Risposta alla mozione di sfiducia

Capitolo XV

“Ho amato, amo ed amerò le Eolie” (Intervento nel Consiglio Comunale del 19 giugno 2001 convocato per approvare la sfiducia al Sindaco).

                                                     “Chi ama  tutto scusa di tutti ha fiducia

                                                       tutto sopporta mai perde la speranza”

(1 Corinzi 13,7)

1. La mozione di sfiducia sottoscritta da 13 Consiglieri Comunali mi addebita  “inadempienze programmatiche e persistenti violazioni di legge”. Non so e non comprendo quali possano essere queste violazioni di legge di cui si parla nella proposta di delibera ma delle quali non si trova cenno alcuno nella mozione di sfiducia. La legalità è stata ed è uno dei miei punti di riferimento morali prima che politici. Ho dovuto affrontare diversi procedimenti penali – come spesso succede a tutti gli amministratori – ma finora è sempre stata riconosciuta la mia correttezza. Memorabile, naturalmente per me, rimane il procedimento relativo agli incarichi della legge 18/87 che prima partì come abuso d’ufficio a fini patrimoniali e, venendo assolto con formula piena da questa imputazione, il procuratore della Repubblica pensò bene di continuare ad indagare con l’ accusa di falso ideologico. Ma anche questa imputazione risultò infondata. Lascio quindi alla vostra responsabilità questa affermazione e la richiamo solo per sottolineare che quando a guidare le iniziative non è la politica, ma altre motivazioni meno nobili, si finisce col non avere più rispetto di niente: della verità come delle persone.

Scusatemi questa digressione ma sogno un mondo in cui anche le più dure prese di posizioni politiche rimangano sempre in un ambito di onestà e di correttezza.

E veniamo alle inadempienze. Mi si possono addebitare per questi sette anni di amministrazione delle gravi inadempienze? Indubbiamente molte cose che erano scritte nei miei programmi non si sono realizzate, almeno fino ad ora. Ma ormai la gran parte di questi obiettivi sono in fase conclusiva ed è questione solo di qualche mese. Altri sono legati ai finanziamenti comunitari che stanno ora divenendo operativi. Bisognava realizzarle prima? Ma è per mia responsabilità o per il concatenarsi di fatti e per le difficoltà esterne a cominciare dall’ azione e dal condizionamento regionale? Fate riferimento al laboratorio di ecologia marina ed altri progetti legati ad Agenda 2000 che inserite  fra le inadempienze? Non sono io che fisso le scadenze comunitarie ma la Regione, che solo da poco ha bandito i PIT (scadenza il 29 giugno prossimo) ed ha messo in moto i PIR. Tutte queste cose ed altre voi dovreste conoscerle, anche se fingete di ignorarle. Ma è bene che le ripeta perché la gente delle Eolie – quella che per ben tre volte mi ha riconosciuto la maggioranza assoluta dei voti – oggi deve capire di che cosa mi si accusa propriamente e deve giudicare, me e voi.

Quante volte ho spiegato la sofferta e travagliata vicenda del Piano Regolatore Generale? Lo slittare dei tempi per via della nuova stesura imposta dalla Regione dello studio agroforestale, per via del Piano paesistico, per via del Piano Commerciale previsto solo nell’ultimo anno fra la documentazione necessaria. Piano Commerciale alla definizione del quale gli uffici hanno frapposto mille ostacoli probabilmente non tutti necessari ed autonomi. E che dire del Piano dei porti bloccato da una congiura a cui si prestò il Consigliere Santamaria che, proprio per questo, fu censurato dal Consiglio Comunale? Egli oggi, riabilitato, firma la mozione di sfiducia insieme con alcuni suoi censori di allora. E le aree artigianali? Non fu questo Consiglio Comunale a rifiutarsi di avviare il procedimento per l’area di “Canneto dentro” in attesa che maturassero le condizioni per quella di Pianoconte? E quando cercai di dare impulso ad una revisione in extremis del Piano territoriale paesistico sottoponendo ad una affollata riunione di artigiani l’ individuazione a Varesana dell’area genericamente indicata su Pianoconte dal Consiglio Comunale, chi prese pubblicamente posizione contro l’iniziativa in una intervista alla TV locale? Non fu forse il Presidente del Consiglio Comunale?

Non noto nella mozione alcun riferimento al Piano Territoriale Paesistico realizzato dalla Regione che pure è stato uno degli argomenti più discussi della mia stagione amministrativa e rispetto al quale ho cercato di contemperare le esigenze di difesa e tutela del territorio, con la rivendicazioni delle condizioni essenziali per uno sviluppo ecosostenibile. Anche qui ho combattuto le posizioni rigide ed estreme e mi sono fatto parte di un dialogo con la Regione, che potrebbe produrre dei buoni frutti. Abbiamo ottenuto infatti la costituzione di un tavolo permanente per la revisione non solo del PTP ma anche delle riserve e se oggi – oggi 19 giugno – il TAR dovesse riconoscere la sospensiva si potrebbe aprire una fase di revisione concertata di entrambi e di integrazione col PRG. Ma chi rappresenterà il Comune a questo tavolo? Il Commissario?  Oppure rimarrà tutto fermo fino a dicembre quando opereranno i nuovi organi elettivi?

