IV Relazione: Solo la pazienza è rivoluzionaria

RELAZIONE SEMESTRALE – Capitolo IV

Solo la pazienza è rivoluzionaria.(6 gennaio 1996 – 5 luglio 1996)

 1. La vittoria dei gabbiani

Il gabbiano dalla barba grigia volò fin sulla cima del Monte Sant’Angelo e sostò a rimirare le isole. Da lì a poco lo raggiunsero altri gabbiani. Tanti quanto non se n’ erano mai radunati a Lipari fino ad allora e tutti rimasero in silenzio come a meditare. Avevano combattuto una battaglia durissima ma avevano vinto. Una vittoria schiacciante[1]. Tanto più schiacciante perche avvenuta senza nessun compromesso col vecchio sistema e con i metodi di sempre. Quello di rimirare in silenzio il territorio era un modo allo stesso tempo di celebrare la vittoria del 26 maggio, di riflettere sulle nuove e più gravi responsabilità, di studiare come riorganizzarsi ora che erano divenuti così numerosi.

Non che fossero spariti i passeri, i quaquarraquà, i corvi e persino le aquile imperiali. Si erano di molto ridimensionati ma non erano certo scomparsi. Non scorrazzavano più a destra ed a manca ritenendosi i padroni del territorio. Rimanevano più volentieri nei loro covi a leccarsi le ferite ed a rimuginare su che cosa fosse successo realmente. Ma non avevano certo gettato la spugna. Quello che non potevano accettare era che, in meno di due anni, tanti passeri e forse anche diversi quaqquaraquà si fossero mutati in gabbiani e i gabbiani fossero divenuti largamente maggioritari.

– Non è possibile – disse un’ aquila imperiale – qualcuno di noi deve avere tradito. Qualcuno, all’ultimo momento, deve avere dislocato altrove i propri pennuti.

– Dobbimo prendere atto della realtà – diceva qualche corvo – e adattarci in qualche modo cercando di prendere le sembianze dei gabbiani senza però divenire gabbiani. Dobbiamo far sì che mentre tutto cambia nulla cambi realmente.

Un quaqquaraquà suggeriva infine di ritirarsi a Panarea e Vulcano Piano che erano state le loro vandee e da lì riorganizzare la rivincita.

Parole e parole per lenire ferite brucianti e comunque la perdita secca di potere e di controllo. Ognuno infatti, in fondo alla propria mente sapeva peifettamente che  – a meno di fatti imprevisti ed imprevedibili – quello che si era innescato era un processo irreversibile e che la determinata volontà di cambiamento degli ultimi due anni non si sarebbe certo rilassata dal momento in cui venIva così ampiamente premiata.

I gabbiani da parte loro sapevano che il compito di cui erano stati investiti era grandioso, anzi immenso perché qualificato da tutte le aspettative anche quelle fra loro contraddittorie. Per questo avevano accolto il responso delle urne con equilibrio e moderazione. Non ci sarebbero stati vinti e vincitori e nessuna discriminazione se si fossero messe da parte le logiche di scontro e si fosse finalmente deciso di lavorare tutti per il futuro delle Eolie. Tutti in piena democrazia dove norme e regole sono eguali per tutti e non ci sono pennuti più eguali degli altri.

Come sarebbero state le Eolie di tutti? Questo cercavano di immaginare le centinaia di gabbiani appollaiati sulla vetta del monte Sant’Angelo facendo scorrere lo sguardo su questo bellissimo e complesso territorio fatto di isole e mare, vulcani, dirupi impervi, colline e pianure ridenti, spiagge, scogli pittoreschi e coste rocciose.

Il gabbiano dalla barba grigia era immobile, completamente assorto in una preghiera silenziosa che continuava a ripetere nel proprio cuore.

“Fa Signore – diceva questa preghiera – che riesca ad essere all’altezza della grande speranza suscitata “.

Ho voluto iniziare la IV Relazione semestrale sullo stato di attuazione del programma con la pagina conclusiva dello scritto di un anonimo che narra delle vicende eoliane di oggi come se fossero accadute alla fine del secolo X quando le isole erano disabitate dagli uomini ma non dai pennuti. Mi sembra che pur con i limiti (o la forza?) della metafora essa dica chiaramente il punto in cui ci troviamo: si è vinta una grande battaglia, ma non è certo il momento delle celebrazioni e del riposo.

Questa volta la relazione non sarà al Consiglio Comunale ma ai Commissari regionali, dott. Camillo La Rosa e prof. Carlo Pecoraro, che lo sostituiscono fino all’elezione del nuovo consesso. Ma non per questo la Relazione sarà meno impegnativa. È necessario – giunti a metà del percorso amministrativo – fare il punto sul lavoro svolto: il lavoro di questi sei mesi nella prospettiva degli ultimi due anni. Questo punto è indispensabile per delineare i passi futuri ed aiutare i Commissari ad avere tutti gli elementi per svolgere adeguatamente i propri compiti.

2. La grande congiura

Quelli trascorsi sono stati due anni duri ma anche entusiasmanti. I problemi sono stati numerosi, le difficoltà sono spesso apparse insuperabili eppure mai è venuta meno la volontà e la speranza che il grande progetto di riqualiticazione morale, civile ed economica di queste isole potesse arenarsi. Si è sempre progredito, qualche volta a fatica, impercettibilmente, qualche altra in modo più spedito. In particolare i mesi più difficili sono stati questi sei che ci siamo lasciati alle spalle. Il referendum è stato richiesto dal Consiglio Comunale il 29 dicembre scorso mentre si è effettuato il 26 maggio cioè dopo circa cinque mesi. E prima del referendum abbiamo avuto le elezioni politiche nazionali e dopo quelle regionali.

Malgrado queste “distrazioni”, non si è mai interrotta né l’ amministrazione, né la progettazione. Eppure non possiamo nasconderci che c’è stata una forte e potente congiura prima per scacciare questa Amministrazione (“Questo Sindaco lo cacceremo via”, ebbe a gridare l’on. D’Alia in una pubblica piazza durante la campagna elettorale per le politiche) e poi per immobilizzare tutto. Parlo di congiura perche non tutto è avvenuto alla luce del sole, e non tutto è stato – come illustreremo – trasparente.

Una congiura che ha prodotto uno sforzo di tale portata e di tale ampiezza che stupisce come abbiamo potuto averne ragione. Certo ha contato molto la fede nella causa e la fiducia nella gente. Si dice che Cristoforo Colombo avesse una tale fiducia nella sua impresa che anche se l’ America non ci fosse stata, Dio l’ avrebbe creata ponendola sulla sua strada. Ho la presunzione di credere che qualcosa di simile si è verificato in questa circostanza.

Ma parliamo della congiura. Ad essa hanno indubbiamente concorso: la maggioranza del Consiglio Comunale almeno negli elementi più politicizzati; tutti i vecchi personaggi politici locali senza eccezione alcuna, improvvisamente riconciliati ed unificati che nella vicenda del referendum hanno giocato il tutto per tutto; una borghesia locale miope ed ingorda che ha sempre ritenuto e ritiene di avere solo diritti e nessun dovere; settori seppur minoritari della struttura comunale legati al vecchio sistema o disturbati nel loro quieto vivere dal ritmo impresso dalla nuova amministrazione; ed infine settori dell’ Amministrazione regionale probabilmente sollecitati da politici vicini ai Consiglieri locali che volevano recuperare il controllo di un territorio allettante quale le Eolie sono. Congiurati che hanno operato spesso per gli incunaboli sotterranei di una politica che rimane ancora, soprattutto in Sicilia, tipica della prima repubblica. Una congiura che è sembrata persino avere un supporto di massa grazie all’iniziativa dei giovani rampolli di una certa Lipari per bene sospinti nella mischia dai loro genitori perché difendessero i privilegi della casta e del casato.

Così il Consiglio Comunale ha esitato il Bilancio ma con alcuni emendamenti illegittimi che hanno permesso al Coreco centrale di bocciarlo, lasciando immobilizzato un Comune del significato di quello di Lipari, nel pieno della stagione estiva. Immobilizzato. Così il Consiglio Comunale ha approvato dopo mesi, sotto la forte spinta dell’opinione pubblica, la nuova pianta organica ma questa si è dispersa nei meandri del Coreco centrale. Approvata al Consiglio di Lipari a metà marzo è stata verificata dal Coreco a metà maggio annullandola parzialmente. Ma il contenuto di questo annullamento parziale si è saputo solo ai primi di luglio dopo lettere di diffida inviate per conoscenza al Presidente della Regione ed al Ministero dell’Interno. Così il Consiglio Comunale ha ignorato altri documenti importanti lungo questi sei mesi come il Piano regolatore generale, il piano regolatore dei porti, il programma triennale delle opere pubbliche, la rideterminazione della legge regionale 18/87 per la destinazione degli ultimi 7 miliardi fra opere che sono risultate impossibili da realizzare ed avanzi delle gare d’asta, la rideterminazione dei fondi della legge 1; mentre l’ Assessorato regionale agli enti locali, infischiandosene dei termini di legge, prima faceva slittare la data del referendum perchè cadesse a cavallo fra le elezioni politiche e quelle regionali (con una serie di implicazioni che non è difficile capire), poi ritardando di oltre quindici giorni la nomina dei commissari, in modo da prolungare il più possibile il blocco amministrativo. E che dire della vicenda della portualità: il progetto dell’attracco di Marina Corta che si smarrisce, il progetto del molo di Acquacalda che si scopre sbagliato proprio quando devono iniziare i lavori, gli slittamenti dei tempi nelle operazioni di dragaggio e realizzazione del pontile di Vulcano. Non sono mancate nemmeno azioni di intimidazione a emittenti vicino all’Amministrazione, cercando persino di coinvolgere settori delle forze dell’ordine.

