II Relazione: Chi si ricorda di Iolanda? ovvero la visibilità del ben agire

RELAZIONI SEMESTRALI – Capitolo II

 “Chi si ricorda di Iolanda?” Ovvero della visibilità del ben agire.      (6 gennaio 1995 – 5 luglio 1995)

 1. Ma le cose stanno veramente cambiando?

La relazione del secondo semestre non può che divenire, in qualche modo, il bilancio del primo anno di amministrazione. Anche per questo semestre, come abbiamo fatto nel precedente, potremmo offrire all’attenzione ed alla lettura dei cittadini una lunga serie di provvedimenti ed iniziative, assunti, nei diversi settori. Anche in questo semestre infatti si è lavorato sodo, senza risparmio di energie. Il che vuole dire non solo sospingere la macchina amministrativa perché si affrontino e si risolvano i problemi di prospettiva e quelli quotidiani, ma, anche, tenere la barra della navicella comunale di fronte alle mille emergenze, che come i flutti di un mare in tempesta, si infrangono ad ogni istante contro la chiglia e qualche volta sembrano sommergerti.

E certo un riscontro dell’attività la daremo, ma ciò che soprattutto vorremmo tenere presente è la risposta ad una domanda più generale e più di fondo: le cose stanno veramente cambiando? I cittadini percepiscono questo mutamento? Ma c’è diffuso e radicato fra i cittadini un concetto di cambiamento che può verificare l’operato di un’amministrazione?

Sono interrogativi su cui siamo tornati spesso in questo anno di lavoro e la conclusione è sempre rimasta sospesa proprio per la difficoltà di ritrovare un riferimento comune.

2. Crisi amministrativa e crisi etica

C’è troppa polemica? C’è chi continua a tramare dietro le quinte? Non è tanto questo il problema. C’è innanzitutto – mi sembra – un atteggiamento diffuso un po’ in tutte le pieghe della società eoliana teso a bloccare o impedire il progetto del prossimo, prima ancora che a raggiungere un proprio obiettivo, personale o collettivo che sia. Un atteggiamento pronto a denigrare, a denunciare, a protestare prima che a verificare il comune progresso possibile. Questa è una società che vive, prima che una crisi amministrativa, una profonda crisi etica. Ed è difficile raggiungere risultati apprezzabili sul piano della pubblica amministrazione comunale senza compiere passi innanzi sul piano dei valori condivisi.

E poi bisogna fare i conti con il principio generale che le cose buone hanno scarsa visibilità mentre le cattive fanno un gran frastuono. E mi viene in mente un interrogativo: “Chi si ricorda di Iolanda?”.

Era il 7 luglio dello scorso anno e noi ci eravamo insediati solo da un giorno. Uno dei primi problemi che ci trovammo di fronte fu il “caso Iolanda”. Una signora anziana che dimostrava molto di più della propria età e che si era ridotta all’emarginazione più totale. Aveva scelto come domicilio i vecchi gabinetti pubblici nei pressi di Via Umberto I e lì si rintanava tutte le notti trascinandosi appresso le borse di verdura che la mattina aveva la pretesa di vendere sulla piazzetta a fianco all’ufficio postale.

Da quei locali, che aveva eretto a proprio domicilio, emanava un odore nauseabondo ammorbante tutta la zona. Da qui numerose proteste, la richiesta di un pronto intervento.

Fu una delle mie prime ordinanze, quella di sgombero e di ripulitura e disinfezione dei locali. Un’operazione che venne condotta nel giro di pochi giorni creando gravi disagi perché il puzzo che si percepiva era poca cosa in confronto a quello che si sprigionò una volta che il letame lì ammonticchiato fu rimosso. Ci vollero cinque-sei viaggi di camion per portare via quanto .c’era dentro. Ci volle creolina a fiumi ed ancora dieci giorni dopo il puzzo continuava a farsi sentire…

E Iolanda? Di lei si occuparono persone di buona volontà e di pietà cristiana fra cui l’assessore alla solidarietà Elvira Casaceli ed il parroco di San Pietro don Gaetano Sardella. Iolanda fu lavata e ripulita a puntino, rivestita di sana pianta con abiti decorosi ed accompagnata al suo nuovo alloggio presso la casa canonica della Cattedrale. La prima sera Elvira rimase a suo fianco attenta a che si calmasse e si abituasse al nuovo ambiente. Era una persona “selvatica” con risentimenti contro tutti e mille paure e diffidenze.

Già la sera dopo, a Lipari, non ci si ricordava più di come e dove viveva Iolanda. Alcuni “notisti” locali alla costante ricerca del sensazionale cominciarono a parlare della “povera signora gettata sulla strada” e la notizia fu ripresa a livello nazionale anche da giornali come il settimanale del Corriere della Sera. Poi di Iolanda non parlò più nessuno.

Al “Giornale di Sicilia” – che sempre spara titoli provocatori e notizie avventurose sulle Eolie – non interessava sapere che finalmente Iolanda aveva trovato, con l’aiuto della Parrocchia e del Comune, una sua casa dove viveva assistita e curata. La domenica, quando riesco ad andare alla Messa del mattino a San Pietro, Iolanda al momento della pace, si avvicina al mio banco e mi stringe la mano. L’altra sera durante la processione del Corpus Domini, arrivati in prossimità della Chiesa di Porto Salvo alzo gli occhi e la vedo al balcone.

“E qui che abita?” chiedo all’assessore Casaceli.

“Si, – mi risponde Elvira – ed è una persona nuova. Avessimo fatto solo questo sarebbe già una grande cosa”.

“È vero – dico fra me -. Ma perché le cose buone non interessano nessuno? Oppure interessano solo le persone a cui si fanno? Ed allora come si può capire se una comunità progredisce, se questo deve richiedere un sacrificio a molti ?”

3. I problemi quotidiani: molto si è fatto, molto rimane da fare.

Con questo atteggiamento di base è troppo facile dire che nulla è cambiato e tutto è come prima, dilatando gli errori ed i demeriti, che indubbiamente ci sono, e rimpicciolendo i meriti ed i successi.