Il CST e la Eolie servizi si sono rivelati – come dite – inadeguati ed hanno deluso le aspettative iniziali? Ma il CST sta concludendo ora la sua fase di allestimento e deve ancora dispiegare il suo ruolo. È un grande strumento che ha raccolto consensi nazionali ed internazionali e che tutti ci invidiano; che ha già contribuito – pur nella fase sperimentale – alla promozione delle Eolie nel mondo con il suo CD Rom ed il suo sito internet; che dopo averlo realizzato e collaudato i Comuni eoliani intendono affidare all’imprenditoria turistica locale in una gestione a prevalente capitale privato. Un esperimento che finora nessuno ha mai compiuto nelle Eolie. CST, Palazzo dei Congressi, Auditorium, Palazzetto dello sport “Nicola Biviano” realizzati dalla Amministrazione comunale dovranno essere gestiti da imprenditori privati. Tutti parlano di liberalismo democratico e di potenziamento dell’imprenditoria privata, noi – giunta di centrosinistra – li stiamo realizzando.

Stesso discorso potrebbe farsi per la Eolie servizi spa. Anche qui siamo di fronte ad un’ esperienza difficile anche perché, per molti aspetti unica. Io continuo ad essere convinto che essa è, per le Eolie, la carta vincente del futuro. Ma per creare un’ esperienza innovativa ci vogliono anni, mentre da noi si è cominciato a cantare il suo De profundis dopo nemmeno qualche mese. Ricordo che scade ora la verifica triennale che sarà, se consentirete di farla, rigorosa, profonda e di grande trasparenza raccogliendo i suggerimenti e le preoccupazioni che il Consiglio ha manifestato in questi anni. Ed è proprio per questo che ho scelto come assessore il rag. Antonino Russo. Anch’ io speravo che la società mista procedesse più spedita e probabilmente in questo avvio difficoltoso ci sono responsabilità anche della mia Amministrazione, a cominciare dal fatto di avere delegato molto – soprattutto nel primo anno di vita – ad un Presidente ed un Amministratore che poi si sono rivelati tutt’ altro che in sintonia col Sindaco. E poi c’è il problema dei partner privati non tutti all’altezza di una nuova sperimentazione. ma piuttosto alle prese con la fragilità delle loro strutture artigianali. Ecc…

Ma non voglio addentrarmi oltre nello sterile contenzioso sui gradi di responsabilità miei o del Consiglio o della Regione. Mi basta riportare i problemi alla loro complessità liberandoli dalla stucchevole semplificazione della mozione.

2. Volete che riconosca che ci sono state mie manchevolezze? Non ho difficoltà. Anch’io sono umano e fragile come gli altri e forse più degli altri.

E la prima manchevolezza che io stesso mi imputo è quella di non essere stato capace di mantenere unita “Una Speranza per le Eolie” l’elemento nuovo che, fin quando ha durato, ha garantito l’unità della maggioranza. Qualcuno mi ha rimproverato di non avere rispettato l’impegno a dimettermi quando “Una Speranza…” si è esaurita. La verità è, che nella mia ingenuità, ho sempre pensato che ci trovavamo di fronte ad una crisi passeggera e superabile, e che la forza del disegno che si andava definendo avrebbe ridestato gli entusiasmi sopiti o evaporati. È stata una ingenuità colpevole in una realtà disincantata fino al cinismo qual è l’ambiente politico liparese, per il quale sono sempre rimasto – e non mi dispiace – un diverso: forse un povero visionario, forse un marziano. Non fa differenza.

Avrei dovuto – lo constato col senno del poi – dedicare più tempo al movimento e meno all’amministrazione; avrei dovuto meglio selezionare le aggregazioni e le relazioni con persone e gruppi. Oggi molti mi ricordano – rispetto ad uomini di cui mi sono fidato ciecamente e poi mi hanno girato le spalle – di avermi messo in guardia per tempo. Se aver fiducia negli uomini è una colpa ebbene io sono colpevole di questo. Sono colpevole di avere fiducia negli uomini, di credere nella loro buona fede, di credere che possono cambiare se misurati su grandi disegni che superino le beghe del quotidiano. Non è sempre stato vero ed io pago anche per questo. Ma è giusto che questo prezzo cada sulla comunità eoliana?

Ciò che però non accetto e che queste manchevolezze siano state da me volute e ricercate perché sarebbe falso agli occhi di Dio prima che a quelli miei e della comunità eoliana. Dio sa, che dal giorno in cui sono diventato Sindaco ho lavorato esclusivamente ed indefessamente, notte e giorno, con tutta la forza e la passione di cui sono capace per queste isole, anzi per tutte le isole italiane perché presto compresi che potevo promuovere le Eolie solo se promuovevo contestualmente l’universo delle isole. Abbiamo lavorato tutti con la stessa intensità di passione? Faccia ciascuno il proprio esame di coscienza.

3. Voi indicate, più o meno correttamente, alcuni punti del programma che avrei disatteso o trascurato o non ancora realizzato, ma vi è sfuggito o avete chiuso gli occhi di fronte al senso complessivo del lavoro di questi anni. Un grande lavoro di promozione delle isole italiane e di rivendicazione dei loro diritti non più, come avveniva ancora quattro anni fa, sulla lamentazione della loro emarginazione ma sull’ affermazione delle  grandi potenzialità di sviluppo. Potenzialità loro e dei territori prospicienti fino a potere innescare, a partire dalle isole, lo sviluppo delle loro Regioni di appartenenza e forse dell’intero Mezzogiorno d’Italia. Avevo compreso infatti che se si andava ai ministeri chiedendo l’elemosina forse qualcosa si otteneva, ma solo e sempre nell’ordine dell’elemosina. Quando elaborammo il Documento unitario di programmazione delle isole minori – meglio conosciuto come DUPIM – allora le cose cambiarono. Allora si aprirono le porte del Ministero del Tesoro, del Ministero dell’ Industria, del Ministero dell’ Ambiente. Allora la Regione Siciliana iscrisse nel POR una riserva di circa 74 miliardi per le isole minori siciliane. Sull’onda di questa iniziativa forte, combattuta a livello nazionale e regionale con gli altri sindaci delle isole minori e con il sostegno di numerosi amici che hanno messo a disposizione consigli e competenze tecniche, siamo riusciti a conquistare un volume consistente di risorse. Per le nostre isole ho calcolato che, solo di finanza pubblica da integrare spesso con almeno un altro 30 % di capitali privati, siamo nell’ ordine di  600 miliardi di lire.