Per non parlare poi dei rapporti sempre difficili col settore lavori pubblici del Comune: la scarsa sorveglianza sui lavori in corso in particolare nelle isole ed in particolare quelli della L.R. 18, e quindi le lamentele – insistenti nella campagna referendaria – degli abitanti di Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi; i ritardi nelle perizie che si ripercuotono poi sui problemi delle discariche, sull’edilizia scolastica, sulla manutenzione delle strade e via di questo passo; la mancanza di iniziativa per cui occorre esercitare una continua vigilanza se non si vuole che le pratiche si arenino definitivamente.

Certo, molte di queste cose, prese isolatamente, potrebbero ricondursi alla solita inefficienza degli apparati pubblici, alla cultura della deresponsabilizione che prospera nei pubblici uffici, al quieta non movere et mota quietanda che sembra essere il motto di una certa burocrazia legata ai modelli della vecchia politica dove era la raccomandazione o il trascorrere del tempo a risolvere i problemi. Ma presi nel loro complesso? Non sono quanto meno l’indizio di una trama di connivenze che cerca di invischiare le procedure democratiche? E che cos’è la mafia al suo origine se non l’opposizione alla statualità ed alla legalità di una logica diversa proiettata a fini particolaristici e di parte? Una mafia bianca perché, a differenza di quella criminale dei Reina e dei Santapaola, non uccide. Ma sempre mafia è.

Queste logiche e queste connivenze esistono un po’ dappertutto e non solo in Sicilia? È vero, ma qui più che altrove sono state profondamente innervate al sistema politico, fino ad identificarsi con esso. Perchè qui in carenza di una società civile forte e di una imprenditoria autonoma, i politici hanno rappresentato i veri poteri forti che comandavano anche sull’economia e la finanza oltre che sulla società civile. E i risultati elettorali del 16 giugno, che hanno segnato il riemergere di tanti uomini del vecchio sistema, coniugati con i trasformismi in corso, ci dicono che questa fase è tutt’altro che conclusa. Per quanto duramente contrastato da una iniziativa della magistratura questo potere tenta di riorganizzarsi e di riemergere, cambiando apparentemente ma non sostanzialmente secondo la vecchia logica del Gattopardo.

Per chi credeva che con i risultati del 26 maggio i nodi politici fossero definitivamente sciolti e rimanevano da affrontare solo quelli amministrativi, queste osservazioni devono lasciare pensare.

Siamo usciti vincitori da uno scontro durissimo, che aveva visto coalizzati contro di noi tutti i rappresentanti di una politica che non vuole esaurirsi. E di questa vittoria dobbiamo essere orgogliosi come dobbiamo avere la certezza che le nostre aspirazioni hanno oggi maggiore attenzione di ieri a livello nazionale. Ma guai a crogiolarsi nel trionfalismo. La politica rimane ancora in Sicilia una grande palude ricca di sabbie mobili, infestate da caimani dalla pelle corazzata.

Il libero popolo delle Eolie ha alzato il 26 maggio una grande e orgogliosa bandiera come segnale per tante altre bandiere che nella nostra regione esistono a partire soprattutto dai municipi dove è maturata la nuova esperienza dei sindaci che assumono come primo riferimento l’intera popolazione e non coalizioni o schieramenti partitici. Ma tutti questi presidî devono collegarsi in rete e dare vita ad un grande movimento di rinnovamento che oggi può vincere. Altrimenti i vecchi caimani torneranno a scorazzare in lungo e largo, abbattendo presidî e bandiere e trasformando tutto in una grande palude.

3. La forza dei “piccoli”.

Quello di sconfiggere la vecchia nomenclatura e liberare l’ Amministrazione dell’azione di intralcio della maggioranza del Consiglio, è stato indubbiamente il maggior risultato conseguito in questi mesi. Esso rientra pienamente nella parte generale del programma, che mette l’accento sullo sviluppo globale e cioè economico, sociale, culturale ed etico puntando sull’iniziativa della gente e su valori come la solidarietà verso gli strati sociali più deboli e il ripristino della legalità. .

Anche al di là del risultato, il referendum è stato un’esperienza di grande partecipazione. Assemblee affollate come non mai, in un clima – salvo l’incredibile incontro di Panarea all’hotel Lisca Bianca (una vera e propria imboscata) – sempre di grande attenzione e di grande comprensione. Assemblee in ogni isola, in ogni contrada ed a Lipari anche in diversi quartieri. E poi il contatto casa per casa mai propagandistico, ma sempre attento a scoprire i problemi e ad entrare in contatto con la gente. E questo meraviglioso popolo di Lipari che aveva capito lo scontro duro che si stava compiendo ed aveva deciso di assumersi la propria responsabilità ribattendo con fierezza ai vecchi signori.

È stato di fronte alla nuova consapevolezza politica della gente che sono risultate sconfitte tutte le trappole ed i trabocchetti che gli uomini del NO avevano riposto lungo il cammino. A cominciare da quello del vincolo, per andare al problema dei tributi, all’attacco alla delibera antievasori, alle assunzioni fatte a norma dell’art. 30 dello Statuto per dare funzionalità ed efficienza alla macchina comunale in situazioni di grave emergenza, alle spese del Constitutum fino a cose risibili come la critica alla maricultura, alla telematica del progetto telescuola, alle iniziative sul fronte della pesca. Ma non è stata solo la bravura della Amministrazione e rintuzzare le provocazioni, è stato anche e soprattutto l’ impegno della gente a non lasciarsi confondere, il rifiuto della risposta qualunquistica, il coraggio di scegliere per le Eolie.

Questo referendum lo hanno vinto i pescatori, i lavoratori della pomice, i muratori ed i manovali delle imprese edili, i contadini, la gente umile e sana, quei “piccoli” di cui parla il Vangelo a cui sono rivelate cose che sono nascoste ai dotti e sapienti (Lc 10,8-10).

È un grande risultato che non va disperso perche rappresenta la base solida di un nuovo modello di sviluppo. Essa si può così riassumere: avere fiducia nella possibilità di cambiare. Nella possibilità di creare una società migliore. Credere che non è vero che “i politici sono tutti eguali”; che non è vero che “nessuno fa niente per niente”.

La distanza fra i propugnatori del NO ed il popolo eoliano è stata di natura etica prima che politica. Un distacco enorme, abissale.

Tutto questo ha un risvolto concreto sui ruoli. Il Sindaco, ma anche ogni amministratore, non è più una figura lontana che sta nel palazzo o soggetto di un mondo astratto chiamato “politica”, ma uno che vive in mezzo alla gente e partecipa dei problemi di tutti. Così tutti i problemi gli vengono affidati in ogni momento della giornata, in ogni occasione. La sua natura pubblica non è più formale ma sostanziale nel senso che è la comunità prima del ruolo ad assorbirlo. Una comunità che se ne appropria, che riversa su di lui attese e bisogni, esigenze di difesa e di promozione sottraendolo così, inavvertitamente, alla sua dimensione privata. Un abbraccio quello della comunità caloroso ma anche soffocante che esprime la novità del passaggio fra estraneità ed appropriazione e richiede però un’ulteriore maturazione per esprimersi in un rapporto maturo di partecipazione.

Responsabilizzazione, partecipazione, fiducia in una politica diversa questi sono i valori che si sono innescati in questi due anni nella comunità eoliana e che si sono manifestati ad uno stadio significativo di maturazione proprio nel referendum.

Foto ricordo che simboleggia “il patto delle Eolie per lo sviluppo”.. Da sinistra: il Sindaco di Leni Pippo Lo Po, il Sindaco di Malfa, Basilino Sottile, il Sindaco di Lipari e il Sindaco di S.Marina Salina Riccardo Gullo.

Ma il processo virtuoso che ha portato ad una crescita generalizzata di valori comunitari, ha potuto svilupparsi perche si è coniugata con l’azione di una amministrazione che ha rispettato i propri impegni a cominciare da quelli immateriali del ripristino della legalità e della trasparenza, della testimonianza di una dedizione disinteressata al bene comune, della proposizione di un modo di governare attento ai problemi immediati come a quelli di lungo periodo.

Ed è soprattutto sui passi avanti compiuti negli ultimi sei mesi nel governo concreto che vogliamo soffermaci riassumendo l’azione lungo i tre obiettivi specifici del programma: dare impulso all’economia locale, realizzare il PRG e le infrastrutture essenziali dei servizi; promuovere la riforma amministrativa.

