze e la promozione della raccolta differenziata che può giudicarsi come un fiore all’occhiello di questa amministrazione. Puntuale anche il servizio idrico sia del rifornimento delle quantità necessarie, sia nell’adeguamento delle reti, sia nella bollettazione della parte di servizio a carico comunale. Costante l’attenzione al servizio fognario ed allo smaltimento dei reflui. Rimane il problema del depuratore a Marina Lunga che continua a creare problemi ma si è tenuto sotto costante controllo lo scarico a mare e si sta realizzando la condotta fino a Monterosa.

Ci sono tutte le premesse, con l’avvento della società mista, prevista entro il primo semestre del 1998, per una gestione veramente qualitativa dei servizi essenziali, stabilizzando l’occupazione dei settori di riferimento e liberando il Comune di tutta una serie di compiti minuti che lo hanno asfissiato e lo hanno limitato nello svolgimento del suo ruolo primario, che è quello di programmazione e di input allo sviluppo.

8. I valori nel Municipio

Ma ciò che probabilmente è più cresciuto nel Municipio di Lipari sono alcuni importanti valori civili. Innanzitutto il coraggio nell’azione amministrativa, ma anche la trasparenza e la legalità. E cito questi non nel senso di valori passivi, che probabilmente sono stati la norma nella gran parte di dirigenti e funzionari anche nei decenni passati. Ma li cito come valori attivi, cioè come volontà di venire incontro al cittadino sostenendolo nel suo diritto di conoscere, nella difesa e nella tutela delle proprie ragioni, nella considerazione delle proprie esigenze. Questo vuol dire esercizio attivo della trasparenza e della legalità.

Anche il fatto che moltissimi cittadini si aspettano sempre tutto dal Sindaco e dal Comune,           può avere una lettura positiva come riqualificazione dell’istituto municipale. Un tempo, per avere riconosciuto un diritto o esaudita un’ aspettativa, ci si rivolgeva ad uno dei tanti padrini che emergevano nel sistema gerarchico-clientelare dominante. Oggi si sa che, almeno per quanto riguarda l’Amministrazione civica, non ci sono più padrini e quindi il rapporto diventa diretto. E tocca al Sindaco raccordare i bisogni con la struttura amministrativa adoperandosi con l’unico potere che possiede, cioè un’opera di mediazione con gli uffici ed i responsabili dei procedimenti non per raccomandare o peggio imporre particolarismi o favoritismi, ma solo per richiedere ed invitare ad una maggiore attenzione per i casi più difficili e delicati rappresentati da anziani, giovani, indigenti, i quali spesso nemmeno conosco e di cui fatico a ricordare il nome.

Quante volte ho discusso con i cittadini e poi con i dirigenti ed i funzionari di una pratica edilizia, di una sanatoria, di un illecito, di una autorizzazione commerciale, di una contravvenzione, di una ordinanza, di un contributo. Quante volte ho chiesto che dirigenti, funzionari ed esperti tornassero ad approfondire, a comprendere a ricercare la verità dei fatti. Non avendo timore a sospendere provvedimenti già presi o a rivederli se mi accorgevo che dovevano essere rivisti. Diverse volte si è deciso, di comune accordo con i collaboratori, di chiedere un parere pro-veritate ad un esperto esterno come quando per una situazione di salute un po’ complessa non basta più il medico di famiglia ma occorre consultare uno specialista. E sempre, lo dico con sincerità, più per avere la sicurezza di operare secondo la giustizia che per autotutela. Anzi, qualche volta, dopo avere tanto riflettuto mi sono guadagnato lo stesso una denuncia ed un’ indagine giudiziaria. Ma non per questo ho perso la tranquillità. Anzi sono proprio le scelte più contrastate e più combattute di cui vado orgoglioso perché sono state scelte di coscienza assunte alla fine nella mia piena responsabilità.