Eppure basta camminare per le strade per accorgersi – pur fra tante cose che continuano a non andare – che Lipari è più pulita ed ordinata di come l’abbiamo trovata lo scorso anno ai primi di luglio: che molti vicoli hanno assunto un aspetto più rispettabile e sono sempre meno quelli che abbandonano le borse di spazzatura agli angoli delle vie; che i cimiteri sono decorosi ed in genere ben tenuti; che i cittadini possono riappropriarsi di gran parte del suolo pubblico grazie all’isola pedonale; che le carcasse disseminate per il territorio sono molto di meno perché si provvede con regolarità a raccoglierle ed evacuarle; che si è impostato in modo più ordinato il servizio delle autobotti; che la commissione edilizia ha funzionato regolarmente; che a Ginostra in soli tre mesi si è posto rimedio alla frana e si è riattivato il porticciolo del Pertuso; che regolarmente si sono effettuati il servizio di vigilanza e di governo del territorio, il servizio di annona, di pubblica istruzione, di solidarietà sociale, di anagrafe e di stato civile, e via di questo passo.

Si poteva e doveva fare molto di più? Indubbiamente, ma spesso alcune cose non si è potuto farle o si sono fatte con grande fatica perché è mancata la collaborazione fra le istituzioni mentre fra i cittadini si è alimentata la polemica. Vi ricordate dei cani randagi ? E che dire delle polemiche e delle insinuazioni sul mercatino degli ambulanti ?

Ma – si potrebbe obiettare – i tempi di intervento per risolvere i problemi quotidiani delle buche e delle strade dissestate, del diserbamento delle stradine di campagna, continuano a rimanere lunghi. Lunghi come lo erano due anni fa. È vero, però in sovrappiù questo struttura amministrativa ha triplicato il volume di lavoro: dai lavori pubblici, all’urbanistica, all’ufficio tributi, alla vigilanza urbana.

4. I risultati dell’ “ordinaria amministrazione”:

La grande maratona della legge regionale 18/97

 Abbiamo parlato fin qui dei problemi minuti, quelli che la gente percepisce immediatamente e per i quali si rimprovera questa Amministrazione – abitualmente e non sempre a ragione – di avere scarsa attenzione.

C’è poi una seconda fascia di problemi, più consistenti, di maggiore spessore, su cui l’Amministrazione si è spesa con effetti che non tarderanno a manifestarsi.

Pensiamo allo sforzo inedito dell’Amministrazione e della macchina amministrativa comunale per portare in porto – obiettivo realizzato almeno al 90% – le opere della legge regionale 18/87. Un risultato che non si sarebbe potuto raggiungere senza l’impegno e la collaborazione di dirigenti, funzionari, dipendenti comunali. Anche questo non è un obiettivo da poco: abbiamo dimostrato – grazie alla legge 18 ma non solo ad ed essa. – che il personale municipale sa essere all’altezza del suo compito ed anche capace di una notevole dedizione al servizio quando trova negli amministratori esempi e riferimenti validi.

Bisogna ricordare che si tratta di oltre 30 miliardi di fondi già andati in perenzione, che poi erano stati prorogati dalla Regione fino al 31 dicembre 1994, e quindi prorogati ancora – sulla base di una forte iniziativa soprattutto delle Amministrazioni eoliane – fino al 30 giugno 1995 ed ora, infine, visto che in gran parte di situazioni in Sicilia le opere erano rimaste al palo, dilazionate di un altro anno. A fine settembre – grazie a questi fondi – le Eolie rifaranno il loro “look” (strade, piazze, vicoli, lungomari, ecc.) e diverranno, con tutti i problemi che questo comporta, un enorme cantiere.

Ma proprio per rimanere nel quadro delle opere pubbliche siamo riusciti a portare avanti – solo per rimanere alle cose principali – il megaparcheggio di via Cappuccini, a sbloccare con la collaborazione della Protezione Civile nazionale la situazione del dissalatore di Lipari ed il pontile di Vulcano, mentre ci stiamo adoperando per disincagliare il centro sociale di via Balestrieri. Anche qui, nel complesso, ci troviamo di fronte ad opere che – solo per la competenza comunale – superano i 20 miliardi di lire.

In un dibattito presso una trasmittente locale è stato detto che i risultati raggiunti circa la legge 18/87 rappresentano solo, in modo straordinario l’ordinaria amministrazione. Ci contentiamo di questo.

La realizzazione della cartografia alfa numerica

Ma siamo sempre nella ordinaria amministrazione con la realizzazione della cartografia alfanumerica raggiungendo un obiettivo che si perseguiva da almeno otto anni e la cui assenza ha rappresentato finora la causa più grave dei ritardi del Piano Regolatore Generale? È grazie a questa cartografia che oltre a spianare la strada al PRG, abbiamo messo le premesse per realizzare un programma computerizzato di controllo del territorio da implementare nei prossimi mesi e che porterà risultati notevoli in relazione alle concessioni ed autorizzazioni edilizie, alla lotta all’abusivismo, al perseguimento degli illeciti, alla verifica delle imposte e così via.

La realizzazione della cartografia in poco più di otto mesi è indubbiamente un risultato che sta ad indicare la capacità dell’Amministrazione di muoversi con tempestività, senza arrendersi di fronte ai numerosi ostacoli burocratici e pratici che si verificano.

Era il 22 novembre quando l’Amministrazione prendeva i primi contatti con la soc. coop. Aereotecnica Rilievi di Palermo, che aveva vinto la gara. Eravamo alla vigilia del solstizio di inverno quando le ombre si allungano e diventa difficile se non impossibile fare riprese aeree adeguate. Si sarebbe dovuto aspettare marzo e quindi prolungare di molto i tempi? È stato allora che si è realizzata una corsa ad ostacoli forse temeraria o magari fortunosa, che ha portato nel giro di poche settimane ad avere i voli sulle Eolie e quindi le foto dei voli, basi indispensabili per la cartografia. Così a fine maggio l’Aereotecnica ha potuto consegnare la carta di Lipari al 2 mila collaudata e a fine di giugno quelle delle isole minori, sempre alla stessa scala e collaudate.

Il risanamento della situazione debitoria e la politica di rigore

Il terzo importante obiettivo raggiunto da questa amministrazione è l’avere predisposto il risanamento del grande debito di circa 8 miliardi di lire. Accumulato parte nel corso degli 1993-94 in relazione a debiti pregressi (amministrativamente non perfezionati) ed oneri fuori bilancio: entrambi per una cifra compresa fra il miliardo e mezzo ed i due miliardi; parte, nel corso di un ventennio; oltre, relativo ad espropri mai pagati e agli interessi ed oneri giudiziari su di essi maturati.

Toccherà ora al Consiglio comunale fare la sua parte valutando se questa è la strada più adeguata perché Lipari finisca di essere un Comune indebitato con procedimenti esecutivi in corso, e possa dispiegare pienamente la propria politica culturale e sportiva finora limitata alla fase della deliberazione senza possibilità di erogazione.