Quando nel 1994 diventai Sindaco, il Comune di Lipari aveva perso la corsa per i finanziamenti comunitari della stagione 1994-99 e questo sia perché l’ aveva persa la Sicilia in generale, sia perché nel 1993 nessuno aveva avuto attenzione o tempo per programmarli. Mi battei per recuperare i 36 miliardi della legge 18/87 e non solo ci riuscii ma li ho spesi fino all’ultimo quattrino in cinque anni, mentre le amministrazioni precedenti in sette anni non erano state in grado nemmeno di attivarli. Poi ho recuperato altri fondi: quelli della condotta di adduzione al dissalatore, quelli dello sbocco a Pignataro della condotta fognante, quelli del terremoto, ecc. Poi mi sono attivato per realizzare altri finanziamenti a cominciare da quelli del Leader II che ha contribuito a rilanciare l’agricoltura nell’arcipelago, del POM del turismo misura 4 isole minori con cui abbiamo restaurato l’ Immacolata, completato il Palazzo dei Congressi, realizzato il CST, riqualificato una buona parte della sentieristica; ora sono giunti gli otto miliardi del DUPIM che sono ormai depositati alla Regione e con i quali – tra l’ altro – dovremmo completare l’Immacolata (terzo stralcio), rendere decorosa  Marina Lunga di Lipari, realizzare la centralina di Ginostra; i cinque miliardi della condotta sottomarina Lipari Vulcano, le cui somme sono giù state accreditate; i due miliardi per la copertura di torrente Valle di cui finalmente la scorsa settimana si è conclusa la lunga e travagliata trafila con l’approvazione della variante al PRG da parte dell’Assessorato Territorio e Ambiente.

Avremmo potuto fare molto di più se avessimo avuto la Regione al nostro fianco. Invece l’abbiamo vista o distratta dalle ragioni dei Comuni più forti o, come nell’ultimo anno, decisamente ostile e protesa a bloccare i finanziamenti più significativi. A bloccare i 60 miliardi di Ecosviluppo Eolie malgrado il progetto avesse il parere favorevole e la disponibilità del Ministero del Tesoro e del Ministero dell’ Ambiente al co-finaziamento; i 100 miliardi del Patto territoriale generale dove sono previsti 30 miliardi di opere pubbliche per le contrade e per le isole; i 27 miliardi del Patto dell’agricoltura e della pesca dove sono previsti più di sei miliardi per il potenziamento della rete elettrica delle zone alte di Lipari e l’interramento dell’anello a media tensione fra Pianoconte ed Acquacalda; i 50 miliardi della messa in sicurezza dei porti delle Eolie già definiti dal Genio Civile Opere marittime di Palermo e congelati per le incredibili pressioni sull’Assessorato alla Programmazione. Non sono stati bloccati ma hanno avuto vicende travagliate, per ragioni più o meno burocratiche, i 3 miliardi e mezzo per i centri comunali di raccolta rifiuti delle isole minori a cui dobbiamo aggiungere i 3 miliardi e 600 milioni di quest’ anno per il finanziamento della nave dedicata, i 10 miliardi per il completamento delle reti idriche di Lipari e Vulcano.  A questi fondi dobbiamo aggiungere quelli per cui si è solo attivata la procedura: almeno altri 100 miliardi per la portualità a valere sul PIR dei porti in fase di definizione a livello regionale; 150 miliardi nell’APQ del ciclo dell’acqua per il quale abbiamo fatto un bando per la progettazione qualche mese fa ed abbiamo affidato, ai vincitori, l’incarico di progettazione in questi giorni per non perdere la corsa ai finanziamenti: si tratta di un grande progetto per rendere autosufficienti le isole, con la realizzazione di nuovi dissalatori ed il recupero delle acque reflue per l’irrigazione dei campi; i 27-28 miliardi che ci spettano della riserva del POR delle isole minori e che abbiamo destinato alla promozione dell’ attività museale in tutte le isole, giacché il turismo naturalistico e culturale rappresenta il nostro avvenire (comunque vada a finire la vicenda di oggi, mi auguro che ci sia chi è in grado di muoversi tempestivamente per evitare di rimanere tagliati fuori); i 35 miliardi circa del PIT Messina-Isole Eolie di cui abbiamo approvato in questi giorni la delibera di co-promozione designando il Comune di Messina come soggetto capofila. Un progetto importante quest’ ultimo perché dovrà concorrere a finanziare lo sviluppo del grande polo naturalistico e culturale complementare a quello di Lipari nell’ area che va da Pianoconte a Porticello.