Credo che questo sia un atteggiamento oggi di tanti dirigenti, funzionari, dipendenti in genere. In un quadro di rispetto reciproco che non vuol dire rilassatezza ma rigore e cordialità insieme, il dovere come servizio alla comunità acquista un nuovo significato e si scopre che il Municipio può essere un’ occasione di relazioni umane, sociali, civili di rilievo e non solo il posto che si deve frequentare per percepire lo stipendio a fine mese.

Ottobre 1997. Festa dei salvadanai

Certo in questo lavoro difficile della ricerca del buono e del giusto non poche volte  mi sono trovato di avviso diverso dei miei collaboratori, ma poi sempre siamo addivenuti ad una unità di vedute senza che abbia mai imposto il mio punto di vista. E se ciò accade con il sindaco che ha un temperamento un po’ irruente e passionale, tanto da apparire anche autoritario, vuol proprio dire che è uno stile che si va diffondendo ed il dialogo come metodo di lavoro è un altro valore civile che va crescendo nel Municipio.

Sono il primo a riconoscere che molto di tutto questo è merito delle nuova legislazione sui Comuni (quella legislazione che i nostalgici del vecchio sistema vorrebbero cancellare) che ha dato autorità e qualche potere in più al Sindaco e stabilità alle amministrazioni, ma solo la cecità o la malafede può portare a negare che molto è anche frutto dell’impegno, della passione, della creatività e del coraggio di questi amministratori (sindaco, assessori, esperti, collaboratori volontari…) a cui si è affiancata l’esperienza, la competenza, la dedizione di tanti dirigenti e funzionari che hanno capito che questa era la strada giusta per la promozione del paese e per la loro qualificazione professionale.

Quante volte abbiamo gettato il cappello oltre l’ostacolo, quante volte ci siamo assunti delle responsabilità che potevano essere (e qualche volta lo sono state) malgiudicate.

9. Una nave in cerca di una rotta e del nocchiero

«Che cosa si vuol fare delle isole Eolie?» mi chiedevo nell’editoriale del secondo numero di Questeolie, il giornale che avevo fondato – con un gruppo di amici – nella primavera del 1992 per avere un  luogo dove analizzare, discutere ed approfondire i problemi dell’arcipelago. Chi pensa al futuro di queste isole, mi chiedevo? E da lì una provocazione: e se Lipari fosse una nave in mezzo all’oceano, abbandonata a se stessa, alle correnti, ai marosi senza nessuno che sappia dove andare o, peggio, che si preoccupi dove andare?

In effetti l’instabilità amministrativa – e forse non solo questa, anche i limiti di una cultura politica – si riflettevano sulle prospettive di sviluppo. Si sapeva che il nostro turismo era troppo limitato nella stagionalità e nell’offerta e così procedendo non sarebbe mai stato in grado di competere con quello che si organizzava sulle sponde del Mediterraneo; si sapeva che il volano dell’edilizia privata non poteva procedere con i ritmi degli anni ‘80 e che quella pubblica era bloccata dalle difficoltà ad applicare la legge regionale n.10/93; si sapeva che sulla pesca vi era la spada di Damocle della normativa europea; si sapeva che la pomice era comunque una risorsa in declino; si sapeva tutto questo, ma la classe dirigente di Lipari era troppo frantumata politicamente e così impoverita dalle logiche oligarchiche e dal clientelismo per potere elaborare e gestire un nuovo progetto di sviluppo.

Il tentativo fallimentare della primavera del 1991 del movimento degli operatori economici per cercare di dare una svolta amministrativa ne era stato una riprova. Anzi questa difficoltà a progettare emergeva anche dalla completa assenza di ogni strumento di piano: a rilento il Piano regolatore, inesistente quello dei porti, assenza completa di un Piano commerciale, vecchio ed inconsistente il Programma triennale delle opere pubbliche, obsoleta la Pianta organica del Comune, nessun regolamento del suolo pubblico, ecc. ecc.