Ed è stato proprio per l’esigenza di affermare e sostenere una politica di rigore che non si è potuto venire incontro alle comprensibili e pressanti richieste del Centro Sportivo Lipari. Vi erano preoccupazioni di legittimità, ma vi erano soprattutto esigenze di coerenza amministrativa a fare propendere per una linea rigida. Se si fosse acconsentito – ammesso pure che si fosse potuto giungere fino all’erogazione del contributo senza che questo fosse intercettato lungo il tragitto dagli organi di sorveglianza – si sarebbe aperta una falla attraverso la quale altre richieste avrebbero premuto. E perchè sì al Centro sportivo e no al Cipra, allo Snoopy. ai Cantori Popolari, al Centro Studi? E che reazione avrebbe avuto l’apertura di queste maglie sui creditori? Non sarebbe stato ragionevole aspettarsi un inasprimento delle azioni legali? Un’Amministrazione ha il dovere di ascoltare tutte le istanze ma di decidere in base ad una direttiva coerente. Anche pagando un tributo alla popolarità. Il rischio di passare da Comune indebitato a Comune dissestato era tutt’altro che remoto.

Ed è proprio grazie a questa coerenza che potrà emergere più chiaramente che cosa significa promuovere e garantire un’Amministrazione sana. Una Amministrazione cioè che offre servizi di qualità che sanno finanziarsi, superando l’assistenzialismo e la politica dei favori. Questo significa gettare le basi di quel “federalismo fiscale” di cui molti parlano ma che sembra difficile realizzare a livello locale dove si è ancora abituati a considerare “dovuti” servizi come l’ acqua, la spazzatura, la stessa vigilanza che hanno un costo, a cui sempre più è chiamata la comunità a fare fronte direttamente.

Da qui una riflessione da aprire sulla politica dei tributi e dei servizi di cui pure in questo semestre sono state poste alcune premesse, discutendo della tassa dei Rifiuti solidi urbani.

La nuova pianta organica e la riforma della macchina amministrativa.

Il quarto obiettivo di grande rilievo è la definizione della Pianta organica del Comune con la quale si mette mano alla riforma burocratica che era uno degli obiettivi principali del programma di candidatura. Questo documento per ora in possesso del segretario generale che sta facendone verificare dalla ragioneria la compatibilità sotto l’aspetto economico-finanziario, è stato preceduto dal calcolo dei carichi di lavoro sulla base dei quali si è potuto proporre un forte incremento del personale, ben oltre i parametri medi previsti per le amministrazioni comunali. E questo giustificato dalla peculiarità del nostro Comune articolato in sei isole di difficile collegamento soprattutto nella stagione invernale e con una escursione di abitanti fra periodo invernale ed estivo veramente notevole (almeno 1 a 7).

Ma al di là del numero dei dipendenti la nuova pianta organica prevede una maggiore articolazione dei settori, distinguendo gli uffici dedicati al funzionamento delle strutture istituzionali (consiglio comunale, sindaco e giunta, difensore civico) dagli uffici degli affari generali, il settore della vigilanza urbana da quello dell’ecologia e della nettezza urbana, il settore dei lavori pubblici da quello dell’urbanistica. Un’attenzione particolare è dedicata alle isole minori dove è previsto, per ogni isola (Alicudi esclusa) un presidio minimo di 5/6 unità (segretario di quartiere, geometra, vigile urbano, netturbino, operaio, dattilografo-operatore di computer).

È pensabile che entro la fine del 1995 e l’inizio del 1996 sarà possibile espletare i concorsi per almeno una cinquantina di dipendenti da assegnare ai settori più carenti di personale. Intanto per una prima aliquota i concorsi sono in via di deliberazione.

Rifiuti solidi urbani: verso la normalità.

Il quinto obiettivo che abbiamo perseguito e per il quale ci troviamo sulla dirittura di arrivo è quello dello spazzamento e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il 27 luglio, con l’affidamento dell’incarico alla ditta che avrà vinto la gara per il centro storico di Lipari avremo raggiunto due importanti mete: avremo completato il rinnovamento degli appalti che, in passato, hanno rappresentato a lungo una spina nel fianco delle amministrazioni liparesi che continuavano a reiterare – con ordinanze – contratti ormai scaduti. Ed avremo concluso il servizio diretto di pulizia da parte dei netturbini comunali, che negli ultimi tempi si era dimostrato insufficiente e carente.

I netturbini rimasti verranno riconvertiti per servizi di sostegno nelle contrade soprattutto lì dove il servizio RSU non comprende la spazzatura, o rafforzeranno il drappello degli operai comunali nettamente insufficiente per le numerose incombenze.

Anche sul piano delle discariche si sono compiuti significativi passi in avanti: si sta procedendo agli espropri ed alla recinzione dei terreni dell’attuale discarica di Lami in attesa che possano cominciare i lavori della discarica controllata, il cui progetto ha completato l’iter delle autorizzazioni e si aspetta il rifinanziamento regionale; per quella di Vulcano si è individuato un nuovo sito – che su relazione del geologo risulta ormai l’unico possibile – e mentre è in allestimento il progetto di recinzione si sta chiedendo l’autorizzazione alla regione cadendo la nuova area in zona di preriserva; progetto di recinzione, provvedimenti di acquisizione delle aree e richiesta di superamento dei vincoli di riserva anche per Stromboli e per Panarea; completamento della recinzione a Filicudi; utilizzo di cassoni scarrabili per Alicudi.

E questo nelle more che si riesca a definire un progetto più complessivo – da mesi già all’attenzione della Regione – cominciando a sperimentare nelle isole (l’indicazione è stata data per Panarea e Ginostra) inceneritori senza residui volatili.

Il dissalatore finalmente a portata di mano..

Il 28 giugno si è diffusa la notizia che il Governo nazionale, accogliendo la  richiesta del dipartimento della Protezione civile, nell’ambito delle misure contro la siccità in Sicilia, aveva parlato espressamente del dissalatore di Lipari perché fosse realizzato in tempi celeri (ordinanza n. 2408 del 28 giugno 1995). Era il punto di arrivo di tutta una serie di sollecitazioni che questa Amministrazione ha condotto in questi mesi.

Alla fine dello scorso semestre avevamo lasciato questa storia infinita al momento in cui il commissario straordinario ing. Consiglio si apprestava a passare le consegne al commissario dell’EAS, prof. Liguori.

Era un soluzione che non ci soddisfaceva visto lo stato di funzionalità di questo Ente, un vero e proprio carrozzone che fatica a rinnovarsi. Ma purché la situazione uscisse dall’immobilismo… Invece, avvenuta questa consegna formale, sul dissalatore è ripiombato il silenzio.

