V Relazione: Una comunità riconciliata

RELAZIONE SEMESTRALE:Capitolo V

Eolie: una comunità riconciliata (6 luglio 1996 – 6 gennaio 1997)

 1. Una fase nuova

L’uno gennaio è stata nelle Eolie una giornata stupenda. Giornali e televisione parlavano di un’Europa stretta nella morsa del freddo e la neve ed il gelo erano esperienza anche di gran parte dell’ltalia. Nelle isole invece era primavera con il cielo senza una nuvola, il sole splendente, il mare come uno specchio di azzurro intenso.

Il 1997 non poteva nascere sotto un auspicio migliore. Quello di una natura riconciliata che affida agli uomini un messaggio di serenità e di pace. E proprio quello della verifica di questo auspicio vuole essere il filo conduttore di questa relazione semestrale che a norma dell’art. 17 della L.R. n. 7 del 26 agosto 1992 il Sindaco rivolge al nuovo Consiglio Comunale e tramite esso a tutta la cittadinanza eoliana.

Con l’elezione del Consiglio Comunale dello scorso 1 dicembre si è aperta una fase nuova che ci si augura sia una fase di collaborazione fra Consiglio e Giunta. Collaborazione vuol dire che i due organi facciano fino in fondo il loro mestiere. Che il Sindaco cioè realizzi il programma per il quale è stato eletto ed il Consiglio Comunale svolga il suo ruolo di stimolo e di controllo.

Ci sono cose notevoli che devono vedere la luce nei prossimi mesi e che indicano questa fase nuova come una fase decisiva. Intendiamo parlare innanzitutto del Piano Regolatore Generale, il cui schema di massima è a disposizione del Consiglio Comunale dai primi di dicembre de1 1995; del Piano Regolatore dei porti giunto anch’esso alla fase dello schema di massima; del Piano Regolatore Commerciale del quale la Giunta ha già deliberato l’incarico proprio nelle ultime sedute di dicembre; della Società mista per la gestione dei servizi pubblici per la quale gli esperti incaricati dall’Amministrazione hanno completato il lavoro istruttorio; del Patto Territoriale delle Isole Eolie il cui protocollo d’intesa è stato sottoscritto il 3 gennaio scorso; del lancio di Festadimaggio come il grande evento turistico-culturale delle Eolie con l’ambizione di confrontarsi, nel tempo, con TaoArte; della realizzazione del Centro Servizi turismo per le isole della Sicilia, del quale è stato presentato il progetto per il finanziamento al Dipartimento per il Turismo. E poi quanto previsto per la pesca e la maricoltura, per il termalismo, per il recupero dell’evasione fiscale, per la definizione delle sanatorie edilizie e così via…

Ma proprio per mettere in grado il Consiglio Comunale di svolgere fino in fondo il proprio dovere è necessario fornire – come è nostra abitudine – un resoconto puntuale e ragionato di questi sei mesi di Amministrazione cominciando proprio dalla esperienza del Natale alle Eolie, che quest’anno ha assunto un particolare rilievo e significato.

2. Natale alle Eolie.

Le manifestazioni e gli addobbi legati alle festività natalizie del 1996, si inseriscono pienamente nella strategia di destagionalizzazione e di qualificazione in termini culturali del nostro turismo. È da qualche anno ormai ed in particolare dal 1995 che la stagione turistica, tradizionalmente limitata pressocchè ai mesi della balneazione, tende ad ampliarsi dalle vacanze Pasquali fino a tutto il mese di ottobre. Quest’anno è la prima volta che abbiamo registrato presenze significative anche nei 15-20 giorni di fine anno/inizio anno nuovo.

Non è stato certo per il ricco programma proposto dal Comune di Lipari e dall’Azienda Soggiorno e Turismo, ma probabilmente il richiamo di cui ha beneficiato la Sicilia si è riverberato anche nelle Eolie. Eppure la scelta di avere riempito i giorni che vanno dal 14 dicembre al 6 gennaio di spettacoli, concerti, cori, giri bandistici, si è rivelata provvidenziale. Chi è venuto alle Eolie quasi per caso, come prolungamento di una vacanza in Sicilia, ha incontrato in maniera insospettata e sorprendente una comunità viva e festosa, momenti di interesse e divertimento. Ben lungi dall’annoiarsi – come forse temeva – potrebbe aver deciso di ripetere l’esperienza l ‘inverno prossimo, in modo più mirato.

E così, se avessimo avuto, per ipotesi, in questo periodo circa 10 mila presenze, l’economia eoliana potrebbe aver beneficiato di. circa 2 miliardi di incassi con sicuramente oltre 300 milioni di utile. Non solo avremmo recuperato immediatamente quanto si è investito in manifestazioni ed addobbi ma avremmo capitalizzato promozione per gli anni venturi.

Riflessioni e ragionamenti di questo tipo purtroppo non hanno una buona circolazione nell’opinione pubblica. Qualcuno riferiva piuttosto commenti allarmistici e critici circa la spesa eccessiva, l’altezza dei nani dello spettacolo di Biancaneve, l’attenzione tignosa e bacchettona al linguaggio degli spettacoli e così via. C’è un provincialismo stucchevole dalle nostre parti, duro a superarsi. Taormina ha investito nella sua stagione invernale miliardi e miliardi e qui ci si allarma per 300 milioni? Ma chi parla in questo modo ha la minima consapevolezza di che che cosa voglia dire promozione turistica?

3. Nuove strutture ed una nuova cultura del turismo

Il turismo è innazitutto un fatto di cultura. Dalla ampia riflessione sul turismo avviata dalla Confindustria fra il Convegno di Taormina del 1986 e quello di Catania del 1995 risulta proprio che la scarsa consapevolezza del settore (assenza di una strategia di marketing, qualità scadente dei servizi forniti e mancanza di reti di informazione) è, insieme al degrado ambientale (abusivismo edilizio e scarso verde attrezzato) e alla carenza di infrastrutture (trasporti e formazione), fra le cause principali del mancato decollo del turismo nel sud malgrado la natura, la cultura ed il folklore. Proprio per superare questo gap di partenza è stato pensato il “Centro servizi turismo delle isole siciliane”.

Il centro servizi turismo

Presentato ancora in embrione il 27 aprile scorso nell’ambito del Convegno su “Dieci idee pet il futuro delle isole”, si è venuto sviluppando negli incontri tenuti a Roma presso la Cispel ed ha avuto un momento di significativa socializzazione e determinazione a S. Marina Salina il 27-28 1uglio scorso in un incontro fra le Amministrazioni comunali delle isole siciliane, la Gepi, la Cispel e la Karma srl che per conto della Cispel seguiva tecnicamente la definizione del progetto.

È stato in quella riunione che si è firmato un protocollo di intesa che affidava al Comune di Lipari il compito di assumere il bandolo di questa iniziativa, di dare l’incarico alla Cispel di predisporre il progetto del Centro, di presentare quindi alla scadenza autunnale il progetto al Dipartimento del Turismo perchè concorresse ai finanziamenti CEE di Obiettivol, Misura 4-Isole minori.

