Appendice 2 : Viaggio in Australia

Viaggio in Australia

 

Resoconto della missione a Melbourne e a Sydney svolta dal 29 gennaio al 10 febbraio 1997

 1. PREMESSA

Questo viaggio in Australia da parte del Sindaco di Lipari, culminato nel gemellaggio con la Municipalità di Drummoyne, ha una storia lunga. La prima richiesta del gemellaggio da parte degli eoliani di Sydney risale almeno al 1976, quando Ross Maniaci divenne sindaco di Drummoyne. Se ne parlò con gli amministratori di Lipari ma la discussione non ebbe seguito operativo. Finalmente nel 1988 sembrò arrivato il tanto atteso momento. La Giunta aveva già deliberato in proposito, si erano ottenute le necessarie autorizzazioni, ma all’ ultimo momento tutto andò a monte. Una crisi amministrativa, cosa frequente con la vecchia legge elettorale, aveva bloccato la delegazione.

Di quanto fosse viva questa richiesta ebbi modo di appurarlo personalmente nel mio viaggio in Australia e a Sydney in particolar modo che feci nell’agosto del 1992 in qualità di vice presidente nazionale delle Acli. Così una volta divenuto Sindaco, fra le mille cose da fare, misi in elenco anche il discorso del gemellaggio nel quadro però di un più generale rilancio dei rapporti dell’arcipelago con gli Eoliani che risiedono all’ estero.

E questo non solo sulla scia del ricordo e del sentimento, ma di un progetto di significato culturale e possibilmente anche economico.

Per le Eolie che vogliono affrontare il turismo culturale e naturalistico le presenze di molti eoliani disseminati nel mondo e riuniti in associazioni possono rappresentare una sorta di struttura consolare, una occasione di informazione e di promozione per chi vuole tornare a rivedere le terre che ha abbandonato anni fa, per i figli ed i nipoti che non le hanno mai conosciute, per tutti coloro – italiani e non italiani – che ne possono essere invogliati.

Per una Australia che sta scoprendo l’ importanza del turismo naturalistico e culturale con la valorizzazione delle barriere coralline e delle rainforest (soprattutto nel Queensland) e con il recupero della cultura e dell’arte arborigena, proporre di visitare la terra dei vulcani ed i luoghi in cui si sono incrociati settemila anni di storia del Mediterraneo, è tutt’altro che una ipotesi peregrina. E non è un caso che, dovunque ne abbia parlato, questa ipotesi e stata accolta con gran- de interesse.

Essere in grado di accogliere la domanda di un turismo culturale e naturalistico a livello internazionale richiede alla nostra organizzazione turistica e recettiva un grande salto di qualità. È un discorso che ho affrontato nella quinta relazione semestrale “Le Eolie, una comunità riconciliata” e quindi non mi ripeterò. D’altronde anche questo problema potrebbe interessare i nostri Eoliani d’Australia molti dei quali, come si potrà vedere, hanno svolto e svolgono un ruolo di primo piano nell’economia australiana. Perchè non suscitare in loro l’ interesse ad investire nella promozione di queste isole?

È su questa base che si può comprendere il significato e l’ importanza di una “politica estera ” del nostro Comune, da considerare ed affrontare con grande serietà senza intenderla intenderla superficialmente come l’ occasione per una vacanza all’ estero. C’è questa maturità nel nostro arcipelago? In molti c’è indubbiamente e per il resto bisogna avere la pazienza di spiegarlo e dimostrarlo tenendo vivo il problema e creando fatti.

È la linea che ho sempre seguito per tutti i problemi difficili dell’Ammini- strazione ed è anche la linea che ho praticato in questo caso.

Così, superato il primo anno di Amministrazione, che possiamo definire come anno di assestamento, di ricognizione e di emergenza, ho messo subito in cantiere la questione del viaggio in Australia e del gemellaggio. Esso si sarebbe dovuto svolgere tra la fine di gennaio e l’ inizio di febbraio 1996. Infatti il 19 dicembre 1995 la Giunta municipale con delibera n. 1135 aderiva alla proposta del Cav. Ross Maniaci, Presidente dell’Associazione Isole Eolie-Confraternita di S. Bartolomeo di Sydney, di gemellare il Comune di Lipari e quello di Drummoyne.

Ma il 29 dicembre il Consiglio Comunale votava la richiesta di referendum per la decadenza del Sindaco e si veniva a creare una situazione elettorale e di tensione che sconsigliava di mettere in atto una iniziativa che, per essere produttiva, doveva dimostrare di esprimere il massimo di unità delle Eolie. Superato il referendum, superata l’elezione del nuovo Consiglio, ormai impedimenti non ce n’ erano più e così finalmente si è potuto dar corso a questo evento, che mi sembra importante per l’attenzione che meritano i nostri concittadini all’estero, carico di tanti possibili e fecondi sviluppi.

Ottenuti i nulla osta del Ministero degli Interni, necessari per i gemellaggi con comuni esteri, la macchina organizzativa si è messa in movimento. Ed a questo punto si sono verificate due fortunate coincidenze. La prima: l’occasione dell’incontro – proprio nei giorni del mio viaggio in Australia – del Ministro degli Esteri australiano con i governanti italiani per rilanciare i rapporti economici e culturali fra i due Paesi che ha dato al discorso che andavo proponendo una concretezza ed una attualità insperata. La seconda: la decisione – favorita forse anche dalla coincidenza politica di Rai international di fare seguire da un proprio giornalista la missione del Sindaco di Lipari per potere cogliere la realtà di come vivono, cosa pensano e quali sono le attese dei nostri connazionali in Australia approfittando delle iniziative e dalle manifestazioni poste in essere, per questa visita, dagli eoliani.

Con una serie di servizi che sono già andati sul circuito internazionale il discorso della promozione delle Eolie ha avuto un volano di gran lunga superiore a quello che i nostri connazionali all’estero potevano offrire. Inoltre il veder il rilievo di stampa, radio e televisione che ha ricevuto la visita del Sindaco di un Comune di proporzioni modeste come il nostro, ha fatto loro intuire che forse per le Eolie tante cose stanno cambiando e che esse non sono più le isolette sconosciute e derelitte che avevano lasciato quando sono partiti.

2. La visita agli Eoliani in Australia da parte del Sindaco di Lipari comincia, in forma privata, a Cairns.

DUE EOLIANI OPERANO CON SUCCESSO, IN UN MERCATO TURISTICO IN PIENO SVILUPPO

 Cairns: una stazione turistica attiva tutto l’ anno che punta su percorsi naturalistici oltre che sul mare e sul sole.

 Cairns, sabato 1 febbraio. Fausto Forestieri e Giuseppe Calcagno, con le mogli ed i figli, sono forse gli unici eoliani -di Canneto per l’esattezza -che vivono a Cairns e qui operano con pieno successo nel settore alberghiero, della ristorazione e nel mercato immobiliare. Sono arrivati venti anni fa da Sydney dove avevano lavorato per dieci anni senza “sfondare”. Ed hanno sfondato a Cairns in un mondo in piena trasformazione che comprendeva e sperimentava come si può vivere di turismo tutto l’anno perchè tutto l’anno c’è gente che domanda vacanze, riposo, suggestioni nuove. E Cairns proprio questo ha offerto, un po’ grazie alla benevolenza della natura (un clima caldo per dodici mesi, una favolosa barriera corallina, foreste tropicali antichissime) ed un po’ anche per iniziativa degli uomini. Particolarmente intraprendenti qui si sono mostrati i Giapponesi che gestiscono, insieme a molte altre cose, la redditizia “Great Adventures” delle isole coralline.

Cairns, 1 febbraio. Il Sindaco di Lipari a cena con la famiglia Forestieri e Calcagno originari di Lipari ed operatori turistici di successo. Con lui la moglie signora Aida e il prof. Brudu addetto culturale del Comune di Malfa.