4. Io non parlo di sogni ma di un grande lavoro concreto, basato sulla ricerca di finanziamenti specifici, già individuati, operando essenzialmente sulla finanza comunitaria. Un lavoro costruito negli anni di cui non potete dire che siete all’ oscuro perché puntualmente vi ho informato con le mie relazioni semestrali che ormai da anni avete perso l’ abitudine – malgrado sia richiesto dalla legge – di discutere e forse anche di leggere. Questo mosaico delle nuove Eolie del 2000 va molto oltre il programma che io ho presentato agli elettori sia nel 1994 sia nel 1998 anche se di esso conserva l’ idea di fondo: fare delle Eolie un crocevia del Mediterraneo. E nessuna mozione di sfiducia può mascherare il fatto che oggi le Eolie siano, molto più che nel 1994, un grande crocevia del Mediterraneo, una delle stazioni turistiche più promettenti caratterizzate dalla valorizzazione dell’identità locale fuori dalle tentazioni dell’ omologazione che hanno colpito molte isole greche e spagnole. Oggi non si può più dire – come si diceva nel 1994 – che il turismo qui da noi dura poche settimane. Oggi il turismo comincia a Pasqua e giunge sino a metà novembre e questo senza che abbiamo ancora risolto il problema dei porti, del rifornimento idrico, dello smaltimento dei rifiuti, della nuova musealità, della ricettività turistica. Non è avventato sostenere che nell’arco di 3-4 anni sarà possibile avere da noi un flusso turistico permanente di almeno 30 mila presenze al giorno di modo che si possa limitare il sovraffollamento di agosto.

Un obiettivo strategico, questo, cui ho mirato fin dal mio insediamento e che si va concretando anno dopo anno. Che la rinascita economica delle Eolie sia cominciata lo si verifica anche nei fatti concreti alla portata di tutti: il moltiplicarsi degli sportelli bancari e delle finanziarie, l’ apertura di nuovi negozi, la riqualificazione degli edifici e così via. Alla portata intendo di chi sa leggere i fenomeni sociali non certo di chi fatica persino a capire una legge come quella sulla sfiducia del Sindaco che prevede anche la decadenza del Consiglio.

Certo con la ricchezza c’è il rischio dell’insediamento della criminalità. Ed è questa una preoccupazione che va tenuta presente soprattutto alla vigilia dell’ estate – assieme a quella del rischio incendi, dell’ emergenza idrica, del servizio smaltimenti rifiuti, del controllo del traffico – ed anche per questo parrebbe a me non sensato distrarre l’Amministrazione comunale in un momento così delicato.

5. Ho sentito commentare: “dopo sette anni siamo sempre in emergenza” col senso di affermare che in questi sette anni non si sarebbe fatto niente. Fino a quando il flusso turistico avrà una polarizzazione così marcata ed il turismo si qualificherà con picchi incredibili a luglio ed agosto, noi saremo sempre in emergenza; fino a quando non riusciremo a recuperare risorse direttamente dal turismo per investirle in modo da far fronte ai flussi straordinari, noi saremo sempre in emergenza (e vi ricordo l’accoglienza che ha avuto in Consiglio il regolamento sulla tassa per i barconi a cui chiedere il contributo almeno per i servizi igienico sanitari);  fino a quando non riusciremo a mettere in campo risorse straordinarie aggiuntive per fare fronte ai mesi estivi, noi saremo sempre in emergenza. Non l’ho inventata io l’emergenza. Ci sono tante ordinanze governative nazionali e regionali che dichiarano in Sicilia (ancora prima che nelle Eolie) lo stato di emergenza per l’acqua, la spazzatura, gli incendi… Ci sono ancora città in Sicilia dove l’ acqua viene distribuita solo due giorni la settimana, dove la spazzatura si accumula nei cassonetti per due o tre giorni. Noi – oggi, dopo sette anni, a differenza di altri posti – possiamo dire che riusciamo a fronteggiare queste emergenze abbastanza bene per almeno dieci mesi all’ anno. Facciamo fatica nei due mesi estivi. Ed i così detti disservizi di cui si incolpa l’Amministrazione sono essenzialmente quelli che si verificano in questo periodo. Ma in estate ci vuole poco a mettere in ginocchio qualsiasi struttura, per quanto efficiente essa sia. Basta che il dissalatore si fermi per due giorni come è avvenuto e sta avvenendo; basta che ci siano disguidi nel finanziamento della nave dedicata per i rifiuti, come sta avvenendo; basta che per ragioni eccezionali si saturi anzitempo il modulo per l’ interramento dei rifiuti; basta che cinque vigili si mettano in malattia oppure qualche funzionario e persino due dirigenti… ed ecco che la macchina comincia a girare in folle. Occorre intervenire. Ma chi potrà farlo? Il commissario? E quando? Nell’ uno o due giorni la settimana che starà a Lipari? Con la difficoltà che avrà ad entrare nell’ ordine di idee dei nostri problemi?

Io so che cosa vuol dire prendere in mano il Comune ai primi di luglio. Io so quale peso sia gestire queste isole in luglio ed agosto, e come non sia possibile prendersi una sosta di mezza giornata, altro che garantire la presenza per un paio di giorni la settimana… Per questo avevo avanzato la proposta che si ritirasse oggi la mozione con la garanzia che a fine settembre mi sarei dimesso io spontaneamente. Sarebbe rimasta l’ intera Giunta – e non solo il Vice Sindaco in stato di gestione necessitata come sarebbe a seguito della sfiducia – fino all’ arrivo del Commissario, sarebbe rimasto in carica il Consiglio, si sarebbe garantita alle Eolie una transizione forse meno traumatica. A questa proposta razionale e generosa mi è stato risposto volgarmente che erano solo espedienti per durare qualche mese in più. Ho letto persino che pur di rimanere qualche mese… sarei stato disposto a firmare un impegno di fronte a un notaio. Miserie di uomini miseri.