A Palermo, presso l’Assessorato Enti Locali, il Sindaco viene consigliato a sollecitare una conferenza di servizio fra EAS ed assessorati che potrebbero essere interessati. Ma anche questa richiesta non ha avuto riscontro. Il Sindaco parla del dissalatore al Procuratore generale dell’antimafia dott. Bruno Siclari, in occasione della sua visita alle Eolie 1’11 giugno chiedendo un suo interessamento in proposito, e informa dello stato della questione il 14 giugno il Sottosegretario alla Protezione Civile, prof. Franco Barberi, in un incontro a Roma presso il Dipartimento.

Interventi che finalmente sembrano avere raggiunto il loro effetto. Ora entro sei mesi il dissalatore – affidato direttamente alla responsabilità del Presidente della Giunta regionale on. Graziano – dovrebbe completarsi. Perché questo sia possibile – come il Sindaco ha avuto modo di scrivere allo stesso on. Graziano – è necessario che i lavori riprendano immediatamente perché alla condotta a mare bisogna lavorare nei mesi estivi, mentre i lavori a terra potrebbero compiersi in autunno, quando è minore il flusso turistico e quindi il traffico.

Da parte sua il Comune ha dato nuovo impulso al progetto della rete di adduzione relativa a Lipari e Vulcano che gli era stata delegata, sollecitando – sempre nella stessa nota al Presidente della Regione – che si chiarisca il nodo del finanziamento della condotta sottomarina fra le due isole.

La regolazione del traffico estivo

La decongestione dal traffico e dai rumori delle Eolie in estate, e la riappropriazione da parte dei cittadini e dei turisti di spazi per la vita comunitaria, sono state attenzioni costanti di questa Amministrazione. Le grandi possibilità di sviluppo turistico delle Eolie rischiano di essere minate proprio dall’impressione che danno a chi le visita in estate. Le scene del film “Caro Diario” di Nanni Moretti con le strade intasate e caotiche della cittadina capoluogo palano più di mille discorsi. Da qui l’impegno per limitare l’accesso delle auto nei mesi estivi e lo studio di un’efficace isola pedonale.

Problemi difficili perché chiedono che si affronti il tema di un turismo razionale e sostenibile, mentre la gran parte di operatori sono preoccupati di difendere e garantire il turismo esistente. Così ogni provvedimento dell’Amministrazione in questa direzione provoca reazioni e contropressioni. Proprio la mancanza di un’idea condivisa di sviluppo e cambiamento porta a rivendicare il “quieta non movère…”.

Così è stato per la delibera con cui l’Amministrazione proponeva al Ministero dei Lavori Pubblici il decreto per limitare lo sbarco nelle Eolie (vietandolo completamente per Panarea, Alicudi e Stromboli) e limitandolo – nelle isole di Lipari, Vulcano e Filicudi – solo per chi soggiornava per almeno sette giorni. Il provvedimento che doveva partire dal 15 luglio e protrarsi sino a metà settembre è stato poi ridimensionato – assumendolo come sperimentazione – dal 4 al 24 agosto e per gli ospiti con meno di tre giorni di permanenza.

Così è stato per l’isola pedonale. È possibile sgombrare le strade di Lipari dagli autoveicoli e dal traffico? È possibile procedere verso un’isola pedonale totale? La risposta dell’Amministrazione è stata positiva a condizione che si trovassero i parcheggi e si realizzasse un efficace servizio “navetta”. Questo penalizza i commercianti giacché la gente è abituata ad andare a fare la spesa con la macchina fin dinanzi al negozio? Secondo l’Amministrazione si tratta di un problema inesistente perché aprire le strade centrali al traffico, e consentire il parcheggio lungo i rispettivi marciapiedi, risolve forse il problema di qualche fortunato ma getta il centro urbano nella confusione più totale. Aumenta la circolazione perché la gente si affanna a trovare un posteggio vicino al negozio da cui deve servirsi ed alla fine, non trovandolo,  posteggia in doppia fila.

Il diritto alla circolazione e la possibilità di fare spese aumentano invece con le strade libere e con alcuni accorgimenti che si potrebbero trovare riflettendo insieme operatori ed amministrazione, desistendo dall’ingaggiare un duro braccio di ferro.

Non va dimenticata la decisione di integrare il nostro gruppo di Vigili Urbani con unità disponibili per un mese, provenienti dall’Emilia (e precisamente dal Comune di Parma) per fronteggiare l’emergenza estiva.

5. Verso il progetto di uno sviluppo sostenibile.

Questi sette punti di “ordinaria amministrazione” non sono ancora il progetto di sviluppo. Anche se già contengono elementi di qualità, possono intendersi come tasselli di costruzione di una struttura di base di buon livello amministrativo dalla quale partire.

Il riuscire a garantire questa nelle Eolie per questo quadriennio sarebbe già un significativo successo. Ma non possiamo contentarci. Dobbiamo giocarci sul progetto, perché siamo convinti che quelli che stiamo vivendo sono anni cruciali per il futuro delle Eolie.

Sono anni in cui si scommette la nostra possibilità di sviluppo e di uno sviluppo sostenibile o l’arretramento nelle condizioni di quarant’anni fa. Non esiste – crediamo – una via intermedia. Non è possibile stare fermi. Il nostro modello di turismo basato essenzialmente sul mare e sul sole, concentrato in alcuni mesi, rischia di creare sempre più diseconomie e di avvitarsi su se stesso.

Il mercato del turismo sta subendo un’evoluzione di alto significato e bisogna fare i conti con una concorrenza agguerrita, capace di sfruttare con grande capacità promozionale le chance di dotazione. Proprio il contrario di quanto avviene da noi dove, di fronte ad una gamma veramente notevole di risorse, ci troviamo in presenza di una limitata cultura della promozione. Questo è risultato chiarissimo alla “Conferenza mondiale del turismo sostenibile” che si è tenuta a Lanzarote dal 24 al 29 aprile scorso promossa dall’Unesco e da Insula, alla quale il Sindaco di Lipari ha partecipato insieme all’ing. Cavallaro che vi ha svolto un apprezzato intervento sullo sviluppo delle isole.

E’ stato per questo che nel corso del semestre – pur alle prese con problemi notevoli per la costruzione della “ordinaria amministrazione” – abbiamo voluto affrontare la carta del turismo culturale.

6. Il progetto:

La grande scommessa del turismo culturale

Il futuro delle Eolie è legato alla capacità di promuovere un forte significativo flusso di presenze richiamate dalle risorse culturali di questa comunità. Questo è il punto centrale del progetto di sviluppo al quale abbiamo messo mano.