Forestieri e Calcagno stanno al passo. Non hanno forse la forza economica per aprire strade nuove come i giapponesi, ma comunque si muovono con grande perspicacia acquistando, vendendo e affittando terreni, appartamenti, negozi, ristoranti, alberghi e magari anche qualche scuola materna ed affidando ai figli la gestione del “Tropical Garden Resort” che è stato il loro punto di partenza e oggi è un albergo che conta più di cento stanze.

Due anni fa Forestieri ha ottenuto un prestigioso riconoscimento come uomo di affari che è venuto dal nulla. Il loro successo – di Forestieri e di Calcagno – si riflette anche nelle loro case: in collina con una veduta d’ incanto su Cairns quella di Calcagno, al mare sulla spiaggia un po’ esclusiva di Trinity Beach quella di Forestieri. Quando una realtà è in movimento c’è chi diminuisce al minimo il rischio e va alla ricerca di sicurezze e di garanzie, e c’è invece chi comprende che è il momento per mettere alla prova iniziativa e fiuto per gli affari. Sono questi ultimi che realizzano il cambiamento. A Cairns, come a Lipari, come ovunque nel mondo.

 3. Prima giornata della visita a Melbourne

 AL TRADIZIONALE RADUNO EOLIANO DI KEAST PARK

 Incontro con la comunità eoliana fra interesse e tanta cordialità

Melbourne, domenica 2 febbraio. La giornata comincia presto con la partenza da Cairns alle 6 del mattino ed arrivo a Melbourne alle 10 ore locali. All’ aeroporto ad attendere il Sindaco, la signora Aida ed il maestro Antonio Brundu addetto culturale del Comune di Malfa, vi erano il dott. Nino Randazzo, direttore de “Il Globo”, il sig. D’Amico dell’ICAIE (Iniziativa Culturale Australia-Isole Eolie), il sig. Franco Melilli e signora originari di Stromboli, il dott. Bartolino Famularo ed il figlio Fabrizio impegnati in un viaggio in Australia, il dott. Luciano Cozzolino della Rai international accompagnato dall’ operatore Stefano Paino.

Melbourne 2 febbraio. A Keast Park dove si tiene il tradizionale raduno degli eoliani d’Australia. Da sinistra, il dott. Randazzo, il prof. Brundu, la moglie del Sindaco, il Sindaco e Bartolino Famularo operatore turistico di Lipari.

Giusto il tempo di un saluto perché l’appuntamento è a Keast Park presso la spiaggia di Seaford, ad una trentina di chilometri da Melbourne dove ormai per una tradizione, vecchia di almeno cinquant’anni, gli Eoliani di Melbourne si ritrovano, ogni anno, alla prima domenica di febbraio, per reincontrarsi e vivere una giornata di festa sulla spiaggia, fra giochi, concorsi e mille ricordi.

Anche quest’ anno i convenuti saranno almeno un migliaio e quando il Sindaco arriva gli si fanno incontro per salutarlo. Diversi lo conoscono perché sono venuti in Italia in questi ultimi quattro anni, altri sono Eoliani in visita ai parenti, moltissimi lo hanno visto la mattina in televisione nel servizio da Vienna realizzato da Rai international e ritrasmesso proprio questa mattina dalla Sbs.

A fare gli onori di casa è Toni Barbuto il Presidente della Società Isole Eolie, una associazione che ha più di settant’anni di vita. Con lui i vice presidenti Joe De Luca e Pino Narduzzo impegnati ad animare questa giornata, che deve essere viva ed interessante soprattutto per i molti ragazzi e giovani che saranno così invogliati a tornare l’anno prossimo.

“La scommessa è sui giovani” commenta Franco Melilli, “se non si riescono ad interessare e coinvolgere loro, queste manifestazioni spariranno con gli immigrati che coltivano il ricordo della propria terra”.

Sul significato nuovo della presenza degli Eoliani all’estero e quindi in Australia ha insistito il Sindaco in un breve intervento, rispondendo all’indirizzo di saluto che gli era stato rivolto dai dirigenti e sottolineando come le Eolie sono cambiate da quando era una terra che non offriva di che vivere ai propri figli.

“Oggi siamo sì di fronte ad una situazione di difficoltà e di crisi – ha detto Giacomantonio – ma esistono tutte le potenzialità per farne una crisi di transizione verso un nuovo modello di sviluppo, fondato soprattutto su un turismo culturale e naturalistico. Un turismo di qualità al quale gli Eoliani all’estero possono contribuire facendosi ambasciatori delle Eolie presso i nuovi Paesi di appartenenza, intessendo e sviluppando relazioni fra le Eolie e l’Australia, aprendo tanti sentieri di interesse nei confronti delle nostre isole fra chi ha interessi culturali, naturalistici o che solo vuole sperimentare una vacanza in un mondo di antica civiltà e tradizioni”.

Quindi centinaia e centinaia di mani che si stringono, di cognomi e di luoghi eoliani che vengono sussurrati: Cincotta di Pianoconte, Tesoriero di Stromboli, i Manfrè di Pianoconte e quelli di Quattropani, Cannistrà di Quattropani, i Fonti di Canneto e quelli di Pianoconte, i Natoli di Canneto, Ziino di Lipari, Lauricella, e tanti tanti altri… Molti vogliono sapere, qualcuno altro vuole solo farsi riconoscere, diversi hanno una lamentela da fare. La solita che si sente spesso ripetere dagli Eoliani che ritornano: “Quando finalmente crediamo di essere arrivati a casa ci accorgiamo di essere trattati come forestieri, ci fanno pagare la nave e l’aliscafo come turisti e non come Eoliani”.

Il raduno è quindi proseguito fino a sera. Dopo il pranzo consumato per gruppi familiari sotto grandi tende distribuite per centinaia di metri fra il parco e la spiaggia, è stato il momento delle gare tradizionali, delle feste eoliane come la corsa a tre gambe, della elezione di Miss Eolie.

4. La mattina del 3 febbraio a Melbourne

 ANGELO TARANTO: L’ EOLIANO CHE PRODUCE GELATI

 

La delegazione eoliana con Angelo Taranto alla sede della Taranto’s la fabbrica di gelati fondata dal nostro concittadino originario di Alicudi.

Melbourne, lunedì 3 febbraio mattina. Angelo Taranto è originario di Ali- cudi ed è uno dei molti “self-made man” (uomini che si sono fatti da sé) delle Eolie che in Australia hanno avuto fortuna. Andiamo a visitare il suo stabilimento di produzione di gelati e di commercializzazione nello Stato di Vittoria della Cadbury ice cream in Ireland road, a due passi dalla city di Melbourne. La Taranto’s continental ice cream è oggi una media industria che dà lavoro ad una quarantina di persone e produce duemila litri l’ora di gelati. Gelati artigianali prodotti con metodo industriale e che riescono a coniugare l’efficienza della produzione con la qualità del prodotto.

“Noi forniamo – dice Angelo Taranto con orgoglio – ristoranti e bar che poi rivendono i gelati come produzione propria. Produciamo una gamma ampia di prodotti, che vanno dalla torta gelato, alla cassata siciliana, al tartufo”.

Collegata alla fabbrica ed al magazzìno della Cadbury c’è un centro telematico dove arrivano tutte le richieste di prenotazione e che è il cervello della piccola ma complessa organizzazione. Una piccola centrale da cui ogni giorno partono 10 camion di gelati per tutta l’ Australia.

Non è stato sempre così però. Angelo Taranto ricorda i primi anni difficili. Ricorda quando suo padre arrivò qui da solo nel 1937 e poté rivedere la famiglia solo undici anni dopo, a guerra finita. Inizialmente il padre faceva il falegname con un suo fratello, poi aprì un negozio di pesci a Brighton ed Angelo giunto in Australia ne11948, a sedici anni, con un viaggio in nave durato quaranta giorni, lavorò col padre in pescheria per sette anni. Poi nel 1956 aprì a Melbourne un ristorante con annesso locale bar. Era il tempo delle Olimpiadi ed ebbe l’idea di propagandare che nel bar si produceva gelato. Fu un successo e qualche anno dopo dal bar nacque una vera e propria fabbrica di gelati. Di quando viveva a Lipari ricorda gli anni in cui l’Istituto tecnico era a fianco della chiesa di Sant’Antonio con la preside Conti, ricorda che era stato compagno di Caterina Conti e diversi altri. A Lipari ritorna quasi ogni anno con i figli che lavorano con lui nella fabbrica. Oggi vi lavora anche la figlia Rosemary che dopo una tesi sul dialetto delle Eolie aveva iniziato la carriera scolastica, ma ha preferito abbandonare per aiutare il padre.