Il progetto oggi – fatto proprio dalla Giunta con delibera n. 528 – è al Dipartimento oggetto di valutazione dell’apposita commissione e riguarda la creazione di una struttura di promozione e di marketing del turismo delle isole operando soprattutto tramite la realizzazione di una rete di informazione telematica. E mentre si delinea la costituzione di questa iniziativa, già si studia la possibilità di estenderla a tutte le isole minori italiane.

Infatti l’ 11 dicembre il Sindaco di Lipari incontrava alla Europrogetti e Finanze spa il dott. Schiavone e l’arch. Catella, insieme col dott. Romano della Gepi e del dott. Gim Martinez della Karma srl, proprio per chiedere alla Europrogetti e finanze di farsi carico della ricerca di appositi finanziamenti.

La programmazione di nuove opere pubbliche

Ma quella della realizzazione del Centro servizi è solo una delle iniziative a favore dello sviluppo del turismo nelle isole che l’ Amministrazione ha assunto in questo semestre. Non bisogna dimenticare il “Progetto di sviluppo turistico integrato delle Isole Eolie”, redatto con la consulenza della Finpublic srl di Roma, e spedito il 3 settembre, prot. n. 26981, con richiesta di finanziamenti al CIPE a norma del.punto 4 della Delibera CIPE del 12/7/96per complessivi 76 miliardi di lire. Fra i progetti proposti: oltre alla copertura del torrente Valle, la copertura del campo di basket, la realizzazione della stazione marittima di Sottomonastero e la sistemazione di Marina Lunga, l’utilizzo e lo sfruttamento delle spiagge, impianti di illuminazione a Vulcano, Filicudi, Panarea, la realizzazione dei parchi attrezzati di Castellaro a Lipari e di Vulcano porto, il completamento di tutta una serie di opere di grande rilievo come il Parcheggio di Lipari, il Palazzo dei Congressi, la copertura del Torrente Ponte, il campo di calcio, Piazza Ugo S. Onofrio e banchinamento di Marina Corta, ecc.

Ugualmente non bisogna dimentica i progetti del POT, Piano operativo turismo, inviati per il finanziamento il 17 ottobre 1996 al Dipartimento del Turismo per circa 25 milardi e comprendente fra l’altro: il restauro dell’Immacolata a Lipari, tutta la sentieristica di Lipari e delle isole, il restauro dell’ex Asilo di via Umberto I, ecc.

Tutto ciò è anche di base e di fondamento alla promozione di quel turismo naturalistico e culturale che può permetterci di compiere quel salto di qualità in grado di collocarci fra i più significativi punti di attrazione del Mediterraneao. Gli investimenti in sentieristica e parchi attrezzati, servono a promuovere un turismo naturalistico; i contatti con la Chem-geo – avvenuti questa primaversa – servono a stimare con una certa sicurezza il nostro potenziale termalistico; il palazzo dei Congressi, l’auditorium, il campo di basket coperto servono a fornire luoghi di incontro adeguati per manifestazioni in stagioni diverse da quella estiva.

Una nuova formazione professionale

Ma turismo vuol dire anche formazione professionale specifica. Ed anche su questo terreno si sono sviluppate iniziative, col sostegno dell’Amministrazione Comunale. La prima quella che si tiene presso l’Istituto Tecnico Commerciale ed organizzata come corso di specializzazione post-diploma, per diplomati ragionieri. La seconda, il “Corso di formazione professionale per hostess e steward di terra” della Accademia nazionale Comunicazione e Immagine.

Festadimaggio

Così è anche per FESTADIMAGGIO. Le celebrazioni per il Constitutum che si tennero a Lipari dal 4 a 9 maggio 1995 hanno dimostrato quanto sia importante avere un “contenitore” di manifestazioni di largo interesse e di grande richiamo: culturali, artistiche, ricreative, gastronomiche. Per molti quei cinque giorni, con l’insieme di trasmissioni televisive e di servizi giornalistici che hanno provocato, sono state l’occasione per scoprire le Eolie. Per scopRire che queste meravigliose isole hanno qualcosa da offrire non solo in estate, ma nel corso dell’intero anno.

Nel 1996 l’esperienza non si potè ripetere perche la maggioranza del Consiglio Comunale aveva ritenuto opportuno dedicare tempo e soldi a due consultazioni elettorali. Ma nella primavera del 1997 non dovrebbero esserci elezioni di sorta. Da qui il progetto di FESTADIMAGGIO -formalizzato con delibera di giunta n.551 del 5 novembre 1996 – che per il 1997 sarà dedicata all’ Arciduca Luigi Salvatore d’ Austria che nella seconda metà dell’800 visitò a più riprese le nostre isole, soggiornandovi a lungo (a punta San Francesco, nei locali occupati poi dal Club Mediterrané) e dedicando ad esse 8 volumi ricchi di disegni illustrativi e notizie riguardo alle tradizioni, alla cultura ed alla vita quotidiana. L’ultimo di questi volumi, quello su Alicudi, fu pubblicato ne1 1896, cento anni fa.

La ricorrenza giunge opportuna per compiere un atto di riconoscenza nei confronti di un turista che volle penetrare nell’animo della nostra comunità e, allo stesso tempo, per compiere un bilancio di questi cento anni in relazione all’ ambiente, alla cultura ed alla qualità della vita.

Ma sarebbe assurdo se fossimo proiettati alla realizzazione di nuovi richiami e dimenticassimo invece quelli che già possediamo. Intendo prenderne in considerazione soprattutto due. Il Castello di Lipari e l’accesso allo Stromboli.

Il Castello di Lipari

Il Castello di Lipari è uno dei beni più preziosi della comunità eoliana. La realizzazione del Museo archeologico per cui non si riuscirà mai ad essere sufficientemente grati a Luigi Bernabò Brea e Maddeleine Cavalier e del Museo Vulcanologico lo hanno arricchito enormemente. Il ripristino del chiostro normanno è stato un altro diadema prezioso incastonato in questo tesoro. Si pensi che cosa esso diverrà quando saranno completati i restauri e quindi restituite al pubblico le Chiese dell’Addolorata, delle Grazie e di Santa Caterina, e soprattutto se il Dipartimento del Turismo dovesse approvare il progetto del Comune per il restauro dell’Immacolata. Se poi finalmente il Comune riuscisse ad ottenere i locali dell’ ex carcere per adibirli a Museo civico e si realizzasse (a Santa Caterina?, ad opera dell’Assessorato ai Beni Culturali?, ma il Comune di Lipari potrebbe essere interessato a compartecipare…) il complesso informatico e telematico di cui si parla da qualche tempo per ricondurre virtualmente al Castello il grande museo a cielo aperto delle Eolie, avremmo realizzato un complesso artistico-culturale che non ha pari al mondo. Ma siccome questo obiettivo può essere più a portata di mano di quanto si creda, perche una diversa gestione del Castello potrebbe produrre le risorse per la sua realizzazione definitiva, credo che sia giunto finalmente il momento di porsi seriamente questo problema. Cioè il problema della gestione che pone fra le entrate il pagamento di una quota di accesso ai visitatori e fra le uscite le spese di sorveglianza e di manutenzione compreso il servizio al nuovo ascensore, e di investimento ed ulteriore valorizzazione come, ad esempio, l’illuminazione artistica delle mura per la quale opera il settore urbanistica del Comune è in possesso di un progetto preliminare.