La situazione dopo tre anni e mezzo è completamente capovolta: approvato lo schema di massima ed in arrivo a giorni il Piano Regolatore Generale, pronto per la presentazione al Consiglio il Piano regolatore dei porti, presentano ed in fase di analisi da parte di Amministrazione e Consiglio quello Commerciale, operante la pianta organica del Comune e già effettuati i concorsi e le assunzioni per i presidî nelle isole che ne rappresentano il fatto più innovativo, presentato al Consiglio Comunale il progetto di un nuovo regolamento del suolo pubblico.

Oltre a ciò, l’Amministrazione collaborando strettamente con il Consiglio Comunale ha elaborato in questi mesi – con un’ ampia partecipazione popolare – le osservazioni e le opposizioni al Piano paesistico ritenendo, con il concorso di esperti di chiara fama, di avere compiuto un lavoro di recupero di quanto di positivo è contenuto  nell’elaborato redatto dal prof. Vincenzo Cabianca, a cura della Soprintendenza ai beni culturali, per conto dell’Assessorato regionale ai beni culturali, integrandolo con la proposta di uno sviluppo sostenibile più realistica di quella proposta dai progettisti ed affermando il principio di un Piano paesistico in progress da aggiornare periodicamente sulla base delle esigenze di crescita e di sviluppo della comunità.

Inoltre, sta per entrare nella fase attuativa il Patto territoriale delle isole Eolie, che rappresenta un altro strumento di programmazione frutto del dialogo fra le Amministrazioni comunali eoliane, le associazioni economiche, sociali e culturali della Provincia, gli imprenditori locali e quanti hanno intenzione di concorrere direttamente allo sviluppo delle Eolie.

10. Fra sviluppo ed occupazione

Con i Patti territoriali lo schema di progetto di sviluppo che era già chiaro e delineato al tempo della presentazione della candidatura nel maggio 1994, assume una nuova dimensione di concretezza ed una significativa condivisione sociale. Da punto centrale del programma del Sindaco diventa progetto della comunità. Al centro di questo modello c’è il turismo destagionalizzato, naturalistico e culturale che ha avuto in questi anni punti di forza nel Costitutum e in Festadimaggio, ed in futuro avrà nuovo slancio dallo sblocco del termalismo a cominciare da quello di San Calogero, dal parco geominerario e vulcanologico che dovrebbe avviarsi entro marzo-aprile nelle aree del Caolino-San Calogero e Punta Castagna- Rocche Rosse, ma soprattutto nella progettazione e messa in cantiere del Centro Servizi Turismo che entrerà in funzione a fine gennaio per essere operativo fin dalla prossima Festadimaggio. Completano questo quadro il progetto del Laboratorio di ecologia marina ad Acquacalda, che verrà presentato ufficialmente nel corso di Festadimaggio, e la realizzazione delle strutture come l’auditorum ed il palazzo dei congressi.

A fianco al turismo, ad esso collegati ed integrati, vi sono pesca e maricoltura, agricoltura ed allevamento, l’artigianato in genere e quello artistico in particolare. Ed a proposito della maricultura si ricordi lo studio di fattibilità  promosso dal Comune e realizzato da Aquatech; i corsi di formazione professionale e il progetto di pubblica utilità. Ed oltre alla maricoltura,  il mercato ittico con la prospettiva delle industrie del pescato, il porto peschereccio con lo scalo d’alaggio, la creazione del consorzio della pesca ed il progetto di ripopolamento del mare.

Per l’agricoltura si ricordi l’iniziativa a favore della malvasia e del cappero, i progetti relativi alla cantina sociale ed alla commercializzazione del vino, il progetto Leader II che dovrebbe ormai essere di prossimo finanziamento da parte della CEE tramite la Regione.