Per questo incontro lo abbiamo strappato alla villeggiatura (qui siamo in piena estate) che trascorre nella sua villa, che dicono stupenda in una località chiamata Sorrento pochi chilometri fuori di Melbourne.

Conclusa la visita alla gelateria vi è l’appuntamento nel nuovo palazzo della Norwich House con il Console italiano dott. Michele Fazzolari, originario di Messina. Con lui si parla della possibilità di qualificazione del nostro turismo e l’argomento si approfondisce anche col contributo del dott. Bartolino Famularo presidente emerito della Federalberghi. Presentiamo anche le Manifestazioni di Festadimaggio con la giornata dedicata agli Eoliani all’estero. E siccome il console è “patron” del gruppo Teatrale Italo-Australiano creato da Nino Randazzo e Marcello D’ Amico… e siccome ha molto apprezzato alcuni testi di Randazzo fra cui “Il pane e le rose”… qui nasce l’idea di verificare se possiamo inserire nel programma dell’evento di maggio alcune serate con questa compagnia teatrale. Sarebbe veramente interessante che fossero i nostri immigrati di ritorno in Italia a dimostrare come la cultura nazionale sia cresciuta e abbia fruttificato all’estero.

Al Consolato incontriamo anche l’Avv. Vito Cilauro, presidente della Famiglia siciliana di Melbourne, ed il dott. Antonino Ricetti, cancelliere legale del Consolato.

5. Incontro all’ “Eolian Hall” della comunità eoliana con il Sindaco di Lipari

 GLI EOLIANI D’ AUSTRALIA E LE EOLIE CROCEVIA DI NUOVI RAPPORTI.

La delegazione eoliana al Consolato d’Italia in visita al Console dott. Michele Fazzolari.

Melbourne, lunedì 3 febbraio. Ore 19,30. Appuntamento alla sede della Società Isole Eolie, la “Eolian Hall” all’ 836 Lygon Street di North Carlron. Un centinaio di persone ed ancora tanti cognomi eoliani: i Biviano di Pianoconte, i Natoli e gli Scaffidi di Vulcano, i Mollica, i Quadara, i Chiofalo, i Della Chiesa, i Tarlato, i Mandarano di Canneto, i Lo Ricco di Lami, i lo Schiavo ed i Merlino di Ginostra, ecc. ecc…

In attesa che inizi l’incontro si cerca di mettersi in contatto Internet con Lipari. Questo avverrà ma in modo ancora imperfetto. Eppure tutti possono avere un’idea di quali potranno essere fra breve le relazioni ed i canali con cui svilupparli.

In attesa di questi ormai prossimi sviluppi, i rapporti sono però ancora affidati ai contatti diretti. E così anche questa sera si susseguono nel salone della Società delle Isole Eolie i vari interventi, a cominciare da quello del presidente Tony Barbuto che ricorda come la società che si chiamava “Società Mutuo soccorso Isole Eolie di Melbourne” sia sorta il 2 agosto del 1925 per opera dei fratelli Stefano e Giuseppe Tesoriero e di Stefano di Mattina. Giuseppe Tesoriero prima di arrivare a Melbourne era stato a New York dove aveva fatto parte della locale Società di Mutuo soccorso dell’Isola di Stromboli, il cui statuto era servito di base per la formazione di quella di Melbourne. La Società si era resa benemerita in anni difficili per l’assistenza ai disoccupati eoliani di mezza età. E questo è un merito che non è mai stato dimenticato. .

Il dott. Nino Randazzo, ricordando che la società rappresenta oggi il più anti- co sodalizio italiano in Australia, cita diversi personaggi eoliani che hanno fatto la storia dell’Australia e dei quali nelle Eolie non si ha conoscenza. Fra questi: Bob Santamaria di Leni chiamato il Saragat di Australia, Giuseppe Lamaro di Pollara che fu il primo Eoliano a divenire ministro in questo continente, Pietro Russo di Malfa interprete ufficiale dei giapponesi presso il governo italiano nel primo dopoguerra.

Questa sistematica dimenticanza degli Eoliani all’estero continua anche oggi. Infatti quando molti emigrati ritornano nelle isole Eolie sembra loro di essere accolti con indifferenza e faticano a ritrovare la terra che avevano a lungo sognato. Eppure, conclude Randazzo, non ci vorrebbe molto ad organizzare un cordiale benvenuto, oppure a fare redigere un elenco di tutti gli emigrati nel corso dei decenni di modo che, chi vuole, può rintracciare i propri antenati.

Padre Vincenzo D’ Amico è il cappellano della Società da 37 anni, da quando cioé abbandonò la parrocchia di Ginostra. Anche lui rivolge un indirizzo di saluto al Sindaco di Lipari e parla di questa giornata come una di quelle da ricordare. Joe lo Schiavo, presidente dalla Società per dodici anni dal 1974 al 1986 partito da Ginostra ne11938, vuole sapere il perchè non si è fatto ancora lo scalo, il perché la Chiesa è in rovina, perchè le strade sono sempre più impraticabili. Marcello D’ Amico parla invece del teatro italiano in Australia al quale moltissimo hanno contribuito gli Eoliani. Infine, conclude questo ciclo l’intervento di Antonio Ricetti, cancelliere legale del Consolato.

È ora la volta del Sindaco di Lipari che – dopo lo scambio di doni col Presidente (il Comune di Lipari offre una targa in argento in ricordo di questo incontro) – parla di un grande progetto portato avanti unitariamente dalle quattro amministrazioni comunali, per cui oggi in spirito sono presenti anche i tre sindaci di Salina. Un progetto per le Eolie, le quali hanno la potenzialità di ridivenire il “crocevia del Mediterraneo”; un crocevia di incontri cordiali e pacifici, derivanti da un turismo diverso che vuole conoscere in profondità le comunità visitate. Per questo nel 1997 abbiamo scelto la figura di Luigi Salvatore d’Austria come il personaggio a cui dedicare il grande evento culturale di primavera che vuole divenire una tradizione. Un progetto di sviluppo, quello che stiamo perseguendo, a cui sono chiamati a concorrere anche gli Eoliani d’ Australia come tutti gli Eoliani che un tempo sono stati costretti ad emigrare. Questa in Australia è quindi la prima tappa di un pellegrinaggio più ampio. Una tappa pensata da molto tempo e che si è potuta realizzare solo oggi. Ma se questo incontro deve stabilire un nuovo percorso di relazioni fra le Eolie e l’ Australia, è bene che questo rapporto si avvii fin da ora e cioè a partire da Festadimaggio 97. L’ auspicio è che un gruppo di nostri Austro-eoliani venga a rappresentare il teatro di Nino Randazzo e cioè il frutto della nostra cultura trapiantata in Australia che qui ha continuato a fruttificare in maniera creativa. Quanto all’accoglienza, ha concluso il Sindaco, cercheremo di fare uno sforzo ulteriore ma dobbiamo essere coadiuvati. Perché la Società di Melbourne come l’ Associazione di Sydney, non ci segnalano per tempo gli Eoliani che verranno in Italia e nelle Eolie?

Dopo il dott. Michele Giacomantonio hanno preso la parola il maestro Anto- nio Brundu, addetto culturale del Comune di Malfa, ed il dott. Bartolino Famularo, presidente emerito della Federalberghi delle Eolie.