Ma quale sarebbe l’ interesse a sobbarcarmi una estate di lavoro improbo se non la responsabilità verso gli abitanti di questo Comune che non meritano di essere gettati allo sbaraglio alla vigilia della stagione in cui ripongono gran parte delle loro aspettative economiche? Ma quale sarebbe il mio interesse personale a ritardare di tre mesi il mio reinserimento professionale dopo sette anni che ho abbandonato tutto per dedicarmi alle Eolie? No, Signori, qualunque sia il livello di agonismo politico, bisogna fare salvo sempre il rispetto per le persone e bisogna soprattutto rispettare l’ intelligenza dei cittadini che hanno capito quello che molti di voi si ostinano a non capire, e me lo testimoniano in questi giorni con un trasporto ed un affetto che mi commuove.

6. Ma qual è la ragione vera che ha portato tredici consiglieri a sfidare l’opinione pubblica in un momento così delicato, proponendo in maniera intransigente la sfiducia alla vigilia dell’estate ed ancora di più, alla vigilia di una importante consultazione elettorale qual è quella di domenica prossima quando, per la prima volta, si sceglie il Presidente della Regione siciliana con l’ elezione diretta? Quale la ragione della precipitazione convulsa di una notte ed una mattina quando un Consigliere, sempre lo stesso solerte scudiero, parte per raccogliere le firme dei colleghi che si trovano fuori Lipari perché tutto deve accadere prima delle 14 (ora di chiusura del protocollo comunale) di venerdì 8 giugno? Credo che sia importante interrogarsi su questo. E non importante per la mia curiosità di vecchio giornalista ma per la comunità eoliana, per la politica eoliana se ancora esiste, per il suo futuro, perché essa si fondi sulla trasparenza e non su trame oscure che tali rimangono. Che la politica sia fatta anche di questo, e cioè di trame oscure, sta nell’ordine delle cose. Può non piacere ma difficilmente possiamo evitarlo. Ma evitare di fare chiarezza su di esse volendole coprire con l’ oblio vuol dire covarsi un cancro in seno che non potrà non danneggiare irrimediabilmente la convivenza cittadina. Per questo fare luce sulle trame oscure è un preciso dovere di etica politica.

Ho detto: “Qual è la ragione vera che ha portato tredici consiglieri a sfidare l’opinione pubblica”. Ma siamo veramente sicuri che sono stati tredici i consiglieri? Certo in tredici hanno firmato e mi auguro con consapevolezza e libertà di coscienza, per un atto di tale responsabilità e dalle conseguenze – per molti versi – imprevedibili. Ma tutti e tredici hanno voluto questa precipitazione, questa intransigenza, questa esasperazione?

Ho detto che la mozione di sfiducia non mi ha meravigliato perché di questa si parlava già da almeno un anno. È un anno e più infatti che mi si tiene sulla graticola con questa spada di Damocle sulla testa e non è, credetelo, una buona condizione per lavorare con serenità. Non è nemmeno un comportamento umano, ma è difficile chiedere umanità a certa politica che si fa a Lipari sui marciapiedi ed nei caffè dove tutti si improvvisano esperti di pubblica amministrazione, come il lunedì tutti diventano strateghi di calcio. Tutti si ritengono esperti di pubblica amministrazione, ma tutti poi sono falliti quando poi si sono cimentati concretamente. E fa specie apprendere che un mio assessore del passato che non brillò certo come amministratore punti oggi addirittura a fare il Sindaco…

7. La mozione di sfiducia comincia a proporsi quando ai Consiglieri di opposizione – non tutti, perché i processi di scomposizione e ricomposizione hanno riguardato in questi anni sia la maggioranza che l’opposizione – si aggiungono alcuni consiglieri che escono da una “Speranza per le Eolie”. Sono cinque che sommati ai sette rimasti all’ opposizione fanno quei dodici voti sufficienti, fino al dicembre dell’ anno scorso, per dare la sfiducia al Sindaco. Il meccanismo si mette in moto ma l’operazione non riesce sia perché almeno un consigliere dell’opposizione appare restìo e forse contrario e perché due dei cinque usciti da una Speranza si rifiutano alla fine di firmare. Ma proprio questa vicenda permette di comprendere come si vanno delineando – con non poche contraddizioni ed intrecci – le posizioni in Consiglio. Oggi possiamo dire che esistono almeno cinque posizioni diverse e distinte che vorrei così indicare:

–        i sei Consiglieri dell’opposizione dichiarata che si richiamano a motivazioni politiche e cioè alla Casa della libertà che indicheremo come gruppo A;

–        un gruppo fuoriuscito dalla maggioranza che ha i leader all’esterno del Consiglio Comunale in personaggi che in passato hanno avuto grande peso politico e che il ritorno del centrodestra prima alla Regione e poi al Governo nazionale ha galvanizzato e che chiameremo gruppo B;

–        un gruppo che si dichiara di centrosinistra ma è venuto maturando una posizione sempre più critica verso il Sindaco e l’Amministrazione Comunale che chiameremo gruppo C;

–        alcuni consiglieri (2-3-4 è difficile dirlo) che hanno posizioni più o meno autonome da questi ultimi due gruppi descritti e che sono portati a scegliere di volta in volta spesso con travaglio e sofferenza ed indicheremo come area D;

–        infine i consiglieri – area E – che appoggiano il Sindaco e la Giunta, che sono in tutto sei e di cui il nucleo più consistente è rappresentato dai Consiglieri DS.