Infine sul piano dell’artigianato vanno indicate, da una parte, la società mista che oltre a strumento di qualificazione e razionalizzazione dei servizi, può essere vista come una  grande struttura di supporto all’artigianato locale per aiutarlo a crescere ed acquisire una vera cultura di impresa; dall’altra, il progetto di inserire il nostro artigianato artistico nella mostra permanente che sta allestendo la fondazione «Palazzo intelligente» nel quadro di una sovvenzione globale con finanziamenti della Unione Europea.

Infine sul piano dei servizi di trasporto, proprio in questi giorni, dopo una serie i contatti sviluppatisi nel quadro dei Patti territoriali, una grande società internazionale ha manifestato l’interesse ad operare per la realizzazione e la gestione del porto turistico e dell’aviosuperfice di Lipari attraverso l’istituto della concessione, mentre da parte della Siremar giunge la conferma che nel prossimo autunno entreranno in funzione le due motonavi veloci che dovranno cambiare significativamente il servizio di collegamento con la terraferma.

E proprio in ordine ai servizi marittimi è possibile valutare l’ignoranza o la malafede di chi non sa o non vuole distinguere fra le responsabilità delle Amministrazioni nazionali e regionali e di quelle comunali, e quindi non sa o non vuole capire che è grazie all’impegno determinato e determinante delle Amministrazioni comunali delle Eolie che il sistema dei collegamenti, pur in grave crisi (per taglio dei fondi, per la crescente difficoltà a riparare gli aliscafi, per il crescere eccessivo in estate del traffico turistico in carenza di una programmazione di lungo periodo…), non solo ha evitato le riduzioni ma ha prodotto una crescita dei navigli che oggi riescono male a tamponare le emergenze, ma potranno consentire, partendo dal numero acquisito, la transizione (che si presenta con forte ritardo) verso un servizio più moderno e qualitativo.

Questa grande idea di rivisitazione e riqualificazione dei settori produttivi si integra poi con una più equilibrata diffusione sul territorio delle iniziative, in modo da superare la tendenza ad accentrare la maggior parte di esse sulla città di Lipari, col risultato di una progressiva periferizzazione ed emarginazione delle contrade dell’ isola principale e delle isole minori. Un contributo importante, a questo fine,  può venire dalla realizzazione ad Acquacalda del laboratorio di ecologia marina, dal rilancio del termalismo a Pianoconte, Vulcano, Panarea e Stromboli, dalle attività di trasformazione dei prodotti agricoli a Quattropani, dalla realizzazione del museo delle attività marinare nel faro di Vulcano Gelso, dal centro vulcanologico di Stromboli a «La Bronzo», dalla qualificazione dei Filicudi come l’isola del trekking e così via. Anche la realizzazione dell’aviosuperfice dalle parti di Quattropani può contribuire ad uno sviluppo policentrico.

Intanto, a questo proposito, di notevole significato è l’istituzione nelle isole minori dei presidî municipali per i quali  è già stato assunto il personale previsto in organico tramite concorso e ora lo si sta familiarizzando con la vita del municipio. Inoltre si stanno definendo ed attrezzando le sedi. L’obiettivo è che questi presidî diventino operativi a marzo e comunque entro aprile, di modo che i nuovi consigli di quartiere che verranno eletti a giugno, col rinnovo del Consiglio Comunale, potranno trovare una struttura adeguata che supporti la loro iniziativa. Ed anche questo è un fatto rivoluzionario accogliendo in positivo la domanda di autogoverno delle isole ma evitando allo stesso tempo una frammentazione eccessiva dell’iniziativa amministrativa, che potrebbe risultare esiziale per un progetto di grande prospettiva.

Sul tema dello sviluppo si potrebbe scrivere ancora a lungo perché sono moltissime le cose progettate, messe in cantiere o in fase di realizzazione. Ma credo che sia sufficiente quello che si è detto per fare capire come oggi, a differenza di cinque anni fa un progetto esiste e c’è anche una centrale di iniziativa che lo approfondisce e lo realizza. E questa centrale è il Comune. Anzi forse è questo l’elemento di maggiore novità che qualifica questa Amministrazione anche se si tratta di un dato che a molti sfugge. E sfugge soprattutto nella fase attuale quando è ben presente il venire meno del vecchio modello mentre il nuovo fatica a produrre effetti concreti in quanto ha bisogno di tempo per carburarsi.