Nel pomeriggio, nel corso della visita al Globo, il settimanale in lingua italiana che si stampa a Melbourne, il Sindaco ha avuto un contatto telefonico con l’Ambasciatore italiano, dott. Marcello Spatafora, che mercoledì non potrà essere a Camberra per l’incontro col Ministro federale del Turismo, ma che garantisce la presenza del primo consigliere d’Ambasciata, il Ministro Montecalvo. L’Ambasciatore giudica questa visita quanto mai tempestiva in relazione all’incontro che il Ministro degli Esteri australiano avrà col governo italiano proprio nelle ore successive, per discutere fra l’altro degli scambi culturali.

Degli scambi culturali e dell’importante momento politico relativo ai rapporti Italia-Australia, si è parlato anche nel corso dell’’ampia intervista rilasciata, in diretta, dal dott. Giacomantonio alla radio in lingua italiana “Rete Italia” sempre nel corso del pomeriggio. Fra gli altri argomenti toccati, quello del giudizio sull’Australia di oggi e sui giovani eoliani della seconda e terza generazione. È possibile pensare che essi portino avanti l’esperienza associativa dei loro genitori?

“No – ha risposto il Sindaco di Lipari – se questa rimane l’esperienza rispettabile ma troppo personalizzata dalla memoria e dalla nostalgia. Sì, invece, se siamo in grado – Eoliani di Australia ed Eoliani delle Eolie – di fare rivivere loro il grande significato culturale di questa terra. Se siamo in grado cioè di fare capire che le Eolie non sono solo delle belle isole da visitare, ma una civiltà che ha settemila anni di storia, e che leggendo la loro storia si legge la storia del Mediterraneo. Se riusciremo a fare questo con scambi culturali, convegni, con incontri, con un turismo culturale organizzato nelle Eolie attraverso stages di archeologia, di storia, di geologia, allora l’Associazionismo eoliano in Australia così come in altri paesi dove gli Eoliani hanno dato il loro contributo allo sviluppo (Nuova Zelanda, Argentina, Stati Uniti…) non declinerà, anzi avrà un nuovo importante sviluppo”.

All’Heolian Hall.. La consegna della targa a Tony Barbuto, presidente della società Isole Eolie.

6. Un ristorante eoliano nella Little ltaly di Melbourne

 SANTINO TRIMBOLI ED IL RISTORANTE BORSARI

Il ragazzo di Salita Meligunis che ha fatto fortuna in Australia.

Quella di Santino Trimboli è una storia come molte se ne incontrano in Australia, ma proprio per questo vale la pena di essere raccontata. È la storia di un ragazzo di origini umili, la famiglia abitava in un vicolo chiuso trasversale alla salita Meligunis quella che da Sottomonastero porta a Piazza Mazzini. Un ragazzo che è venuto in Australia ed ha lavorato in maniera dura ed alla fine ha avuto successo. Oggi ha un ristorante al n. 201 di Lygon Street, la Little Italy di Melbourne: il Borsari che ricorda una medaglia d’oro del nostro ciclismo del periodo precedente la seconda guerra mondiale.

Del motivo per cui il ristorante è intestato al ciclista Borsari raccontano in tandem Nino Randazzo e Santino Trimboli. Dopo la medaglia alle Olimpiadi Borsari venne in Australia per alcune manifestazioni sportive; poi però, in seguito a varie vicessitudini, qui si fermò e mise su famiglia. Abbandonato il ciclismo aprì un negozio di articoli vari: dalle biciclette fino ai gioielli. “E questo negozio al n. 201 di Lygon Street si chiamò Borsari’s corner, l’angolo di Borsari”.

Santino invece aveva aperto un ristorante nella stessa strada, quasi di fronte al negozio di Borsari, ma non gli sfuggiva l’importanza di potere abbinare la buona cucina eoliana a base di pesce con il nome prestigioso di un grande sportivo. Così quando Borsari decise di abbandonare il negozio, Trimboli si fece avanti e si offrì di acquistarlo, facendo presente di acquistare il locale ma anche l’ insegna, che nel frattempo aveva avuto una sorta di vincolo culturale-storico e non poteva essere più rimossa.

Realizzato il passaggio forse i Borsari si pentirono perchè videro che il ristorante aveva avuto un buon successo, ma Santino era stato accorto nella transazione ed il contratto parlava chiaro: la possibilità di spendere il nome del campione ciclistico era incontrovertibile.

Così ora il Borsari è un po’ il punto di incontro di tutti gli Eoliani che arrivano a Melbourne per trascorrere un periodo di vacanze o per rivedere i propri parenti.

7. Nino Randazzo e Marcello DAmico, due animatori della esperienza italiana ed eoliana.

QUEL RAMO DELLA CULTURA EOLIANA CHE MATURA A MELBOURNE

Associazionismo, giornalismo, teatro, attività sociali i principali terreni di una forte esperienza di vita

 Melbourne, martedì 4 febbraio.Non si può venire a Melbourne e non conoscere Nino Randazzo. In particolare per un Eoliano che ha a cuore quel pezzo di storia della propria terra proseguita al di là delle isole, dovunque i nostri concittadini siano giunti sotto la spinta dell’esigenza di lavorare. E conoscendo Nino Randazzo si finisce con incontrare anche Marcello D’Amico.

Tutta la gamma della vita sociale e culturale che riguarda gli Italiani e gli Eoliani li vede protagonisti. Nino Randazzo è il direttore del “Globo” il settimanale italiano di Melbourne. Marcello D’Amicolavora al Coasit e si occupa di progettispeciali riguardanti idisoccupati italiani.

Questa la qualifica ufficiale, ma a fianco a questa tanti altri incarichi, funzioni, attività…

Nino che è venuto in Australia un prima volta nel 1952 e vi è rimasto tre anni, per poi tornare nel 1958 e restarvi per sempre, è uno studioso dell’emigrazione italiana. Su questo argomento ha scritto diversi libri ed ha tradotto in italiano la storia dell’Australia di Manning Clark. Ma è anche commediografo, ha scritto diverse commedie e drammi che sono andati in scena con successo in Australia ma anche in Italia, a Palermo. A Palermo nel 1994 è stato rappresentato “Il pane e le rose”, un testo del 1980 che sirichiama alla religiosità degli Eoliani di Australia così legata alle antiche tradizioni.

Marcello, in Australia dal 1957, è segretario dell’Associazione di iniziativa culturale Australia Isole Eolie (ICAIE) che ha proprio lo scopo di alimentare lo svilupparsi di una cultura eoliana in questa terra, di raccogliere e conservare ogni documentazione a questo proposito.

Nino e Marcello poi, insieme, hanno posto in essere la Compagnia teatrale italo australiana che ha portato sulle scene, oltre ad altri testi, tuttiilavori di Nino Randazzo come Il Sindaco d’ Australia, Victoria Market, La gabbia e il bosco, Villaggio Paradiso, ecc…

Proprio per la rappresentazione di Victoria Market – una denuncia di quegli uominidella legge” che, per coprire la loro corruzione e il loro racket da malavitosi in uniforme decisero all’inizio degli anni ‘60 di creare il mitodella mafia in Australia – la Compagnia ha ottenuto nel 1995 il Premio per Manifestazioni Artistiche Comunitarie promosse dalla Victorian Health Promotion Foundation, che è uno dei più prestigiosiriconoscimenti ufficiali per le attività culturali nello stato del Victoria.

E dovrebbe essere proprio questa Compagnia formata da attori bravi ma non professionisti, di cui molti sono Eoliani, a offrire in occasione di Festadimaggio 97 alcune serate di spettacolo, portando in scena almeno due lavori di Nino Randazzo come ”Victoria Market” e “il Sindaco d’Australia” così legate all’esperienza della nostra emigrazione e alla difficoltà di comunicazione che si stabilisce nel tempo fra chi è partito per l’estero e chi è rimasto “a casa”.

Di questo il Sindaco ha parlato con Nino Randazzo e Marcello D’Amico, trovando una grande disponibilità..

8. Arrivo a Sydney. Incontro a Canberra col Ministro federale del turismo on. John Moore

QUALE POSTO PER LE EOLIE NEI NUOVI RAPPORTI  ITALIA-AUSTRALIA?