E i DS, unitamente agli altri consiglieri che mi hanno sempre sostenuto, non solo non hanno mai ritirato la fiducia al Sindaco ma sono stati in questi giorni difficili al mio fianco con amicizia e calore. Sono stati al mio fianco, come tanti altri amici che non si sono defilati ma hanno moltiplicato l’ impegno civile, come tanta gente comune che mi ferma per strada, mi scrive, mi telefona per chiedermi di non mollare, di avere fiducia, che mi ricorda che lo Spirito lavora negli animi facendo maturare propositi di pace e buon senso. Ho giudicato e giudico l’assenza dei DS dalla Giunta come un fatto transitorio che non vuol dire assolutamente estraneità dal governo dell’ arcipelago.

Ma riprendiamo il filo del ragionamento. La mozione di sfiducia decolla quando i consiglieri del gruppo C rompono gli indugi ed insieme ai consiglieri del gruppo B propongono al Polo l’operazione sfiducia. Comincia quindi un’ azione di convincimento nei confronti dei consiglieri dell’area D e si raggiungono le 13 firme che vogliono dire un impegno per 13 voti. Potevano essere 14 ma il Presidente del Consiglio, somma ipocrisia, ha ritenuto di non dover firmare per potere apparire formalmente (ma solo formalmente) neutrale nel convocare il Consiglio alla scadenza più ravvicinata.

8. Credo che le cose siano andate più o meno così. Ma quali le ragioni di fondo, quale il motore vero di questa decisione, quali gli scopi?

Che i partiti ed i Consiglieri della Casa della Libertà sfruttino l’occasione di dare la sfiducia ad un Sindaco di centrosinistra che ha anche un ruolo politico che trascende le Eolie e che si cerchi di fare questo in campagna elettorale per influenzare l’opinione pubblica e per cercare di determinare il Commissario prima che il governo regionale si sciolga, è nell’ordine delle cose. Forse ci si poteva aspettare un maggiore senso civico nel non abbandonare la comunità allo sbando alla vigilia dell’emergenza estiva e forse ci si sarebbe dovuto ricordare che le sfiducie non pagano elettoralmente come si è dimostrato nel referendum e nelle elezioni per il Consiglio del dicembre 1996. Ma questa logica politica non ha spesso memoria e macina tutto anche il senso civico.

Chiare sono anche le motivazioni del gruppo B. Fosse stato per esso la sfiducia si sarebbe già proposta lo scorso anno subito dopo che si formò il governo Leanza alla Regione siciliana. Uno dei leader esterni di questo gruppo, docente nell’accademia dei marciapiedi liparesi[1], già lo scorso anno pontificava che il Sindaco avrebbe dovuto dare le dimissioni perché, essendo cambiato il governo regionale, non avrebbe più potuto garantire i finanziamenti comunitari. Non voglio scandalizzarmi per la filosofia politica che sta dietro questo modo di ragionare che umilia non solo ogni discorso sul federalismo ma anche sulla democrazia e riafferma il principio forte del padrinaggio politico fondamento di quello che è stato Tangentopoli, segno che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Non mi scandalizzo e lo prendo come un fatto, preoccupato che nelle Eolie ritornino queste logiche che ci eravamo illusi di avere sconfitto e debellato.

Ed è per questo che sabato sera parlando a Quattropani ed ieri sera parlando a Canneto, ho detto che certo è importante il risultato di oggi in Consiglio Comunale ma ancora più importante è il risultato di domenica alle elezioni regionali: se vince Orlando allora avremo ancora la speranza di tenere a bada questi rigurgiti del passato, se vince Cuffàro sarà la palude dilagante. Ma torniamo al nostro ragionamento.

Questo gruppo B ha addentellati forti in questa Regione: riesce a bloccare – vi ricordate ? – il Piano regolatore dei porti ed i finanziamenti  per la loro messa in sicurezza (grazie a loro abbiamo perso, le Eolie hanno perso, almeno otto mesi preziosi), riesce a bloccare Ecosviluppo Eolie, riesce a bloccare in qualche modo i Patti Territoriali. Secondo il principio del padrinaggio infatti non si possono affidare 250 miliardi già maturati e altri 350 in itinere ad una Amministrazione non organica ai disegni di potere, ed è per questo che essa va rimossa.

Ma questo gruppo B unito alla Casa della Libertà, della quale comunque ormai è parte organica, non ha la forza di potere dare la sfiducia: deve convincere il gruppo C ed almeno alcuni consiglieri dell’area D e – perché no? – cercare persino di penetrare nell’area E. Le condizioni per potere realizzare questa saldatura maturano col risultato del 13 maggio. L’incredibile successo del centrodestra in Sicilia spaventa e preoccupa chi non ha la forza ed i principi per una dura opposizione. Ognuno tiene … famiglia. D’ altronde le dimissioni del Consigliere Gianni Natoli – vera coscienza morale della compagine C, avvenuta a poche ore dalla pubblicizzazione del gruppo, per un diverbio circa i rapporti col leader del gruppo B – aveva tolto all’ aggregato ogni credibilità etica e politica.  Tutto il resto è alibi ed anche molto fragile.