Ciò è particolarmente percepibile sul piano occupazionale dove la crisi dell’artigianato collegato all’edilizia privata, la crisi della pomice e della pesca rischiano di aprire una falla di significative proporzioni, solo in parte contenuta dal trend di crescita del turismo – che ormai è un dato incontrovertibile – e dalla forte azione comunale tramite gli ammortizzatori sociali dei progetti di pubblica utilità (arriveremo probabilmente alla cifra di cento contratti) e le assunzioni dirette (alla fine del quadriennio saranno circa una settantina).

So bene che occorrerebbe molto di più. La nostra è una corsa affannosa contro il tempo perché la crisi viaggia veloce mentre lo sviluppo attecchisce lentamente. Non voglio dare la colpa a nessuno del ritardo che qualifica questa marcia. Ma rimango impressionato quando sento tanti Soloni denunciare la crisi e stracciarsi le vesti. Certo, se il lavoro di progettazione e di rilancio fosse cominciato almeno dieci anni fa oggi non ci sarebbe questa preoccupante sfasatura fra declino del vecchio e crescita del nuovo. Ma dieci anni fa la classe dirigente era impegnata in uno sport che ama molto: la polemica distruttiva ed il pettegolezzo corrosivo. Un po’ come oggi. Solo che oggi, a differenza di ieri, grazie anche alle nuove leggi, c’è chi tiene dritto il timone e governa la nave.

 11. Grazie Iolanda

 All’inizio del nuovo anno è morta Iolanda Raffaele. Un paio di mesi fa è scomparsa Bartolina Mandarano. Due figure di donne emarginate di cui si è parlato molto a Lipari in questi anni. Ad Iolanda avevo dedicato anche il titolo di una relazione semestrale: la seconda. Nel clima di polemica di quel periodo, che per la verità non è diverso da quello di questo periodo, questo richiamo fu interpretato da molti – come al solito – in maniera sbagliata. In realtà non volevamo intestarci e pubblicizzare un’ opera buona ma riflettere su un modello di società da costruire. Un modello in cui le cose che non si vedono ma si vivono, la promozione di valori come la solidarietà e l’accoglienza, abbiano uguale attenzione delle cose che si vedono, come le strade, gli attracchi, la distribuzione idrica o la raccolta dei rifiuti.

Mi venivano in mente queste considerazioni mentre ascoltavo commosso, durante la messa funebre per Iolanda, le parole di don Gaetano Sardella.

L’esperienza di Iolanda (ma lo stresso possiamo dire di Bartolina) in vita ed ora anche in morte ci fa toccare con mano che un tessuto significativo di solidarietà umana e cristiana è maturato in queste isole, si qualifica nell’azione della comunità ecclesiale e dell’amministrazione civile, nell’ impegno delle cooperative sociali, nell’ iniziativa di tante associazioni di volontariato. Forse è ancora un tessuto inadeguato rispetto a tanti bisogni che si manifestano. Si pensi ai problemi dei disagiati mentali, di giovani che rimangono vittime della droga e della microcriminalità, di anziani che mancano del necessario e, come spesso succede, chi non chiede è quello che ha più bisogno.

Nessuna esperienza di solidarietà può renderci orgogliosi perché è solo piccola cosa di fronte al molto che è necessario. Eppure sapere che qualcosa si muove e si è sulla strada buona, incoraggia e permette di prendere fiato.