Conclusa la giornata con il direttivo dell’Associazione Isole Eolie.

Sidney, mercoledì 5 febbraio. Giornata piena ed impegnativa questa che si apre con l’arrivederci a Melbourne ed il bentrovato a Sydney. All’aeroporto di Sydney ad accogliere il Sindaco di Lipari, in compagnia della signora Aida, di Antonio Brundu di Malfa, del giornalista Luciano Cozzolino di Rai international e dell’operatore Stefano Paino, c’erano Ross Maniaci che è il leader storico degli Eoliani di Sydney, il dott. Felice Merlino nuovo presidente dell’ Associazione Isole Eolie, il vice presidente Tony La Cava, la signora Anna Biviano moglie “d’u zu Bob”.

Maniaci è stato presidente sino all’anno scorso poi ha abbandonato in seguito ad un’operazione al cuore che lo ha convinto a ridurre i suoi impegni. Ma comunque all’ Associazione dà ancora moltissimo e non potrebbe essere altrimenti. In Australia fin dal 1949, vi è arrivato con una nave da carico, la Vivaldi, che aveva adibito le stive a dormitori. Questa Associazione che ha celebrato il 24 agosto 1996 il venticinquesimo anniversario dalla Fondazione, l’ha vista nascere, anzi ne è stato uno dei diretti promotori.

Il tempo di prendere posto in albergo che è subito ora di ripartire per Can- berra… La delegazione eoliana è composta dal Sindaco, da Cozzolino e Stefano Paino. All’aeroporto della Capitale ad attenderli c’era il dott. Mario Alberto Montecalvo, ministro consigliere dell’ Ambasciatore.

L’incontro con il dott. Montecalvo – voluto dall’ Ambasciatore italiano -si è svolto presso la sua abitazione e si è parlato della missione del Ministro degli Esteri australiano Alexander Downer, a Roma dal 6 al 9 febbraio per rilanciare i rapporti economici e culturali fra i due Paesi.

In questi rapporti dovrà avere posto anche il turismo che tanta parte ha oggi sia in Italia che in Australia. Potranno entrare le Eolie in questo discorso? E come? Il fatto che il Sindaco di Lipari sia in questi giorni in Australia e si faccia promotore di scambi culturali rivolti in particolare alle seconde e terze generazioni di Eoliani qui emigrati, potrebbe essere una coincidenza per molti aspetti provvidenziale. Soprattutto se i discorsi non si dovessero fermare al piano culturale ma avere anche una qualche implicanza economica.

Camberra, 5 febbraio. Il Sindaco di Lipari con il Ministro Federale del Turismo John Moore (al centro) e il deputato Paul Zammit (a sinistra).

Un discorso troppo complesso per un Comune? Ma perché non dovrebbe esistere un discorso di promozione delle Eolie sul piano internazionale? E chi dovrebbe farsene promotore? Il Governo italiano? La Regione Sicilia? La Provincia? Dall’incontro di Roma si spera che scaturisca oltre ad un protocollo di intesa, un tavolo di lavoro congiunto a livello ministeriale e quindi un forum di addetti ai lavori che non potrà non coinvolgere anche istanze private dei vari settori. È troppo pensare che a questo livello si possa avanzare una candidatura delle Eolie a centrale turistica di tipo nuovo? Una centrale cioè di turismo culturale e naturalistico, fondata sul grande patrimonio storico, culturale, naturalistico e vulcanologico. Una centrale aperta a quanti giovani vogliano conoscere a fondo questo patrimonio sia per qualificare i loro studi, sia per rinnovare – come potrebbe essere per i figli degli Eoliani in Australia – un legame di rapporti su una base diversa da quella sentimentale dei loro genitori.

Sono ragionamenti che finora si sono fatti poco o forse per nulla. Finora il Comune si è limitato a promuovere a qualche Bit le proposte dei diversi operatori turistici, ma un progetto turistico delle Eolie come comunità ancora non lo si è visto. Eppure se non lo si è visto finora non è una buona ragione perché esso non esista in un prossimo futuro. E questo degli scambi culturali, qualificati da stages organizzati, a partire dall’Australia potrebbe rappresentare un punto di partenza.

Iniziato nella casa del dott. Montecalvo il discorso è continuato e si approfondito col Ministro John Moore, che ha fra le sue competenze il turismo oltre all’industria ed alle scienze. All’incontro col ministro federale la delegazione eoliana era accompagnata dall’on. Paul Zammit deputato di Sydney, maltese di origine e sposato ad una italiana, molto vicino alla nostra comunità eoliana.

John Moore ha affermato di avere sentito parlare delle nostre isole anche se non le ha mai visitate ed ha dimostrato molto interesse al discorso sugli scambi culturali ma anche sui possibili riflessi economici di una collaborazione. Oggi in Australia molti Eoliani svolgono un importante ruolo come operatori economici, dunque non si vede perché questa iniziativa non si possa prevederla operativa in entrambi i Paesi rinsaldando legami e creando interessanti sinergie.

Dopo il rientro a Sydney in serata, la giornata si è conclusa a cena col direttivo dell’Associazione Isole Eolie a Five Dock, al ristorante di Giovanni Calcagno dal nome emblematico di Cafè Canneto.

La presidenza del convegno “Le tradizioni e le credenze degli eoliani nelle isole e asll’estero” alla Henley Bouling Club di Sydney. Da sinistra il prof. Rando, il sig. Natoli, il Sindaco, il dott. Merlino e il prof. Brundo.

9. Successo del convegno su “Le tradizioni e le credenze degli Eoliani nelle isole e all’ estero”.

QUELLA MEMORIA CHE LEGA L’AUSTRALIA ALLE EOLIE

Due interviste del Sindaco a Rete Italia ed a SBS.

Sydney, giovedì 6 febbraio. L’ appuntamento più importante della giornata è il convegno su “Le tradizioni e le credenze degli Eoliani nelle isole e all’estero” che si tiene all’ Henley Bowling & Recreation Club di Henley sulla rive del fiume Parramatta. Un salone gremito e tanta attesa in un club italiano e per buona parte eoliano.

Apre i lavori il dott. Felice Merlino presidente dell’ Associazione delle Isole Eolie. Poi la parola al Sindaco, dott. Michele Giacomantonio, che parla dell’importanza delle credenze e delle tradizioni in un arcipelago che ha fatto la scelta del turismo culturale. Una scelta qualificante ma al tempo stesso dettata dalla necessità di garantire una nuova prospettiva di sviluppo di fronte alla crisi del modello affermatosi negli anni 70. In questo quadro si inserisce Festadimaggio 1997 dedicata a Luigi Salvatore d’Austria e sempre in questa prospettiva si giustifica l’incontro avvenuto il mercoledì a Canberra col Ministro del Turismo.

Particolarmente stimolante e brillante la relazione del prof. Gaetano Rando dell’Università di Wollongong che ha parlato delle tradizioni degli Eoliani in Australia. Di queste tradizioni – ha esordito il relatore – sono più le cose che non si sanno che quelle che si sanno.

Queste tradizioni affondano le radici in una comunità compatta che aveva vissuto con una certa tranquillità il XIX secolo. Poi, sul finire del secolo, le condizioni economiche si deteriorano rapidamente e la gente è costretta ad emigrare.

È difficile dire se sia vero – come racconta Nino Randazzo – che la prima nave eoliana sia giunta in Australia nel 1848 sotto il comando di un certo Re di Salina. Ma è un fatto che già sul finire del secolo il numero degli Eoliani residenti era abbastanza significativo, tanto che nel 1903 a Sydney viene fondato il Circolo Isole Eolie.