Un esempio? Si dice nella mozione che avrei annullato la maggioranza politica votata dagli elettori, procedendo persino a nominare in Giunta componenti eletti nelle liste di opposizione. Ma si dimentica che la maggioranza politica era stata già annullata dai consiglieri che da essa si erano resi autonomi ed indipendenti; che il rag. Russo pur eletto nell’opposizione, spesso in Consiglio Comunale aveva assunto posizioni comuni e convergenti con i Consiglieri del gruppo B e C quando questi  dichiaravano di voler valutare l’ operato dell’Amministrazione caso per caso; che proprio al Consigliere Russo veniva fatto credito di avere svolto una azione critica ma non preconcetta nei confronti dell’Amministrazione, in particolare sul nodo delicato dell’Eolie servizi spa. La predica sulla nuova collocazione del rag. Russo viene da chi farebbe bene a tacere. Infatti chi fugge a destra di fronte ad una vittoria travolgente della sinistra desta e non può non destare molti sospetti, ma chi sceglie la sinistra quando stravince la destra non dovrebbe stimolare riflessioni virtuose in gente in buona fede?

E per quanto riguarda il rapporto del Sindaco con la sua maggioranza la sua elezione distinta ed riconoscimento di un premio di consiglieri sta ad indicare che la maggioranza consiliare è una garanzia per il Sindaco ma non certo un limite alle sue determinazioni. Infatti il Sindaco – soprattutto quando raccoglie più suffragi delle liste aggregate, come nel mio caso –  deve trascendere il proprio schieramento e tendere ad essere il Sindaco di tutta la comunità. Questo vuol dire che nella scelta degli assessori, prima che il criterio della rappresentanza consiliare, deve interpretare quello delle garanzie per la comunità da governare.  Altrimenti si tradisce lo spirito della nuova legge e si torna al passato per il quale vedo tanta, troppa nostalgia.

Ma non prendiamoci in giro, ciò che ha fatto precipitare la mozione di sfiducia non è stata affatto la scelta dell’Assessore Tizio piuttosto che Caio. D’ altronde i nomi su cui riflettevo, il Presidente del Consiglio li conosceva da tempo, in una rosa più vasta, perché da sempre con lui avevo cercato di mantenere e riavviare un confronto ed un dialogo che è stato ripetutamente rifiutato. La mozione di fiducia ha ragioni più corpose anche se prosaiche.

Il gruppo C, per garantirsi un futuro alle Eolie (personale o politico questo lo si vedrà in seguito), si consegna nelle mani del gruppo B e della Casa della Libertà accettandone tutte le condizioni: la sfiducia subito anche se c’è l’estate d’avanti, la convocazione del Consiglio comunale prima delle elezioni e prima che una vittoria di Orlando possa fare cambiare idea a qualcuno anche se ci si dichiara per Orlando presidente, la corsa ad avere un commissario deciso dal centrodestra anche se ci si dichiara di centrosinistra. Forse può avere concorso in parte – ma solo in misura aggiuntiva e secondaria – l’ irritazione per vedere risolta la crisi ed il timore che stessi uscendo da un impasse amministrativo durato a lungo e che mi aveva tenuto sotto scacco. A questo punto non si voleva – da parte soprattutto del gruppo B dominante – correre il rischio di trovarsi di fronte ad una giunta rafforzata in credibilità ed iniziativa e legittimata per di più dalla vittoria di Orlando. Ed il gruppo C conviene rivelando nella sua posizione non solo calcolo ma anche astio.

Qualche amico più disincantato di quanto io lo sia, mi aveva pure suggerito di rinviare il rimpasto a dopo le elezioni. Ma anche qui a farmi stringere i tempi è stato il senso di responsabilità verso la comunità. Alla vigilia dell’estate non potevo rimanere nel guado con una giunta in crisi, che faceva fatica anche solo a deliberare. C’ era bisogno di ripartire con vigore – cosa che è avvenuta e di cui non mi pento minimamente – e di verificare sul campo la situazione del Comune isola per isola. Cosa che abbiamo fatto e posso garantirvi che, con opportuni interventi, già predisposta la situazione di partenza è di gran lunga migliorata anche solo rispetto allo scorso anno.

9. Rimangono da analizzare le ragioni di quei 2-4 Consiglieri che ho collocato nella cosiddetta area D. Ho molto rispetto per il loro travaglio e le loro difficoltà. È difficile decidere da soli venendo strattonati da una parte e dall’ altra. E però essi oggi sono chiamati alla scelta più difficile che è la scelta della coerenza. La coerenza non per una firma messa in un momento di difficoltà e di debolezza ma coerenza con il patto che hanno fatto con gli elettori quando hanno accettato di entrare in lista e poi quando hanno accettato di fare il Consigliere Comunale. Voglio appena ricordare che alcuni di Voi sono Consiglieri perché hanno goduto del premio di maggioranza guadagnato dal Sindaco col suo 50 per cento più uno, non dico questo per recriminare ma per sottolineare che fra me e voi dovrebbe esserci comunque un rapporto privilegiato che io non ha mai voluto trascurare, anche se forse voi vi aspettavate molto di più.

Ma è stato non per calcolo, quanto per convinzione che io mi sono battuto per evitare che Pianoconte venisse stravolto dalle cooperative. Ho fatto tutto il possibile e temo solo che quanto fatto finora sia stato vano. È indubbio, infatti, che il Commissario non potrà fare scelte politiche ma dovrà attenersi a comportamenti tecnici prescritti. Così potrà sanare con sua delibera, che sarà anche delibera di Consiglio, quel vulnus che forse c’era nel procedimento del Commissario ad acta giacché la scelta delle aree su cui costruire non è mai passata dal Consiglio Comunale, che per legge ne ha la competenza. Ci pensi Consigliere Manfré, che cosa andrà a raccontare in questo caso alla gente di Pianoconte? Che le era stato garantito il contrario? Come le era stato garantito che, con la sfiducia, andava a casa il Sindaco e non il Consiglio?

