Ancora sul museo del cinema all’Immacolata

Ho ritrovato su Eolie News di Salvatore Sarpi un mio intervento del 27 luglio 2009 nel quale discutevo di dove collocare Il Museo del Cinema e come fossi contrario alla scelta dell’Immacolata che sembrava essere quella dell’Amministrazione comunale di allora. Riporto qui appresso quell’intervento perché mi sembra presenti ancora una sua attualità ed anche per un’altra ragione che dirò subito dopo. Ecco l’articolo:

 lunedì 27 luglio 2009

 Auditorium, Museo del Cinema… occorre una pianificazione (di Michele Giacomantonio)

Mi sembra un fatto positivo che si sia aperta una discussione su dove collocare il Museo del Cinema è quale sia la migliore destinazione per l’Immacolata. Sono problemi concreti di tutta la comunità erroneamente ritenuti di competenza esclusiva degli amministratori. Anche perché, se li abbandoni agli amministratori accade quello a cui stiamo assistendo per il Museo del Cinema. Molto spesso si ha l’impressione che per loro non si tratti di inserire un centro di interesse di straordinaria importanza in una pianificazione dell’offerta culturale e turistica delle Eolie ma di trovar un qualche buco dove collocare, togliendosi dagli impicci, un dono un po’ fastidioso, come succede per il grande vaso demodée regalatoci da una vecchia zia. Così da anni si tiene sulla corda il Principe Alliata, come si è tenuto sulla corda, finch’è non è morto, il povero Spartaco Persiani con la sua tipografia d’epoca.
La discussione fra la gente permette a questa di riappropriarsi di un diritto di cui il “palazzo” tende ad espropriarla ed in qualche modo costringe il “palazzo” a programmare. Per esempio, qualcuno ha osservato, a mio avviso, non senza una qualche ragione, che forse le isole più deputate ad ospitare un “Museo del Cinema” siano Stromboli o Vulcano perché è stata proprio la “guerra dei vulcani” a richiamare l’attenzione sulle Eolie. Ed a questo proposito, proprio l’altro giorno, gente di Stromboli mi chiedeva che fine avesse fatto l’ idea della mia amministrazione di acquisire il vecchio mulino per farne un centro di interesse, museo o altro che fosse. Naturalmente morta e sepolta con quella amministrazione. Ecco questa potrebbe essere una bella ipotesi: aprire a Stromboli un museo del cinema acquisendo, da parte del Comune, il vecchio Mulino e ristrutturandolo.
Ma ce ne potrebbe essere anche un’altra che era stata avanzata dieci anni fa e provo a riproporre. A Lipari c’è un antico edificio ad angolo fra corso Vittorio Emanuele e via Emanuele Carnevale che un tempo era stato l’Ospedale San Giovanni e che ormai da circa un secolo non ha più questa destinazione. Dopo di allora ha ospitato per qualche tempo l’Ufficio del Registro e forse qualche altra attività, ma ormai da molti decenni è chiuso perchè pericolante. Credo che sia ancora nel patrimonio dell’Ospedale anche se non so a che punto sia arrivata la partita di dare e avere di immobili fra il Comune e la ASL. Nella trattativa erano entrati i locali di via Umberto primo che il Comune aveva fatti ristrutturare parzialmente, alcuni locali dell’edificio della ex Pretura in via Garibaldi, i locali del parco di Vulcano acquistati dal Comune e dati alla ASL per farne la guardia medica. Comunque non credo che sia un problema acquisirlo se già la ASL non ha un progetto su di esso. Perché quell’edificio sarebbe un’occasione splendida per farne il palazzo della cultura ed ospitarvi la Biblioteca comunale, il Museo del cinema che potrebbe divenire il Museo delle arti audiovisive e comprendere magari anche quella splendida collezione di “cunti” che la professoressa Marilena Maffei Lucchesi ha raccolto lungo trent’anni nelle nostre isole e rappresentano un patrimonio eccezionale della nostra cultura popolare. E’ un’ipotesi su cui bisognerebbe lavorarci con sensibilità, competenza e costanza per creare nel nostro arcipelago un altro centro di interesse di grande significato degno, in qualche modo, di essere affiancato al nostro Museo.
Moltiplicare i centri di interesse di qualità deve essere questo un impegno costante per promuovere quel turismo culturale che rappresenta futuro e lavoro.
Io l’Immacolata la lascerei alla sua funzione di chiesa e di auditorium per rappresentazioni di alto livello qualitativo ( concerti innanzitutto) che sono due destinazioni che possono camminare insieme. D’altronde non credo che sia nelle possibilità del Comune fare diversamente perché dovrebbe avere prima il consenso dell’Arcivescovo. E non credo che Mons. Calogero La Piana, per quanto vescovo aperto e sensibile alle istanze culturali più moderne, possa convenire che durante le celebrazioni religiose la pietà della gente invece che ai quadri  dei santi si rivolga ai volti delle attrici.”

Questo l’articolo di tre anni fa. L’ho riprodotto perché ieri sera un mio carissimo amico del Centro Studi mi rimproverava di non avere manifestato per tempo la mia critica alla scelta dell’Immacolata per il Museo. Ecco dimostrato che la mia posizione è di almeno tre anni fa…. Ma poi, un conto è la mia posizione ed un conto è il fatto. E’ vero o è falso che a Lipari sia nato un museo del cinema e che questo sia stato collocato all’Immacolata? E’ falso ed i giornali a cominciare da Repubblica hanno pubblicato una notizia non vera. Ecco qui appresso la notizia pubblicata da Repubblica:” i capolavori del cinema alle Eolie raccolti in un museo”.

  I capolavori del cinema

 Io mi sono limitato a dire che il…re era nudo cioè che la notizia era falsa. E l’ho fatto dopo essere caduto io stesso nell’errore ed avere raccolto informazioni dirette dal Sindaco e dalla Curia arcivescovile. Per quello che sono riuscito a capire, vi era una vecchia determina del vecchio Sindaco che indicava la Chiesa dell’Immacolata come Museo del cinema e ne affidava la gestione al Centro Studi Eoliano. Ma l’ex Sindaco non aveva chiesto il benestare della Diocesi per questa scelta e l’Arcivescovo nulla sapeva di questa decisione per cui rimaneva in vigore il compromesso stipulato circa 15 anni fa fra Mons. Marra allora Arcivescovo di Messina, Lipari, S. Lucia del Mela e l’allora Sindaco di Lipari cioè lo scrivente. E il compromesso consentiva al Comune di Lipari di restaurare l’Immacolata con la finalità di farne un Auditorium pur continuando a rimanere chiesa consacrata. Di più, anche a proposito delle rappresentazioni il documento aggiungeva che dovevano essere consoni alla sacralità del luogo.

Vorrei aggiungere un’altra considerazione a proposito di quanto ha scritto l’amico Pietro Lo Cascio. Trasformare la Chiesa in un museo non è la stessa cosa che ospitare una mostra. Mettere delle locandine, che non presentino scene censurabili, per qualche settimana che vengono tolte quando la mostra si conclude non è lo stesso che apporre degli stand stabili a fianco agli altari che certamente continueranno a fare bella mostra di sé anche durante le funzioni religiose.

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