4. Transitare verso un nuovo modello di sviluppo

Il tema della crisi dell’economia locale è stato uno dei più presenti e dibattuti nel corso della campagna referendaria. Innanzitutto la difficoltà di trovare lavori stabili per i giovani e quindi l’alto numero di iscrizioni nelle liste di collocamento (oltre 1800), quindi la difficile prospettiva dell’edilizia per via sia di una reale saturazione del territorio, sia dell’apposizione del vincolo di inedificabilità pressocchè assoluta da parte dell’Assessorato regionale ai beni culturali, senza gradualità e senza ammortizzatori; poi la situazione precaria della pesca su cui oscilla la spada di Damocle delle forti limitazioni comunitarie per la pesca del pesce spada con reti derivanti. Tutto ciò rende il problema dell’occupazione incandescente. È un tema di cui l’amministrazione ha forte consapevolezza e proprio per questo l’ha messo fra gli obiettivi più importanti. Ma non è questione risolvibile nei tempi brevi ed inoltre al di fuori di un contesto comprensoriale, regionale e nazionale.

Solo un’impostazione strumentale a.fini elettoralistici può attribuire a questa amministrazione una qualche responsabilità in proposito. Se responsabilità ci sono a livello locale.vanno ricercate in chi ha condotto questo Comune almeno nell’ultimo decennio senza la preveggenza di capire che un modello di sviluppo si esauriva e quindi era necessario porre le condizioni per transitare verso un modello nuovo. Si sono accettati i processi spontanei senza cercare di governarli ed indirizzarli. .

Esaurita l’agricoltura nei primi lustri del dopoguerra l’economia locale è stata sempre più trainata dall’industria delle costruzioni e dalle imprese collegate ad un turismo stagionale che cercava di realizzare nelle poche settimane estive quanto necessario per tutto l’anno, comprimendo i costi e sollecitando i prezzi. Di complemento a questi due settori era quello della pesca, scarsamente organizzato e taglieggiato nei guadagni dall’azione degli intermediari.

Il progetto di questa Amministrazione, in sintonia con le Amministrazioni dell’isola di Salina, si è subito rivolto a delineare un nuovo modello caratterizzato dalla centralità dell’industria del turismo. Un turismo non solo estivo bensì capace di espandersi con la promozione del nostro patrimonio culturale e naturalistico. E oltre al turismo, una nuova attenzione all’agricoltura, alla pesca ed alla maricoltura; alla loro commercializzazione e trasformazione. E infine ancora l’industria edilizia seppur in termini più limitati che nel passato e quindi l’artigianato in genere, sia di mestiere sia artistico.

Questo progetto valido un po’ per tutte le isole minori italiane sia al nord che al sud, il Sindaco di Lipari lo esponeva alla assemblea dell’ ANCIM del 9 febbraio in una relazione che si allega alla relazione semestrale e diveniva la base del convegno “Dieci idee per il futuro delle isole Eolie: investire in formazione, promuovere professionalità, creare lavoro…” che si è tenuto a Canneto il 27 aprile presso il Centro pastorale.

Dieci idee ma in molti casi si trattava di qualcosa più di un’idea. Si era di fronte cioè ad una vera e propria proposta di imprenditività affidata ad esperti di società per la promozione del lavoro, delle nuove tecnologie, della formazione professionale. Ricordiamo in particolare il progetto di maricultura, il centro servizi per il turismo e la gestione del marchio “isole”: tre terreni che dovrebbero dare un qualche risultato anche in tempi medio-brevi. Il progetto di maricultura, insieme al progetto di realizzazione di un mercato del pesce, hanno lo scopo di dare una risposta concreta in avanti alla crisi della pesca, gettando le basi per la realizzazioni di aziende che riprendano l’antica tradizione della conservazione sotto sale o sott’olio di acciughe, sardine, tonno, palamito, ecc…

Il discorso del marchio isole si rivolge ancora a questo settore ma anche all’agricoltura cercando di sostenere e promuovere le poche aziende operative e dando ad esse una prospettiva di sviluppo. Proprio nel mese di giugno si è cercato di promuovere un corso di formazione per gestori di cantine sociali: un altro problema cruciale per dare uno sbocco ed una qualificazione ad una significativa attività produttiva locale di vino. Purtroppo la mancanza di un ente disponibile ad assumersi questo compito ci ha obbligato a rinviare di un anno l’iniziativa.

Ma la grande risorsa per le Eolie si chiama turismo culturale e naturalistico. Questo vuoi dire moltiplicazioni dell’offerta di centri di interesse culturale ponendo a fianco del grande museo archeologico di cui siamo debitori al prof. Luigi Bernabò Brea ed alla dott.ssa Madeleine Cavalier, un museo della pomice, un museo civico, un museo diocesano e della cultura religiosa, un museo del mare, un museo della cultura contadina, una pinacoteca dell’arte contemporanea, oltre a potenziare il museo vulcanologico e quello dell’archeologia sottomarina, parte integrante del museo archeologico, e tutelare e valorizzare la grande quantità di reperti distribuiti sul territorio che fanno delle Eolie un vero museo a cielo aperto. A questo proposito voglio segnalare la pregevole ricerca sul campo compiuta dal dott. Vittorio Giustolisi circa le antiche strutture rupestri dell’isola di Vulcano, con relativa mostra e testi pubblicati, che potrebbe condurre ad un nuovo significativo interesse per quest’isola se si riuscirà a salvaguardare prima e rendere fruibili dopo queste strutture, a cominciare dalla grotta dell’allume sul grande Faraglione.

Cultura vuol dire anche luoghi d’incontro per socializzare e condividere esperienze ricreative ed artistiche, come il palazzo dei congressi, un auditorium, una struttura sportiva coperta come il campo di basket.

Tutte opere, quelle museali e quelle di accoglienza, per le quali in queste mesi abbiamo lavorato attivamente realizzando un programma triennale delle opere pubbliche che a norma della legge regionale n.4/96comprende questa volta anche i progetti preliminari, cercando di sbloccare opere che si erano incagliate (come il palazzo dei congressi di via Balestrieri), cercando di reperire le risorse economiche necessarie sia attraverso la redazione di un ambizioso project financing, sia battendoci per i fondi del Piano UEoperativo per il turismo, obiettivo 1 misura IV isole minori.

Opere pubbliche previste nel Programma triennale e finanziamenti che dovranno servire anche a riqualificare la nostra offerta naturalistica con il recupero di gran parte dell’antica sentieristica (Filicudi, Stromboli e Lipari), la realizzazione di parchi urbani e suburbani (Vulcano Porto, nell’isola di Lipari a Castellaro, Palmeto e Urnazzo. a Val di Chiesa in Filicudi), di belvederi e miradores.

Nel discorso del turismo naturalistico dobbiamo fare rientrare anche il termalismo. La possibilità di utilizzare in tempi brevi questo tipo di risorse che le Eolie possiedono si è rivelata un’utopia. C’è un problema di analisi dei giacimenti, di definizione di un progetto sostenibile, di individuazione di partner e finanziatori che richiede tempi medio lunghi. In questo semestre oltre a conferire incarichi per analisi e ricerche, ad approfondire anche in questo campo la possibilità di una collaborazione con la GEPI, si sono creati rapporti con le terme di Abano, con quelle di Ischia, e più recentemente con quelle di Montecatini e di Fiuggi. Allo stesso tempo c’è da verificare la possibilità concreta di creare altre strutture di supporto all’edificio attuale compatibili con il piano regolatore ed il piano paesistico, per proporre un centro di fitness che è l’unica strada per rendere economiche iniziative in un settore che, relegato alle sole cure medico-sanitarie, risulta oggi ovunque in crisi.

Le isole che accettano la grande sfida del mercato del turismo devono pensare anche al loro look, cioè al loro aspetto, al loro modo di presentarsi. Chi viene oggi alle Eolie, soprattutto se giunge a Lipari, ma anche a Panarea, Alicudi e Filicudi può comprendere il grande sforzo fatto con la legge 18/87. Le stradelle di Panarea e di Filicudi, la ripresa dei sentieri a gradini di Alicudi, la prima metà di via Garibaldi ed una parte dei vicoli di Lipari testimoniano del grande impegno messo per rifare belle le nostre isole nel rispetto dell’ambiente e della tradizione. Quando il prossimo anno avremo così la gran parte dei vicoli arricchiti con la nuova illuminazione artistica e con gli ibiscus e le magnolie, completata via Garibaldi, rifatta via Roma, rifatto il viale Vescovile che si chiamerà viale mons. Bernardino Re, rifatti i marciapiedi del corso Vittorio Emanuele anche qui con illuminazione artistica, come anche Sottomonastero, Lipari avrà indubbiamente un aspetto più gradevole e signorile. Rimarranno da affrontare Marina Corta e villa Mazzini anche qui due interventi già previsti nel programma triennale.

E diamo appuntamento anche per il prossimo anno per via Marina Garibaldi ed i vicoli di Canneto, per le piazze di Acquacalda, Pianoconte e Quattropani, per le strade di Stromboli.

Nello stesso senso va il piano del recupero del colore e delle facciate di Lipari su cui stiamo lavorando e che riteniamo possa essere già operativo per il prossimo anno.