È stato non per calcolo quanto per rispetto verso la gente, perché una decisione importante come l’aviosuperfice non fosse imposta dall’alto ma eventualmente maturasse nella coscienza collettiva, a cominciare dagli abitanti delle zone alte dell’isola che avrebbero dovuto ospitarla.

Almeno quanto voi vivo la preoccupazione dell’ invasione delle antenne con emissioni elettromagnetiche: antenne delle TV, antenne dei telefonini ora TIM e OMNITEL e domani anche Wind, Blue e quant’ altri ancora. Parlo delle antenne di Culìa, di Altapecora e quante altre oggi vengono decise per via tecnica scavalcando ogni determinazione politica del Sindaco perché si tratta di autorizzazioni e concessioni affidate agli uffici. E malgrado il Sindaco non abbia più competenza in materia e malgrado spesso sia all’ oscuro dei procedimenti in corso mi sono attivato per contenere e risolvere positivamente questo nuovo problema. Anch’ io vivo sotto il Castello di Lipari che è invaso dalle antenne ma la risposta non può essere emotiva e cioè negare le televisioni ed i telefonini oppure scaricare tutto su capri espiatori, ma deve essere razionale e proprio per questo abbiamo già messo in cantiere il Piano regolatore delle antenne e delle emittenti, consentendo, per il momento solo autorizzazioni indispensabili e provvisorie; proprio per questo già tre anni fa ho preso contatto con Telespazio per studiare la possibilità di sostituire il satellite alle antenne e se avessi avuto più attenzione da parte dello Stato e della Regione forse questo problema oggi sarebbe già risolto. Ma una cosa è certa: non potrà risolverlo un Commissario e quando a dicembre, dopo le elezioni, riprenderà il suo percorso una Amministrazione eletta dal popolo, le antenne potrebbero essere decine e decine.

Spesso mi si rimprovera di non avere fatto a sufficienza per una frazione o per un’ isola ma se si ha la bontà di verificare e di ascoltare – oppure di leggere le relazioni semestrali – si scopre che molto è stato fatto e che spesso tutta l’ opera di progettazione e promozione non si è tradotta in fatti concreti per i tempi lunghi della pubblica amministrazione e per gli ostacoli politici che sono stati frapposti.  Ora tutto questo è giunto al nodo. Ma il nodo non è questo di oggi, bensì quello di domenica prossima. Se vince Orlando il grande disegno di sviluppo delle Eolie sarà finalmente possibile e la vicenda di un commissario e di nuove elezioni potrebbe solo ritardarlo facendo perdere almeno altri sei mesi alle Eolie. Se Orlando non vince e le logiche del padrinaggio che prima ho descritto dovessero prevalere sarò io che toglierò il disturbo.

10. Ho scelto di fare il Sindaco per dare vita ad un grande progetto non per vivacchiare nella palude.

Mi è stato consigliato da un Consigliere che – quanta ipocrisia – mi si dichiara amico, che persino afferma di apprezzarmi, ma comunque mi pugnala alle spalle con la sfiducia, di fare il grande gesto e dimettermi. Certo forse gli toglierei un peso dalla coscienza ma mi assumerei la responsabilità di lasciare le Eolie nel caos e nel guado dei finanziamenti comunitari.  No, caro consigliere, ognuno si assuma le sue responsabilità ed ognuno risponda di fronte alla gente, di fronte alla storia di queste isole e di fronte a Dio degli atti che ha compiuto. Io, se voterete la sfiducia, lascerò la casa municipale con qualche amarezza ma senza rammarichi e soprattutto con la coscienza tranquilla.

Ho amato, amo ed amerò le Eolie e comunque vadano oggi le cose credo di avere comunque portato un mio contributo al loro avvenire. Comunque vadano oggi le cose io continuerò a battermi – come ho scritto nel manifesto che ho affisso sui muri – per il loro futuro. Mi batterò con la passione, l’impegno, la forza di sempre. Sono Sindaco da quasi sette anni, li compirò il 4  luglio, e posso dire che in tutti questi anni ho solo lavorato e pensato a queste isole trascurando ed abbandonando interessi personali e professione. Ho detto che non mi sono permesso nemmeno l’acquisto di una casa perché non si potesse adombrare il sospetto che l’ avessi fatto ottenendo un qualche favore.

Ho amato le Eolie ed è per questo che sono tornato a vivere a Lipari trascurando carriere più remunerative e prestigiose per dovere fare i conti sia con i grandi progetti, sia con i problemi quotidiani, ascoltando sempre tutti, cercando di venire incontro a tutti per quanto possibile. Mi sono arrabbiato molto soprattutto con i dirigenti ed i funzionari comunali a cui chiedo ora scusa. Ma mi sono arrabbiato sempre perché volevo che la loro professionalità fosse meglio posta al servizio della gente, che si desse più ascolto alla gente, che il cittadino fosse veramente il signore di questo palazzo di vetro dove ogni amministratore, ogni dirigente, ogni funzionario è chiamato ad operare non per complicare ma per risolvere i problemi.

Ho amato, amo ed amerò le Eolie sempre. Ed è stato scritto che:

“Chi ama tutto scusa di tutti ha fiducia

tutto sopporta mai perde la speranza”  (1 Corinzi 13,7)


[1]     L’accademia dei marciapiedi liparesi nella dialettica di quei mesi stava an indicare quei due tre gruppi che quotidianamente si formavano dinnazi ad un bar o un negozio e disquisivano dei problemi amministrativi locali, nel modo in cui lo si fa a Lipari con molti pettegolezzi e pochi fondamenti.

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