Gli Eoliani si insediano nelle città e sono pochi quelli che continuano l’attività peschereccia. Si possono citare La Macchia a Wollongong, i Taranto, i Pittau ed i Lopez a Fremantle, un piccolissimo gruppo a Port Pirie. Il commercio della frutta e verdura fu invece il settore che vide un impegno massiccio degli eoliani. Poi, via via che facevano fortuna, affrontavano altre imprese. Tutto sommato si può dire che il contributo eoliano all’economia australiana è stato consistente. Si pensi a Sydney ai Paino nell’edilizia e Giuffrè nei cosmetici, Masinella a Brisbane nell’edilizia, Taranto a Melbourne nel settore dei gelati, ecc…

Eppure malgrado gli indubitabili successi, la comunità continua a riproporre nella nuova terra usi e tradizioni che dimostrano da una parte una forte nostalgia e dall’altra anche una difficoltà di adattamento. Sintomatica è la storiella che si racconta sull’adolescente isolano che mandava baci a tutti i manichini nelle vetrine perché le credeva simulacri della Madonna. Infatti alle Eolie i manichini non esistevano e le uniche riproduzioni di sembianze umane erano quelle delle Madonne e dei santi.

La bella relazione di Rando è stata accompagnata dalla lettura ad opera di Edmondo Natoli di alcune poesie dialettali come “U re d’Amur” con i versi struggenti che dicono “esti dà che vogghiu aggirari ammienzu a la me genti, a ‘mmienzu ai Cannitari”, “U vinu liparotu” che è “vinu delicatu”, “Comu i pisci”.

Infine la serata è stata completata da un’altra relazione di tradizioni e credenzeeoliane a cura di Antonio Brundu, che si è soffermato in particolare sul rito della “jittata ‘i lastricu” con l’antica canzone dal ritornello famoso “o c’arriva, o c’assuma – o che ciauru di maccarruna” e sulla devozione a San Bartolomeo: un santo completamente reinventato dalla creatività eoliana che del coltello non ne hanno fatto più lo strumento del martirio ma un’arma per incutere paura, minacciando e vendicando”. E per finire, un ricco bouffet preparato dalle numerose famiglie, per offrire agli ospiti un esempio di quelle tradizioni gastronomiche delle isole di cui aveva parlato Rando: sfinci, gigi, spicchitelli, pasta squadata .

C’è ancora da ricordare che nel corso della giornata il Sindaco aveva rilasciato due interviste. Una a Francesco Raco di Rete-Italia ed un’altra a Renzo Colla della Sbs. In entrambe è stato spiegato il significato del gemellaggio Lipari-Drummoyne che non vuole essere un fatto rituale ma l’inizio di una collaborazione che potrà dare buoni frutti per entrambe le comunità.

10. Potrebbe essere uno dei frutti del gemellaggio con Drummoyne

REALIZZARE UN “CENTRO” DELLA MEMORIA EOLIANA IN AUSTRALIA?

 I documenti di Peter Tesoriero e l’organizzazione della Associazione Isole Eolie.

 Sydney, venerdì 7 febbraio. L’idea di un museo o meglio di un centro di documentazione della emigrazione eoliana in Australia è venuta maturando lentamente.

C’è stata innazitutto la relazione del prof. Gaetano Rando giovedì sera, poi l’incontro con Peter Tesorieto.

Foto di gruppo con il direttivo dell’Associazione Isole Eolie di Sydney nella sede del Comune di Drummoyne.

Tesoriero è un avvocato, ora in pensione, che abita un bellissimo attico al 25 di Milson Road di Cremorne, dal quale si può ammirare la baia di Sydney avendo di Tonte proprio la Opera House. È un attico così bello che la rivista “AD. Architectural Digest” ha chiesto di poterlo fotografare.

Quando non va in barca a vela per la baia col suo sedici metri di nome Aeolus,e quando non prepara cause per difendere i propri diritti, Peter si dedica a collezionare libri e documenti soprattutto relativi alle Eolie. .

Tiene ben ordinata tutta la documentazione dei rami materni e paterni. La mamma, una piccola e minuta signora che abita nella sua stessa casa, è una Famularo, figlia di Vincenzo che proveniva da Stromboli e di Graziella Barbuto emigrata ancora giovinetta da Santa Marina Salina. La coppia si conosce a Oswego, una cittadina a nord dello stato di New York, e dopo la nascita della madre di Pietro decide di trasferirsi in Australia dove vi arriva nel 1913 col vapore “Niagara” proveniente da Vancouver.

Peter Tesoriero conserva gelosamente – assieme ad altre cose – un medaglione sul cui nastro tricolore sono ricamate 1e parole “Società mutuo soccorso Isola di Stromboli – Oswego N. Y” ed i documenti di viaggio di Vincenzo e Graziella.

L’avv. Peter Tesoriero originario di Filicudi con la figlia mentre veleggia con la sua barca nella baia di Sydney.

Il cognome Tesoriero viene invece da Panarea. Il padre di Peter, Nino Tesoriero detto Malupassu, salpa per l’Australia nel 1925 a soli sedici anni. Il piroscafo si chiama “Re d’Italia” ma è così mal messo che nel Mar Rosso perde un’elica e quando giunge a Sydney è talmente piccolo che fatica a fare scalo alla banchina. Anche per questo viaggio Peter conserva tutti i documenti e conserva anche il contratto d’acquisto del 1929 di un negozio di verdura, punto di partenza dell’avventura australiana per il quale invece di pagare un prezzo, rileva i debiti del precedente proprietario che era fallito.

Oltre a documenti la biblioteca, di Peter Tesorieto raccoglie anche libri di non facile reperibilità come quello di Luise Caico su “Sicilian Ways and Days” o di Denis Clark intitolato “Swordfish and Stromboli. Beachcombing round Sicily” (Pescespada e Stromboli. In giro per le spiagge di Sicilia), pubblicato ne1 1951).

Durante l’incontro Tesoriero più volte ripete che sarebbe importante avere la disponibilità dei libri parrocchiali per cercare di ricostruire una mappa familiare. Nelle sue visite a Panarea, infatti non è mai riuscito in questo intento.

Il discorso sul centro di documentazione ritorna nel colloquio di Giacomantonio con Michele Megna, giovane sindaco di Drummoyne, nell’incontro avuto, in serata, presso la “Henley Bowling e Recreation Club” prima della festa in onore del Sindaco di Lipari alla quale partecipano anche il Console di Sydney dott. Francesco Catania, l’on. Paul Zammit e signora ed oltre 200 Eoliani di prima, di seconda e di terza generazione. Ed è proprio avendo appurato la disponibilità e l’intesse del Sindaco Megna a collocare nella bella cittadina della baia di Sydney questo Centro, che il dott. Giacomantonio parla esplicitamente del progetto nel suo discorso di saluto presentandolo come uno dei possibili ed importanti frutti del gemellaggio. Ma questo progetto potrà andare in porto -afferma con forza il Dott. Giacomantonio -solo se l’ Associazione Isole Eolie deciderà di farlo proprio e di sostenerlo stimolando a questo proposito sia il Comune di Lipari, sia quello di Drummoyne.

Anzi l’auspicio che il Sindaco di Lipari rivolge all’Associazione è proprio quello che essa si faccia parte attiva nella creazione dei rapporti fra Eoliani di Australia e quelli delle isole, informando – ad esempio – tempestivamente il Comune di chi vuole tornare nell’arcipelago per ricercare notizie dei propri antenati. Anche nelle Eolie infatti, ha concluso Giacomantonio, potrebbe nascere un centro, magari collegato al Centro servizi turismo, capace di affiancare questa opera e manifestare ai nostri compaesani che tornano dopo tanti anni un segnale di affettuosa accoglienza.

A Sydney come a Melbourne tanti saluti, tanto calore e poi il calendoscopio dei cognomi dell’arcipelago: i D’Ambra, i Natoli, i Casamento, i Portelli, i Palamara, Baldi, i La Cava, gli Iacono, i Camarda, i Perna, i Costa, i Ficarra, gli Sciacchitano, i Merlino, i Biviano, i Rando, ecc. ecc.

11. Celebrato il gemellaggio fra Lipari e Drummoyne

NON UN ATTO FORMALE MA UN PATTO PER REALIZZARE COMUNI OBIETTIVI

L’ impegno di Michele Megna e Michele Giacomantonio, sindaci delle due comunità.