Minore attenzione dello scorso anno – quando si realizzò quella splendida commemorazione del Constitutum – si è potuta dare quest’anno ad iniziative di promozione a livello nazionale ed internazionale. E questo, sia per l’ottusa indisponibilità del Consiglio Comunale, sia per il susseguirsi di competizioni elettorali che hanno reso improponibili iniziative di questo tipo in tutto l’arco dei mesi più significativi che sono quelli che vanno da aprile a giugno. Malgrado ciò qualcosa è stato fatto sia grazie ad Airone e l’Europeen che hanno dedicato alle Eolie importanti servizi, sia grazie a “Mixer-giovani” che ha dedicato una puntata al progetto Teleinsula  mandando in onda splendide riprese delle nostre isole dall’ elicottero.

Comunque mai le Eolie hanno visto tanto turismo quanto quest’anno con uno straordinario mese di giugno ed un mese di luglio che inizia alla grande. Abbiamo la presunzione di credere che sia in buona parte merito dell’azione coordinata di promozione che abbiamo avviato a partire proprio dal Constitutum. Comunque non bisogna dormire sugli allori. Gran parte di questa attenzione potrebbe scemare una volta che si riaprono mercati attualmente ancora bloccati come quelli dell’ex-Iugoslavia, per questo bisogna attrezzarsi sul piano dell’offerta e dell’organizzazione. Sotto quest’ultimo aspetto diventa importante quel Centro servizi per il turismo di cui abbiamo parlato nel Convegno di aprile ed il cui progetto potrebbe divenire operativo per tutte le isole della Sicilia, con sede a Lipari, grazie ai finanziamenti del POT dell’UE.

Una battuta d’arresto hanno invece avuto le società miste che dovrebbero dare anche ma risposta alla crisi dell’edilizia che risulta confennata dalla bocciatura, da parte del TAR di Palenno, del ricorso del Comune contro il vincolo di inedificabilità. Una battuta d’arresto dovuta proprio alla fase referendaria ed all’esigenza di non precostituire scelte strategiche per un futuro che poteva non appartenere a questa amministrazione. Anche qui comunque qualcosa si è fatto. È ritornata approvata dal Coreco la delibera d’intenti per la realizzazione di società miste con la Gepi e si tratta ora di divenire operativi.

Quanto alle iniziative di sostegno nel breve periodo abbiamo predisposto una serie di cottimi fiduciari che oltre a garantire la manutenzione delle strade delle isole possono offrire una boccata di ossigeno alle nostre imprese edili, come il piano del colore ed il recupero delle facciate degli edifici eoliani rappresenteranno anche un importante sostegno alle imprese di pitturazione e di decoro urbano.

5. L‘ ampia e complessa matassa delle infrastrutture.

Non ci può essere sviluppo senza infrastrutture e su questo terreno le Eolie hanno un ritardo di non poco conto per carenza di opere o per realizzazioni al di fuori di un progetto organico grazie a lustri di investimenti a pioggia e dall’alto che non seguivano le strade della programmazione organica ma quelle di una politica di intreccio fra poteri, affari e clientele.

Realizzazione degli strumenti di controllo del territorio e delle strutture dei servizi rappresenta così il secondo obiettivo del programma, quello sotto un certo aspetto più concreto ove si possono verificare i passi innanzi che si compiono.

Anche in questo caso si potrebbe pensare che quello appena trascorso sia stato un semestre di attesa e di assestamento. Infatti il Piano regolatore generale che è il maggiore strumento di controllo e governo del territorio, presentato al Consiglio Comunale ai primi di dicembre, là è rimasto fermo. Così anche il Piano regolatore dei porti che già a marzo sembrava in dirittura d’arrivo si è bloccato perche la commissione urbanistica del Consiglio Comunale aveva dichiarato di volere elaborare delle direttive che non sono mai venute. E che dire delle discariche, del sistema fognario e del depuratore, del dissalatore e della rete idrica?

Eppure di fronte ad una verifica attenta si scopre che anche su questi punti si è fatto parecchio cammino.

La realizzazione del PRG

Per quanto riguarda il PRG, nel mese di gennaio si è compiuto il censimento del fabbisogno degli artigiani per le aree di loro competenza e si è trasmessa alla Commissione urbanistica del Consiglio Comunale una nota con il giudizio ed i rilievi dell’Amministrazione sullo schema di massima. Giudizio positivo a determinate condizioni individuando anche le aree dove prevedere i piani particolareggiati. Intanto prima dall’ Assessorato Territorio ed Ambiente e il 4 luglio anche dall’ Assessorato Beni Culturali con nota n.2188 del 24 giugno arrivava il parere che piano paesistico e piano regolatore devono ritenersi fra di loro indipendenti: “Stante l’autonomia della disciplina urbanistica rispetto a quella paesaggistica, nonchè la valenza costituzionale della tutela del paesaggio assicurata dalla noma contenuta nell’art. 9 della Costituzione e la obbligatorietà tanto della pianificazione paesaggistica (art.l bis L.431/85) quanto di quella urbanistica (art.34 L.R. 4/96), non si vede allora come il Comune di Lipari non debba procedere agli adempimenti ad esso connessi, rinviando all’esame del PTP adottato la eventualità di un adeguamento della disciplina urbanistica alle risultanze dello studio paesaggistico del territorio eoliano “. Anche il piano paesaggistico, per quanto risulta a questa Amministrazione, ha continuato a procedere in questi mesi, rivelandosi come un grande contributo alla conoscenza ed alla valorizzazione del territorio di queste isole. Purtroppo, problemi di ordine burocratico sembra che ne hanno ritardato, oltre le previsioni, la informatizzazione dell’elaborato.

£ febbraio 1996. Incontro amministratori dell’ANCIM riuniti a Lipari per il convegno sul tema “Le isole sull’onda della telematica”.

Infine l’Aereotecnica rilievi, dopo aver compiuto la revisione della cartografia al 10.000 ed al 2.000, procedeva alla verifica sul campo di quella al 500 per i piani particolareggiati.

Piano dei porti e interventi portuali

Per quanto riguarda il Piano regolatore dei porti mentre nel periodo di primavera si delineava compiutamente la strutturazione del porto di Lipari individuando l’esigenza di prevedere ad Acquacalda un molo per lo sbarco alternativo delle navi, ai primi di giugno con due conferenze di servizio in loco si affrontavano le esigenze di Panarea e di Stromboli. A questo punto la stesura del Piano definitivo o meglio dei sei piani, uno per isola, dovrebbe essere questione di qualche settimana.

A fianco alle discussioni per delineare la migliore struttura portuale è andato avanti l’impegno per rendere più funzionali ed agibili gli attuali moli e attracchi. Il risultato più consistente è quello dell’avvio dei lavori per il pontile di Vulcano levante, dopo due anni di pressioni e due conferenze di servizio. Eppure questo risultato non si sarebbe raggiunto se non ci fosse stato, da una parte l’impegno diretto dell’ on. Francesco Martino quando fu Presidente della Regione, e dall’altra quello del prof. Franco Barberi, sottosegretario alla Protezione Civile. Oltre il pontile di Vulcano va registrato il dragaggio dei fondali di Lipari, Vulcano, Stromboli e Panarea: un’opera che dovrebbe essere di manutenzione ordinaria e che invece ha richiesto progetti, perizie, autorizzazioni e permessi protrattisi, anche qui, per oltre due anni.

Con maggiore tempestività del passato e comunque sempre in conflitto con le ragioni dell’urgenza che gli interventi richiedono, si è inoltre provveduto a riparare gli attracchi di Stromboli, Alicudi e Filicudi Porto, a collaudare i bracci mobili di Panarea, Stromboli e Vulcano, a progettare il nuovo attracco di Marina Corta e rendere operabile la banchina di Marina Corta lato nord. Ancora ferma è la situazione del molo di Filicudi Pecorini mentre giunge notizia che i lavori per il molo di Aquacalda, che sarebbero dovuti iniziare a fine giugno, sono sospesi per un errore nella progettazione.

Rimane sempre avvolto nel silenzio l’attracco di Ginostra Punta Lazzaro anche se, da alcune indiscrezioni, sembra che qualcosa si stia finalmente muovendo.

Rimane da chiarire comunque la funzione rispetto a queste isole che svolge realmente il Genio Civile Opere Marittime di Palermo. Si è già detto dell’azione di freno e addirittura di blocco che questi uffici hanno operato soprattutto in questi mesi elettorali lasciando intravedere di essere forse fra i più permeabili alle sirene del vecchio sistema. Ma non è solo problema di questi mesi. La triste vicenda dei nostri porti e dei nostri approdi lascia intravedere in generale un atteggiamento a volte distante e distratto e a volte specioso come di chi vuole realizzare una sorta di braccio di ferro non si sa per quale contropartita.

Non meno teso e travagliato è stato in questi mesi il rapporto con le società che gestiscono i collegamenti marittimi ed in particolare con la Siremar che è la società pubblica che più delle altre deve garantire il servizio oltre la stessa convenienza economica. I punti dibattuti sono stati numerosi a cominciare dalla qualità e dall’insufficienza del naviglio impiegato sulle nostre linee, dal problema delle tariffe, dal modo di servire le isole minori che rischiano nella triangolazione fra Siremar-Comune di Lipari-Comuni di Salina, di continuare a restare sacrificate.