L’escursione sullo Stromboli

Quanto allo.Stromboli è indubitabile che rappresenta un richiamo forte non solo per il turismo di Stromboli ma per il turismo delle Eolie. Sono migliaia e migliaia le persone che vengono alle Eolie anche solo per vedere lo Stromboli. Questo vulcano rappresenta indubbiamente la maggiore risorsa per la destagionalizzazione del nostro turismo. Ed invece dal mese di settembre questa risorsa è disattivata. L’irregolarità nel comportamento vulcanologico che caratterizza lo Stromboli ormai da un anno, ha portato la Protezione Civile a ritenere che è divenuto pericoloso scalarne le pendici ed approssimarsi al cratere. Da qui l’ordinanza sindacale n. 235/96 del 5 settembre con il divieto assoluto di accesso alle pendici del cratere, salvo per chi vi si dovesse recare per motivi di studio. Gli operatori economici locali e dell’intero arcipelago guardano con preoccupazione l’approssimarsi della primavera. Che cosa si può fare? L’unica strada è quella della realizzazione del Parco dello Stromboli, ma la Regione che ha la competenza in materia rimane inerte sebbene sollecitata dalla Protezione civile e dal Comune di Lipari. Proprio per questo, all’inizio di quest’anno, il Sindaco di Lipari ha chiesto al Presidente della Regione di indire una conferenza di servizio a sul problema.

4. Contro il degrado del territorio. 

Abbiamo già detto che il degrado del territorio insieme al problema dei collegamenti sono fra gli handicap più significativi per lo sviluppo del nostro turismo. Il degrado ambientale, grazie a Dio, nelle Eolie è abbastanza limitato anche se non si possono chiudere gli occhi su aree dove l’abusivismo ha creato situazioni particolarmente gravi. Si pensi a Vulcano porto ed allo stesso Vulcanello, lo stesso lungomare di Stromboli, diverse zone di Lipari. Si pensi ai depositi a cielo aperto, alle baracche disseminate dovunque, all’uso sconsiderato dell’alluminio e delle lamiere.

È stato un punto di impegno forte di questa amministrazione il combattere ogni tipo di abusivismo a cominciare innazitutto da quello edilizio che rappresenta una forma di prepotenza privata perche impone alla comunità la ragione del singolo, senza tener conto delle esigenze collettive anzi obbligando gli altri che non hanno commesso illeciti, a farsene maggiore carico. Ed il contenimento del fenomeno è oggi sotto gli occhi di tutti. Per questo l’ Amministrazione ha pensato di ampliare l’area di intervento e di controllo costituendo un Centro controllo del territorio che prevenga e combatta ogni forma di degrado.

Ma congiuntamente alla repressione degli illeciti è stata cura di questa Amministrazione concludere – per quanto di sua competenza – l’ annosa questione della sanatoria. E siccome i tecnici assunti dal Comune a questo scopo avevano dovuto occuparsi in questi anni e continuavano ad occuparsi al presente dei compiti di istituto del settore urbanistica, compiti che non potevano essere affidati all’esterno, si è pensato di delegare invece a tecnici esterni l’istruttoria di tutte le pratiche presentate in relazione alla legge n.47/85 ed alla legge n.724/94. Da qui l’incarico professionale agli arch. Giuseppe Bruno e Vincenzo Genovese ed all’ing. Leonardo Russo con delibera n. 376 del 5 agosto. Oggi si può dire che finalmente tutte le pratiche sono state ordinate, che ne è stato sollecitato il completamento e che si ha la tranquilla sicurezza di potere ultimare il lavoro nei tempi prevista dalla nuova proroga e cioè il 31-12-97. E’ stata una scelta quella dell’Amministrazione che ha creato qualche frizione ed incomprensione con i geometri del settore Urbanistica e con i geometri liberi professionisti. Da qui una serie di pazienti incontri che hanno chiarito i problemi aiutando a definire meglio le procedure per raggiungere l’obiettivo.

È degrado anche la congestione e l’intasamento con le macchine, il frastuono delle motorette e delle motocarrozzette, il parcheggio pirata e così via. Da qui le scelte in ordine alla limitazione o addirittura il divieto di accesso nelle isole delle auto ed alla creazione di ampie aree pedonali.

Quanto al primo problema anche quest’anno con delibera di giunta n. 679 del 18 dicembre si è chiesto al Ministero dei Trasporti di limitare l’afflusso di macchine a Lipari, Vulcano e Filicudi nei mesi di luglio ed agosto e di impedirlo per quasi tutto l’anno nelle rimanenti. Quanto alle isole pedonali, quest’anno si è potuta organizzare per tempo quella del centro di Lipari e si è compiuta una combattuta sperimentazione a Canneto. Contrastate anche le scelte di Panarea e Stromboli. Per il prossimo anno si spera di organizzare meglio ed in misura più estesa quella di Vulcano e di perfezionare le scelte compiute per Stromboli, Panarea e Filicudi.

Ma il problema principe emerso è che le isole pedonali funzionano se c’è un adeguato servizio di vigilanza. E magrado il generoso ed impegnato lavoro dei nostri vigili al quale si è aggiunto quello di sedici bravi collaboratori trimestrali assunti con delibera di giunta n. 333 del 15 luglio 1996, il servizio è stalto adeguato a Lipari e a Stromboli nel mese di agosto, ma ancora insufficiente a Canneto e nel resto delle isole. Si spera che la prossima estate avremo in funzione i presidî municipali che permetteranno una presenza di vigilanza continua e stanziale in ogni isola.

Rimane comunque il problema del frastuono delle motorette nei centri abitati di Lipari soprattutto di notte e delle Api-taxi a Panarea e Stromboli. Nel primo caso va meglio sviluppato il coordinamento con le altre forze dell’ ordine, nel secondo va realizzata – radualmente e secondo un piano – a sostituzione degli attuali mezzi di locomozione a scoppio con autocarrozzette elettriche. Esiste a questo proposito un interessante progetto dell’ Associazione “Lo Scarabeo Bianco” di Stromboli che l’ Amministrazione comunale ha fatto proprio con delibera n. 707 del 30 dicembre 1996 affidando all’agenzia “Blu Sole” di Roma l’incarico di organizzare sull’argomento un Convegno a Roma in febbraio per chiedere alle ditte produttrici un intervento diretto con un progetto pilota.

5. Il nodo dei collegamenti.

Quello dei trasporti è l’altro punto dolens che pesa negativamente sullo sviluppo del nostro turismo e della nostra economia in genere. Trasporti vuol dire essenzialmente portualità, attracchi e collegamenti marittimi. L’impegno di questa Amministrazione per dotare le Eolie di un sistema adeguato di porti e di attracchi è continuo. E non si può disconoscere che pure con i tempi lunghi delle opere pubbliche passi in avanti se ne sono fatti. Intanto è stato approvato dai Commissari lo schema di massima del Piano di Ginostra a Punta Lazzaro. Un atto di giustizia nei confronti degli abitanti di questa frazione tagliati fuori dai rapporti col mondo per gran parte della stagione invernale. Presentato anche lo schema di massima del porto di Lipari mentre sono andati avanti gli approfondimenti relativi alle altre isole.