Per questo dobbiamo ringraziare Iolanda e Bartolina. Perché sono dei punti di riferimento, degli annunciatori, degli angeli potremmo dire usando la metafora biblica, che ci indicano il cammino, ci rassicurano sulla giusta via e ci incitano a perseverare pur se le difficoltà sono numerose.
E insieme con loro bisogna ringraziare quanti interloquiscono con l’ Amministrazione per la crescita di questa dimensione sociale che è quella etica. Si tratta di un terreno infatti in cui la pubblica amministrazione può fare poco o nulla di veramente produttivo se la giustizia, la carità e la solidarietà non trovano nella società civile le forme organizzate in cui esprimersi. E per questo, prima di ogni altro, bisogna ringraziare la Chiesa che è in Lipari che pur nella sua fragilità opera proponendo, in diverse parrocchie, iniziative e gesti che incidono nel cuore degli Eoliani, rendendolo sempre più “un cuore di carne”, ricco cioè di quella umanità che è una risorsa indispensabile perché lo sviluppo sia vero e non solo materiale. Sia cioè lo sviluppo di tutto l’uomo e di tutti gli uomini delle Eolie.

La collaborazione fra l’Amministrazione comunale e la Chiesa che è in Lipari è a fondamento della “communitas eoliana” almeno fin dal tempo della sua rifondazione nell’XI secolo, decisa da Ruggero il normanno ed operata dall’Abate Ambrogio. Una collaborazione che questa Amministrazione ha voluto riproporre con vigore fin dal suo insediamento e che personalmente ho riconfermato al nuovo arcivescovo, Mons. Giovanni Marra, in Cattedrale, il giorno della sua prima visita in questa parte della Diocesi.

12. Il problema della comunicazione

 Perché la comunità eoliana si sviluppi secondo un progetto condiviso, animato di valori forti è necessario che essa dialoghi. Ed è questo il problema forse più grave che abbiamo di fronte.
Come ho già avuto modo di notare, in questi anni è cresciuta l’attenzione alla informazione da parte della struttura municipale. Anzi sia dell’ informazione che dell’ ascolto che sono i due elementi indispensabili del dialogo.

Abbiamo rafforzato l’ufficio servizi sociali, abbiamo creato uno sportello “informagiovani” che si sta arricchendo del servizio “fare impresa” realizzato in collaborazione con la Società per l’imprenditoria giovanile. Un servizio, quest’ ultimo, che vuole informare ed assistere quei giovani che intendono promuovere una attività imprenditiva.

Abbiamo curato e stiamo sviluppando il progetto “Telescuola” che vuole offrire agli studenti la possibilità di familiarizzare con le nuove tecnologie, di trovare nuovi canali di contatto e comunicazione anche a distanza.

Il progetto Telescuola nasce come esigenza forte di un Comune con un territorio articolato in sei isole che registrano difficoltà di comunicazione fra di loro e con la terraferma, soprattutto nella stagione invernale. Una realtà che ha pesato finora moltissimo sulla formazione scolastica e quindi sulle scelte di vita dei giovani delle realtà più distanti (Stromboli, Panarea, Alicudi e Filicudi). Il Progetto oltre alla dotazione di ogni scuola di computer, modem, allacci ISDN, strutture di teleconferenza, corsi di alfabetizzazione per insegnanti – obiettivi già conseguiti nei mesi trascorsi – prevede:

–          l’aggiornamento permanente dei docenti e cioè la diffusione con l’utilizzo dei moduli didattici multimediali erogati tramite il Campus Virtuale di Trainet di competenze di base sull’uso della rete, di Internet in particolare, e sulle possibili applicazioni alla didattica, soprattutto nelle località isolate;

–          la progettazione e sperimentazione di attività didattiche, con la realizzazione di laboratori virtuali: produzione di materiali tematici multimediali, Forum per la produzione di documenti nel coinvolgimento degli allievi, giochi linguistici, la Banca dei documenti di Telescuola;

–          il coinvolgimento degli allievi che oltre alla comunicazione ed allo scambio fra scuole diverse, tenderà alla costituzione di una “redazione multimediale” mista, comprendente anche gli insegnanti, che si occupi di sviluppare materiali informativi ponendoli poi a disposizione di tutta la comunità locale e del progetto.

