Archivi del mese: marzo 2013

La Messa del Crisma e la Chiesa di Lipari: fine di una antica celebrazione?

Ieri, probabilmente per la prima volta dalla costituzione della Diocesi di Lipari e cioè dal XIII secolo (infatti anche se probabilmente la Chiesa di Lipari risale al III secolo sicuramente nel IX secolo ebbe una interruzione, per via del sacco saraceno, che durò diversi secoli), alla Cattedrale di Lipari non si è celebrata la Messa del Crisma. Era stata annunciata ed inserita nei manifesti, ma improvvisamente il giorno prima è stata disdetta e i fedeli lo hanno appreso da un cartello affisso nella giornata di ieri sulla porta della Cattedrale.

Questa celebrazione è chiamata del crisma perché vi si consacra il crisma per il battesimo, la confermazione e l’ordine sacro e si benedicono gli oli degli infermi e dei catecumeni, ma è anche quella che sottolinea la stretta unione fra il vescovo e la sua chiesa locale, sacerdoti e fedeli. Una celebrazione importante, che è un po’ il simbolo della diocesi, e per questo si celebra nella Cattedrale e si richiede la presenza del vescovo o di un suo incaricato espressamente delegato.

Purtroppo nella serata del lunedì è giunta la notizia che l’arcivescovo mons. Calogero La Piana non era più disponibile. Era venuto a Lipari per la ricorrenza dei 400 anni della confraternita dell’Addolorata e, viste le condizione meteomarine pessime, forse non se la sarà sentita di ripetere la traversata dopo meno di una settimana. Era capitato già un’altra volta qualche decennio fa, al tempo di mons. Cannavò, che il vescovo non era potuto venire e non aveva potuto mandare un suo ausiliare ma quella volta fu delegato a celebrare la messa del crisma mons. Alfredo Adornato, vicario episcopale. Questa volta, questo arcivescovo, si è determinato diversamente.

E’ augurabile che si sia trattato solo di un caso di forza maggiore e che il prossimo anno la tradizione possa riprendere senza problemi. Sarebbe infatti un peccato che Lipari perdesse anche questo privilegio che si era voluto conservare – malgrado non fosse più sede di diocesi e la sua cattedrale fosse divenuta “co-cattedrale” – per rispetto alla importanza di una diocesi fra le più antiche della Sicilia assieme a quelle di Siracusa, Lilibeo, Palermo, Taormina, Catania e Messina.

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A proposito delle celebrazioni per i 400 anni della confraternita dell’Addolorata

Si è conclusa la celebrazione dei 400 anni della fondazione della confraternita maschile dell’Addolorata. Una settimana religiosa ma anche culturale con le messe vespertine, le belle omelie di mons. Gaetano Sardella, mons. Alfredo Adornato, don Giuseppe Mirabito, don Lio Raffaele ed infine l’arcivescovo di Messina, Lipari, S.Lucia del Mela, S.Ecc. Mons. Calogero La Piana, gli incontri fra le confraternite dell’isola, le cerimonie conclusive fra la chiesa dell’Immacolata, dell’Addolorata e la Cattedrale.
Mentre nel pomeriggio nella chiesa dell’Immacolata si ricordavano le origini ed il significato della confraternita pensavo che quattrocento anni non erano passati invano se oggi le confraternite potevano incontrarsi in fraternità ed …. (leggi il seguito)

Rinviato l’incontro su Lipari e il cristianesimo al circolo pensionati

L’incontro “Lipari, il cristanesimo e il culto di S.Bartolomeo” previsto per giovedì 21 marzo alle ore 17,30 è stato rinviato a lunedì 25 marzo stessa ora per indisponibilità della sala.

Resurrezione di Gesù, resurrezione dei corpi, trasfigurazione del cosmo

La Resurrezione di Cristo è l’evento unico ed al tempo stesso rivoluzionario non solo della storia dell’uomo ma dell’intera creazione. Nella storia dell’uomo non è mai accaduto che un morto resuscitasse – non per tornare a morire come è stato, per esempio, per Lazzaro – ma per vivere in eterno. Questo fatto unico ed eccezionale è anche rivoluzionario perché ha sconfitto la morte ed ha aperto la strada verso la resurrezione a tutti gli uomini sia quelli premiati con la vita eterna sia quelli puniti con la dannazione eterna; quindi ha cambiato profondamente la vita eterna trasformandola dal Paradiso in cui la Trinità viveva con la schiera degli angeli nel Regno di Dio che accoglie, trasfigurati e glorificati, anche i frutti positivi dell’umanità e questo sia per i valori, i sentimenti e le virtù sia per le strutture.

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