Collegamenti marittimi

Non si può nascondere che quello dei collegamenti marittimi è un nodo difficile e spesso aggrovigliato nei rapporti di collaborazione ed amicizia fra le Amministrazioni eoliane. Sintomatica la vertenza – purtroppo non ancora conclusa e che ha attraversato tutta la scorsa primavera, con frequenti incontri degli Amministratori comunali con la Direzione del Ministero dei Trasporti e la dirigenza Siremar sia a Roma presso il Ministero, sia al Comune di Lipari – con al centro il potenziamento del servizio navi su Salina salvaguardando contestualmente gli scali di Lipari e Vulcano ed il potenziamento del collegamento con le isole minori, a cominciare da Filicudi ed Alicudi sempre trascurati in questi anni. Isole, queste ultime, che hanno fruito di un servizio inadeguato sia in relazione alle esigenze degli abitanti (la possibilità – ad esempio – lungo tutto il corso dell’anno di garantire agli studenti la frequenza delle lezioni), sia in relazione alle potenzialità di sviluppo turistico (il caso della M/ve Canaletto posta in estate sulla linea al posto della Lippi).

Ma al di là dei successi specifici, da tutto ciò sono emerse anche nuove prospettive per il futuro, da considerarsi però sempre sotto la spada di Damocle dei tagli per economie. Così è stato promesso che in autunno la Canaletto sarà sostituita da una motonave più confacente e che la flotta di aliscafi verrebbe sostenuta da due nuovi mezzi con qualche lustro di età, ma ancora funzionanti, con lo scopo di rafforzare i collegamenti interisole e di assicurare il famoso aliscafo di riserva previsto negli accordi ma finora rimasto nelle intenzioni.

Il discorso più interessante riguarda però i nuovi investimenti. Ritenuta in qualche modo esaurita la fase degli aliscafi, la Siremar punta alla realizzazione per l’autunno del 1998 di motonavi veloci ad elica, in grado di portare macchine e persone realizzando una velocità di 27 nodi orari. Alle Eolie dovrebbe essere destinata una motonave di 95 metri per 800 passeggeri e 170 auto. Un salto di qualità se si pensa ai 16-17 nodi delle motonavi attuali, un passo indietro nella velocità se si pensa ai 33 nodi degli aliscafi.

Verso i collegamenti aerei?

Se il futuro non è più degli aliscafi ma delle motonavi veloci, bisognerà pensare con molta più determinazione di quanto non si sia fatto finora ai collegamenti aerei. Piccoli aerei intorno ai 30 posti, visto le dimensioni delle nostre isole, in grado di atterrare su una aviopista. È questa la strada che già dallo scorso autunno l’Amministrazione comunale di Lipari ha intrapreso approfondendo il problema con la società Panair di Palermo, disposta ad organizzare voli da Palermo, Catania ed in estate anche da Napoli a prezzi che potrebbero essere competitivi con gli stessi aliscafi. La possibilità di garantire i collegamenti con i maggiori aeroporti della Sicilia e del Meridione per 2-4 voli e quindi 60-100 passeggeri al giorno tutto l’anno, con un’intensificazione nella stagione estiva in grado di decuplicare queste cifre, rappresenta indubbiamente una prospettiva allettante per isole il cui principale problema sulle rotte del turismo è, oggi, quello di come raggiungerle senza fare lievitare enormemente tempi e costi.

Il problema finora insormontabile è stato quello dell’aviopista. Dove realizzarla? La prima attenzione è stata per l’isola di Lipari ma questo è ormai un territorio troppo antropizzato ed è praticamente impossibile trovare una fascia di terreno libero e pianeggiante di 200 metri per un chilometro. Questo obiettivo forse si potrebbe raggiungere col Piano Regolatore ed in effetti i progettisti hanno individuato un’area nello schema di massima. Ma ammesso che essa venga confermata, i tempi di approvazione del piano rischiano di essere lunghi per una partita del turismo che si gioca soprattutto nell’arco di un biennio. Da qui l’attenzione su Vulcano ed in particolare su Vulcano Piano dove un’area di questa consistenza è stata già individuata e la cui proprietà non è troppo frazionata.

Ma finora l’iniziativa è andata avanti in modo stentato, con un dialogo difficile fra Panair e proprietari per capire chi doveva assumersi l’iniziativa ed il carico di realizzare l’aviopista.

Dissalatore e rete idrica

Si è mossa sicuramente invece una grande incompiuta: il dissalatore. Ai primi di luglio sono iniziati i lavori a mare delle condotte di adduzione e scarico, quindi si prevede che i lavori potranno essere ultimati entro la prossima primavera. Durante questi mesi grazie all’iniziativa dell’Amministrazione Comunale si è ottenuto il riaccredito delle somme relative al collegamento – affidato nel 1987 al Comune di Lipari – fra le reti idriche di Lipari e Vulcano ed il dissalatore. Nel momento in cui scriviamo dovrebbe concludersi a giorni anche la vicenda del finanziamento della condotta sottomarina che colleghi la rete di Lipari con quella di Vulcano.

Al di là delle discussioni circa il costo del dissalatore e l’economicità di questa scelta, rimane il fatto che dissalare l’acqua vuol dire autonomia in relazione ad una risorsa indispensabile. Proprio a fine giugno quest’anno infatti abbiamo visto quanto precario sia il rifornimento idrico quando deve dipendere da collegamenti con un porto come quello di Napoli, nodo e groviglio di molte esigenze non sempre componibili fra di loro. Intanto è importante sapere che grazie alle opere della legge 18/87 è cresciuta significativamente la nostra capacità di accumulo attraverso serbatoi nell’isola di Lipari, mentre si aspetta che entrino in funzione, da un giorno all’altro, le reti idriche di Filicudi ed Alicudi e che si completi quella di Stromboli.

Stromboli rimane l’isola dove negli anni passati si sono accumulati significativi progetti e finanziamenti che però non si sono mai realizzati e che solo in questo biennio si sta cercando di recuperare. Stromboli è anche l’isola in cui si è attestato un “acquedotto privato” che è potuto andare avanti per anni fuori da ogni normativa amministrativa, sanitaria e di sicurezza. Esperienza interrotta finalmente solo questa primavera .

Discariche, depuratori, problema dei rifiuti e rete fognaria

Un altro grosso nodo dovrebbe, a breve tempo, avere una prima soluzione: la realizzazione della prima discarica controllata a Lami Malopasso per cui il progetto ha avuto tutte le approvazioni ed i finanziamenti necessari. Si attende solo l’autorizzazione per l’utilizzo delle aree demaniali per potere andare in gara di appalto.

La discarica di Lipari dovrà garantire per tre anni lo smaltimento non solo dell’isola principale ma anche delle isole minori Vulcano esclusa per la quale sono stati avanzati sia il progetto di una apposita discarica, sia la richiesta per la realizzazione di un inceneritore. Per le altre isole, in questi mesi, mentre si è proceduto a curare la situazione delle discariche ex-art.12 con il rifacimento delle recinzioni ed una continua opera di manutenzione, si è avanzata la richiesta alla Regione di finanziare apposite aree di stoccaggio e di prevedere il trasferimento via mare alla discarica di Lipari.

Le relazioni di settore evidenzieranno come si è proceduto, pur se con affanno, a normalizzare la situazione non solo in relazione alla spazzatura, raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani (che ha raggiunto nelle isole uno standard sufficiente, pur fra gli alti e bassi dei rapporti con le ditte che si avvicendano nell’aggiudicazione del servizio, e che però richiede ora il grande passo della società di gestione mista per stabilizzarsi e qualificarsi sempre più) ma anche in relazione ai rifiuti ingombranti, a quelli ferrosi, a quelli speciali mentre si è definito il piano per una seria raccolta diffe- renziata. Purtroppo questo settore, come molti altri, hanno risentito dell’assenza del Bilancio di previsione.

Decorosi, in genere, sono oggi i cimiteri delle nostre isole mentre si sta provvedendo per l’ ampliamento di quello di Lipari e ad alcuni interventi su quelli di Filicudi e Stromboli.

Un grosso impegno si è profuso – fino a questo momento senza successo evidente – per liberare le spiagge di Filicudi Pecorini e Stromboli Ficogrande dai rottami ferrosi e degli spuntoni di ferro che da anni deturpavano l’ambiente e/o rendevano pericolosa la balneazione in particolare per i bambini.

Bloccata in Consiglio Comunale è rimasta invece la proposta di delibera per realizzare con appalto concorso lo spostamento della condotta dello scolmatore fuori Monte Rosa. Ma anche qui l’attività continua di controllo dei reflui egli interventi attenti sullo scolmatore hanno permesso al chimico incaricato dalla Amministrazione di verificare e documentare l’assenza di ogni inquinamento.

Inoltre con la legge 18 si è realizzato un altro pezzo importante della rete fognaria: quella di Canneto. Mentre si è ripreso il discorso del depuratore per l’isola di Vulcano.