 

Drummoyne, 8 febbraio. Il Sindaco di Lipari con Michael Megna, originario di Canneto, Sindaco di Drummoyne durante la cerimonia di gemellaggio.

Sydney, sabato 8 febbraio. Drummoyne è una ridente cittadina di oltre trentamila abitanti nel circondario di Sydney. Per la precisione è subito alle spalle della City, là dove le acque del fiume Parramatta si confondono con quelle di Port Jackson. Oggi un nuovo ponte dalle linee ardite, realizzato in tempi record, la colloca a pochi minuti da Darling Harbour, il cuore del grande turismo di massa. Come tutte le cittadine australiane è caratterizzata da strade larghe e regolari, da villette di uno, massimo due piani col il portico, il giardino ben curato dinanzi e l’orto dietro la casa. Come Leichhardt, Haberfield e Five Docks, collegate l’una all’altra senza soluzione di continuità, collocate fra la Victoria road e Parramatta road, Drummoyne vanta un forte numero di Eoliani.

La ragione di questa concentrazione? Si dice che quando arrivava qualcuno dalle isole e non sapeva a chi rivolgersi, andava da Giacomino Natoli che commerciava in case e questi cercava di dare comunque una sistemazione ai compaesani.

Sottoscrizione del documento di gemellaggio.

Ed è stato grazie ad una presenza significativa e numerosa che nel 1976 Ross Maniaci viene eletto sindaco ed è il primo sindaco di origine non britannica del circondario di Sydney. Dopo Ross, quindici anni dopo, sarà la volta di Michael Megna che viene riconfermato alla carica proprio quest’anno.

Michael Megna, commercialista, è figlio di Giuseppe originario di Canneto, parente di Ettore e Rinaldo Natoli. È sposato con una friulana e ha due bambine, una di otto ed una di due anni, alle quale cerca di far imparare quell’italiano che lui stesso parla con qualche fatica. L’ultima volta è venuto alle Eolie nove anni fa, dopo qualche mese che si era sposato e conta di tornarci presto anche per ricambiare la visita del gemellaggio.

L’appuntamento nella casa municipale è alle 14 ma la cerimonia comincia introno alla 15 di fronte ad una quarantina di persone: la delegazione eoliana, il direttivo dell’ Associazione Isole Eolie capitanata dal presidente dott. Felice Merlino, Giuseppe Ficarra presidente di un’altra associazione culturale intestata alle isole Eolie, quattro degli otto consiglieri comunali di Drummoyne che affiancano il sindaco nella gestione della comunità, l’on. Ficarra, la prima parlamentare di origine eoliana al Parlamento statale del New South Galles.

Il Sindaco Megna spiega le ragioni del gemellaggio mentre il Sindaco Giacomantonio legge e consegna le delibere di autorizzazione a sottoscrivere questo patto con i nulla osta del Ministero dell’Interno e degli organi tutori.

Quindi è il momento della firma di due pergamene a doppia pagina: in italia- no ed in inglese e poi lo scambio dei regali. Il Sindaco di Lipari consegna una targa in argento realizzata dall’orafo Stancampiano che ricorda l’evento, insieme ad alcuni libri sulle Eolie. Il Sindaco di Drummoyne ricambia con un vaso di cristallo decorato dagli aborigeni e un libro su Drummoyne.

Concluse le formalità ufficiali è momento delle chiacchiere amichevoli, ed anche di un rinfresco e delle felicitazioni perchè dopo tanti anni si è riusciti a mettere in porto questo avvenimento. Tutto si conclude con due interviste: una alla radio della SBS che la manderà in onda più tardi nel pomeriggio ed una a Rai international. In queste occasioni il dott. Michele Giacomantonio ribadisce il significato operativo che si vuole dare alla celebrazione. Una accoglienza più organizzata di chi torna alle isole per un pellegrinaggio sulle tracce dei propri parenti, quindi degli scambi culturali strutturati per stage. E ciò sia in ordine alla storia ed alla archeologia, sia alla vulcanologia ed alla ecologia. Infine il nodo più importante e significativo: quello di un centro di documentazione della immigrazione eoliana in Australia.

12. Celebrata nel Parco di Five Dock l’annuale festività del Protettore delle Isole Eolie

NEL SEGNO DI BARTOLOMEO

Una manifestazione al tempo stesso religiosa, civile e di spettacolo che ha raggiunto i 12 mila partecipanti.

 Sydney, domenica 9 febbraio. La festa di San Bartolomeo è l’appuntamento :l’obbligo per gli eoliani di Sydney e dintorni. Essa viene celebrata nella domenica più prossima al 13 febbraio, ovvero il giorno in cui gli Eoliani ricordano l’arrivo a Lipari del corpo del Santo avvenuto – secondo la tradizione – il13 febbraio del 264.

Inpassato si era scelto il mese di novembre, dove cade un’altra festività del Santo cara agli Eoliani. Ma il novembre australiano è come il maggio nostro, con il tempo variabile e le serate un pò freddine. Quindi non l’ideale per una manifestazione da svolgere all’aperto fino a tardi con canti e danze. Così si optò per febbraio che è un mese simile al nostro agosto, quando il sole picchia forte ma la sera è piacevole stare fuori fino a tardi. E di caldo in questo 9 febbraio del 1997 ne ha fatto parecchio, con un sole che ha dominato impietoso la processione del simulacro e la Santa Messa collocate entrambe nel primo pomeriggio. Ciò malgrado all ‘una ed all’altra c’erano almeno cinquecento persone. Intesta le confraternite con gli stendardi e le divise o le fasce dai diversi colori. Rossa la fascia della Confraternita di San Bartolomeo, azzurra quella della Madonna del Terzito degli eoliani di Sali- na, e poi le confraternite di altre aree dell’emigrazione italiana con le devozioni a Santa Caterina, San Rocco, Sant’Elia, Maria Vergine Assunta. Quindi la statua del Santo portata a braccia come da noi e scortata da due nostri carabinieri in pensione, in alta uniforme, poi i sacerdoti, la banda musicale, il popolo devoto. E questa volta anche il Sindaco con la fascia tricolore.

Five Dock (Sydney), 9 febbraio. La tradizionale processione di S.Bartolomeo.

La processione parte dal palco dove verrà celebrata la Messa e, recitando il rosario, fa il periplo del parco scortata dalle macchine dei vigili, per tornare di nuovo al punto di partenza. L’Eucarestia verrà presieduta dal Vescovo ausiliare di Sidney, Mons. David Cremin, che è un irlandese che, seppure a fatica, riesce a palare l’italiano. Con lui concelebreranno Padre Attanasio che è il parroco della chiesa dei cappuccini frequentata dagli italiani, Mons. Dino Fragiacomo, venuto dall’Italia per dare una mano alla missione presso gli Italiani, e i sacerdoti eoliani Padre Conti e Padre Iacono.

La cerimonia è accompagnata dal suono della pianola e da canti affidati alla famiglia -mamma, zia, figli e nipoti -Di Losa, originaria di Lami.

Dopo la Messa, comincia la parte civile della manifestazione con gli interventi del presidente dell’Associazione Isole Eolie – Confraternita di San Bartolomeo dott. Felice Merlino, del sindaco di Drummoyne sig. Michael Megna, del deputato di origine eoliana al parlamento statale on. Maria Ficarra, dei deputati federali John Murray e Paul Zammit ed infine quello del Sindaco di Lipari.

“Non so se la scelta della festività di febbraio fra le diverse che la tradizione eoliana offre sia stata necessitata dal clima, ma è certo che essa è stata una scelta felice – esordisce il dott. Michele Giacomantonio – perché è la più eoliana di tutte giornate che sono state dedicate al Santo. In essa si ricorda l’arrivo di Bartolomeo a Lipari ma meglio ancora potremmo dire la scelta delle Eolie da parte di Bartolomeo.