È andata anche avanti la ricerca per rendere operativo in tempi medi la realizzazione del porto di Lipari facendo i primi passi per sondare la disponibilità dei fondi strutturali e di alcune grandi banche ad operare da noi realizzando un consorzio.

Attende solo il.collaudo il pontile di Vulcano la cui realizzazione si trascinava ormai da tre anni e per il quale si sono avute due conferenze di servizio. Sono stati dragati i fondali di Panarea, Stromboli e Marina Corta. È stato realizzato il nuovo pontile di Marina Corta ad opera del Comune mentre si attende il collaudo di quello di Vulcano per spostare a Panarea il pontile a compasso montato sulla banchina di quell’isola. Starebbero per concludersi i lavori di adeguamento del pontile a compasso di Stromboli. Siamo invece sempre in alto mare con la banchina di Filicudi Pecorini ed i moli di Acquacalda. Due opere per le quali la responsabilità dei ritardi viene palleggiata fra Assessorato ai Lavori Pubblici e Genio Civile OOMM di Palermo.

Insieme con i porti egli attracchi va considerato il problema dei collegamenti marittimi. Se finalmente la SIREMAR, come si afferma, destinerà sulle Eolie cinque aliscafi di cui uno di riserva e sostituirà la Canaletto con una nuova nave che svolgerà il servizio tutto l’anno rafforzando i collegamenti interisole, avremo raggiunto un buono standard di collegamenti delle isole fra di loro e con Milazzo. Rimane invece il problema dei collegamenti con gli snodi aereoportuali che sono poi quelli più importanti per un turismo di qualità.

Il fatto che la SNAV ha limitato ad una nella stagione invernale la corsa con Messina e Reggio Calabria non può che essere giudicato negativamente. Infatti non solo si riduce la possibilità di accesso diretto a Reggio Calabria per usufruire di questo aereoporto, ma si perde la possibilità di collegarsi con la SAIS che fa viaggi diretti Messina-Aereoporto di Catania.

Proprio per questo vanno moltiplicati gli sforzi per la realizzazione dell’Aviosuperfice. A cura del settore urbanistico è stato realizzato un progetto preliminare collocandolo ad Altapecora.

 6. Il Patto territoriale e il problema dell’occupazione.

Promozione di eventi culturali in primavera ed inverno, realizzazione di nuove opere pubbliche, creazione di nuova professionalità nel settore ed azione di marketing; come anche sconfiggere l’abusivismo ed il degrado ambientale; garantire collegamenti rapidi ed efficienti… Sono punti importanti ma non sufficienti per vincere la sfida del turismo sul mercato internazionale e offrire, col raggiungimento di questo obiettivo, un volano di sviluppo che trascini nella crescita anche altri settori come l’ artigianato, la pesca, l’ agricoltura.

Occore dell’altro: bisogna superare la logica individualistica e separata che ha caratterizzato – nel passato – il procedere sia dei privati, sia della pubblica amministrazione. Ogni privato è andato avanti per proprio conto avendo di mira il successo della propria azienda e prestando poca attenzione al successo delle Eolie in quanto tali. L’abusivismo edilizio è una delle controprove evidenti della scarsa considerazione collettiva del patrimonio paesaggistico.

L ‘industria ricettiva

Non può essere giudicato certamente un punto di forza il fatto che di fronte ad una domanda che in estate supera le quarantamila presenze giornaliere il complesso alberghiero ed extralberghiero non superi i settemila posti letto, e sono molto pochi quelli che reggono il paragone con gli standard internazionali dove ormai è abituale l’ offerta non solo dell’ aria condizionata e della TV nelle camere, ma anche delle piscine (scoperte e coperte), delle palestre, degli spazi verdi attrezzati e così via.

Un potenziale naturalistico-culturale di eccezione come quello delle Eolie può giustificare una struttura di accoglienza così modesta? Non c’è il rischio che nell’inedia dell’imprenditoria locale possa intervenire qualche grosso imprenditore esterno – che ha meno conoscenza ed amore per le tradizioni – e realizzare ciò che i locali non possono, non sanno o non vogliono fare? Per evitare questo rischio, tutt’altro che remoto, che cosa può fare una amministrazione lungimirante se non mettere tutti intorno ad un tavolo, soggetti pubblici e soggetti privati, e stimolare uno sviluppo programmato e coordinato?

La grande scommessa dello sviluppo concertato e programmato

Quando finalmente una normativa quale quella dei Patti territoriali viene in soccorso, offrendo anche un quadro di riferimento ed eventualmente di sostegno economico, che cosa deve fare una Amministrazione responsabile se non cogliere al volo l’ occasione? Se ho un cruccio è che questa esperienza non è potuta partire prima. Ma il 29 novembre essendo già praticamente conclusa la lunga stagione delle consultazioni elettorali il Sindaco ha proposto ai Commissari dott. La Rosa e prof. Pecoraro di avviare il procedimento per il Patto Territoriale Isole Eolie e lo stesso giorno i Commissari hanno deliberato con atto n. 58.

A seguito di questa delibera, in accordo con i Sindaci di Leni, Malfa e S. Marina Salina, ho convocato tre riunioni (il 14 ed il 2l dicembre ed il3 gennaio) nelle quali si sono scelte le filere produttive e si è definito il protocollo di intesa che è stato firmato lo stesso 3 gennaio.

Una scelta accellerata? Ma la scelta di che? Di avviare un Patto territoriale? Ma visto che la comunicazione al CNEL del protocollo di intesa stabilisce un ordine di precedenza, perché frapporre degli indugi? Probabilmente in chi si fa portatore di preoccupazioni c’è disinformazione e con questa la preoccupazione di venire esclusi da una concertazione che invece deve abbracciare le più ampie disponibilità, per raggiungere l’obiettivo sopra indicato. Dobbiamo dirlo con grande chiarezza: il patto territoriale non intende esludere nessuno ed il fatto che la sua elaborazione si intreccerà con la discussione per il Piano Regolatore Generale, il Piano Regolatore Portuale, il Piano Paesaggistico ed il Piano Commerciale sarà una occasione di eccezione perche tutta la comunità eoliana si responsabilizzi sul proprio destino.

Ma in questi giorni si evidenzia anche l’ emergere di un male tipico della nostra comunità. La paura per le situazioni in movimento. Perché nelle situazioni in movimento si possono rimettere in discussione le posizioni sociali e chi ha conquistato qualche privilegio teme di perderlo. E così si preferisce il “quieta non movere et mota quietanda”, cioè il tenere tutto fermo. Ma chi sceglie questa strada non capisce che oggi, tenere tutto fermo, vuoi dire arretrare perche ci troviamo in una fase di forte competitività dove tutti cercano di valorizzarsi al meglio. E se le Eolie non qualificano la propria posizione rischiano di essere relegate a stazione turistica di classe inferiore.

