Archivi del mese: gennaio 2013

Il controllo del territorio è un’emergenza

Il controllo del territorio a Lipari è un’emergenza. Certo anche sulle strade esterne all’abitato come ha dimostrato il danneggiamento delle macchine del geom. Sulfaro, ma  anche ed in particolare nei centri urbani dell’isola a cominciare da Lipari. Rispetto a questa emergenza il servizio di prevenzione e repressione è inadeguato: sia quello dei carabinieri sia quello della polizia municipale. Questa emergenza viene da lontano ed in particolare hanno influito dieci anni di latitanza dell’amministrazione comunale. Per questo credo che non abbia diritto il sig. Giulio China di alzare la voce e quando lo fa mi ricorda tanto quel vecchietto che la sera sulle tv spolvera le sedie, dice barzellette, e se la prende con Monti e con i giudici.
Ma restiamo a noi. Proprio perchè l’emergenza viene da lontano non si può trascurare. Avevo salutato con grande interesse il progetto di istituire un servizio di videosorveglienza, ma pare che non se ne farà niente perchè non ci sono, mi si dice, le risorse. Non vorrei apparire polemico ma forse si potrebbe risparmiare sui vigili…per quello che servono. Avevo segnalato due giorni fa un materasso in un vicolo ed una borsa di rifiuti in un’aiuola. Sono ancora lì. Voi credete che qualcuno sia venuto a vedere? Nemmeno per sogno. Un primo materasso era comparso nello tesso posto un mese fa, ci vollero dieci giorni per portarlo via. Avreste creduto che qualche vigile abbia fatto una piccola indagine per sapere chi era l’incivile che se n’era liberato in maniera così poco urbana.  Ma nemmeno per sogno. Mi si dice che i vigili hanno tanto da fare a controllare le strade… Voi dite? C’è una curva a Lipari molto pericolosa proprio in pieno centro storico: è quella che immette da via Umberto I in corso vittorio Emanuele danti alla pescheria. A dire il vero è divenuta pericolosa da quando si è permesso al bar di realizzare una copertura che prende tutto il marciapiede confinante con l’ultimo tratto di via Umberto I; anzi siccome erano rimasti trenta centimetri liberi si è pensato bene di occuparli con una fila di piante. Ora proprio in quel tratto di strada,. tutte le mattine parcheggiano una o due e persino tre macchine. Il malcapitato cittadino che, magari con la pioggia, deve imboccare il vicolo a fianco alla pescheria, deve affidarsi l’anima a Dio e sperare quando supera a destra ( a sinistra non c’è spazio sufficiente)le macchine parcheggiate, non giunga da via Umberto I una macchina o peggio una moto a tutto gas. E se il cittadino ha un bambino per mano o una carrozzella? Ebbene si è mai visto un vigile che faccia spostare le macchine, o dia una multa, o si accerti che si renda libero (come il codice della strada prescrive) un pezzo di marciapiede per non dovere traversare nel centro della strada? Per questo dico polemicamente che se bisogna trovare i soldi per istituire un servizio di video sorveglianza forse si potrebbero tagliare i costi della polizia municipale. Con un servizio di questo tipo forse si scoprirebbero gli incivili che gettano materassi ed altro nei vicoli, che si ubbriacano e la notte distruggono le macchine, che per gioco strappano alle macchine specchietti e tergicristalli, che soprattutto il sabato notte orinano per le strade, urlano, si azzuffano. Forse si riuscirebbe a spiegare a tanti ragazzi che divertirsi non vuol dire danneggiare e disturbare il prossimo.  La sera del 6 gennaio, quella della Befana, quando danneggiarono la mia macchina a villa Mazzini, ne danneggiarono gravemente anche altre due. Si è detto che erano quattro o cinque ragazzini fra i 14 ed i 16 anni ubriachi fradici che avevano una Jeep forse presa ad un parente e guidando all’impazzata fecero quel “popò” di danno. Poi, si dice, che si pestarono fra di loro. Ma di tutto questo ufficialmente non si sa niente. Eppure quella jeep deve essere finita da un carrozziere con una grossa ammaccatura e forse qualche ragazzo deve essere andato a farsi medicare. Ma a Lipari l’omertà regna sovrana.

Perchè hanno rimosso Mons. Micciché ?

Sull’ultimo numero dell’Espresso in edicola c’è un articolo (che allego)  a firma Lirio Abbate che ricostruisce la desolante vicenda di Trapani che ha portato alla rimozione da Vescovo di Mons. Micciché già, come si ricorderà, vescovo di Lipari. Da questa ricostruzione – che appare molto informata sulle indagini in corso da parte della Magistratura – emerge non solo l’innocenza del vescovo Micciché, della quale chi lo conosceva non aveva alcun dubbio, ma l’opera truffaldina e infamante di don Treppiedi che il vescovo aveva sospeso a divinis ed anche commistioni non solo con lo IOR ma con monsignori del Vaticano. Che nella Chiesa possano succedere di queste cose non fa meraviglia, quello che è desolante è la superficialità con cui si opera in queste vicende delicate. Il Vaticano mandò Mons. Mogavero a Trapani ad ispezionare e probabilmente il prelato cadde anche lui nella rete di insinuazioni e calunnie tanto da non rendere giustizia al suo confratello.  Questo Mons. Mogavero probabilmente è vescovo di tutt’altra pasta di Mons. Marra che mandato anche lui ad ispezionare una diocesi, quella di Orvieto per l’esattezza, si comportò con ben altro tatto e ben altro stile. Che cosa succederà ora? Speriamo che il Vaticano ( mi risulta difficile scrivere “Chiesa”) non voglia mettere tutto a tacere ( anche se leggendo l’articolo un sospetto nasce…) e renda giustizia, anche se tardiva, al Vescovo Micciché a cui rinnovo i miei sentimenti di devozione e di stima.