“Alle Eolie per rivivere la storia” è stato il motivo guida delle celebrazioni del “Constitutum” promosse dai quattro comuni eoliani, dal Museo, dall’Azienda Soggiorno e Turismo e dalla Diocesi. <

Celebrazione del “Constitutum” e cioé del IX centenario del documento dell’abate Ambrogio il cui originale è custodito nell’Archivio capitolare della Diocesi di Patti e che rappresenta, in qualche modo, l’atto di fondazione della “communitas” eoliana.

Possiamo dire che si è trattato di un grande evento, forse la manifestazione di maggiore qualità – sotto tutti gli aspetti – che le Eolie abbiano mai vissuto. Possiamo dire che si è trattato di un evento corale preparato con un’ampia sensibilizzazione popolare, delle scuole, degli uomini di cultura e con collaborazione di tanta gente di buona volontà? Sei giorni di convegni (“Alle origini della vita civica nelle Eolie” con partecipazione di Wolf, Romano, Consolo, Scicolone,  Bernabò Brea, Gesualdo Campo, De Martini, Restifo, Gigante, Fodale, Saja, Iacolino e altri; l’Assemblea degli allievi delle Scuole Superiori; l’incontro degli amministratori dei Comuni Eoliani sul tema “Quattro comuni, un solo destino”), di mostre (come “Frammenti di una storia” allestita da Angelo Raffa nella Chiesa delle Grazie che ha esposto documenti inediti provenienti oltre che da Patti e Palermo anche da Simancas e Carpantras; “Un pozzo d’arte” la mostra per il Corso Vittorio Emanuele dei pittori ed artisti siciliani; la mostra bibliografica “Viaggio al Eolie” sempre pensata e organizzata da Angelo Raffa e allestita nella Chiesa delle Grazie, ancora in fase di restauro e riaperta per l’occasione), di incontri conviviali (come il simposio sui “Sapori d Mediterraneo. Degustazione dei prodotti tipici della Sicilia” a cura di Nicotina dell’Accademia di Degustazione Mediterranea), spettacoli leggeri ( come i balli ed i canti dell’Associazione Vecchia Lipari, le musiche dei “Momenti eoliani”, di Rossano e di ” Lavori in corso”, il folk dei Cantori Popolari delle Isole Eolie, rappresentazione scenica a cura degli alunni dell’ITC Vainicher Conti su “Li Turchi alla marina”) e di grande impegno ( come il concerto del Coro polifonico, concerto di canti medioevali de “La truvatura di via Cardines”, fino al grande concerto in cattedrale del Maestro Sinopoli e la suggestiva conclusione, con Coro polifonico, nel chiostro normanno alla luce di cinquecento candele), per non dimenticare le bande (la Banda San Bartolomeo e la banda Città di Lipari) per le vie della cittadina e il bel saggio di Giuseppe Iacolino “La Fondazione del Communitas Eoliana agli albori della Rinascenza. 1095-1995” edito da Aldo Natoli Editore di Lipari, che ha rappresentato il testo base di tutta la manifestazione.

Tutti momenti che possono riproporsi ogni anno proprio all’inizio di maggio quando si è già verificata la ripresa primaverile delle vacanze pasquali e l’attenzione turistica tende a cadere per ravvivarsi poi nel mese di luglio.

Quest’anno a partire dall’inizio di maggio si è riusciti a sostenere un’attenzione costante dei mass-media sulle nostre isole. Si pensi ai servizi televisivi come Linea Blu e Linea Verde, l’Occhio del faraone, agli articoli su “La Repubblica”, “Il sole-24ore”, “Il Gazzettino di Venezia”, “l’Unità”, solo per indicarne alcuni. Un’attenzione che ancora permane attraverso trasmissioni e pubblicazioni sia di grande diffusione ( si pensi alla pagina su “La Repubblica” dell’8 luglio sulla mostra del Centro Studi) che di ascolto più limitato, ma diretta a settori specifici e qualificati (ambientalisti, storici, scienziati, sportivi…).

Una grande partenza quella del “Constitutum” sulla cui scia sono venute altre iniziative di notevole interesse come il Convegno dei primi di giugno su “Quale turismo: beni culturali e comunicazione scientifica” promosso dall’Associazione Eco-crea, nell’ambito del quale è stato effettuato un interessante esperimento di teleconferenza applicato alla recitazione teatrale di un testo di Primo Levi (“Sesto giorno”); e come l’interessantissimo convegno sul vulcanesimo nelle Eolie organizzato dal Carma-CNR in programmazione in questi giorni sempre presso la Chiesa delle Grazie al Castello.

Su una traccia di così forte spessore tutte le iniziative culturali promosse dalla ricca società civile eoliana acquistano e possono sempre più acquistare nuovo rilievo. Così è per la IX edizione della mostra degli artisti nazionali ed internazionali per le isole Eolie organizzata dal Cipra, per il “Folkmare” dei Cantori Popolari, per “Un mare di cinema” del Centro Studi che oltre ai film ha proposto una mostra sulla Magnani, la Panaria film e Vulcano com’era sul finire degli anni ’40 oltre a una pubblicazione in due volumi, che raccoglie fotografie e documenti legati a questi tre temi.

Credere nel turismo naturalistico

Proprio il convegno sui vulcani eoliani ha messo in risalto quali importanti chance hanno le Eolie sotto il punto di vista naturalistico. Un Parco dei Vulcani, con percorsi guidati che vadano dalla visita ai crateri, alle solfatare, alle acque che bollono, ai fanghi, alla ricerca dell’ossidiana, alle vie della pomice, possono rappresentare una delle offerte più ricche che sotto questo particolare punto di vista esistono al mondo. Già oggi, praticamente senza nessuna organizzazione e programma, le nostre isole sono meta di numerosi visitatori interessati a questi fenomeni. Così è anche per gli antichi sentieri – per la promozione dei quali si sta predisponendo sotto il patrocinio dell’Azienda Soggiorno e Turismo un’apposita guida – che permettono di riscoprire angoli segreti guarniti con interessanti esemplari di vegetazione indigena.

La carta del turismo termale

All’interno del turismo naturalistico emerge il turismo termale, che è un’altra carta importante. Le Eolie hanno sotto questo punto di vista significative risorse da valorizzare. Ma non si tratta di una valorizzazione semplice. Il termalismo è oggi ad un punto di svolta e chi voglia accedere al mercato deve avere presente oltre la dimensione sanitaria del problema anche e soprattutto quella del benessere fisico.