Ciò che riguarda il turismo finisce col coivolgere tutto il resto (il commercio, l’artigianato, la pesca e l’agricoltura) se il turismo deve essere il punto forte della nostra economia.

Una rete commerciale adeguata

È chiaro che il commercio avrà un certo sviluppo se lo avrà il turismo, mentre questo sviluppo sarà minore se questo settore dovesse inaridirsi. La realizzazione del Piano Commerciale per il quale la Giunta ha dato l’incarico di realizzarlo alla ditta CESECO di Floridia proprio il 30 dicembre scorso con delibera n. 708, sarà l’ occasione per determinare in modo partecipato il tipo delle nostre strutture commerciali e dove dislocarle. Bisogna dirlo con grande chiarezza, però, nessuno può pretendere rendite di posizione poiché bisogna conciliare le esigenze dei consumatori con quelle dei commercianti. Da tempo a Lipari si lamenta un caro-vita che coinvolge pressocché tutti i generi di consumo ed in particolare quelli alimentari. Incidono indubbiamente i costi di trasporto ed altri costi generali, che nelle isole sono maggiori della terraferma. Ma sembra che queste voci non riescano a giustificare il differenziale di prezzo. Proprio per offrire un calmiere questa Amministrazione ha istituito il mercato quindicinale che è in funzione ormai da due anni. Il nuovo piano commerciale dovrà prevedere un’ area attrezzata per il mercato e verificare l’ opportunità di renderlo più frequente. Allo stesso tempo il piano commerciale dovrà prevedere il numero e le dimensioni dei supermercati per non stravolgere i caratteri di una rete commerciale di piccole e medie dimensioni. Deve essere chiaro però che nessuno può chiedere di essere tutelato nella propria inedia. Come quello dell’accoglienza alberghiera anche il settore commeciale deve sapere affrontare il cambiamento in una fase di grande trasformazione turistica, offrendo servizi più adeguati e creando forme di organizzazione che incidano sui costi. Tempo fa ho sentito in una intervista di Lipari un macellaio che si lamentava perche l’ Amministrazione comunale non aveva più attivato il macello pubblico. Il problema è che di fronte alle nuove norme CEE è difficile garantire l’ economicità di un macello comunale. Per di più non è compito del Comune gestire direttamente l’ economia. Come per il progettato mercato ittico, il Comune può sostenere l’iniziativa degli operatori che si coordinano e si organizzano. Se è vero che esistono a Lipari tanti capi di bestiame da rendere conveniente la macellazione, perche gli allevatori non si consorziano magari insieme ai macellai?

Mi sembra invece assurdo obiettare che è fuori dalla cultura locale l’idea del coordinamento, della cooperazione e del consorzio. Se una economia vuole crescere deve necessariamente crescere anche la cultura che la sostiene.

Agricoltura, pesca e artigianato

Questo discorso fatto per il commercio vale anche per l’agricoltura, la pesca e l’artigianato. Per la pesca e l’agricoltura pensiamo alla possibilità di promuovere un marchio isole o un marchio Eolie – per il quale l’ estate scorso è stato presentato un progetto alla Società per l’imprenditoria giovanile – che garantisca l’origine dei prodotti. E collegati a questi sono importanti le disponibilità che stanno maturando fra i giovani che frequentano ad Acquacalda il corso di maricoltura di dare vita, fin da subito, a cooperative insieme ai pescatori, per progettare una attività di allevamento di pesci in gabbie; oppure le discussioni in corso – ai bordi del Patto territoriale – per la realizzazione a Lipari e Salina di cantine sociali per il vino e la malvasia.

Lo stesso artigianato edilizio o ad esso complementare è collegato allo sviluppo del turismo, se si pensa agli investimenti da realizzare nel settore alberghiero ed extralberghiero e allo stesso restauro, ammodemamento e decorazione delle abitazioni private.

La prospettiva occupazionale

Ma quanto può valere in termine di occupazione una economia corroborata da un turismo di qualità, sostenuto da imprenditività e professionalità; da una pesca riconvertita con la maricoltura, dalla commercializzazione del pescato, del coltivato e dei prodotti della trasformazione; dall’ agricoltura e dalla lavorazione dei prodotti (vino, malvasia, capperi…); dall’artigianato? Ho azzardato una ipotesi nella “Analisi preliminare” del Patto Territoriale: “un incremento occupazionale di 700 unità – nell’arco di cinque anni – dato dalla somma algebrica fra 950 in più e 250 in meno. Un incremento che ridurrebbe di circa il 40% il tasso di disoccupazione eoliano riportandolo in prossimità dei parametri nazionali”.

Questa però non è né una previsione, né una promessa. Potrebbe essere il risultato di un impegno colettivo se tutte le energie produttive accettassero di operare in maniera coordinata e programmata.

7. Scommettere sull’imprenditoria locale

Quando cerco di chiarire a qualche critico che i veri protagonisti dei Patti Territoriali non sono le pubbliche amministrazioni ma i privati, e che il loro successo deriva soprattutto dalla capacità dei privati di proporre progetti interessanti e quindi di realizzarli, vengo guardato con sospetto. Non sto cercando di mettere le mani avanti per cautelarmi di fronte ad un eventuale insuccesso? Un interlocutore malizioso me lo ha detto esplicitamente in una intervista a telefoni aperti rilascita ad una televisione loale nei primi giorni dell’anno nuovo. Eppure è proprio così. L’ Amministrazione locale può fare in questa avventura un po’ da allenatore ed un po’ da capitano della squadra. È importante avere un buon allenatore ed un buon capitano ma è altrettanto importante e forse di più avere dieci giocatori capaci.

I Patti territoriali sono una occasione per crescere, ma forse l’occasione più significativa è data dalle società miste.

Che cosa sono le società miste?

A questo proposito, c’è un malinteso di fondo in alcuni concittadini. La società mista non è l’alternativa all’ impresa privata, bensì una precisa strategia per la sua crescita e qualificazione. Ed anche la scelta di realizzarla a maggioranza pubblica o privata non può e non deve rappresentare una decisione ideologica, ma va collegata alla concretezza della situazione. Sarebbe assurdo e ridicolo definire più di sinistra la società mista a maggioranza pubblica e più di destra quella a maggioranza privata. Invece si sceglierà la maggioranza pubblica se si valuta, da una parte, che l’imprenditoria privata si trova in una fase in cui richiede maggiore sostegno e, dall’altra, se l’attività che bisogna affrontare impegna in modo particolare la responsabilità della pubblica amministrazione.

Da qui la proposta della Amministrazione per la società mista dei servizi idrici, rifiuti solidi urbani, manutenzione del patrimonio comunale e del demanio che, al momento in cui scrivo, è stata provvisoriamente denominata “Eolie Servizi Spa”.