Le strutture sportive

Questo semestre ha visto anche l’impegno per la realizzazione di alcune strutture sportive a cominciare dal campo di basket coperto da realizzare nell’area dove c’è il campetto attuale e da dedicare alla memoria di Nicola Biviano, già assessore allo sport di questa Amministrazione, morto tragicamente a metà di febbraio praticamente alla vigilia di quel Carnevale che aveva trasformato in un importante evento ricreativo. Del campo di basket c’è già il progetto di massima, mentre per il palasport l’Amministrazione provinciale ha annunciato di avere finanziato l’opera che dovrebbe realizzarsi in tempi rapidi.

Per quanto riguarda il campo di calcio di Lipari dovrebbero iniziarsi i lavori per l’adeguamento delle piste, il completamento delle tribune e la realizzazione degli spogliatoi. Senza risultati pratici per il momento gli sforzi per acquistare aree per i campi di calcio di Vulcano e Stromboli, il campetto di Acquacalda, i campi di tennis di Panarea.

Malgrado le difficoltà con il Bilancio ed il Coreco provinciale non sono mancati i contributi alle squadre sportive piccole e grandi a cominciare dal C SI Lipari. E alla soddisfazione di vedere la squadra del Lipari promossa di categoria, si aggiunge quella della ripresa delle attività di ricerca e formazione dei giovani giocatori.

Oltre che nel calcio lo sport eoliano si sviluppa con profitto anche nel basket, nella pallavolo, nello judo, grazie alla passione di un volontariato alla cui formazione ha molto contribuito l’impegno e la testimonianza di Nicola.

Il servizio medico e sanitario

Il servizio medico-sanitario ha sempre rappresentato un punto dolens in queste isole. L’ospedale di Lipari – è fatto notorio, più volte denunciato sulle televisioni e sulla stampa senza che si producesse mai un effettivo chiarimento – è una struttura che ha avuto preponderante la finalità politica di garantire il consenso al sistema di potere locale piuttosto che quella istituzionale di salvaguardare la salute dei cittadini. Carente sotto quasi tutti i punti di vista eppure rappresenta un supporto importante in caso di bisogno e di necessità e qualche volta riesce persino a produrre dei miracoli grazie alla professionalità ed all’impegno di diversi medici ed infermieri.

Carente l’ospedale, carenti anche i presidî di guardia medica nelle varie isole con locali e strutture inadeguate, e perfino un limitato rifornimento di medicinali ed attrezzature per il pronto intervento. Il progetto Teleinsula, nel quale l’Amministrazione è impegnata e di cui parleremo più avanti, ha fra i suoi scopi anche quello di dotare tutte le isole di un servizio di telemedicina che possa rendere più serena anche dal punto di vista sanitario la vita nelle isole minori attraverso la possibilità di collegarsi con banche-dati, di effettuare teleconsulti, di permettere controlli medici a distanza, di ottenere istruzioni in attesa di interventi di pronto soccorso.

Purtroppo sotto l’aspetto del pronto soccorso le isole hanno dovuto registrare in questi mesi – malgrado le dure proteste delle Amministrazioni comunali -l’ abolizione, si spera temporanea – del servizio di Elisoccorso e questo per inadempienze della Regione. Gli interventi sostituitivi che vengono garantiti dietro chiamata del numero verde 1672-32832, sono nettamente inadeguati perche forniti da mezzi non attrezzati, con personale non specializzato.

6. Scuola, cultura e servizi sociali.

La qualità della vita di una comunità non è espressa solo dalle strutture che cercano di affrontare le diverse esigenze della vita quotidiana, ma anche soprattutto dal livello culturale, dalla lotta alle sperequazioni sociali, dalla solidarietà praticata attraverso le istituzioni come espressione e stimolo a quella vissuta fra la gente. E’ il capitolo più complesso e difficile perche si tratta del settore più a lungo trascurato dove le Eolie hanno accumulato i maggiori ritardi.

Si pensi alle scuole di competenza comunale e cioè alle materne, alle elementari ed alle medie. Il segno più forte della trascuratezza è dato dal fatto che le isole minori sono del tutto prive di strutture scolastiche. Edifici scolastici esistono nell’isola di Lipari e di Vulcano. Ma anche qui si tratta di strutture essenziali senza spazi per la refezione, lo sport e la ricreazione.

In quasi tutte le isole minori la mancanza dell’edificio scuola non solo sottopone l’Amministrazione ad una defatigante ricerca annuale di aule che comunque risultano inadeguate ed approssimate, ma priva le comunità di un punto di riferimento culturale stabile dove possono raccogliersi e conservarsi i lavori e le esperienze degli allievi, dove può organizzarsi una biblioteca, dove può radicarsi un dialogo fra famiglie ed insegnati sulle prospettive dei giovani.

Per questo la dotazione di ogni isola di una sua scuola e l’adeguamento degli istituti scolastici esistenti sono stati oggetto di attenzione costante di questa Amministrazione.

A due anni dal proprio insediamento, possiamo dire che il problema è incamminato a soluzione a Filicudi e Pianoconte, ha già raggiunto un primo obiettivo a Stromboli, è ancora solo delineato a Panarea ed Alicudi.

A Filicudi nei mesi scorsi è stato acquistato l’ edificio in cui è attualmente alloggiata la scuola elementare. Questo immobile in futuro sarà destinato a centro culturale-turistico e per questo contestualmente va avanti il procedimento per la realizzazione di una struttura tutta nuova appositamente progettata. Per intanto l’ immobile verrà ristrutturato ed adeguato e si conta che fin dall’anno scolastico 1997-98 possa accogliere gli allievi della materna, delle elementari e delle medie.

A Pianoconte sono ormai in procinto di iniziare i lavori per l’ampliamento dell’attuale plesso scolastico di modo che possa accogliere anche i ragazzi delle medie, mentre sono stati stanziati i fondi per acquistare nei pressi un edificio ed un ampio terreno per destinarli a strutture complementari (biblioteca, luoghi di incontro, parco per giochi ed attività sportive).

Per Stromboli è stato approntato il progetto di ampliamento dell’attuale scuola materna, mentre è stato firmato il compromesso per l’acquisizione dell’attuale caserma dei carabinieri che rimarrà tale fino alla realizzazione dell’apposito edificio per poi essere destinata a centro turistico-sociale e quindi struttura di supporto all’attività scolastica, fino a che si realizzerà il progetto – ancora in fase di studio preliminare – di dedicare a questa funzione parte del complesso del vecchio mulino.

Per Panarea si è avviato il procedimento per ottenere quest’anno il finanziamento regionale per la realizzazione di un edificio dedicato alla scuola. Per Alicudi si è arrivati ad un passo dal concludere il contratto per l’acquisto di un edificio in prossimità del porto, che possa soddisfare le esigenze scolastiche dell’isola. Purtroppo il prezzo richiesto dai venditori non si incontrava con la valutazione dell’Ufficio tecnico comunale. Al momento si stanno vagliando due strade: l’ acquisto di un altro edificio che sembra si sia reso disponibile oppure la realizzazione di una struttura apposita nei pressi del serbatoio dell’ acquedotto.

Finalmente a Lipari volge a conclusione l’annoso problema della scuola materna con l’effettuazione della gara per l’arredo, mentre rimane ancora in alto mare quello dell’asilo nido.

L’impegno per la realizzazione di strutture adeguate colmando un ritardo di anni, non deve fare trascurare gli sforzi per offrire alle future generazioni quanto sul piano della formazione può essere oggi garantito dalle nuove tecnologie. Da qui il progetto Telescuola collegato al progetto Teleinsula finanziato dall’Unione Europea. Un progetto che già col prossimo anno scolastico permetterà agli allievi delle scuole elementari e medie di sperimentare direttamente le potenzialità dell’informatica e della telematica e della teleconferenza per superare molti limiti della insularità e cercare, da ogni parte dell’arcipelago, di entrare in comunicazione col mondo.

È stata approntata la bozza per il bando di concorso per l’assegnazione di borse di studio per studenti delle scuole medie inferiori e superiori del Comune di Lipari. Lo schema è stato sottoposto all’apporvazione dei Commissari regionali.

Di grande rilievo l’iniziativa avviata in collaborazione con l’Istituto Tecnico ed altri enti relativo all’organizzazione di corsi di specializzazione post-diploma. A settembre, quest’anno, prenderà il via (per concludersi nel febbraio 1997) quello per i giovani che hanno conseguito il diploma di maturità tecnica e perito commerciale ad indirizzo amministrativo che si qualificheranno come operatori turistici, mentre dovrà essere rinviato al prossimo anno il corso pensato per i geometri e centrato sul recupero e la valorizzazione dei beni culturali.

I corsi post-diploma rappresentano un’ottima opportunità per i giovani eoliani in quanto preparano al proseguimento degli studi a livello universitario, consentono l’accesso a scuola di specializzazione, offrono un accesso qualificato al mondo del lavoro. Sotto questo aspetto si tratta di un primo passo nel senso della diversificazione degli indirizzi scolastici, tema sul quale il Comune intende aprire in autunno un approfondimento con il concorso del Ministero della Pubblica istruzione (contatti in questa direzio- ne sono stati presi col Sottosegretario on. Soliani) ed il coinvolgimento di tutte le.categorie economiche e sociali delle nostre isole.