Sono passati i tempi in cui San Calogero poteva essere gestito a livello familiare. D’altronde già la nuova struttura approntata con i finanziamenti dell’Assessorato Regionale al Turismo configura un’azienda di un certo spessore, un “day-hospital” con almeno una cinquantina di addetti capace di accudire a 60- 70 ospiti in contemporanea.

Da qui l’esigenza di uno studio di fattibilità che dimostri la convenienza ad investire da parte di operatori economici, i quali oltre a provvedere alla gestione devono puntare a completare l’opera magari con piscine ed altri accessori, e quindi ad attrezzarla.

In .passato si era preso contatto con il Touring Club Italiano per uno studio di fattibilità. Il contatto è stato ripristinato da questa Amministrazione allargando il discorso non solo ad uno studio di fattibilità sotto l’aspetto economico ma anche tecnico. Da qui l’interesse dell’ex-IASM oggi IPI che ha dichiarato la disponibilità a concorrere a finanziare la ricerca. Purtroppo fino ad oggi non si è riusciti a divenire operativi per i gravi ritardi accumulati, per responsabilità della Regione Siciliana, dal progetto Leader II al quale era stato affidato il compito di completare il finanziamento della ricerca. Una ricerca che, complessivamente, dovrebbe aggirarsi sui 300-400 milioni, veramente troppi per le risorse del nostro Comune.

Per potere seguire con maggiore regolarità questo importante progetto, recentemente, l’ Amministrazione ha affidato un incarico a titolo gratuito al dott. Gino Amato, un tecnico di fiducia dell’Amministrazione e funzionario dell’IPI.

Speranza nella nuova imprenditoria eoliana: acquicultura, artigianato, agricoltura.

Il progetto a cui ha messo mano questa amministrazione punta molto sul turismo ma non si limita al turismo. Il turismo deve dare la spinta propulsiva e rappresentare il grande volano che sostiene il trend ma un ruolo importante devono assolverlo l’artigianato, l’agricoltura, l’acquicoltura, senza dimenticare la pesca e le attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti della terra e dell’acqua.

Da qui la considerazione dedicata all’artigianato e la grande attenzione con cui si è salutata la nascita dell’Unione Liberi Artigiani e l’impegno di altri gruppi come l’Associazione dei Pittori Edili. Da qui lo sforzo con cui l’Amministrazione ha cercato di conciliare le esigenze del turismo con quelli del lavoro, proponendo soluzioni adeguate per i problemi della rumorosità, del betonaggio, degli sfabricidi, ecc.

Una particolare attenzione è stata dedicata all’acquicultura cercando di sollecitare iniziative sperimentali nelle acque delle nostre isole, mentre per l’agricoltura molte speranze continuano ad essere riposte nel progetto Leader. Ma questi settori, come la razionalizzazione dell’industria della pesca, come l’azione di trasformazione chiamano in causa una nuova classe imprenditrice tutta da formare con una mentalità capace di lasciarsi alle spalle assistenzialismo e clientelismo.

L’artigianato può essere il terreno in cui questa nuova classe imprenditiva matura e si fa le ossa.

Come valorizzare il territorio: il Piano Regolatore Generale

A metà agosto i progettisti dovrebbero consegnare la nuova versione dello schema di massima del Piano Regolatore Generale sul quale potrà compiersi l’ultima importante verifica pubblica prima della stesura definitiva dell’elaborato.

Eppure questo anno è stato tutt’altro che un anno di attesa. Certo è stato l’anno della nuova cartografia e delle nuove direttive generali, ma anche quello in cui si è aperto – sollecitato dall’Amministrazione – un confronto con i tecnici del piano della portualità, del piano paesistico, delle riserve.

Soprattutto il problema del piano paesistico è venuto alla ribalta nell’ultimo semestre, sia per l’enfasi che questo dedica al Parco dei Vulcani che è anche un obiettivo del PRG, sia per le preoccupazioni di un ventilato vincolo di salvaguardia che potrebbe essere posto sulle Eolie in attesa dell’approvazione di questo elaborato. Numerose le conferenze di servizio a questo proposito, promosse sia dalla Sovrintendenza a Messina sia direttamente dal Comune di Lipari, sul complesso problema dell’incidenza del piano di coltivazione della pomice.

Ma non poche interferenze ha col PRG anche il nodo delle riserve soprattutto con la decadenza dei vincoli deliberata dal TAR per quanto riguarda quella di Lipari.

È stato, infine, un anno, perché nasconderlo, anche di forti tensioni con una Amministrazione preoccupata che si rispettassero i tempi, ed i progettisti tesi a rivendicare tutto il tempo che è consentito loro da un disciplinare di incarico vecchio tipo, non aggiornato con le scadenze più stringenti oggi previste dall’Assessorato Territorio ed Ambiente.

Comunque si voglia considerare la vicenda siamo, anche su questo importante punto, ormai in dirittura di arrivo. Per la fine dell’anno, mese in più, mese in meno, il Comune di Lipari potrebbe avere il suo tanto sospirato Piano Regolatore.

E con esso un progetto di valorizzazione e destinazione del territorio adeguato, si spera, alle nuove esigenze di sviluppo. Ovvero di un turismo più razionalizzato e professionalizzato, e di settori capaci di integrarlo economicamente ed occupazionalmente.

Certo alcuni fatti nuovi che sono venuti emergendo in questi mesi – come le nuove esigenze avanzate dalla Società Elettrica Liparese ed i limiti di coltivazione della Pumex – spingono a rivedere ad approfondire alcuni punti legati a nuove dislocazioni di servizi e riconversioni produttive. Ma proprio il dibattito sullo Schema di massima potrà essere l’occasione per una riflessione attenta e serena.

I collegamenti con la terraferma: porti ed eliporti

Non è pensabile che si riesca a varare un vero progetto di sviluppo delle Eolie se non si dà una soluzione seria al problema dei collegamenti con la terraferma e soprattutto al problema dei porti, degli approdi e della realizzazione degli eliporti.

Proprio per questo il nostro Comune in collaborazione con gli i Comuni eoliani ha promosso ben due conferenze di servizio sulla portualità che si sono svolte la prima a Lipari, presso la casa Comunale 1’8 aprile, e la seconda a Palermo, presso la Presidenza della Giunta regionale il 12 aprile. Ad entrambe hanno partecipato – fra gli altri – il presidente della Giunta regionale Francesco Martino ed il Sottosegretario di stato responsabile del Dipartimento per la Protezione Civile Prof. Franco Barberi.

Sono state occasioni dove il nodo critico dei nostri approdi è stato sollevato in tutta la sua gravità evidenziando non solo l’emergenza (l’attracco per gli aliscafi di Vulcano, e l’insabbiamento dei moli di Marina Corta, Panarea e Stromboli) ma anche problemi di prospettiva a cominciare dalla strutturazione definitiva del porto di Lipari nella rada che va da Sottomonastero a Pignataro.