La Eolie Servizi Spa

A proposito di questa società, dopo avere a lungo sondato la possibilità di costituirla con la Gepi, il 27 agosto con delibera n.386 la Giunta municipale dava agli avvocati Aldo Tigano, Silvano Martella e Piero Gurrieri un “incarico di consulenza legale in merito alla costituzione di una società per azioni a capitale pubblico e privato per la gestione di servizi pubblici locali”. Si decideva di procedere verso una società mista a maggioranza pubblica per le seguenti ragioni: perche i servizi che si intendevano affidare in gestione erano quelli che fino ad oggi hanno più qualificato la pubblica amministrazione e sui quali bisognava conservare un particolare controllo; perche si operava in settori nei quali le imprese locali si erano finora dimostrate troppo deboli perdendo il più delle volte, nei pubblici appalti, il confronto con le ditte esterne; perché si preferiva procedere attraverso una forma simile all’appalto concorso – modalità permessa attualmente solo alle società miste a maggioranza pubblica – invece che per pubblica gara, per dare qualche chance in più alle ditte locali che meglio conoscono il territorio e per contenere quei fortissimi ribassi d’ asta sperimentati nelle ultime gare che non possono non riflettersi poi, in qualche modo, sulla qualità dei servizi.

Imprese locali e società miste

Le imprese locali – che partono avvantaggiate rispetto alle esterne perché, nella proposta di fando formulata, viene particolarmente considerato il lavoro svolto nei comuni insulari – se vorranno aggiudicarsi il servizio, divenendo soci della Società, dovranno essere in grado di produrre un progetto di qualità e dimostrare di avere strutture, professionalità, e consistenza finanziaria per svolgerlo puntualmente nelle isole. Saranno quindi stimolate a superare lo stato di frammentarietà che le caratterizza e che le rende deboli nel confronto con le imprese della terraferma, qualificandosi nel frattempo sia sotto il profilo tecnico che progettuale. Si tratta di una grande occasione offerta loro e che potrebbe portarle nell’arco di qualche anno anche a cimentarsi in pubbliche gare sia sul territorio eoliano che su quello regionale ed extraregionale.

Questo processo sarà particolarmente duro per qualche piccola azienda che dovra scegliere se aggregarsi o sparire? Può darsi, ma bisogna considerare che oggi questo è il rischio che corre la gran parte di esse, strette come sono fra gare pubbliche nelle quali non riescono ad emergere e persino a competere, e con l’attività privata in forte riduzione. La società mista con l’affidamento nella forma dell’appalto concorso è una chance da non perdere.

La prospettiva di altre società miste

Sono questi gli elementi che sono cominciati ad emergere con chiarezza negli incontri avvenuti con i consulenti legali vagliando la documentazione prodotta. Di particolare rilievo l’incontro del 28 dicembre mattina al Comune al quale erano stati invitati anche tutti i Consiglieri comunali. Ora toccherà al Consiglio Comunale discutere, valutare ed approvare il lavoro prodotto.

Oltre alla società mista per i servizi altre società sono nel programma della Amministrazione Comunale. In dirittura d’arrivo anche quella per la gestione del Centro servizi turismo, per la quale è stata stipulata una convenzione con la Gepi con delibera n. 664 del 16 dicembre per una sua partecipazione al 49% e per la quale la Gepi ha sollecitato la creazione del Consorzio fra gli otto comuni delle isole siciliane. La presenza della Gepi come si sa è transitoria ed apre la strada alla partecipazione del capitale privato.

La terza società mista su cui pure l’ Amministrazione ha preso a riflettere è quella riguardante le attività produttive ed in particolare il settore pesca (gestione del mercato ittico ed attività di conservazione del pesce) e quello del termalismo.

8. L‘attenzione alle risorse umane.

Scommettere sull’imprenditoria locale vuoi dire scommettere sugli uomini di queste isole. Credere che la. sfida che è stata lanciata sia all’ altezza delle loro possibilità umane, culturali e professionali. Questa fiducia non può essere però un affidamento idealistico e romantico, ma il frutto di un impegno nel tessuto vivo comunitario. Si deve lavorare perché cresca la cultura. E promuovere cultura non vuol dire solo trasmissione di un sapere ma soprattutto promuovere occasioni di incontro e di confronto, momenti conviviali nei quali si impara a conoscersi e stimarsi e ci si riscopre popolo ricco di tratti, esperienze, abitudini, linguaggi comuni che vanno salvaguardati e sviluppati. Vuol dire rendere ciascuno cosciente ed orgoglioso della storia che ha alle spalle, del grande patrimonio che gli è stato affidato per trasmetterlo ai posteri. Vuol dire attenzione per le fasce più deboli che rappresentano comunque per il presente e per il futuro una ricchezza sociale. Penso ai bambini ed agli anziani, penso a chi vive nel disagio economico ed in quello sociale, perso ai malati, agli handicappati e ai disagiati mentali.

Ciascuno deve essere messo in grado di dare il proprio contributo alla comunità perché il contributo di ognuno rappresenta una ricchezza inedita. Ognuno deve sapere che non è solo al mondo, ma che il Comune ha comunque per lui una porta aperta e si cercherà di fare quanto è possibile per alleviargli, in qualche modo, il carico pesante e assillante. E quando non si può fare altro si cerca almeno di dare comprensione.

Per rendere più rispondente alla realtà del nostro Comune questa immagine ideale, si è deciso di rafforzare due uffici di grande rilievo come quello dei Servizi Sociali e della Pubblica Istruzione. Prima si era dovuto pensare ad affrontare l’ emergenza strutturale della gestione economica e finanziaria e degli uffici tecnici, scegliendo il Ragioniere Capo, il responsabile dei Tributi, l’Ingenere per l’Ufficio Illeciti e quello di sostegno ai Lavori Pubblici. Oggi, affidando ad energie nuove questi due uffici delle risorse umane, si è anche allegerito il carico dell’ufficio Cultura che può meglio dedicarsi al suo importante compito, che non potrà non crescere se nel nostro orizzonte c’è il turismo culturale.

C’è da aspettarsi che in futuro si potrà meglio prestare attenzione all’assistenza ed alla promozione sociale, così come al sistema scolastico. In questi settori vanno messi a frutto i numerosi investimenti fatti in questi sei mesi come la costituzione di un presidio per la prevenzione del disagio giovanile, l’istituzione del servizio di telesoccorso e teleassistenza per gli anziani, la realizzazione del corso di alfabetizzazione telematica per insegnanti di scuola lementare e media legato al progetto “Telescuola”, l’acquisto dell’edificio scolastico di Alicudi, la realizzazione del progetto della scuola di Stromboli, la localizzazione del nuovo edificio scolastico da costruire nell’isola di Filicudi avvenuta con delibera dei commissari n.19 del 9.8.1996.

Sul piano delle iniziative sociali va ricordato l’avvio di una iniziativa rivolta ai disagiati mentali portata avanti in collaborazione con la cooperativa Utopia di Milazzo e la Cooperativa sociale “Enzo Sarli” di Pordenone e riguardante la formazione di operatori di comunità psichiatriche che dovranno, in un prossimo futuro, realizzare una comunità di accoglienza e di lavoro a Lipari.

Una comunità viva, originale ed accogliente è anche forse il maggiore elemento di interesse per un turismo che non si ferma all’ apparenza delle immagini, ma sa andare in profondità come ci ha insegnato a fare Luigi Salvatore d’ Austria.