Da qualche mese siamo presenti su Internet con una nostra Rete civica (il codice è: 193.70.245.161 e presto si potrà trovare sotto la voce “http:/www.comune.lipari.it”). La maggior parte delle pagine sono ancora in allestimento ma l’obiettivo è di fare della Rete una palestra di dialogo aperta soprattutto alle scuole e alle associazioni. Tramite essa sarà data la possibilità di accedere al maggior numero possibile di informazioni riguardanti l’ attività comunale: dai documenti necessari per ottenere la carta di identità o una autorizzazione o un certificato, alla conoscenza delle delibere, delle ordinanze, delle concessioni, delle gare, degli appalti, delle opere in progetto o in fase di realizzazione. Sarà effettuato anche una sorta di servizio stampa delle attività comunali e per questo è in programma l’assunzione di un giornalista curatore.

Nella società dei media il nodo più resistente è però quello dell’informazione tramite televisione e la situazione delle televisioni locali è ben conosciuta. Ce ne sono due e tutte due ostili all’Amministrazione. Una in modo più professionale ma forse per questo più corrosiva, l’altra in modo pacchiano e volgare, proprio per questo ormai squalificata e praticamente inincidente almeno sulle persone dotate di una certa cultura.

Da qui un grosso problema proprio in ordine alla qualità dello sviluppo. Come è possibile che cresca il dialogo e la comunicazione se c’è chi in maniera proditoria opera per avvelenarlo? È legittimo che un manipolo di personaggi, che si possono contare sulle dita della mano, abbiano questa facoltà e questo potere di inquinare impunemente una comunità? È possibile che la difesa del diritto di informazione e la promozione di un vero servizio culturale alla comunità debba essere problema solo del sindaco e degli amministratori? È possibile che nessun genitore e nessun educatore si scandalizzi e protesti per la somministrazione quotidiana di faziosità, aggressività e volgarità che esce da almeno una di queste televisioni?

Ho avuto modo di esprimere ai dipendenti comunali negli auguri di Natale la mia preoccupazione per il futuro di una comunità che non sa reagire e ribellarsi a questa proditoria e sconsiderata azione di inquinamento ed avvelenamento delle basi su cui poggia la convivenza e cioè il dialogo ed una comunicazione corretta.

13. Eoliani, prendetevi l’avvenire

Ed eccoci all’ ultimo punto della mia ormai abituale conversazione semestrale con i cittadini. Tante cose sono maturate nelle nostre isole ma la capacità di protagonismo sociale da parte di ciascun cittadino è ancora insufficiente. C’è ancora troppa rassegnazione e troppa autocommiserazione perché veramente possiamo definirci quella comunità solida che sa affrontare le difficoltà e vincere la grande battaglia del proprio avvenire e di quello dei nostri figli.
La lamentela per la caduta del batacchio dalla campana della chiesa di Ginostra rappresenta il caso emblematico. Ma di tanti altri casi potrei parlare. A Lipari ed in ogni isola. Ho avuto modo di vedere un pezzo di un servizio televisivo locale in cui ci si lamentava per la carenza di turisti alle Eolie nel periodo natalizio. Già il fatto che ci si pone questo problema oggi è segno che molte cose sono mutate rispetto a solo cinque anni, fa quando furono in pochi a credere nel progetto di “Natale alle Eolie” che il mensile Questeolie promosse e sostenne senza grandi entusiasmi.
Ma ciò che mi ha più colpito e l’incapacità ad andare oltre la lamentazione cimentandosi in un minimo di progettualità che è la premessa del protagonismo. Nessuno che abbia ricordato come il Centro Servizi Turismo che si va realizzando potrebbe essere lo strumento idoneo per lanciare una campagna promozionale invernale. Nessuno che abbia voluto o saputo indicare dei punti di forza oggi di un Natale alle Eolie. Eppure cominciamo a promuovere eventi di un certo spessore rappresentativo ed artistico, come il bellissimo presepe vivente di Vulcano che è giunto quest’ anno alla nona edizione ed il più recente di Lipari, collocato nei vicoli nei pressi di Marina Corta; il prossimo anno dovrebbe essere già attivo al Lipari il Palazzo dei Congressi con una sala di ben ottocento posti, l’ideale per spettacoli di buona affluenza.