Ma se relativamente ai primi si è trovata una strada di accellerazione attraverso l’intervento della Protezione Civile ancora da verificare concretamente, gli altri rimangono tutt’ora domande inevase. Malgrado ciò il Comune ha messo in cantiere – su specifica richiesta del Consiglio Comunale – il progetto di spostamento degli aliscafi da Marina Corta a Sottomonastero con la conferenza di servizio del 31 marzo e le conseguenti richieste delle autorizzazioni necessarie. Ancora il Comune ha fatto realizzare – a questo scopo – un progetto di stazione marittima che proprio in questi giorni è stato consegnato corredato di tutti gli elaborati.

Il problema della portualità dell’Isola di Lipari, e l’esigenza di avere stazioni marittime attrezzate negli scali più significativi, è stato oggetto di sollecitazione al Presidente della Giunta regionale avanzata dal Sindaco Lipari in occasione della conferenza di servizio fra Governo nazionale e Regione Sicilia per lo sviluppo dell’occupazione.

Insieme agli approdi marittimi vanno sviluppati anche gli eliporti per il pronto soccorso e per la protezione civile, ma capaci anche di rappresentare un ulteriore mezzo celere di collegamento. E sempre grazie alla protezione civile nel mese di giugno si sono individuate le aree per realizzare piazzuole di atterraggio a Ginostra, Stromboli (nei pressi del cratere), Panarea.

Rimane anche qui il problema di Lipari soprattutto ora che sull’area dell’ex-campo sportivo verrà realizzato il grande parcheggio urbano, ma ancora di più rimane l’esigenza di un collegamento con i Comuni di Messina, Milazzo e dell’intero comprensorio per sviluppare l’idea di un aeroporto sulla fascia costiera antistante le Eolie pensato anche come alternativa occupazionale alla raffineria Mediterranea.

La grande autostrada virtuale dell’informatica

Anche in questo semestre l’Amministrazione ha continuato a perseguire la via dell’informatica sia presentando alla Regione un progetto di riconversione elettronica dei propri uffici, il cui finanziamento dovrebbe ormai essere imminente, sia attivando le risorse comunitarie per studiare e realizzare un grande progetto telematico che consenta alle isole di vivere positivamente loro insularità riscattando la situazione di marginalità che spesso questa ha significato.

Ed a proposito di ciò, proprio negli ultimi giorni si è conosciuto in via ufficiosa, che la Comunità Europea avrebbe accolto il progetto Teleinsula (Telematics Services for Islands) nel quadro del IV Programma quadro 1994-98, settore aree urbane e rurali presentato da un gruppo di partner fra cui il Comune di Lipari, l’Associazione Insula-Mab, la Trainet-Telecom con lo scopo di operare giusto nella direzione del superamento dei limiti dell’insularità attraverso la telematica, fornendo servizi diretti nel campo amministrativo (informazioni, certificati, versamenti, appuntamenti), della salute (telemonitor casalingo dei pazienti, aiuti di emergenza per anziani e disabili, consulto su analisi e diagnosi mediche), del turismo (informazioni circa hotel, posti da visitare, collegamenti…), dei trasporti (orari navi, aliscafi, coincidenze, ritardi), accesso a cosi di formazione professionale, telelavoro, comunicati commerciali.

Questo progetto oltre le Eolie riguarda l’isola di Samos (Grecia), Madeira (Portogallo), le isole Du Ponent (Findere-Francia), Skie in Scozia con l’intento di elaborare oltre a servizi per i residenti ed i turisti anche una rete di comunicazione aperta fra i cinque arcipelaghi, base per una rete informativa più ampia capace di collegare fra di loro tutte le isole.

La scommessa della qualità della vita che comincia dalla affermazione della legalità.

Non esiste una valida proposta turistica che non si basi innanzitutto sulla qualità della vita per i residenti. La contrapposizione di iniziative per il turismo ed azione a favore dei residenti, che di tanto in tanto si vuole riproporre, è miope ed assurda. E questo non solo perché queste isole, senza una valida prospettiva di turismo, sarebbero condannate ad un futuro di grande precarietà, ma anche perché il vero turismo non è solo visita di monumenti o fruizione di luoghi e risorse ma soprattutto è relazione con una comunità viva. Per questo la qualità della vita di una comunità è forse la condizione prima di uno sviluppo turistico.

Da qui l’interrogativo: qual è il livello della qualità della vita nelle Eolie? Se per qualità della vita si intendono sì le condizioni economiche ed il livello di servizi comunitari fruiti, ma soprattutto la manifestazione della responsabilizzazione civile dei cittadini ed i rapporti fra le persone, forse non è azzardato dire che il nodo maggiore sta proprio nella nostra cultura.

Se le cose che abbiamo qui elencate hanno un senso, questa comunità eoliana sta giocando una grande scommessa in chiave di benessere. Ma per raggiungere questo benessere non è indifferente il grado di impegno della gente nel perseguimento di un progetto collettivo invece di un progetto tutto personale. Non è indifferente la volontà di cooperazione col vicino e il grado di fiducia e di apertura verso tutti i concittadini.

Questo vuol dire tante cose a cominciare da quelle minute: vuol dire impegno a tenere pulito il proprio vicolo e la propria strada non abbandonando detriti e rottami in ogni luogo; vuol dire rifiutarsi di creare frastuoni inutili ed impegnarsi a ricordare ai più giovani che i motorini servono agli spostamenti non a ferire i timpani della gente; vuol dire posteggiare la macchina dove è consentito, rispettando i divieti e le isole pedonali; vuol dire analizzare la complessità dei problemi prima di inveire contro l’Amministrazione; vuol dire evitare di compiere abusi edilizi perché il nostro territorio è già martoriato; vuol dire avere il coraggio di denunciare le malefatte e le ingiustizie a viso aperto e non praticare la delazione tramite le lettere anonime o apocrife. Vuol dire assumere l’altro come interlocutore, non come un nemico da colpire.

Ma se tutto questo non vuol diventare vuoto moralismo, occorre riaffermare con forza la legalità che significa innanzitutto affermazione del principio di eguaglianza.

Quest’Amministrazione – come tutte le amministrazioni – ha amici ed avversari, ma si è sempre sforzata di considerare tutti sullo stesso piano di fronte all’azione amministrativa. Sia sul piano delle ordinanze, che delle autorizzazioni, che della repressione degli abusi, che della concessione delle licenze, che dell’imposizione delle tasse ha avuto di fronte a sè solo dei cittadini, con i propri diritti ed i propri doveri.