Se gli eventi non sono casuali ma hanno sempre – come insegnava un sindaco a me caro, Giorgio La Pira – un significato provvidenziale nascosto che bisogna ricercare, è giusto che ci chiediamo del perché di questa scelta dell’Apostolo. Perché proprio le Eolie? Che pegno viene posto su di esse? Che cosa è richiesto al nostro futuro?

Bartolomeo è un santo severo. Non rancoroso come lo descrive qualche racconto popolare, ma severo sì. Ed era necessaria una guida severa per un popolo chiamato ad affrontare una vita dura, densa di rischi e di incognite. Una vita dura nell’arcipelago dove spesso sono mancate le condizioni anche minime di sussistenza e gli Eoliani sono stati costretti ad emigrare spargendosi per il mondo. Una vita dura nei nuovi paesi di insediamento. Quel centro di Documentazione dell’ immigrazione eoliana in Australia di cui si è parlato in questi giorni e che è affidato soprattutto al carissimo Michael Megna, sindaco di Drummoyne ed all’Associazione Isole Eolie, testimonierà delle sofferenze di migliaia e migliaia persone, delle speranze ma anche di molte delusioni, dell’ostracismo e dell’emarginazione subita. A questa gente costretta a convivere quotidianamente con le tribolazioni, la severità del santo ricordava che la vita è un impegno che bisogna condurre fino in fondo, che mai bisogna gettare la spugna, che per quanto pesanti possano essere le vicissitudini esiste sempre e comunque la speranza. La speranza della fede che non può non avere riflesso nella stessa speranza umana. Questo ci ha insegnato Bartolomeo. E lo ha insegnato a chi è andato via e a chi è rimasto.

Ora che le condizioni sono mutate, che la vita si è addolcita per noi e per voi, che abbiano ormai il tempo di pensare oltre che al pane anche alle rose, quale può essere la richiesta del Santo? Che cosa può volere da noi questo Santo che si è partito dall ‘Oriente per collocare il suo corpo in un piccolo arcipelago al centro del Mediterraneo il cui popolo si è disperso per il mondo ma non ha dimenticato né terra di origine né il suo protettore ?

Sì, la vita oggi sembra scorrere più facile di ieri, da noi e da voi, ma non bisogna essere spensierati. Ci sono troppi focolai di guerra nel mondo, troppe tensioni logoranti nelle comunità e fra le comunità, troppa violenza nei rapporti interpersonali. È necessario che ogni giorno si operi per riproporre le ragioni della pace, della convivenza civile, della tolleranza. Le Eolie sono state nei secoli passati un crocevia di relazioni e di incontri nel Mediterraneo. Nodo nevralgico delle relazioni commerciali, santuario di preghiera per molti pellegrini, meta di interesse culturale per i viaggiatori colti. Oggi lo sviluppo di attenzione verso un turismo diverso, un turismo culturale e naturalistico, sta rifacendo di queste isole un centro di richiamo e di interesse.

Possiamo partire da qui per rifare delle Eolie un crocevia del Mediterraneo, un crocevia di incontri pacifici, di dialogo, di ricerca comune fra i popoli? Attivare questa prospettiva è stato l’ impegno che mi sono assunto quando ho accettato la candidatura a Sindaco e per questo, soprattutto, sono stato eletto.

Ma. le Eolie non sono oggi solo nel Mediterraneo. Le Eolie sono in tutto il do. Perché voi siete le Eolie. Le Eolie sono in Australia, sono negli Stati Uniti, sono nell’America del Sud, sono in Nuova Zelanda.

Dovunque gli Eoliani siano andati per lavorare, hanno serbato il ricordo della terra e del loro Santo protettore, là sono le Eolie. E tutti gli eoliani sono chiamati a riproporre le ragioni della pace, della convivenza civile, della tolleranza.

Ecco questo mi sembra il grande disegno provvidenziale pensato per le Eolie. Per questo il corpo di Bartolomeo si è partito dall’Oriente, per questo gli Eoliani disseminati per il mondo hanno preservato cultura e tradizione. Sapremo essere all’ altezza di questa grande scommessa?”.

Prima che il dott.Giacomantonio prendesse la parola c’era stato lo scambio di

targhe ricordo fra il Sindaco ed il Presidente Merlino. Due targhe che ricordano il gemellaggio e che accostano le Eolie all’ Australia.

Conclusa anche la parte civile, si è dato il via allo spettacolo musicale. Prima il concerto bandistico eseguito dalla banda Giuseppe Verdi composta da italiani, quindi le canzoni italiane affidate a Virgilio Marino, Marina Capponi, Adam Lord, Sharon Calabro e Tony Pantano accompagnati da Nick Bavarelli e il suo complesso.

Nel corso di questo spettacolo si è esibito il “Gruppo culturale eoliano” che da qualche anno ha dato vita ad un gruppo folcloristico per far rivivere a Sydney le nostre tarantelle ed i nostri balletti.

Infine, a tarda sera, l’estrazione della lotteria e l’assegnazione di ricchi premi. La serata spettacolare è stata presentata da Paolo Rajo mentre al di là del recinto degli spettatori, gremito fino all’inverosimile, funzionavano in continuazione le giostre, i padiglioni degli specchi, le piccole piste di autovetture oltre alle bancarelle con i dolci, le bevande, i sandwich, la calia. Sotto una tenda, scortata dai membri della Confraternita San Bartolomeo, era collocata la statua del Santo.

13. CONCLUSIONI

Di ritorno a Lipari si viene subito sommersi dai mille problemi che esistono e in questi venti giorni sembrano cresciuti. Moltissimi mi incontrano e mi chiedono se mi sono divertito. La cosa mi indispettisce perchè non sono andato Australia per divertimento. Se avessi cercato il divertimento avrei scelto luoghi che non conoscevo piuttosto che tornare là dove ero stato solo quattro anni fa, oppure avrei aggiunto a quelli di missione dei giorni liberi per fare il turista. Ma c’è una mentalità che fatica a rendersi conto che un Comune ha anche una politica estera da svolgere. L’estero continua ad essere visto solo come un che di esotico e quindi evasione. Mi auguro che proprio questa pubblicazione possa contribuire e rendere più matura, su questo tema, la coscienza dei cittadini riflettendo sui risultati ottenuti e sulle potenzialità da sfruttare. E quanto ai risultati concreti di questa missione possiamo così sintetizzarli:

1. valorizzazione del rapporto Isole Eolie-Eoliani in Australia da tenere vivo sia organizzando qui un apposito ufficio di relazioni, informazione ed accoglienza rivolto ad aiutare chi ritorna a casa per ripercorrere un itinerario di memorie e sentimenti, sia organizzando a Drummoyne un Centro documentazione dell’emigrazione eoliana in Australia basandosi sulla collaborazione della Associazione Isole Eolie di Sydney e della Municipalità di Drummoyne. A rendere questo rapporto più stretto può servire l’istituzione di un collegamento permanente in Internet con le Associazioni eoliane di Sydney e di Melbourne, sperimentato con un buon successo durante la mia permanenza a Melbourne, e per il quale stanno proseguendo i lavori.

2. Promozione di scambi culturali e turistici sulla base di specifici programmi, realizzando qui alle Eolie una struttura di promozione di stages culturali (archeologia, storia medioevale, vulcanesimo, scienze del mare e della terra in genere…) magari come emanazione del progettato Centro Servizi Turismo Isole della Sicilia. L’ aprire un canale permanente di gente che viene dall’ Australia può essere importante soprattutto per i giovani di seconda e terza generazione per cui vale più – come legame con noi – la nostalgia dei sentimenti e della memoria, ma devono acquisire altre ragioni di interesse per queste isole per lo più sconosciute e distanti. E l’ interesse potrebbe essere quello di scoprire che le terre dei loro genitori e dei loro nonni hanno radici storiche importanti perché sono e al centro di settemila anni di storia del Mediterraneo che, a sua volta è stato – per molto tempo – il centro del mondo conosciuto. Si tratta di due strade che l’Amministrazione ha aperto ma che, per svilupparsi, debbono essere perseguite da tutta la Comunità eoliana, da imprenditori privati, operatori del turismo, associazioni culturali e di interesse.

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