E che dire della vicenda della refezione scolastica. È vero c’è stata cattiva informazione, c’è stato inquinamento, c’è stato avvelenamento degli animi con tante falsità ma si è manifestata anche una difficoltà della gente a comprendere, a rendersi autonoma, a cercare di farsi un personale giudizio sulla questione chiedendo ed informandosi. Eppure si trattava di un servizio per i propri figli che poteva avere grande importanza sul piano formativo non solo perché permetteva ai bambini di frequentare le attività pomeridiane, ma soprattutto perché la mensa insieme ai compagni è un momento di socializzazione ed in qualche modo di crescita nell’autonomia personale. Possibile che accettassero la linea del boicottaggio suggerita e incoraggiata da chi in queste isole sa promuovere solo animosità e contrapposizioni? Possibile che non operassero attivamente per chiarire i dubbi messi in circolazione e permettere che il servizio proseguisse in modo più funzionale? Possibile che soprattutto dopo l’assemblea della “sala delle lettere” dove fu chiaro a chi era in buona fede che tutto si era svolto in maniera regolare e legale e che vi erano tutte le condizioni per sviluppare un servizio di qualità rispetto agli anni precedenti, non è nata una organizzazione dei genitori per cercare di superare un astensionismo che se pure minoritario rimane tuttavia un fatto grave ed ingiustificabile?
Ecco la nuova meta da conquistare: la promozione di un grande, coraggioso, cordiale protagonismo diffuso. “Vivere le isole da protagonisti” era il tema del convegno che organizzai a Lipari come ACLI nella primavera del 1991. È un tema ancora attuale. Anzi oggi forse carico di una nuova pregnante attualità, perché alcuni passi significativi in avanti sono stati fatti e quindi la sua enunciazione ha perso molto del velleitarismo che allora poteva avere.

Ed il passo avanti più significativo è rappresentato indubbiamente dal movimento “Una speranza per le Eolie” che ha rappresentato in questi anni, nella crisi generale dei partiti che continua a perdurare nel nostro arcipelago, uno dei pochi, e forse l’unico, spazio permanente di dibattito, di confronto, di partecipazione a fianco delle istituzioni locali.

Un altro punto di forza è il maturare di una nuova e giovane classe dirigente, del tutto autonoma da logiche clientelari e di sudditanza, cresciuta nel confronto quotidiano con i problemi concreti. Una classe dirigente che ha sperimentato la possibilità di praticare una politica tesa alla costruzione della società di tutti e soprattutto delle fasce sociali più deboli, che non hanno voce, come i bambini, i vecchi, i poveri. Mi auguro che tutti continuino nell’ impegno intrapreso se la gente vorrà confermarci nel governo del Comune. Ma anche se qualcuno dovesse, alla fine, decidere di compiere un passo indietro in ordine alle responsabilità dirette, questo non potrà e non dovrà significare ritorno al privato ma proseguimento, da altra posizione, della comune battaglia, sollecitando nuove leve a fare la propria esperienza.

Ricordo di aver letto nel ‘68 sul muro di una scuola di Parigi la scritta “Etudians, prenez-vous l’avenir”. Vorrei che su tutte le piazze delle nostre isole, idealmente, potessimo leggere in questo fine millennio come impegno per il futuro: “Eoliani, prendetevi l’avvenire”.

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