9. La casa municipale.

In questi giorni al Palazzo comunale stanno arrivando dei nuovi macchinari. Stanno arrivando i computer, praticamente uno o più per ufficio, si sta istallando un server per potere trasmettere su internet, si stanno allestendo le nuove linee telefoniche ISDN, si sta montando l’antenna parabolica e la stazione di teleconferenza, è arrivato all’Urbanistica il primo plotter che stampa la nuova cartografia alfanumerica, è stato istallato al protocollo uno scanner per l’archiviazione elettronica. Altre macchine si attendono per l’ufficio tributi, per il settore lavori pubblici, per il Centro controllo del territorio. Macchine e programmi importanti e decisivi come quelli per il servizio di censimento edilizio di tutto il territorio comunale per la verifica informatizzata dei tributi locali, stabiliti con delibera n. 592 del 26 novembre 1996. Tutte queste macchine saranno messe in rete cioè collegate fra di loro e collegate con le macchine che saranno collocate nei presidi municipali delle isole.

Nell’arco di qualche mese il lavoro al Comune di Lipari cambierà profondamente nella sua espressione materiale. Sarà tutto informatizzato.

Ma cambierà anche perche arriverà gente nuova. Già con i primi di ottobre hanno iniziato a lavorare i nuovi vigili urbani assunti mediante concorso. L’arrivo più consistente sarà quello di 32 unità per i quali il programma di assunzione è stato approvato con delibera dei commissari n.42 del 13 novembre scorso e riguarderanno oltre alle 16 unità dedicate ai presidî delle isole minori, altre 16 per gli uffici della casa comunale. Infine il 18 dicembre la giunta municipale ha approvato progetti socialmente utili a sostegno dei servizi istituzionali per complessivi 46 posti rivolti a disoccupati iscritti nelle liste di collocamento da almeno due anni.

E cambierà ancora perche alcuni uffici si trasferiranno da Piazza Mazzini a via Madre Profilio, dove avrà sede la Polizia Municipale ed insieme ad essa anche il Centro controllo del territorio e l’ Ufficio Servizi sociali.

Infine cambierà perché, sorgeranno le società miste, e quello comunale sarà un lavoro meno operativo e sempre più di progettazione e di controllo.

Ma cambia anche il modo di vivere il lavoro municipale da parte di dirigenti, funzionari ed impiegati? Crescono responsabilità e disponibilità? C’è una nuova e diversa considerazione fra i cittadini del funzionario e dell’impiegato comunale? Quello che credo si possa dire con tranquillità è che nessuno può disconoscere che l’ Amministrrazione cerca di mettere ognuno nelle condizioni di lavorare meglio. A questo proposito va ricordata la delibera n.714 del 31 dicembre con la quale la Giunta in base ai decreti legislativi m.626/94 e n.242/96 ha deciso in ordine al miglioramento delle condizioni di lavoro ed alla salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro.

Non va nemmeno dimenticato lo sforzo fatto per ricostruire una struttura apicale che a metà del 1994 presentava buchi e carenze notevoli. Così in attesa che si definisse la nuova pianta organica e potesse divenire operativa si è provveduto alla nomina del Ragioniere capo, del responsabile dell’ufficio illeciti, del responsabire dell’ufficio tributi e recentemente del responsabile dell’ufficio pubblica istruzione. Si è anche provveduto a dare applicazione ad una delibera del Consiglio Comunale che creava il settore Urbanistica. Il ritardo nell’ indizione dei concorsi per le figure apicali deriva dal fatto che il Coreco centrale, nel maggio scorso, ha approvato solo parzialmete la Pianta organica del Comune depennado la funzione apicale che – come prevede il nostro Statuto – era stata qualificata con la prima qualifica dirigenziale. Così il Comune ha ricorso al TAR ed oggi c’è un contenzioso in atto fra Comune e Coreco centrale.

10. Storia e significato di un titolo.

L’idea di dare come titolo alla mia quinta relazione semestrale quello delle “Eolie, comunità riconciliata” mi è maturata nella mente lo scorso 18 dicembre durante la prima seduta del nuovo Consiglio Comunale. Lo spunto me lo diede il presidente pro-tempore della seduta che parlò di Lipari e delle Eolie come di un paese lacerato ed avvelenato da una politica della rissa e dello scontro. Il giudizio mi colpì perche mi appariva del tutto gratuito. Le Eolie lacerate? Ma allora Catania, Barcellona, il napoletano, le città vittime della delinquenza e della mafia? Ma si può ancora oggi, a Lipari, parlare di una politica della rissa? E che cos’era allora quella di solo tre anni fa? Anzi, per certi versi, quella sperimentata fino al Refererendum?

Onestamente, parlare delle Eolie come di una realtà lacerata mi è sembrata e mi sembra una forzatura. Anzi le Eolie oggi mi appaiono un paese sereno, per come lo si può essere in una fase di crisi e di cambiamenti profondi. Un paese che ha riacquistato negli ultimi anni un po’ di fiducia e di interesse nella politica. Ci sono state poi le elezioni del Consiglio.Comunale dell’l dicembre assolutamente tranquille, tanto da apparire a qualcuno sottotono.

Proprio quel primo nuovo Consiglio Comunale era la dimostrazione tangibile che qualcosa era cambiato. Il presidente eletto alla prima votazione, il vice presidente riconosciuto all’ opposizione.

Ma allora che senso ha parlare di paese lacerato? A chi può giovare accreditare questa immagine nell’opinione pubblica, soprattutto quella esterna?

Indubbiamente le Eolie sono stata una comunità lacerata e lacerata da una politica che non sapeva pensarsi se non come scontro e contrapposizione. Ma non lo scontro della passione sociale e civile, dalla diversità di progetti e di punti di vista. Ma quello tra fazioni diverse l’una contro l’arta armata. Fazioni dove l’appartenenza prima che su un ideale era fondato sull’interesse del gruppo, su cordate interessate. Fazioni che dividevano gli stessi partiti ed in modo particolare il partito di maggioranza che era stato a lungo la DC.

Il diario di quei due anni e mezzo di esperienza di consigliere comunale fra il 16 giugno 1991, giorno dell’ elezione, ed il 20 dicembre 1993, giorno delle mie dimissioni, può essere letto come la deriva di una stagione politica che aveva fatto il suo tempo nelle strutture portanti e nel vissuto della gente. Una distanza abissale fra quello che avveniva al Palazzo comunale e la consapevolezza e le attese dei cittadini: questo era l’emblema di quella fase.

Anche la produzione di cose pregevoli come la delibera sullo schema di massima del Piano Regolatore a seguito dell’ampia verifica popolare, l’approvazione dello Statuto comunale, la deliberazione unitaria sullo scalo di Ginostra, passavano attraverso scontri e contrapposizioni le cui ragioni risultavano spesso incomprensibili a me consigliere, figuriamoci al cittadino comune.