Non sono mancate nemmeno le attività parascolastiche come la progettazione di due laboratori estivi di animazione culturale rivolti a bambini dai quattro agli otto anni, a Lipari e Stromboli. Quello di Lipari si è caratterizzato sul tema “Entriamo nelle fiabe…” a cura dell’insegnante Mara Guernieri .

Questo semestre è stato anche quello del potenziamento dei servizi sociali nei confronti soprattutto degli anziani e degli indigenti. Il servizio di assistenza domiciliare è stato esteso anche agli anziani residenti nelle isole, mentre si sono aggiunti sia il servizio di assistenza abitativa per chi non è in grado di fare fronte ai costi della casa, sia quello per i portatori di handicap.

Non bisogna dimenticare l’istituzione di due nuovi servizi quale il Telesoccorso ed il Segretariato sociale.

Un dialogo importante si è aperto fra la sezione di Igiene mentale dell’Ospedale e l’ Amministrazione comunale per verificare la possibilità di istituire in collaborazione un centro diurno rivolto al disagio psichico per venire incontro alle esigenze di chi vive queste situazioni delle loro famiglie. Per il disagio giovanile più in generale si sono pressocchè conclusi gli adempimenti perchè possa avviarsi in tempi brevi un’esperienza di sostegno e di prevenzione, in particolare contro il rischio della droga.

Ma forse il dato saliente di questo semestre in questo settore è stata l’attenzione dedicata all’associazionismo ed al volontariato. Sul primo piano di particolare rilievo la collaborazione con l’Associazione nazionale Marevivo scaturita in uno stage di educazione ambientale per ragazzi delle elementari e delle medie fra il 9 e 16 marzo scorso, che ha portato alla creazione nelle Eolie di un gruppo organizzato di questa prestigiosa associazione. Quanto al volontariato, di rilievo la costituizione sul nostro territorio di una squadra comunale di pronto intervento anticendio formata da giovani che hanno svolto il servizio di leva preso i Vigili del Fuoco e sono rimasti collegati a questo Corpo nella forma dei discontinui volontari.

7. La riforma della macchina amministrativa

Il dato saliente di tutto il semestre è indubbiamente l’approvazione da parte del Coreco centrale – anche se parziale (non è stata riconosciuta alle figure apicali la qualifica di prima dirigenziale) – della nuova pianta organica. Si tratta di uno dei documenti fondamentali amministrativi, al pari, per importanza allo Statuto ed al Piano Regolatore, perchè finalmente apre la strada alla riforma amministrativa che rappresenta il terzo punto specifico dell’impegno del programma elettorale del Sindaco.

Con la pianta organica e la modifica statutaria relativa ai Consigli di circoscrizione sarà finalmente possibile avviare la realizzazione dei presidî municipali in ogni isola. Un obiettivo strategico perchè si sviluppi la partecipazione, l’autogoverno e la legalità.. Quando gli Eoliani saranno chiamati alle urne per rinnovare il Consiglio Comunale eleggeranno anche i Consigli circoscrizionali, ma questa volta – a differenza di quanto è avvenuto in passato – si tratterà di organi che potranno contare su un apparato essenziale (segretario, vigile, tecnico ed operai), in una sede decorosa, con strumenti adeguati a svolgere la loro funzione. Saranno cioè allo stesso tempo i luoghi del decentramento municipale per quanto riguarda la possibilità di accedere – anche grazie al collegamento telematico ed alla realizzazione della rete civica – alle informazioni e documentazioni senza doversi spostare sull’isola principale, e quelli per la crescita di una classe dirigente in grado di misurarsi con le responsabilità abbandonando i connotati tutti rivendicativi e protestatari che fino ad oggi hanno contraddistinto, anche con ragione, i dirigenti delle isole minori.

Ma la pianta organica sarà importante anche per adeguare l’organico dei vigili urbani ormai ridotto al lumicino e quello di alcuni uffici strategici come i lavori pubblici, l’urbanistica, i tributi, i servizi sociali, i rapporti con i pubblico.

Comunque proprio sul piano dell’efficienza amministrativa in questi mesi sono state compiute delle scelte importanti come l’ assunzione di due capi servizi di importanza trategica (agli illeciti ed ai lavori pubblici), con contratto privato ed a tempo determinato, secondo quanto previsto dallo Statuto, in sostituzione di un dimissionario e di un pensionato; l’assunzione di un congruo numero di trimestrali per sostenere, in attesa dei concorsi, il lavoro degli uffici più carenti; la verifica dell’annosa questione delle sanatorie  edilizie ponendo al settore urbanistica il termine perentorio della fine del 1996 previsto dalla legge; lo studio di un project fìnancing per la verifica di tutti i tributi garantendo così la sconfitta dell’evasione fiscale.

Questa delibera oggetto di una forte polemica elettorale e delle critiche approssimate e preconcette degli avversari, sta per essere riproposta in questi giorni in termini tali che non dovrebbe avere più ostacoli da parte del Coreco. D’altronde, si tratta di una prassi già diffusa in diversi comuni come si può apprendere dalla notizia apparsa su Il Sole 24 Ore” (“Nella lotta a chi evade i tributi locali il Comune si affida a una ditta privata”, venerdì 24 luglio, pag.18).

Oggetto di questa delibera sarà anche l’informatizzazione dell’ufficio tributi e del settore urbanistico con software adeguato e preparazione del personale addetto, completando così quel disegno di informatizzazione della macchina comunale già elaborato nell’ottobre del 1994, finanziato solo parzialmente dalla Regione, il cui bando di gara ha finalmente superato il vaglio del Coreco.

Decentramento ed informatizzazione sono due punti chiave della riforma organizzativa, il terzo è l’informazione. Su questo piano saranno importanti sia l’entrata in funzione della rete civica per la quale in questi mesi è continuata la ricerca (oggi per chi viaggia in Internet può trovare un abbozzo di questa rete compresa la relazione semestrale su http://www.eolie.teleinsula.trainet.it) sia un uso più diretto del mezzo televisivo.

Comunque, computer e televisione non potranno sostituire mai il contatto diretto con gente che deve rimanere un punto costante di attenzione di questa Amministrazione per alimentare continuamente quel rapporto straordinario che si è avviato due anni fa e che questo referendum ha rinsaldato ed approfondito.

8. Il progetto di Teleinsula ed il futuro delle isole minori.

La considerazione che la telematica può essere una risorsa strategica per le isole ed in particolare per un comune plurinsulare qual è quello di Lipari, è stata sempre presente nella elaborazione dell’Amministrazione, ma non avremmo mai sperato di compiere su questo terreno passi significativi come quelli che si stanno compiendo. È stata una grande fortuna essere entrati nel progetto Teleinsula promossa da Insula-Unesco ed avere avviato un percorso che ora comincia a delinearsi con forza e vigore.

Il convegno del 20-22 giugno “Isole sull’onda della telematica” è stato quindi uno snodo importante. Il nostro Comune vi arrivava con l’iniziativa di Telescuola e la creazione di un gruppo di lavoro che ha raccolto intorno all’iniziativa medici, insegnanti, albergatori, e giovani appassionati. Una base che ha permesso di confrontarci adeguatamente con partner che avevano interessi più mirati come l’Istituto Egeo per la Salute (Aegean Health Institute) di Samos, l’Impresa per lo sviluppo dell’occupazione (JET- Job Entreprise Training Unit) di Skye, la CITMA di Madeira, il Pool Strategie delle Ils du Ponent, aggiornandoci reciprocamente sullo stato dei lavori nelle rispettive iniziative.

Il Comune di Lipari era l’unica realtà municipale, ma l’interesse che ha suscitato la nostra presenza potrebbe stimolare, in futuro, il coinvolgimento delle realtà municipali degli altri territori. Questo potrebbe essere già una realtà con Madeira quando ci incontreremo in autunno per la seconda sessione di lavoro.

Comunque ciascun partner ha la consapevolezza di svolgere un lavoro a raggio molto ampio che presto dovrà essere aperto a tutte le altre realtà insulari. L’occasione potrebbe essere data dal Convegno che Insula organizza in primavera del 1997 a Minorca.

Significativa al Convegno oltre alla presenza di Trainet del gruppo Stet, con la presenza di un pool di esperti capitanato dal direttore generale ing. Luciano Pucci, dell’Aethra Telecomunicazioni, della Telecom del Portogallo, del prof. Aresta del Centro Metea dell’Università di Bari, è stata la partecipazione dei Sottosegretari on. Alberto La Volpe e sen. Angelo Giorgianni. In particolare grazie al Sottosegretario Giorgianni e al dott. Saporito, rilevante è stato il contributo del Ministero dell’Interno che ha illustrato il proprio programma di sviluppo delle reti della Pubblica Amministrazione e di sostegno alle reti civiche. A questo proposito potrebbe nascere un progetto pilota sperimentale fra il ministero e le isole Eolie proprio nel senso di utilizzare la telematica per limitare diversi inconvenienti dell’insularità.