Niente mi demoralizza di più che sentirmi dire da chi viene a trovarmi: “Guardi che io ho votato per lei”. Qualche volta taccio e faccio finta di non sentire. Qualche volta cerco di reagire con l’ironia: “Ha fatto male, visto in che guaio mi ha cacciato…”.

Il ripristino della legalità, cioè la lotta alla cultura del favore e della clientela, è ciò che ci sta maggiormente a cuore. Non una legalità fredda ed arcigna, ma una legalità sensibile che sa essere dura con i prepotenti egli arroganti e comprensiva con i deboli egli indifesi. Senza strumentalizzazioni.

La democrazia è informazione e comunicazione.

Alle linee essenziali del progetto che questa Amministrazione sta perseguendo manca ancora almeno un punto: lo sviluppo della partecipazione democratica.

Ad una comunità operosa che costruisce il proprio sviluppo, dotata di una buona qualità di servizi collettivi e da una buona amministrazione, qualificata dalla legalità e dalla ricerca di pari opportunità bisogna aggiungere l’attenzione, l’informazione, il coinvolgimento nella vita civica.

Informare i cittadini, aprirsi al dialogo ed al confronto diretto, sono temi a cui l’amministrazione è particolarmente sensibile. È un obiettivo che ha perseguito attraverso le assemblee, le interviste televisive e giornalistiche, le conferenze stampa, i manifesti, gli opuscoli. Spiegare i fatti perché la gente capisca, ed eviti di giudicare in base ad una visione pregiudiziale e distorta, è condizione di una corretta democrazia. E questo è tanto più necessario nel nostro comune, così ricco di centrali di disinformazione ed inquinamento della verità.

La politica “estera” comunale a livello regionale, nazionale ed internazionale.

Molto intensa è stata in questi mesi l’iniziativa dell’Amministrazione comunale all’esterno sia per sviluppare rapporti e collegamenti, sia per sostenere iniziative programmate. La base di partenza è sempre il rapporto fra i Comuni delle Eolie portatori di un comune progetto di turismo sostenibile. Il momento più significativo in cui questo rapporto unitario ha potuto manifestarsi è stato in occasione del “Constitutum”: gli incontri per organizzare le iniziative e gli interventi a livello regionale presso la Presidenza ed i vari Assessorati per verificare e sollecitare i finanziamenti.

Dopo la dimensione eoliana l’altro importante momento di iniziativa il questo semestre è stato rappresentato dall’ANCIM con le iniziative sullo sviluppo dei servizi in collaborazione con il CISPEL e quella promozionale il collaborazione con l’Associazione “Mare vivo”, intitolata “Un’isola per amico”.

Interessante anche l’iniziativa internazionale che si è espressa nella partecipazione alla Conferenza mondiale sul Turismo sostenibile, tenuta in aprile a Lanzarote, ed alla partecipazione al decennale dell’Associazione di amicizia italo-tedesca che si è tenuta a Landshut, in prossimità di Monaco, fra il 22 e il 24 giugno e nell’ambito della quale si è tenuta una mostra di fotografie delle Eolie.

In programma per il prossimo anno un incontro più specifico in Germania ed una iniziativa in Australia nell’ambito dell’emigrazione eoliana.

7. Quale collaborazione fra Giunta e Consiglio Comunale?

Malgrado gli sforzi per cercare almeno un “modus vivendi”, il rapporto fra Giunta e Consiglio Comunale continua a svilupparsi essenzialmente come un rapporto conflittuale. Tutti parliamo di collaborazione ma alla resa dei conti questa collaborazione risulta difficile e spesso inesistente.

Malgrado questo è giusto riconoscere che il rapporto fra Giunta e maggioranza del Consiglio Comunale sebbene sia di opposizione, è di un’opposizione tutta diversa da quella che a Lipari si era conosciuta in passato. E questo dipende sicuramente dalla nuova legge elettorale che affida compiti distinti al Consiglio ed alla Giunta.

Sotto questo aspetto, il fatto che il Consiglio esiti positivamente numerosi proposte della Giunta non può significare meccanicamente collaborazione. Infatti con la legge 18/87, col Piano Triennale, con il Bilancio e con l’approvazione di altri provvedimenti che gli competono istituzionalmente il Consiglio non ha fatto che esprimere la propria responsabilità.

Ma la collaborazione con l’Amministrazione comunale è altra cosa. Questa si manifesta sui terreni specifici della Giunta favorendo l’iniziativa di governo. Ed è qui che la collaborazione, finora, spesso è mancata. Ma il fatto che sia mancata in passato non significa che debba continuare ad esserlo. La politica è movimento soprattutto se la si coltiva con intelligenza.

8. Della perfetta letizia.

Non passa giorno che una o due persone mi fermino per strada e mi incitino a non desistere, ad andare avanti. Del pari, non manca giorno, che qualcuno mi avverta di incontri serali o notturni dove si costruiscono alleanze destabilizzanti e si decidono strategie contro l’Amministrazione. Voglio tranquillizzare gli uni e gli altri che tutto questo non mi impressiona.

Se i cittadini vorranno, farò il Sindaco per i quattro anni del mio mandato e lo farò combattendo per una grande ambizione: quella di ristabilire la legalità, animare la democrazia, sperimentare la buona amministrazione e creare le condizioni di uno sviluppo equilibrato e sostenibile nel Comune di Lipari.

Non sarà una battaglia facile, né io e né i miei amici ci attendiamo particolari riconoscimenti. Anzi mettiamo in conto che qualsiasi scelta si faccia, per quanto ragionata e giustificata essa sia, ci sarà sempre chi avrà da ridire. Ci sarà chi ti dirà che la scelta è giusta in via di principio ma errata in via di fatto; chi l’ha sperimentata prima di te e ti ammonisce che l’abbandonata perché controproducente; chi afferma che concorda su tutto meno una cosa che è poi quella particolare che lo riguarda. E poi ci sarà anche chi qualsiasi cosa tu faccia è contrario per principio, perché ritiene che questo è far politica; chi ti tesse le lodi dinanzi e ti contrasta alle spalle; chi va alla ricerca di trame recondite e secondi fini come Nullino e Stellina smarriti nella foresta.

Vorrei avere la capacità di ascoltare tutti senza alterarmi, magari con un atteggiamento di sottile ironia. La sottile ironia che traspariva da Francesco quando parlava con Frate Leone della perfetta letizia. Ma si può amministrare il Comune di Lipari e perseguire la perfetta letizia?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...