La divisione politica aggrediva il corpo sociale eoliano come una metastasi. Persino le appassionate e profetiche pastorali di Mons. Francesco Miccichè -chi si ricorda quella dell’ 11 luglio 1989 a cui fu dato il titolo “Per amore delle Eolie non tacerò”? – divenivano occasione di scontro e di contrapposizione.

Quando nella primavera del 1994, alla fine di una lunga e travagliata riflessione, accettai di candidarmi, avevo piena la consapevolezza della crisi del tessuto sociale e di come il nodo etico dovesse essere posto contestualmente a quello politico. “C’è troppo individualismo nella nostra vita comunitaria – scrivevo nel documento programmatico dal titolo “E’ ora di cambiare” -, troppo spirito corrosivo, troppa diffidenza”.

Ma era possibile cambiare senza accettare lo scontro, senza provocare lotte e tensioni? Non era possibile, e lo si capì subito. Una intera classe dirigente che accampava sulla cosa pubblica eoliana una sorta di diritto proprietario, non aveva nessuna intenzione di mettersi pacificamente da parte. E cosi è stata battaglia. Prima combattuta in Consiglio Comunale, negli atti amministrativi, sui giornali, nelle TV, nell’opinione pubblica in genere e poi, il 29 dicembre 1995 ufficilmente dichiarata con la richiesta di Referendum contro il Sindaco. Cinque mesi di battaglia in campo aperto senza esclusione di colpi.

È stato tentato di tutto per spazzare via questa esperienza amministrativa: sono state usate come palle di cannone i vincoli paesistici, il Piano Regolatore, la delibera per il recupero dell’evasione fiscale, il progetto di telescuola e persino alcune querele che hanno prodotto due richieste di rinvio a giudizio. Un bombardamento forse non inferiore a quello che il Castello subi ad opera di Ariadeno Barbarossa dall’ 1 all ’11 luglio del 1544. Ma la nuova coscienza politica e civile degli eoliani è stata più forte dei bastioni normanni.

Così il 26 maggio 1996 non rappresenta solo la data della vittoria nel Referendum, ma anche il giorno della svolta.

Qoèlet che era figlio di Davide avrebbe cantato: “Per ogni cosa c’è il suo momento, il tempo per ogni faccenda sotto il cielo. C’è un tempo per demolire ed un tempo per costruire, un tempo per la guerra ed un tempo per la pace”.

E anche per le Eolie finalmente sembra venuto il tempo della pace. Ci sono molti segni intorno a noi: le elezioni tranquille, un Consiglio che comincia a lavorare nel segno del rispetto e della tolleranza reciproca, lo svilupparsi di un confronto civile su temi di alto significato come il futuro dell’economia e dell’imprenditoria locale, la firma del protocollo di intesa del Patto territoriale per le isole Eolie.

Ma che cosa vuoi dire vivere la pace su un territorio? Può la politica conciliarsi con la pace? L’opinione dominante è scettica. Carl Scmidtt che fu uno dei grandi teorici della politica moderna sosteneva che il proprio della politica sta nella contrapposizione amico/nemico. Daltronde non ci diciamo tutti contrari ai compromessi fra maggioranza e minoranza che definiamo “consociativismo” o “inciucio”, termine orribile assurto agli onori della attualità?

Ma la pace non è il compromesso. Il compromesso riguarda i comportamenti, la pace si radica nel profondo dell’animo. Un comportamento aggressivo contro una situazione di disordine costituito può nascondere un forte desiderio di pace (chi non si ricorda Gesù nel tempio). Ed, al contrario, un atteggiamento remissivo ed accondiscendente può covare forti e devastanti risentimenti.

Con buona pace di Carl Scmidtt ho sempre creduto che il proprio della politica stia nel progettare insieme la città. Insieme con l’altro che la pensa diversamente da me. Confrontandoci con lealtà, affermando con vigore il mio punto di vista ma avendo anche il coraggio di considerare il suo. Questo vuol dire: assumere l’altro come interlocutore. L’oppositore cioè non è uno da sopraffare, ma un compagno di strada con cui riflettere per andare avanti. E tanto più avanti quanto più distanti sono i punti di partenza.

Sento la replica: “Certo questo è possibile come anelito personale, anche vocazione ed impegno. Ma come esperienza comunitaria? Di una comunità che vive la politica come esercizio del potere anche se orientato al fine nobile di costruire la città degli uomini?”  

Rispondo: “Sicuramente la pace nel senso pieno e profondo del senso, come esperienza stabile, non è accessibile da questa politica. Ciò non vuoi dire che bisogna rassegnarsi alla politica dello scontro. Bisogna continuamente ricercare l’utopia perche ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio. E Dio premia la tenacia ed il coraggio degli uomini che credono nell’impossibile”.

Vivere la pace su un territorio, pensare le Eolie come realtà riconciliata, non vuol dire dimenticare ed ignorare che esiste la povertà, l’emarginazione, la sofferenza sociale. Non vuol dire negare la sofferenza di gente che affronta tutti i giorni – spesso in condizione di debolezza e di affanno – problemi gravi e difficili: il lavoro che manca o viene meno; la casa che non si trova o da cui si viene sfrattati; il fare i conti ogni minuto con redditi risicati e scadenze assillanti; le discussioni, le incomprensioni e le liti con i vicini.

Ma il dato essenziale è che non si perda la speranza. Che nessuno si ritenga di essere solo, abbandonato al proprio destino, in un mondo popolato da nemici che se ne approfittano. Il dato essenziale è che anche il più disperato sappia che c’è gente che merita fiducia perche non pensa solo al proprio tornaconto ma opera per migliorare la situazione generale. Gente che crede negli uomini e sa dimenticare torti, cattiverie, maldicenze, calunnie.

Mi viene,e incontro in questa riflessione il biglietto di auguri natalizio che mi invia il Sindaco di Capo d’Orlando. Riproduce una scritta su un muro di Shishu Bhavan, la Casa dei.bambini di Calcutta fondata da Madre Teresa. La trascrivo fedelmente:

“L ‘uomo è irragionevole, illogico, egocentrico NON IMPORTA, AMALO .

Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici NON IMPORTA, FA IL BENE

 Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici NON IMPORTA, RELIZZALI

 Il bene che fai verrà domani dimenticato NON IMPORTA, FAI IL BENE

 L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO

 Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo NON IMPORTA, COSTRUISCI

 Se aiuti la gente, se ne risentirà NON IMPORTA, AIUTALA

 Dà al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci, NON IMPORTA, DÀ IL MEGliO DI TE”.

C’è nelle Eolie gente che accetta e riconosce questo modo di ragionare? E quanti sono? Molti? Alcuni? Pochi? Troppo pochi?

E che significa troppo pochi? È un problema antico. Bastavano cinquanta giusti per salvare Sodoma? Nella trattativa fra Abramo e Dio alla fine ne sarebbero bastati solo dieci. E se bastavano dieci giusti per riconciliare Sodoma, ce ne sono dieci nelle Eolie? Ci sono, cioè, dieci persone per cui la scritta sul muro di Shishu Bhavan ha un senso? Ecco, se ce ne sono dieci, le Eolie possono dirsi una comunità riconciliata.

 

 

 

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