9. Le Eolie crocevia del Mediterraneo.

Questo stimolante seminario ha avuto nella trasmissione di “Mixer-giovani” del 25 giugno un momento di comunicazione a livello nazionale e di approfondimento corale. La forza delle immagini che comunicavano la bellezza di queste isole ma anche i grossi problemi irrisolti e difficili da risolvere – come lavoro, scuola, approdi – e l’interrogativo proposto ai giovani di che cosa può fare la telematica per loro ed il loro futuro, permetteva di dare ai problemi dibattuti nella saletta dell’hotel Giardino sul Mareuna platea ed un riscontro amplissimo.

Vedendo il servizio televisivo, ma ancora prima vivendo l’esperienza del Convegno, mi sono chiesto se proprio la telematica non sia la strada maestra per rendere attuale nella realtà moderna quello slogan sulle Eolie crocevia del Mediterraneo che era una realtà nella antichità e che avevamo lanciato, indubbiamente con qualche enfasi, nella campagna elettorale di due anni fa.

Non solo la telematica, ma la telematica con tutto il resto. La telematica ed il nuovo modello di sviluppo di cui abbiamo parlato ed anche le infrastrutture ed i servizi.

Come sulle rotte dei fenici e dei greci, antichi navigatori del Mediterraneo, oggi le Eolie possono incontrarsi viaggiando sulla gran ragnatela virtuale di Internet. Ed ancora oggi possono essere le isole ricche di un fascino misterioso. Non più il fascino che scaturisce dal timore e dal desiderio di naviganti che vedevano in esse le porte dell’inferno o quelle del paradiso, ma il fascino di una comunità che si apre e si propone al mondo col suo grande patrimonio naturalistico e culturale, soprattutto con l’accoglienza e la simpatia della sua gente.

L’accoglienza e la simpatia dei bambini e dei ragazzi, che imparano a scuola ad usare la telematica per conoscere il mondo che si trova al di là dell’orizzonte, senza mitizzarlo come forse avevano fatto i nonni che partirono per l’ Australia e le Americhe, abbandonando per necessità queste terre ed impoverendole di braccia e di intelligenze. È possibile fare oggi esperienza di questo mondo sempre più grande senza abbandonare le proprie isole? È possibile vivere pienamente le opportunità del mondo moderno senza abbandonare i valori e un modello di vita più legato ai ritmi naturali che queste isole possono offrire?

Non più quindi le Eolie del mito e della leggenda, di Eolo e di Efesto, e nemmeno quelle dure e selvagge della Magnani e della Bergman, ma le Eolie consapevoli del valore della qualità della vita che in esse si può coltivare fuori dallo stress esasperante delle metropoli infelici.

Se le Eolie sono il mondo della Calipso omerica come ha sostenuto il prof. Arnin Wolf, lo scorso anno, al Convegno del Constitutum, l’Odisseo di oggi non sta più sempre sul promontorio, seduto a guardare il mare “con lacrime, gemiti e pene strazianti il cuore” sognando la fuga, ma ha fatto del promontorio un belvedere dove accoglie sorridente gli ospiti egli amici mostrando che questo è un mondo in cui è possibile realizzare la vita.

10. Solo la pazienza è rivoluzionaria.

Tutte le mattine vado a Marina Corta. A ritirare i giornali, a prendere il caffè, a scambiare due chiacchiere con gli amici e la gente prima di tuffarmi nella mia giornata fatta di mille problemi piccoli e grandi che si cerca affannosamente di governare. È il momento in cui si può prestare un orecchio ai pettegolezzi, ai malumori, alle dicerie, a ‘u curtigghiu. Le dicerie degli avversari che ancora masticano amaro per la sconfitta, i malumori degli amici che vorrebbero che tutto filasse alla perfezione e si irritano per ogni disguido.

Difficilmente i sospetti e le maldicenze mi vengono dette in faccia. Questa pratica virile è ancora limitata. Quando io giungo, alcune conversazioni si interrompono e mi vengono riportate dopo quando l’autore si assenta. Così scopro che sul mio conto, e su quello dell’ Amministrazione che presiedo, continua un ricca produzione di illazioni e sospetti se non vere e proprie calunnie che comunque rispondono al tentativo di ricondurre tutto ad un cliché abituale. Un cliché declinato sia in relazione alle motivazioni che non possono mai essere ideali, sia alla autonomia ritenuta sempre un fatto impossibile.

Ogni scelta si cerca di leggerla nella chiave usuale che è quella del vecchio politico della vecchia politica. Si è chiamata una banda musicale di Milazzo? È perche lì ci sono interessi elettorali. Assumo un ingegnere di Messina? È perche devo pagare un debito a qualcuno. Mi batto per l’informatizzazione, la telematica, le reti civiche? È perché là devo avere qualche interesse nascosto, qualche fratello che produce o vende computer. Non si spostano gli aliscafi a Sottomonastero? È perche altrimenti si rompono gli equilibri politici su cui si reggerebbe la mia Amministrazione. Dove gli equilibri politici dovrebbero essere dati dagli interessi di un dirigente del movimento.

Ciò che non si vuole e non si è in grado di accettare è la novità e la diversità di questa Amministrazione e della politica che ha inaugurato. È più facile riconoscere competenza, professionalità, coraggio, furbizia che quella grande libertà che ci caratterizza, per la quale dobbiamo rendere conto solo alla coscienza, a Dio e al popolo eoliano. Così è anche per le motivazioni del nostro impegno che vanno ben oltre il piccolo interesse privato di questo o di quello, per confrontarsi con una grande scommessa: riuscire a fare esprimere a queste isole le loro grandi potenzialità che rischiano di rimanere conculcate o venire dissipate. Potenzialità economiche, sociali, culturali. Potenzialità immense perche inestimabile è il patrimonio che ci ha affidato la natura e quello che si è accumulato nel corso dei secoli per la creatività delle generazioni che ci hanno preceduto. Forse non esiste altro territorio al mondo così ricco. Quello che non avevano capito (e non hanno ancora capito) i vecchi politici è che un territorio ricco è anche un territorio forte, capace cioè di esprimere un potere tale da non avere bisogno di referenti esterni e santi in paradiso. Basta sapere dove andare.e governare con coraggio e polso saldo.

Certo che navigare fuori dalle vecchie rotte, in campo aperto è difficile. Se gli avversari diffidano, fra gli amici si crea spesso sconcerto perche si teme di smarrirsi, rimanendo in balia delle onde.

È la sindrome che colpisce i marinai di Colombo quando la terra ritarda a comparire. E non credo che Colombo fosse più lungimirante dei suoi marinai. Era invece talmente immerso nel suo impegno che non trovava tempo per preoccuparsi e occupandosi poteva dedicarsi con pazienza alla realizzazione dell’obiettivo nel quale credeva ciecamente.

È il consiglio che vorrei dare a tanti amici che vedo inquieti, che credono di potere misurare di giorno in giorno il consenso della gente, che si angosciano per l’opera degli untori e per l’ultimo veleno che vedono circolare.

Li vorrei tranquillizzare. La gente capisce di più di quanto solitamente si creda. Non l’abbiamo verificato al referendum? Non è stato forse il referendum la sagra degli untori e dei veleni? Non abbiamo tutti riconosciuto il 26 maggio sera che Lipari sta cambiando e cambiando in fretta?

Sì, Lipari sta cambiando. Ma il cambiamento è un bene immateriale che non si vede a occhio nudo. A occhio nudo somiglia alla tela di Penelope dove di notte si disfa parte di quanto si realizza di giorno. Per cui ogni giorno c’è da ricercare i capi della trama e riprendere il lavoro come se iniziasse nuovamente. A guardare bene non è così, ma così sembra alla percezione comune e quindi tutto appare difficile, faticoso, logorante.

Occorre pazienza. Può sembrare strano che lo dica io che vengo ritenuto impulsivo ed irruento. Ma la pazienza di cui parlo non è un dato del carattere, è una virtù che è connessa direttamente alla causa in cui si crede. Tanto più questa fede è forte, tanto più alimenta la pazienza in chi la promuove. Solo chi ha fede nella missione che sta compiendo può avere pazienza perche sa che la strada è quella giusta e per quanti inciampi si possono incontrare, si deve accettare di superarli perche non esistono strade sostitutive.

Lasciamo quindi gli avversari alle loro miserie e raccomandiamo agli amici che scalpitano di superare la fase degli osservatori critici, assumendosi un pezzo per quanto piccolo di lavoro sociale concreto. Un lavoro del quale rispondere agli altri. Non abbiamo sempre detto che il cambiamento è possibile solo se lo realizziamo tutti insieme giorno dopo giorno? Le provocazioni, le rotture e le accelerazioni possono servire ma solo la pazienza è rivoluzionaria.


[1]     Al Referendum del 26 maggio 1996 i votanti furono 7295, i “sì” 4518 ( 61,93%), i “no” 2614 (35,83), 45 schede bianche e 118 nulle. In solo due sezioni i “no” superarono i “sì”: in quella di Vulcano piano ( 112 contro 79) ed in quella di Panarea (139 contro 50).

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